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Dino Baggio shock: “Vialli? Il doping c’è sempre stato, ho paura anche io”

“Bisognerebbe investigare sulle sostanze che abbiamo preso in quel periodo. Il doping c’è sempre stato. Bisogna capire se certi integratori col tempo hanno fatto male. Ho paura anch’io, sta succedendo a troppi calciatori”Dino Baggio, ex centrocampista di Juventus, Inter, Parma e Lazio, ha parlato della scomparsa di Gianluca Vialli, lanciando preoccupanti timori. Baggio ha giocato con Vialli ai tempi della Juve, dal 1992 al 1994 e con la Nazionale. “Bisognerebbe risalire a quello che abbiamo preso in quei periodi – ha dichiarato ai microfoni di Tv7 -, bisognerebbe investigare un po’, sulle sostanze prese in quei periodi. Non so se sia dovuto a questo ma c’è sempre stato il doping. Non si sono mai prese robe strane, perché c’è una percentuale che devi tenere. Però con il tempo bisogna vedere se certi integratori fanno bene oppure no”.

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Ansia per Vialli: le condizioni si aggravano

Il mondo del calcio è in ansia per Gianluca Vialli. In questi giorni che precedono il Natale, non bastava la terribile notizia della morte di Sinisa Mihajlovic, ieri salutato per l’ultima volta a Roma da tanti amici, tifosi e persone comuni. Anche Gianluca, leader della Sampdoria tricolore con Vujadin Boskov in panchina, è tornato a combattere la battaglia più dura, quella per la vita. L’avversario è il tumore al pancreas con il quale convive da ormai cinque anni. Vialli lo ha definito “un ospite indesiderato”, “un compagno di viaggio che avrei evitato volentieri”. Parole scelte con cura per lanciare un messaggio a chi è nelle sue condizioni.

LA PAUSA

Che qualcosa stesse succedendo, purtroppo, è parso evidente mercoledì scorso, quando l’ex bomber, attraverso il sito della Figc, aveva annunciato una pausa dal ruolo di capo delegazione degli azzurri. Quel “spero in modo temporaneo” aggiunto riferendosi “allo stop degli impegni presenti e futuri con la Federcalcio” aveva fatto suonare un campanello d’allarme tra i tanti tifosi che Gianluca ha ancora alla Cremonese, con la cui maglia ha iniziato la carriera, a Genova, sponda blucerchiata, nella Torino bianconera, ma anche oltre Manica dove ha giocato nel Chelsea, club allenato dal 1998 al 2000. Ieri da Londra, dove l’ex attaccante si è trasferito a vivere anni fa, è arrivata la notizia che le sue condizioni si sono aggravate al punto da obbligarne il ricovero nella clinica dove Vialli aveva già sostenuto i due cicli di chemioterapia per il tumore al pancreas scoperto nel 2017. Il momento è molto delicato: la prova è il viaggio della madre 87enne Maria Teresa, partita nel pomeriggio da Cremona per l’Inghilterra.

Un segnale che confermerebbe ciò che nessuno si augurava, ovvero che la malattia è tornata a bussare in maniera crudele alla porta di Gianluca. Ecco perché meno di una settimana fa l’ex numero 9 ha espresso la volontà di “utilizzare tutte le energie psico-fisiche per aiutare il mio corpo a superare questa fase della malattia”. Immediatamente aveva ricevuto messaggi di solidarietà da tanti ex compagni (Ravanelli e Cabrini), giocatori che aveva guidato durante la carriera da allenatore (Terry) e personaggi famosi del mondo del calcio (Gravina, Marchisio) e non (Fedez, Salvini, Lapo Elkann). Tutti al fianco di Gianluca per dargli il coraggio di lottare ancora. Gazzetta.it

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NAZIONALI

Immobile, missione gol: ad un passo da Vialli e Toni

Ciro Immobile è concentrato solo sulla Nazionale. Sui social è silenzio, solo una foto condivisa che lo vede sorridente in allenamento con la maglia dell’Italia. Momento cruciale per lui, chiamato a portare gli azzurri al Mondiale con i suoi gol. Prima sfida alla Macedonia e Ciro va subito a caccia di una rete. Ne ha segnate 15 in 54 presenze, con una in più raggiungerebbe Luca Toni e Gianluca Vialli nella classifica dei migliori marcatori dell’Italia. Negli ultimi tre anni nessuno ha fatto meglio dell’attaccante della Lazio. Ultimo gol all’Europeo contro la Svizzera. Poi tra qualificazioni Mondiali e Nations League ha giocato solo due volte, a inizio settembre (un assist contro la Bulgaria), saltando le sfide di ottobre e novembre per infortunio. Il suo momento è ora. Mancini è pronto a dargli le chiavi dell’attacco. Lo ha caricato, il gol è per lui pane quotidiano. Con la Lazio anche in questa stagione sta segnando con un ritmo incredibile. Venticinque presenze e 21 gol in Serie A. Ventisei le reti totali in 34 apparizioni. L’Italia si aggrappa a lui. Corrieredellosport.it