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Petrachi vince la causa con la Roma: il tribunale accoglie il ricorso

Gianluca Petrachi ha vinto su tutti fronti la causa con la Roma. Il giudice Mormile, del tribunale civile di Roma, sezione lavoro, ha dato ragione all’ex direttore sportivo, che aveva intentato causa contro il licenziamento deciso dalla società lo scorso anno. Il giudice ha dichiarato illegittimo il licenziamento e ha accertato l’insussistenza della giusta causa, ha condannato la Roma a tutta la contribuzione, fino alla scadenza del contratto, giugno 2022,  più 100.000 di risarcimento per danni di immagine e la condanna alle spese legali. Le motivazioni saranno note più avanti, il dispositivo è stato letto in aula dal giudice al termine dell’ultimo dibattimento. Petrachi, assistito dall’avvocato Paolo Rodella, coadiuvato dagli avvocati Sara Agostini e Filippo Aiello, era molto soddisfatto al termine della sentenza. I legali della Roma, Mazzamauro e D’Onofrio,  faranno appello ma intanto la sentenza è esecutiva e la Roma dovrà pagare. 
Un grande risultato ottenuto dall’avvocato Rodella, uno dei massimi esperti di diritto sportivo, coadiuvato da Agostini e Aiello.corrieredellosport.it

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La rinascita di Lukaku: il ct del Belgio: “Impressionante”

Infortuni e Covid sembrano alle spalle, Jordan Lukaku è rinato all’Anversa. Dopo un inizio difficile, l’esterno in prestito della Lazio sta trovando sempre più spazio. I guai fisici sono alle spalle, da fine dicembre ad oggi le ha giocate praticamente tutte. Sono 15 le presenze totali da quando è in Belgio, 11 solo in campionato (3 assist totali). Ha già superato il record stagionale dello scorso anno con l’aquila sul petto. Nella passata stagione furono 13 le apparizioni totali. Infortuni muscolari, i problemi alle ginocchia. Poi la buona preparazione estiva e l’addio in prestito con diritto di riscatto. Chissà, potrebbe anche essere confermato. È sotto contratto con la Lazio sino al 2022. In caso di un altro prestito servirebbe un rinnovo.

I complimenti a Lukaku del ct del Belgio
Jordan, fratello più piccolo del Lukaku dell’Inter, ha attirato le attenzioni anche del ct del Belgio, Roberto Martinez:  “Jordan ha giocato in modo impressionante nelle ultime settimane. Per la prima volta dal 2018 sta vivendo la stagione con continuità. Grazie all'Anversa può giocare per tutti i 90 minuti”. Magari per l’esterno si riaprono anche le porte della nazionale. Fin qui 8 presenze. Mai direi mai. Con la continuità ha dimostrato di essere un giocatore importante.

corrieredellosport.it

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Palestre e piscine: il CTS approva le proposte del Ministero sulle nuove regole

In attesa della formazione del nuovo governo (passaggio indispensabile per l'approvazione, ndr) prosegue la discussione sulle modalità con cui palestre, piscine e, più in genere, impianti sportivi potranno riaprire nelle prossime settimane. Il Comitato tecnico scientifico ha dato il via libera alle regole proposte dal ministero dello Sport e ha stabilito che i primi a ripartire saranno gli sport individuali, seguiti da quelli di squadra e, successivamente, da quelli di contatto. La data, al momento, resta quella della scadenza del decreto del presidente del Consiglio, firmato dall’ex premier Conte il 16 gennaio e valido fino al 5 marzo.

