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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Sosa: “Schillaci come in fratello, coppia super con Riedle. Lazio una famiglia, sarei rimasto di più se…” (AUDIO)

RUBEN SOSA in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“Oggi è una giornata triste per la scomparsa di Totò Schillaci, ho giocato con lui nell’Inter. Per me è stato come un fratello, vivevamo vicino nei pressi del Lago di Como, ricordo che lo portavo io alla Pinetina, quando lui non poteva prendere la macchina. Era un grande bomber, cercava sempre la porta, ha segnato tanto, ricordo anche la sua rete in nazionale contro l’Uruguay. Eravamo un attacco di piccolini, io ero veloce, lui aveva la furbizia dell’uomo d’area di rigore. Ci siamo trovati benissimo insieme, eravamo una coppia con una grande intesa. Ma soprattutto voglio ricordare una bella persona che non c’è più.

Il calcio rispetto ai miei tempi è cambiato tanto. Io sono stato fortunato perché ho giocato con e contro i più grandi d’Europa, Maradona compreso. Ho fatto tanti gol nella Lazio e giocavo contro grandi squadre e grandi giocatori, di questo vado orgoglioso.

Nella Lazio mi sono trovato bene con Dezotti, poi ho fatto coppia con Riedle sia a Roma, sia al Borussia, dove abbiamo anche vinto la Bundesliga. Lui mi diceva sempre di alzare il pallone, poi ci avrebbe pensato lui di testa. Sosa-Riedle è stata una grande coppia, mi sentivo benissimo al suo fianco. Io alla Lazio sono stato quattro anni e sarei rimasto ancora di più se non ci fosse stata la necessità di cedermi. Per è stato come essere a casa. La squadra più forte in cui ho giocato è stata l’Inter, poi ho ovviamente nel cuore il Montevideo.

Qui in Uruguay i campioni nascono fin da bambini, da quando gli viene comprato dai genitori un pallone. Qui abbiamo il calcio nel sangue, non esistono sport tanto popolari e praticati, i bambini iniziano da subito a giocare sulla terra. Gli togliamo le scarpe e giocano scalzi.

La Lazio come l’Inter, le seguo ancora, ho tanti amici, ogni tanto ho bisogno di venire. Ora sono due anni che non riesco, ma presto lo farò. Negli ultimi mesi, per impegni professionali, ho seguito meno”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Schillaci, favola di un ragazzo del sud che ha cercato nel calcio una via d’uscita” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (RAISPORT) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Quella di Schillaci è stata una favola meravigliosa, nessuno lo conosceva, venne scoperto in una notte magica all’Olimpico con il suo gol di testa all’Austria. Improvvisamente questo ragazzo del sud, che cercava un via d’uscita nel calcio, divenne famoso in tutto il mondo. E’ stato il simbolo di ‘Italia 90’, di momenti incredibili, ma anche il simbolo di come nella vita la cosa fondamentale è la salute. Nel suo caso lo ha abbandonato troppo presto.

Successore De Rossi dopo l’esonero della Roma? Da quello che mi risulta, stanno cercando di ripetere l’operazione sorpresa che fecero con Mourinho. Credo che Allegri sia il profilo più papabile”.

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LUTTO

Morto Totò Schillaci, addio a uno dei simboli del calcio italiano

Il calcio è in lutto e piange Salvatore Schillaci, per tutti Totò, simbolo del nostro campionato e dei Mondiali di Italia ’90 in cui l’attaccante palermitano, con i suoi gol, fu grande protagonista. L’ex Juventus, nato il primo dicembre 1964, è morto all’età di 59 anni. Da tempo combatteva contro un brutto male. In carriera ha giocato con le maglie di Messina (1982-1989), Juve (1989-1992), Inter (1992-1994) e Jubilo Iwata (1994-1997), club giapponese.

Le condizioni di Schillaci si erano aggravate domenica (8 settembre), rendendo necessario il ricovero in ospedale a Palermo. La famiglia, con un comunicato ufficiale pubblicato tramite il profilo Instagram di Totò, aveva informato: “Viste le innumerevoli chiamate da parte di molte testate giornalistiche e viste le brutte le notizie che circolano, informiamo che il nostro amato Totò è in condizioni stabili ed è controllato da una equipe di medici continuamente notte e giorno. Forza Totò”. Purtroppo poi è arrivata la terribile notizia del decesso.