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‘SVB’ – Rambaudi: “Con la Fiorentina serve un altro step, ecco come giocherei…”(AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Il commento dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio a due giorni dalla gara in casa della Fiorentina:

Kolarov-Tavares? Il primo in fase difensiva peccava un po’, era forte da metà campo in su. Il portoghese rispecchia il profilo che mi piace, gioca più in mezzo al campo, è uno di quei calciatori ‘bifasici’ che può crescere ancora. Tuttavia stiamo parlando di ottimi calciatori.

Champions? L’Atalanta dimostra di avere un progetto. Anche la Lazio può diventare una squadra forte se si allena in un determinato modo, con delle idee chiare. Zaccagni è già un grande giocatore e può migliorare ancora. Poi magari non ci sono tanti campioni, ma non ci sono neanche in moltissime altre squadre. Sta all’allenatore dare l’impronta giusta per iniziare il cammino di crescita.

Nel settore giovanile alcune squadre spendono molto, ma dipende da come lo fanno. L’Atalanta è tra questi club, ma l’artefice di tutto è Gasperini. Ha questa idea di fare calcio e la mantiene, in più migliora i calciatori, anche se si parla spesso solo dell’aspetto legato alla fisicità. E’ la squadra più europea di tutte. Mi piace la Dea, così come mi piace la Lazio. Non le paragono, ma con questo gioco i biancocelesti stanno facendo vedere qualcosa.

Nuovo format della Champions? E’ una novità e come accade con tutte le novità serve tempo per giudicare. Il cambiamento spesso si comprende con difficoltà, anche io potrei dire che si fa un po’ fatica ora a capire bene e ad abituarsi alla nuova formula, ma ci vuole tempo per valutare.

Palladino in discussione? La Fiorentina è una squadra che si piace un po’ troppo, inconsapevolmente pecca di presunzione. Stesso discorso vale per il suo allenatore. Ad ogni modo, sa reagire. Giocheremo contro una squadra che concede e dovremo essere cinici. La Viola crea molto, ma non concretizza tantissimo.

Marusic o Lazzari? Può darsi che fuori casa metta Marusic. O farà il ragionamento fatto col Verona, scegliendo il più veloce; dipenderà anche dalla loro formazione.

Il discorso dell’equilibrio? Ricordiamoci che al Verona hai concesso solo una palla gol. Contro il Verona non è un discorso che ci può stare, magari contro il Milan sì. Nella mia partita ideale guardo la pericolosità, l’indice di rischio e il dominio. Nella sfida col Verona che parate ha fatto Provedel? Una nel finale, se possiamo chiamarla così.

La Lazio mi piace perché difende a seconda del pressing degli avversari; poi può concedere una palla lunga dietro ma in quel caso bisogna essere bravi a difenderci scappando dietro. Ci sono i calciatori di gamba, l’unico che potrebbe andare in difficoltà in questo è Romagnoli ma tatticamente sa leggere la giocata prima.

Mi aspetto una grande partita a Firenze e una vittoria. Il play alla Lazio non c’è, giochiamo a due e a turno qualcuno lo diventa. Rovella, Guendouzi o anche Gila da dietro. Non credo ci sia un play, se io tecnico avessi un regista che sa capire i tempi e impostare lo metterei sempre. Domenica se ti aggrediscono devi uscire dalla costruzione dal basso verticalizzando, andando in superiorità numerica. La verticalizzazione diventa importantissima, con giocatori bifasici in grado di fare la scelta giusta: no possesso ma giocata.

Ibra-Boban? La mania di onnipotenza fa i danni. Io credo che per migliorare una società ci debbano avere determinate figure. A Firenze voglio vedere un altro step di crescita. Se prendo un punto? No, mai accontentarsi. A Firenze serve la prestazione.