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Tare aggredito da un pitbull: morto uno dei suoi cani

Il ds della Lazio, Igli Tare, è stato aggredito da un pitbull sfuggito al padrone, mentre passeggiava con i suoi due cani. Il fatto è accaduto all’Olgiata, centro residenziale dove il dirigente biancoceleste vive da tempo con la sua famiglia. Uno dei suoi cani è morto, l’altro è rimasto ferito. A conferma della notizia, ecco il comunicato del Consorzio Olgiata in cui si fa riferimento anche ad una denuncia: “Spiace molto dover portare a Vostra conoscenza in grave episodio avvenuto nella giornata di ieri. Un cane di razza pitbull, dopo aver presumibilmente scavalcato la recinzione di una villa, ha aggredito un consorziato che passeggiava con i suoi due cani,regolarmente tenuti al guinzaglio, purtroppo uccidendo un barboncino e ferendo l’altro cane. La Vigilanza, prontamente intervenuta sul posto, ha potuto solo limitare i danni, come da rapporto agli uffici. Il Consorziato riferisce che proporrà azione civile e penale per l’accaduto, ed il Consorzio si attiverà, a sua volta, presso ogni sede a tutela dell’intera comunità gravemente turbata da detto episodio, costituendosi anche parte civile nel procedimento penale”. Corrieredellosport.it

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Mario Draghi ha ricevuto l’incarico da Sergio Mattarella: “Risorse straordinarie per operare pensando alle future generazioni”

Mario Draghi ha ricevuto l'incarico dal capo dello Stato. "Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questa mattina al Quirinale il professor Mario Draghi al quale ha conferito l'incarico. Il prof Draghi si è riservato di accettare", è la dichiarazione del Quirinale letta dal segretario generale Ugo Zampetti rilasciata dopo un'ora e dieci di colloquio tra Mattarella e Draghi.
"Ringrazio il presidente della Repubblica per la fiducia che mi ha voluto accordare.E' un momento difficile", ha detto Draghi dopo l'incontro. "Vincere la pandemia, completare la campagna vaccinale, offrire risposte ai problemi quotidiani, rilanciare il Paese sono le sfide", ha spiegato. "Abbiamo a disposizione le risorse straordinarie dell'Ue, abbiamo la possibilità" di operare "con uno sguardo attento alle future generazioni e alla coesione sociale". Poi ancora: "La consapevolezza dell'emergenza richiede risposte all'altezza della situazione e con questa speranza che rispondo all'appello" di Mattarella. "Sono fiducioso – ha aggiunto – che dal confronto con i partiti, con i gruppi parlamentari e le forze sociali emerga unità e capacità di dare una risposta responsabile". Lasciando il Quirinale, il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi si reca prima alla Camera e poi al Senato per comunicare ai presidenti delle Camera di aver ricevuto l'incarico dal presidente della Repubblica di formare un nuovo governo. Una chiamata del Colle che convince i mercati. La Borsa di Milano aveva aperto in forte rialzo nell'attesa dell'incontro con il presidente della Repubblica, con un primo Ftse Mib che aveva segnato un +2,95% a 22.733 punti. Lo spread tra Btp e Bund in calo. Piazza Affari ha quindi confermato il deciso rialzo dopo l'intervento del premier incaricato. Il Ftse Mib sale del 2,72% a 22.666 punti.

ansa.it

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Numero cellulare diffuso: Gasperini nel mirino dei tifosi biancocelesti

Tra Lazio e Atalanta, lo abbiamo raccontato, è nata una rivalità sportiva ormai da qualche anno. Merito sicuramente di due squadre che nel calcio italiano si stanno imponendo sempre di più contro le altre big e dunque, quando sono uno contro l’altra, la posta in palio è altissima. Ne sono la prova le due partite della settimana scorsa, in cui prima ha vinto la squadra di Gasperini (volando in semifinale di Coppa Italia), poi quella di Inzaghi (in campionato). Qualche battuta a distanza, sfottò, ricordando la finale di Coppa vinta due anni fa dai biancocelesti. Ma c’è dell’altro: nelle ultime ore pare sia stato diffuso il numero di telefono di Gasperini che avrebbe ricevuto messaggi “poco carini” da parte di tifosi della Lazio. Messaggi via Whatsapp da contatti ovviamente sconosciuti e prontamente bloccati dall’allenatore della Dea.corrieredellosport.it

