Anticipare, anche solo di un paio di settimane. È la parola d'ordine di questi giorni al ministero alla Salute dove si lavora per avviare le vaccinazioni anti Covid il 15 di gennaio 2021 e non alla fine del mese come era previsto fino a qualche giorno fa. Se l'agenzia regolatoria europea, Ema, autorizzerà Pfizer il 29 dicembre, l'obiettivo potrebbe essere raggiunto. E appena sarà il suo turnosi vaccinerà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha fatto sapere di voler dare così l'esempio agli italiani. Sulla suddivisione delle dosi del vaccino Pfizer fatta dalla struttura del commissario straordinario per l'emergenza Domenico Arcuri, ci sono perplessità delle Regioni. Alcuni numeri, basati anche sulle comunicazioni delle stesse amministrazioni locali, non tornano. Il Lazio, ad esempio, riceverà più fiale della Lombardia, anche se ha più o meno la metà degli abitanti. I vari Paesi dell'Unione stanno ipotizzando, come ha spiegato ieri il responsabile della Prevenzione del ministero alla Salute Gianni Rezza, di partire tutti insieme: «L'obiettivo è iniziare la campagna almeno in contemporanea con Germania, Francia e Spagna». L'altro ieri Arcuri ha presentato alle Regioni le diapositive che riassumono il piano vaccinale. Lui si occupa della logistica, mentre Rezza ha scritto la parte strategica, presentata da Roberto Speranza al Parlamento. I dubbi sui numeri Il primo vaccino ad arrivare sarà quello di Pfizer, che va conservato a -80 gradi(e infatti nel piano si parla di "modello freeze"). Inizialmente, a gennaio, saranno disponibili circa 3,4 milioni di dosi che serviranno a 1,7 milioni di persone (è necessario un richiamo). Nel corso di tutto l'anno l'azienda fornirà 27 milioni di vaccini. I primi a riceverli saranno i dipendenti del sistema sanitario e gli ospiti e operatori delle rsa. Nella tabelle dove si indicano i numeri dipersone da vaccinare in ogni Regione, però, ci sono dati che non tornano. Intanto il Lazio avrebbe molte più dosi rispetto agli abitanti della Lombardia: 356mila (con 5,8 milioni di residenti) contro308mila (10,1 milioni). Poi sono previste 51mila dosi per la Toscana (3,7 milioni di abitanti) e 177mila per l'Emilia (4,4 milioni di abitanti). Altra proporzione che non torna. La Provincia di Bolzano (500mila abitanti), avrà la metà delle dosi della Toscana, cioè 26mila. Ma sono altre le incongruenze, delle quali alcune Regioni stanno chiedendo conto in queste ore alla struttura commissariale. Una novità introdotta nel piano di Arcuri è quella delle prenotazioni da parte dei cittadini che vogliono fare il vaccino. Anche su questo punto qualcuno nelle Regioni ha espresso dubbi durante la riunione. L'idea è quella di creare una app e attivare un numero verde. Chi decide di vaccinarsi chiama o accede e ottiene l'appuntamento per le due somministrazioni. Secondo l'assessore alla Salute del Lazio, Alessio D'Amato il call center rischia di essere presto intasato, visto che moltissime persone che chiameranno avranno molti dubbi da sciogliere, cosa che farà durare molto le telefonate. Secondo altri sarebbe meglio contattare direttamente i soggetti a rischio perpatologia o età. È vero che chiedere di prenotare ai cittadini permette di prevedere meglio quante vaccinazioni verranno fatte e di conseguenza organizzare meglio i servizi.
Il personale Il base al progetto, le équipe che si occuperanno della vaccinazione saranno composte da1 medico e 4 infermieri e potranno contare su 1 amministrativo e 2 operatori sociosanitari. Secondo lestime di Arcuri bisogna mettere sotto contratto fino a 16 mila addetti, anche se nei primi 4 mesi nebasteranno 10 mila. Nella fase iniziale, per il vaccino Pfizer sono stimati «3.700 inoculatori ». Il commissario avvierà nei prossimi giorni due bandi, che dovrebbero concludersi il 4 gennaio, per medicie infermieri e per selezionare delle società di somministrazione. Con una call pubblica saranno coinvolti laureati in medicina, infermieri e assistenti sanitari, anche in pensione. Attraverso un accordo con il ministero della Ricerca si recluteranno poi gli specializzandi, mentre con l'aiuto delle Regioni si acquisirà personale sociosanitario e amministrativo. Trenta milioni di vaccinati L'obiettivo, ambizioso, è arrivare a vaccinare 30 milioni di persone insette mesi. I punti di somministrazione, circa 1.500, saranno aperti 7 giorni su 7 e faranno 6iniezioni all'ora. In 5 giorni della settimana inoltre, partiranno squadre per andare al domicilio dichi non può muoversi.
la Repubblica