Cosa fare contro la Fiorentina? Cerchi di portarla in inferiorità numerica. La gara, come quasi sempre accade, si farà a centrocampo, noi dobbiamo andarli a colpire davanti

Una vittoria darebbe grande autostima, voglia di crescere ancora. Se non dovessero arrivare il successo non ci si dovrà deprimere. E’ importante capire a che punto della stagione si è. La prestazione non deve essere casuale”.

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‘SVB’ – Rambaudi: “I biancocelesti hanno fame, questo servirà anche in Europa. Fiorentina? Ecco quale giocatore vorrei alla Lazio…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Il commento dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio a pochi giorni dalla gara in casa della Fiorentina e il commento sulle italiane in Champions:

La Juve mi è piaciuta per come è stata in campo e per come ha dominato. Da allenatore mi piace vederla. Il Milan invece male, deve ‘guarire’; dietro non c’è qualità nelle individualità. Pioli era sul suo pezzo perché lui mascherava, Fonseca vuole altre cose.

Per quanto riguarda la Lazio, ci vuole equilibrio e non parlo di campo, mi riferisco al contesto. Roma è l’eccesso, nel bene e nel male, ed è questo il bello. Io ho trasformato fischi in applausi e questo devono fare anche i calciatori biancocelesti. La squadra in campo rispecchia allenatore e società in campo e ora si vede la mentalità del tecnico. La mentalità vincente si acquisisce con il lavoro, le partite, con una società forte, un tecnico con idee chiare e meritocratiche ed inoltre con calciatori che stanno bene in gruppo., che sanno creare il gruppo.

In questa Lazio vedo che c’è fame, c’è voglia, le ha trasmesse il tecnico. Mi piace questo atteggiamento. L’entusiasmo e la voglia di affermarsi e stupire può fare bene, anche in Europa League, ai nuovi arrivati. Secondo me il tecnico ha trovato lo spartito giusto e con un buon lavoro viene fuori un’ottima sinfonia.

La Fiorentina ha dei buoni giocatori ma ancora non è squadra, vive di sprazzi. L’ho vista anche contro l’Atalanta. Mandragora mi piace molto, è un giocatore quasi completo; mi piacerebbe per la Lazio. La sua sfortuna sono stati gli infortuni, ma ha il tiro da fuori, è propositivo, è bravo di testa, è un assist-man. La Fiorentina è una squadra difficile da affrontare se perdi palla; il Gudmundsson visto fino ad ora, con Palladino potrebbe fare bene“.

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‘SVB’ – Rambaudi: “La Lazio ha fatto cinque passi avanti. Ecco chi sono i titolari…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Il commento dell’ex calciatore biancoceleste sulla vittoria della Lazio contro il Verona:

Io e Pedro come caratteristiche siamo un po’ diversi: io più assist-man, invadevo l’area, lui più trequartista.

A me la Lazio convince, ma non convince invece il contorno. Parlo delle domande fatte ieri sera e delle risposte, anche di Baroni. Dopo una partita come quella di ieri trovo strano il fatto che si parli di ‘equilibrio’. Le gare vanno lette bene. Ieri non è mancato l’equilibrio. Mi sembra ci siano stati passi in avanti, contro una squadra ostica. Al Verona non è stato concesso nulla.

I primi 20′ sono stati giocati a grande ritmo, senza subire e facendo due gol. Sulla rete si è presa la responsabilità l’allenatore, ma le distanze erano giusto. E’ stato anche casuale. Lì ci deve essere la lettura individuale del reparto da una parte del singolo.

Critichiamo quando c’è da criticare, ieri per me c’è stato un passo avanti. C’è voglia di mostrare, di seguire l’allenatore. Buona partita di Rovella, Gila mi è piaciuto tanto, diventerà un difensore completo. Al di là del risultato, guardo la prestazione e dico che il Verona, che ha fatto gare importante anche contro squadre importanti, non ha mai tirato in porta.