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Non c’è pace per Maradona: “Il medico ha falsificato la firma”

Non c'è pace per Diego Armando Maradona, scomparso lo scorso 25 novembre dopo aver accusato una crisi cardiorespiratoria nella sua casa di Tigre, nei pressi di Buenos Aires. Mentre l'indagine per omicidio colposo prosegue, si fa sempre più nebuloso il quadro della situazione in cui versava il Pibe de Oro negli ultimi mesi della sua vita. L'ultimo tassello dell'intricato rompicapo riguarda il medico personale del campione argentino, che risulta iscritto nel registro degli indagati proprio per la morte del suo celebre paziente.

Come sta procedendo l'indagine

Lo studio del dottor Leopoldo Luque era stato perquisito nei giorni immediatamente successivi alla morte di Maradona: da quella perquisizione è emerso un documento ritenuto cruciale. In queste ore è arrivata la conferma dalla perizia calligrafica: Luque avrebbe falsificato la firma di Maradona che appare in una richiesta di cartelle cliniche a suo nome inviata alla Clinica Olivos e datata 1 settembre 2020. Quello stesso documento, insieme ad altri due "scarabocchi" simili alla firma di Maradona, sono stati ritrovati nella casa di Luque.

Clarín: "Reato che ricadrà su Luque"

Il risultato della perizia calligrafica è già nelle mani dei pm di San Isidro, che stanno portando avanti il procedimento per le indagini: si tratterebbe di un dettaglio chiave nell'indagine, in quanto – come riferisce il Clarín citando alcune fonti – il documento ritrovato sarebbe l'originale di uno inviato digitalmente alla clinica. Tale passaggio costituisce un reato per "uso di documento privato adulterato le cui conseguenze ricadranno direttamente su Luque". corrieredellosport.it

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Roma, ieri l’ammutinamento della squadra: “Non ci alleniamo”

Non vi sarebbe soltanto la richiesta di reintegrare il team manager Gombar e il global sport officer Zubiria, dietro il lungo confronto andato in scena ieri a Trigoria tra i calciatori della Roma e il tecnico Paulo Fonseca. Secondo la ricostruzione del Corriere dello Sport, si sarebbe trattato di un ammutinamento in piena regola, con i calciatori rimasti negli spogliatoi per tre ore e che avrebbero detto al portoghese: “Noi non ci alleniamo”. Conflitto risolto nel giro di tre ore, con il ritorno in campo nel pomeriggio, come già accaduto l’altro ieri, e Fonseca che, pur uomo solo al comando, avrebbe capito come la squadra non gli stia comunque remando contro. Dietro l’ammutinamento, non solo gli strascichi del pasticcio con lo Spezia, ma, riferisce il quotidiano romano, “anche e soprattutto una questione privata interna, riguardante un calciatore e un membro dello staff. Una cosa grave, raccontano spifferi di spogliatoio”. Tuttomercatoweb.com

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Europei 2021: la Uefa non esclude di tagliare le città a maggior rischio CoVid

