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‘NMM’ – Fiori in studio: “Lazio, che ricordi! Non aver mai perso un derby il mio vanto. A Mandas consiglio di …” (VD/AD)

L’ex portiere della Lazio, Valerio Fiori, ospite in studio a ‘NMM’!

“La Lazio rappresenta il periodo più importante e significativa della mia carriera e della mia vita da calciatore. Roma è una città bellissima, ma anche molto complicata per chi gioca a calcio. Ricordo con immenso piacere i derby giocati. Non ne ho mai perso uno, questo è il mio vanto. Giocare quella partita è diverso per chi fa sport. Mi porto dentro la Curva Nord, tutte le esprienze vissute in quegli anni, il contatto con i tifosi e le persone che sono entrate a far parte della mia vita.

La Lazio di oggi sta attraversando un momento delicato. Era partita male, si era ripresa, ora alterna risultati positivi a negativi. Ha bisogno di tempo per recepire tutte le idee di Sarri, poi anche la qualità della rosa fa la differenza. In tal senso, anche il mercato di gennaio può avere un peso. Parliamo di una delle migliori difese, non a caso stiamo rivedendo il miglior Provedel. E’ una garanzia, sono anni ormai che fornisce prestazioni di alto livello. La Lazio è in buone mani. Consiglio a Mandas? Quello di andare a giocare. In questo momento per diverse ragioni non c’è spazio. Farei una scelta diversa, la soluzione del prestito credo sia l’ideale”

Questo solo un estratto della lunga diretta ai microfoni di Radiosei. Rivivi tutto attraverso i contributi audio che seguono:

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‘NMM’ – Sosa: “Più Lazio che Inter nel mio cuore. Ho parlato con la società per portare mio figlio Nico. Spero nel Flaminio e nel ritorno in Europa” (AUDIO e FOTO)

RUBEN SOSA in collegamento a ‘NMM’

“Sono arrivato in Italia che ero un ragazzo, è stato un piacere, un divertimento. E’ così che intendevo questo lavoro. Sono grato ancora oggi ai tifosi della Lazio, sono diventato il loro idolo. Non mancavano mai una festa con loro, ora un dovere nostro stare con loro. Prima di andare all’Inter avrei voluto rinnovare ma mi dissero di no. Già avevano nelle mani un altro come Signori. Me ne andati senza problemi (ride, ndr). E’ vero che andai in una grande squadra come l’Inter, ma Ruben Sosa non va a giocare in squadre piccole (ride, ndr). La mia non era una grande Lazio, ma fu l’inizio di una Lazio più forte.

Più forte la tua Lazio o quella di oggi? La mia, c’ero io, quel pazzo di Di Canio, Dezotti ed Amarildo, poi Riedle. Una bestia, un’animale che saltava due metri, eravamo una grande coppia.

Doppio ex Inter-Lazio? Il mio cuore dice che la mia squadra è stata la Lazio, anche se i nerazzurri sono stati i più forti con cui ho giocato, vincendo anche una Coppa Uefa.

Mio figlio Nico stesso percorso mio fino alla Lazio? Lui ha tutto, 20 anni, bel sinistro, ma deve avere anche fame. Ho parlato con il Saragozza, è disponibile ad evarlo per poi fare il mio stesso percorso. Ho parlato anche con la Lazio e l’Inter. Voglio che lui veda dove ho giocato io, poi dipenderà da lui. La Lazio mi ha risposto che quando io voglio lo porto. Il momento giusto sta arrivando. Ora costa poco, poi il prezzo potrebbe salire.

Lo stadio più bello in cui ho giocato è stato il Flaminio. Era piccolino, ma la gente stava vicino e si sentiva. Spero che la Lazio possa tornare a giocare lì. Qualche anno fa sono tornato a Roma ed ho visto le condizioni in cui è ora. Mi ha reso triste vederlo così abbandonato.

La Lazio di oggi sta vivendo un momento non facile. Quello che cerco io è quello che fa gol. Ora non ne stanno facendo molti, ma piano piano deve esserci una crescita per tornare in Europa League o Champions.

Gazza? Era un pazzo, ricordo quando il mister Zoff gli chiese di scendere subito dalla stanza. Lui l’ha fatto, ma nudo. Grande matto giocatore”.

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‘9 GENNAIO’ – Sosa: “Schillaci come in fratello, coppia super con Riedle. Lazio una famiglia, sarei rimasto di più se…” (AUDIO)

RUBEN SOSA in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Oggi è una giornata triste per la scomparsa di Totò Schillaci, ho giocato con lui nell’Inter. Per me è stato come un fratello, vivevamo vicino nei pressi del Lago di Como, ricordo che lo portavo io alla Pinetina, quando lui non poteva prendere la macchina. Era un grande bomber, cercava sempre la porta, ha segnato tanto, ricordo anche la sua rete in nazionale contro l’Uruguay. Eravamo un attacco di piccolini, io ero veloce, lui aveva la furbizia dell’uomo d’area di rigore. Ci siamo trovati benissimo insieme, eravamo una coppia con una grande intesa. Ma soprattutto voglio ricordare una bella persona che non c’è più.

Il calcio rispetto ai miei tempi è cambiato tanto. Io sono stato fortunato perché ho giocato con e contro i più grandi d’Europa, Maradona compreso. Ho fatto tanti gol nella Lazio e giocavo contro grandi squadre e grandi giocatori, di questo vado orgoglioso.

Nella Lazio mi sono trovato bene con Dezotti, poi ho fatto coppia con Riedle sia a Roma, sia al Borussia, dove abbiamo anche vinto la Bundesliga. Lui mi diceva sempre di alzare il pallone, poi ci avrebbe pensato lui di testa. Sosa-Riedle è stata una grande coppia, mi sentivo benissimo al suo fianco. Io alla Lazio sono stato quattro anni e sarei rimasto ancora di più se non ci fosse stata la necessità di cedermi. Per è stato come essere a casa. La squadra più forte in cui ho giocato è stata l’Inter, poi ho ovviamente nel cuore il Montevideo.

Qui in Uruguay i campioni nascono fin da bambini, da quando gli viene comprato dai genitori un pallone. Qui abbiamo il calcio nel sangue, non esistono sport tanto popolari e praticati, i bambini iniziano da subito a giocare sulla terra. Gli togliamo le scarpe e giocano scalzi.

La Lazio come l’Inter, le seguo ancora, ho tanti amici, ogni tanto ho bisogno di venire. Ora sono due anni che non riesco, ma presto lo farò. Negli ultimi mesi, per impegni professionali, ho seguito meno”.