Guendouzi? Lo vedo bene. Deve studiare da mediano, ma anche ieri ha fatto una prestazione ottima, tolte un paio di occasioni dove entrambi lì in mezzo dovevano fare letture diverse. Lui sta facendo bene, anche Rovella mi è piaciuto molto. Il francese corre tanto e bene, deve imparare a ragionare velocemente con il pallone. Rovella interpreta bene il ruolo e forse è uno dei pochi che calcia da fuori, questa diventa una soluzione importante.

Lasciamo lavorare la squadra, vedo voglia e unità di intenti. Mi piace la mentalità. Il cammino è lungo, ma ieri sono stati fatti cinque passi in avanti.

Se mi è piaciuto Isaksen? Ieri mi sono piaciuti tutti. Formazione tipo? La Lazio ha la fortuna di avere alternative importanti, da scegliere in base a chi sta bene fisicamente e mentalmente. Tolto Zaccagni che ha grande qualità e sta sempre in campo. Anche Noslin sarà utile, così come Tchaouna; questi due hanno bisogno di non caricarsi di troppe responsabilità. Della titolarità di Tavares, Romagnoli e Gila non possiamo farne a meno. Pure Lazzari mi è piaciuto, è stato applicato, attento. Vero che l’avversario non era una big ma prendiamoci il bello e continuiamo a lavorare.

Castrovilli è entrato abbastanza bene, ha fatto il suo, niente di che, in un momento comunque importante. Bisogna dargli tempo di trovare il ritmo e di entrare in questa squadra. Non c’è fretta, noi abbiamo bisogno del miglior Castrovilli. Deve prendere fiducia nella sua fisicità, a livello di tecnica è un calciatore che può dare qualcosa in più.

Tavares è bravo e intraprendente, un po’ come tutti. Questi aspetti diependono dal messaggio che manda il tecnico, dalla mentalità che ha la squadra. E’ forte e ha imparato determinati meccanismi“.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Fiducia a Castellanos. Tra Marusic e Lazzari ecco chi scelgo” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste a poche ore dal fischio d’inizio di Lazio-Verona:

Indipendentemente dal risultato delle altre, devi pensare a te e a alla gara di oggi: serve approcciarsi bene. Servirà tempo per valutare le squadre. Koopmeiners, per esempio, è un buon giocatore, ma non è un campione; io non prenderei mai un giocatore di Gasperini, perché lui li sa valorizzare. Tuttavia penso che la Lazio debba pensare a se stessa, affrontando questa sfida come una finale. Servirà trovare l’equilibrio giusto, che si ottiene allenandosi, lavorando e vincendo.

Io credo che il Verona giocherà a tre dietro, la Lazio può migliorarsi e crescere e questa gara può dare entusiasmo.

Lazzari o Marusic stasera? Metto il secondo, tutta la vita. E’ vero che lì c’è Lazovic, giocatore veloce, ma Lazzari in area può andare in difficoltà.

Gila che rientra? Non sono convinto, Patric ha fatto bene. Rientrare in questa gara non so se è l’ideale. Non so se confermerei Patric o metterei Gila, dipende da come sono andati in settimana. Tuttavia il rientro dello spagnolo è sicuramente importante.

Le defezioni del Verona? Duda e Suslov cambiano la squadra a livello tattico. Mancano due calciatori di grande qualità. Dieto Frese può sostituirlo meglio, cambiando modulo magare.

Su Zaccagni ci si deve puntare sempre, può cambiare le cose in qualsiasi momento. Da lui ci aspettiamo molto, ha tanta qualità. Lui e Kvara in Italia sono i numero 1 in quel ruolo. Deve avere più ‘spensieratezza’, la fascia al braccio gli piace ma lo destabilizza un po’, è un fatto inconscio che lo porta a giocare meno di pancia.

Dele-Bashiru? Le parole di Baroni confermano che ad oggi non può fare il mediano, ma ci si può sicuramente lavorare. E’ più una seconda punta adesso. Guendouzi deve giocare in verticale quando siamo in possesso, per dare più soluzioni; deve lavorare per diventare un mediano.