La Uefa ha un problema. E il tempo per affrontarlo si riduce ogni giorno. Il problema si chiama Europeo "itinerante", ma l'aggettivo che doveva rendere più allettante la competizione, rischia di diventarne la zavorra. «Il presidente Ceferin sta pensando se non avrebbe più senso giocare il torneo in un solo Paese», ha rivelato Karl Heinz Rummenigge, presidente del Bayern, personaggio chiave negli ingranaggi del calcio europeo. In realtà, la Uefa sta valutando una serie di scenari alternativi. La pandemia ha messo in ginocchio il mondo e in particolare il Regno Unito. Un dettaglio non trascurabile, visto che Londra dovrebbe ospitare 7 partite dell'Europeo: tre del girone, un ottavo di finale e poi semifinali e finale. Ma tra variante inglese e i quasi duemila morti al giorno, la preoccupazione è altissima. Per questo, la Uefa studia la possibilità di "escludere" le singole città, se i dati lo imporranno, accorpando partite in un'altra delle 12 sedi. Il vantaggio di avere così tanti Paesi ospitanti permetterebbe di scegliere quelli in cui la situazione è più agibile. Ad esempio, se Londra fosse impercorribile, sarebbe già pronta Monaco di Baviera. Martedì scorso i responsabili di quattro delle città ospitanti – Londra, Bilbao, Monaco e Roma – si sono riuniti in videochat per discutere aspetti organizzativi: tutte le 12 sedi dovranno compilare un piano organizzativo che indichi tra le altre cose, una previsione sull'apertura degli stadi al pubblico nei singoli Paesi. E in base a quello qualche elemento potrà essere rivisto: se ad esempio Roma dovesse tenere le porte chiuse, la gara inaugurale potrebbe essere spostata in una città che dovesse permettere l'ingresso del pubblico. Farsi trovare pronti per la Uefa, è fondamentale, anche perché il rinvio dal 2020 al 2021 è costato caro, tra sponsor e diritti tv congelati e migliaia di posti allo stadio persi. Certo far filtrare il possibile spostamento in sede unica serve anche a lanciare un'esca. Per capire se ci sia, tra le città ospitanti, chi voglia tirarsi indietro. Ma l'ipotesi di spostare tutto l'Europeo in una sola nazione esiste: il modello è la Final Eight della scorsa Champions e a Lisbona. E forte di quell'esperienza il Portogallo sarebbe il grande favorito. Ma anche la Germania lo ospiterebbe, nonostante abbia già Euro 2024. E pronta può essere la Russia grazie all'organizzazione del Mondiale 2018. La decisione definitiva sarà presa a marzo: due mesi, una specie di countdown con un occhio all'indice dei contagi e l'altro ai vaccini. Che, spera l'Uefa, potrebbero permettere di giocare gli Europei nelle città previste con il 50% del pubblico (ma Londra, la più avanzata nelle vaccinazioni, non farebbe entrare tifosi dall'estero). Alternative: spalti al 30% o porte chiuse. In realtà rinunciare all'organizzazione "itinerante" non sarebbe semplice per l'Uefa, che dovrebbe annullare i contratti stipulati con 12 città: potrebbe far valere la causa di forza maggiore, sì. Ma rischierebbe di dover versare comunque risarcimenti milionari agli esclusi.

la Repubblica

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Conte strappa una maggioranza anche al Senato:i nodi per governare

