Il solito fenomeno, il solito Milinkovic. Ormai è diventato scontato, quasi banale per quanto è forte. Troppo superiore quando c’è da confrontarsi con i centrocampisti delle altre squadre. Anche contro lo Spezia è stato un dominio assoluto. Al di là delle due reti – classe allo stato puro – il Sergente ha messo in campo una prestazione sontuosa. Gli unici a non essere stati oscurati dalle sue giocate sono stati Felipe Anderson e Zaccagni. Le ambizioni di questa Lazio passano inevitabilmente dal rendimento, fino a oggi stratosferico, del Sergente.
Se in più ci mettiamo anche i gol, allora diventa quasi superfluo mettersi a cercare un altro nel suo ruolo più forte nel campionato italiano. Tutte le statistiche sono dalla sua parte. Domenica ha toccato 162 palloni, di cui ben 32 sotto pressione. Il dato che impressiona maggiormente però riguarda la percentuale di tocchi di prima: ben il 46% dei suo passaggi sono arrivati sapendo già a chi indirizzare la sfera. E poi ci sono i numeri sulle palle aeree: 14 volte è andato a saltare, la media di altezza è di 2.04 metri. Là dove osano le aquile. Lui però ultimamente è diventato più concreto, ha messo da parte i leziosismi. Sta anche qui la crescita di Milinkovic, sempre più a disposizione della squadra. Negli ultimi anni è sempre stato tra quelli che hanno corso di più, instancabile. Nelle ultime due giornate poi si è messo anche a segnare. Il Tempo