Dele-Bashiru somiglianze con Loftus-Cheek? Sì, ma anche Loftus tanti allenatori hanno difficoltà a schierarlo come mediano.

Quale big ha palesato più problemi in questo avvio? In Italia facciamo passare per ‘straordinarie’ cose ‘normali’. Prendiamo Vlahovic, non ha dimostrato niente a Torino, soprattutto per quanto guadagna. La Juve ha mostrato difficoltà nel gioco, nell’impostazione; serve fame e non so lì quanti calciatori l’abbiano. L’ Inter ieri ha avuto difficoltà a concretizzare; i nerazzurri vogliono salvaguardare la Champions e alcuni calciatori non giocano, questo è sbagliato a mio avviso. Mi piace il Napoli, il risultato di ieri è un po’ bugiardo ma ho visto è una squadra umile, operaia.

Castellanos, Vlahovic, Retegui o Dovbyk? Dobbiamo pensare a quello che stanno facendo, non a quello che hanno fatto. Castellanos con Vlahovic di oggi non lo scambierei, Doybyk non mi sembra un fenomeno. Noi sminuiamo sempre i nostri, ma Taty ha fame, è un attaccante abbastanza completo. La Lazio ora crossa molta perché conosce l’elevazione di Castellanos. Retegui? Lo metto al pari di Taty. Sulla fiducia prenderei Vlahovic, anche se alla Juve non ha fatto vedere le sue qualità.

Ricordiamoci il Luis Alberto del primo anno, a fine stagione volevano salutarlo, poi è diventato quello che abbiamo visto. Diamo fiducia a Castellanos, dobbiamo aspettare, ci vuole equilibrio. La fortuna di Luis Alberto è stato Tare. Dopo un anno che Inzaghi non lo vedeva, il ds si è imposto per farlo rimanere. Poi è stato bravo Simone a entrare nella testa del calciatore, lo sappiamo che è una grande gestore oltreché un grande allenatore“.

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SVB’ – Rambaudi: “Castrovilli a piccole dosi. Noslin? Lo metterei con Zac” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste a pochi giorni da Lazio-Verona.

Per quanto riguarda Castrovilli, non dobbiamo pensare al calciatore che era e vivere con quel ricordo. Sappiamo che ha qualità e anche che è fragile, serve pazienza per farlo ritrovare e fargli riacquisire consapevolezze.

Baroni lavorerà bene anche con lui. Il tecnico ha il compito di far vedere un bel gioco, di far crescere le individualità e di portare risultati; se non mette ora Castrovilli è perché non lo reputa pronto. Per me poi potrà giocare sulla trequarti, non è un play; può fare la mezzala, può andare in avanti, palla al piede. E’ da schierare da metà campo in su.

Contro il Verona metterei Isaksen titolare, anche se per Noslin giocare contro la sua ex squadra potrebbe essere uno stimolo in più per fare bene. Io vedrei bene Zaccagni e Noslin a creare il 2 contro 1 nella parte in cui gli avversari sono carenti. Lo facevano Robben e Ribery: giocavano volutamente in una fascia dove capivano che c’era un giocatore più debole e raddoppiavano.

Numericamente a questa Lazio serve un centrocampista che va preso però se può dare qualcosa in più. Chi può essere il ‘nuovo Leiva’? Come caratteristiche direi Sohm del Parma o anche Rodri del City; poi personalmente penso che non sia un limite far giocare giocatori giovani o che vengono da basse categorie. Leone della Juve Stabia, ad esempio, ora è in B ma potrebbe stare ad alti livelli; ha le caratteristiche di Leiva, è italiano. Nella Lazio servirebbe un giocatore con queste caratteristiche ma per far crescere il gruppo di ora deve anche esserci un calciatore con un profilo importante, che accenda la fiammella nello spogliatoio, l’entusiasmo. Leone lo prenderei e lo costruirei, nel frattempo servirebbe un profilo già pronto.