Niente maggioranza assoluta in Senato ma 156 voti favorevoli alla fiducia consentono al governo di andare avanti, per il momento. I no sono 140, 16 astenuti. Il verdetto dell'Aula di Palazzo Madama arriva segnato dalla polemiche. Il presidente Casellati blocca il voto: l'ex 5S Ciampolillo e Nencini arrivano sul filo e riescono a votare, a sostegno del governo, solo in extremis. Protestano Lega e FdI, che annunciano si appelleranno al Colle. Italia Viva conferma l'astensione, in segno di "disponibilità", seppure a tempo, a discutere ancora con la maggioranza. I senatori guidati da Matteo Renzi al momento tengono in ostaggio l'esecutivo giallo-rosso: se si sommassero alle opposizioni, a Palazzo Madama i rapporti di forza cambierebbero (senza Nencini, sono infatti 17 in tutto, contando anche un senatore assente per Covid, e dunque sommati ai 140 no delle opposizioni supererebbero l'attuale maggioranza). In Aula come nelle commissioni, paralizzando l'attività parlamentare. Che vi sia un "problema di numeri" lo mette a verbale anche il premier: "se non ci sono, il governo va a casa", dice chiaro e tondo davanti ai senatori. Dove ingaggia anche un duello con l'ormai rivale Renzi: l'ex premier sceglie di intervenire in discussione generale, così da garantirsi la replica del premier. Lo accusa di "non essere salito al Quirinale per paura" e di chiudersi in "un arrocco dannoso". Come il centrodestra, parla di "mercato indecoroso di poltrone" e con un tono apocalittico torna a ripetere la necessità di un cambio di passo, dalla scuola all'economia, "o i nostri figli ci malediranno", dice. C'è chi si chiede se il leader di Iv abbia in serbo un cambio di strategia, cercando la rottura definitiva e infischiandosene del rischio diaspora fra i suoi: i parlamentari di Italia Viva si riuniranno poco dopo e confermeranno l'astensione. Conte riprende la parola e si difende: rivendica il dialogo e ribadisce come la responsabilità della rottura sia tutta sulle spalle di Italia Viva, "difficile governare con chi mina equilibri", attacca. Occupare "le poltrone" poi non la reputa un'accusa pertinente: l'importante è farlo "con disciplina e onore", come recita la Costituzione. Quello di cui il Paese ha bisogno "è una politica indirizzata al benessere dei cittadini" per evitare che "la rabbia sociale" esploda e si trasformi in "scontro", è la tesi argomentata dall'avvocato. E dunque serve un governo, in grado di agire. Con il voto a tarda sera si chiude la maratona parlamentare e si apre però la difficile composizione della crisi aperta dal senatore di Rignano con le dimissioni delle ministre una settimana fa. E ora sarà il momento delle scelte: c'è il ministero dell'Agricoltura da affidare, la delega dei servizi da esercitare e, soprattutto, l'azione del governo da rilanciare con un nuovo patto di legislatura, a partire dal Recovery plan, cercando di allargare la maggioranza a quel drappello di responsabili o 'volenterosi', come li ha definiti il presidente del Consiglio, in grado di traghettare in acque più sicure l'esecutivo. Dieci giorni è l'arco temporale che il presidente del Consiglio si dà per rimettere mano alla sua squadra. Sono le 9.30 quando il premier si alza nell'Aula del Senato la prima volta ma i pontieri non hanno in realtà mai smesso di tenere i contatti e fare di conto. La senatrice Liliana Segre, classe 1930, scende a Roma da Milano per garantire il proprio sostegno. L'Aula le tributa un lungo applauso al suo arrivo e molte le dichiarazioni che ne apprezzano la scelta. A metà mattinata l'asticella segna quota 153 voti certi in favore del governo, 8 in meno dalla maggioranza assoluta pari a 161 (anche se un senatore 5S è assente giustificato per ragioni di Covid), che metterebbe in sicurezza il Conte II. Alla maggioranza basta, lo vanno ripetendo nei corridoi da giorni, qualche voto in più delle opposizioni per cavarsela. Annunciano il voto favorevole anche il senatore a vita Mario Monti, convinto dalla conversione europeista del premier, la senatrice a vita Cattaneo e Casini. Non ci sono Renzo Piano e Carlo Rubbia. Ma proprio senatori a vita subiscono l'attacco di Matteo Salvini: tira in ballo Grillo, il leader della Lega e ricorda – scatenando la bagarre nell'emiciclo – quando il fondatore M5S diceva "muoiono troppo tardi" per stigmatizzare la loro discesa nell'arena parlamentare. Per il sì sono poi arruolati, Lonardo (la moglie di Mastella), l'ex M5S Buccarella, Tommaso Cerno che annuncia di tornare nel Pd e De Falco. Durante tutta la giornata si spera anche nell'effetto Polverini (che ha votato alla Camera la fiducia lasciando FI e ritrovandosi al centro di molti gossip): e a sera sono due i senatori azzurri che votano sì, Maria Rosaria Rossi, che è la vera sorpresa, dal momento che era fra le fedelissime di Berlusconi, e Andrea Causin. Espulsi entrambi dal partito, sono un viatico per l'operazione responsabili.

ansa.it