Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Il commento dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio a due giorni dalla gara in casa della Fiorentina:
“Kolarov-Tavares? Il primo in fase difensiva peccava un po’, era forte da metà campo in su. Il portoghese rispecchia il profilo che mi piace, gioca più in mezzo al campo, è uno di quei calciatori ‘bifasici’ che può crescere ancora. Tuttavia stiamo parlando di ottimi calciatori.
Champions? L’Atalanta dimostra di avere un progetto. Anche la Lazio può diventare una squadra forte se si allena in un determinato modo, con delle idee chiare. Zaccagni è già un grande giocatore e può migliorare ancora. Poi magari non ci sono tanti campioni, ma non ci sono neanche in moltissime altre squadre. Sta all’allenatore dare l’impronta giusta per iniziare il cammino di crescita.
Nel settore giovanile alcune squadre spendono molto, ma dipende da come lo fanno. L’Atalanta è tra questi club, ma l’artefice di tutto è Gasperini. Ha questa idea di fare calcio e la mantiene, in più migliora i calciatori, anche se si parla spesso solo dell’aspetto legato alla fisicità. E’ la squadra più europea di tutte. Mi piace la Dea, così come mi piace la Lazio. Non le paragono, ma con questo gioco i biancocelesti stanno facendo vedere qualcosa.
Nuovo format della Champions? E’ una novità e come accade con tutte le novità serve tempo per giudicare. Il cambiamento spesso si comprende con difficoltà, anche io potrei dire che si fa un po’ fatica ora a capire bene e ad abituarsi alla nuova formula, ma ci vuole tempo per valutare.
Palladino in discussione? La Fiorentina è una squadra che si piace un po’ troppo, inconsapevolmente pecca di presunzione. Stesso discorso vale per il suo allenatore. Ad ogni modo, sa reagire. Giocheremo contro una squadra che concede e dovremo essere cinici. La Viola crea molto, ma non concretizza tantissimo.
Marusic o Lazzari? Può darsi che fuori casa metta Marusic. O farà il ragionamento fatto col Verona, scegliendo il più veloce; dipenderà anche dalla loro formazione.
Il discorso dell’equilibrio? Ricordiamoci che al Verona hai concesso solo una palla gol. Contro il Verona non è un discorso che ci può stare, magari contro il Milan sì. Nella mia partita ideale guardo la pericolosità, l’indice di rischio e il dominio. Nella sfida col Verona che parate ha fatto Provedel? Una nel finale, se possiamo chiamarla così.
La Lazio mi piace perché difende a seconda del pressing degli avversari; poi può concedere una palla lunga dietro ma in quel caso bisogna essere bravi a difenderci scappando dietro. Ci sono i calciatori di gamba, l’unico che potrebbe andare in difficoltà in questo è Romagnoli ma tatticamente sa leggere la giocata prima.
Mi aspetto una grande partita a Firenze e una vittoria. Il play alla Lazio non c’è, giochiamo a due e a turno qualcuno lo diventa. Rovella, Guendouzi o anche Gila da dietro. Non credo ci sia un play, se io tecnico avessi un regista che sa capire i tempi e impostare lo metterei sempre. Domenica se ti aggrediscono devi uscire dalla costruzione dal basso verticalizzando, andando in superiorità numerica. La verticalizzazione diventa importantissima, con giocatori bifasici in grado di fare la scelta giusta: no possesso ma giocata.
Ibra-Boban? La mania di onnipotenza fa i danni. Io credo che per migliorare una società ci debbano avere determinate figure. A Firenze voglio vedere un altro step di crescita. Se prendo un punto? No, mai accontentarsi. A Firenze serve la prestazione.
Cosa fare contro la Fiorentina? Cerchi di portarla in inferiorità numerica. La gara, come quasi sempre accade, si farà a centrocampo, noi dobbiamo andarli a colpire davanti
Una vittoria darebbe grande autostima, voglia di crescere ancora. Se non dovessero arrivare il successo non ci si dovrà deprimere. E’ importante capire a che punto della stagione si è. La prestazione non deve essere casuale”.