Ieri Lotito ha ribadito più volte che ora il gruppo è unito, quindi stando alle sue parole il lavoro fatto in estate è servito per portare questo: salutare i più ‘vecchi’ e rimettere in ordine lo spogliatoio“.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Per entrare in Europa servono almeno 60 gol. Isaksen? Lo metterei dal 1′ col Verona” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste:

“Le parole di Fabiani dimostrano che la società continua ad andare sulla sua strada: si è aperto un nuovo ciclo, hanno puntato su dei calciatori che hanno grandissima qualità secondo loro; Dia è importante, è un calciatore quasi completo, poi bisogna vedere come si ambienta ma è un grande colpo. L’altro messaggio del direttore è che non si compra tanto per, ma si cercano profili funzionali. Io credo che manchi ancora qualcosa a centrocampo, ora servono idee e lavoro con Baroni. Il ds non ha detto niente di nuovo.

Obiettivi? Non facciamo proclami, vediamo come cresce questa squadra. Io ho fiducia. E’ un gruppo affiatato, poi il coraggio, l’entusiasmo e i risultati faranno la differenza. Mi piacerebbe che la Lazio diventasse l’intrusa tra quelle che lottano per la Champions. L’obiettivo immediato è comunque il Verona. Dopo la sosta ci sono sempre sorprese, la Lazio ha dimostrato dei limiti di approccio e Baroni deve puntare il dito qui. L’atteggiamento dovrà essere come quello di una finale di Champions. Il risultato e la prestazione diventano una medicina importante per una squadra che ha cambiato e deve trovare identità.

Gigot? Nelle interviste tutti dimostrano spregiudicatezza, poi dobbiamo vederlo in campo. Dia mi sembra abbia leadership. Il centrale francese voglio vederlo, ne parla molto bene Fabiani ma le chiacchiere se le porta via il tempo, va visto. Basta guardarlo in una partita.

Gila terzino? Bisogna capire cosa si cerca in quel ruolo. Può essere una soluzione a destra. Tuttavia Marusic è il giocatore più europeo che abbiamo come fisicità e ritmo. Gila può essere un buon prospetto, è più aggressivo, più marcatore.

Per quanto riguarda l’approccio, si intuisce solo allenando il gruppo se i calciatori sono attenti e pronti. Secondo me, l’allenamento dice come si arriverà alla partita. La gara è un esame, bisogna vedere come studi. Nel pre-partita poi molto dipende da chi hai in squadra: se si arriva con il cellulare io mi arrabbio e anche il comportamento tenuto sul pullman può fare la differenza

Calciatori-simobolo di leadership? Guendouzi può essere tra questi, ma in campo non deve lamentarsi e criticare, mi sembra troppo esibizionista; può piacere alla gente ma non al gruppo questo modo di fare. Al di là dei singoli però serve grande coraggio. L’atteggiamento deve essere quello di Castellanos. Mi aspetto di più da Zaccagni, spero si liberi un po’ da questa responsabilità da capitano, è devastante nell’1 contro 1 e deve tornare ad esserlo. Deve tornare ad essere più libero di mente, può essere il nostro fuoriclasse.

Noslin, Tcahouna e Isaksen? Va scelto chi è pronto. Noslin e Tchaouna in questo momento potrebbero essere alle prese con una responsabilità più grande di loro. Magari durante la gara possono fare meglio.

Baroni guarderà sia gli allenamenti che l’aspetto mentale. Sul fatto che Noslin possa esserci dal 1′ mi vengono dei dubbi perché è la sua ex squadra. Ma davanti la rosa mette a disposizione più scelte.

Per entrare in Europa servono 60-70 gol: Zaccagni può farne una decina, Dia mettiamo 15, Vecino 5-6 li può segnare, Gila e Romagnoli magari 2-3 a testa. Prima la Lazio tirava poco in porta, ora il dato è migliorato. L’allenatore col Milan ha dato un segnale importante, mettendo quattro attaccanti, come a dire ‘pensiamo noi a fare la partita. Col Verona io metterei Isaksen dal 1””.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Con Baroni più tiri in porta di Sarri. Lotito? Se non vuole crescere, venda” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio e sull’apporto di Baroni.

Belahyane è un prospetto importante. Il Verona ha delle individualità, ma si equivalgono. Ha cambi ritmo notevoli in partita, ogni palla persa la trasformano in un’azione offensiva. Bisognerà essere umili e pensare bene a noi stessi. La Lazio è la Lazio, gli altri devono pensare a lei: i biancocelesti devono avere umiltà, ma tenendo conto delle proprie qualità, così si costruisce una mentalità vincente.

Gol presi in avvio? Si risolvono parlando e affrontando gli allenamenti con la concentrazione giusta, preparando alcune giocate in cui si è carenti. Serve un giusto equilibrio. Con Sarri a livello difensivo si lavorava bene e davanti sopperivi con alcuni big. Adesso la Lazio crea, è propositiva. Prima creava meno, parlano i numeri; ora che mancano diversi uomini di qualità davanti i problemi sono venuti fuori ma con Baroni si fanno più tiri in porta.

Tempi indietro c’era Milinkovic, soluzione molto importante per la Lazio. Sarri? Si era creato un attrito, è stato poi bravo Tare a ricompattare l’ambiente. Ricordiamoci che inizialmente il tecnico preferiva Akpa-Akpro a Luis ALberto, ma magari lo spagnolo andava spronato diversamente. Tuttavia Sarri, da persone intelligente, tra cene e uscite con la squadra, è riuscito a ricompattare il gruppo insieme a Tare. Non può esserci distacco tra allenatore e squadra. Quando la situazione è tesa si sopporta finché ci sono i risultati, poi alla prima sconfitta esce fuori tutto il malcontento.

Una figura alla Peruzzi per me è improtante, serve per creare il mosaico perfetto. Team manager, o chiamiamolo come vogliamo, ormai i termini nel calcio cambiano, ma ci vuole una figura che sappia già cosa pensano i calciatori prima di parlare o agire. E, al contrario, i giocatori devono sapere che vengono subito sgamati quando qualcosa non va. Serve questo profilo per la società, la squadra e anche per l’ambiente: una figura così farebbe bene anche per riaccendere la scintilla, l’entusiasmo. Ci sono troppe critiche al momento tra presidente e ambiente. Lotito, da persona intelligente qual è, dovrebbe scegliere questa figura che unisce: serve un profilo funzionale per riallacciare il rapporto con la tifoseria.

Ora la Lazio deve lavorare per avere continuità nel campionato italiano. Serve migliorare anno dopo anno, altrimenti viene da pensare che il presidente non ha le capacità o la voglia di lottare per le posizioni di alta classifica. Sono state fatte cose importanti ma serve una crescita continua, altrimenti è bene che il presidente venda“.

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‘SVB’ – Rambaudi: “Italia matura. Zaccagni potrebbe fare la seconda punta. E Guendouzi…” (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. L’ex giocatore biancoceleste ha parlato dell’Italia e della Lazio che tornerà in campo lunedì (all’Olimpico contro il Verona).

La prestazione dell’Italia è stata matura, come ha detto Spalletti. Ci sono ragazzi che si applicano, volenterosi e con qualità anche umane; il tecnico credo che li abbia scelti anche per questo

Ieri gara difficile perché arrivava dopo quella con la Francia, ma l’atteggiamento è stato giusto. A livello tattico e di interpretazione mi è piaciuta la squadra.

Guendouzi, in campo ieri 80’, ora deve farci vedere di che pasta è fatto. Quello della Lazio è un gioco propositivo, con verticalizzazione e 1 contro 1 sugli esterni. Guendouzi può fare tutto lí in mezzo, ma deve farlo meglio. Io sfrutterei sempre l’inserimento di uno dei due centrocampisti, perché è l’imprevedibilità di questa squadra.

Zaccagni in Nazionale? Visto il modulo, potrebbe giocare come seconda punta, compatibilmente con quello che vuole l’allenatore. Stesso discorso vale per Chiesa

La Lazio è una squadra che ha fame e può fare bene. Castellanos mette il fiato sul collo a tutti gli avversari, Zaccagni deve tornare quello ‘di pancia’ che è stato fino allo scorso anno: nell’1 contro 1 è uno dei migliori in Italia.

Provedel mi sembra quello che ha accusato più il cambio d’allenatore, di modulo. La squadra ha bisogno che il portiere trasmetta sicurezza ad una difesa che a volte barcolla. Come comportarsi con gli estremi difensori? È bene parlarci per capire se ci sono problematiche personali e qualora non ci dovessero essere, serve focalizzarci su ciò che non va in campo“.

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‘SVB’ – Rambaudi: “La Lazio deve diventare la rompipalle del campionato. Patric può essere il mediano in emergenza” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’ per illustrare il ruolo della Lazio in campionato.

“Il rientro di Gila per Baroni è importante. E’ un difensore che ha velocità e che può dare molto, sarà il titolare con Castrovilli. A differenza di Patric non ha l’errore incorporato. A proposito dello spagnolo, Inzaghi mi rivelò che lo faceva giocare da centrale di destra perché lui era il marcatore più dotato tecnicamente. Aggiungo che in caso di necessità, l’ex Barcellona potrebbe essere provato anche in mediana”.

“La Roma meglio della Lazio? Al momento non mi interessa. Quello che voglio dire è che con Hummels i giallorossi hanno messo dentro un giocatore con grande esperienza, che migliora il gruppo. La stessa cosa accadde alla Lazio con Klose. La Lazio deve lavorare su se stessa e deve diventare la rompipalle del campionato, l’intrusa che dà fastidio anche se ho dubbi a centrocampo”.

“Castrovilli può dare molto a questa squadra, ma lo vedo bene in un centrocampo a tre con Guendouzi e Rovella, non in una mediana a tre. Dele Bashiru non darebbe il meglio da mediano, lo vedo meglio come trequartista e sotto-punta”.    

    

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‘SVB’ – Rambaudi sul taglio di Castrovilli: “A centrocampo Lazio troppo corta, difficile parlare di scelta tecnica” E su Dele-Bashiru… (AUDIO)

Roberto Rambaudi, ex calciatore della Lazio, a Radiosei

Castrovilli fuori dalla lista Europa League, come te lo spieghi?

“Bisogna valutarlo quotidianamente come fa Baroni. Come caratteristiche è più un trequartista, non un mediano. Giocando con due mediani, lui diventa meno utile per dare equilibrio alla squadra. Anche alla Fiorentina giocava mezzala, poi con Italiano a volte giocava trequarti. Lui ha qualità dalla metà campo in su. Dele-Bashiru? Deve studiare tanto per diventare centrocampista. La Lazio è corta a centrocampo, non ci siamo. E Baroni non ha neanche una grande scelta, nel senso che i due mediani non sono specializzati nel ruolo. E’ evidente che non sia bene Castrovilli, almeno adesso. Presumo che il suo tempo arriverà più avanti e magari adesso non ha il ritmo dei compagni. Mi restano grandi dubbi sul centrocampo della Lazio”.

Dele-Bashiru

“Ad oggi Dele-Bashiru, per me non può fare il mediano. Il ragazzo ragiona da attaccante. Un po’ come Milinkovic, che nella sua Nazionale giocava trequartista, magari potrebbe fare un percorso da mezzala. Non è un paragone tecnico, ovviamente. Ma può lavorare per diventare un centrocampista. Cataldi? Mi ha un po’ deluso, non per la sua scelta, ma perché nella sua carriera pensavo potesse avere qualità migliori, non limitarsi a fare un po’ il compitino. Comunque ha trovato il suo habitat naturale con Sarri, perché difendeva sulla palla, come centrocampista che chiude le linee di passaggio”.

Dario Cadeddu

05/09/2024