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Vaccino: il ministero della Salute lavora per il via il 15 gennaio

Anticipare, anche solo di un paio di settimane. È la parola d'ordine di questi giorni al ministero alla Salute dove si lavora per avviare le vaccinazioni anti Covid il 15 di gennaio 2021 e non alla fine del mese come era previsto fino a qualche giorno fa. Se l'agenzia regolatoria europea, Ema, autorizzerà Pfizer il 29 dicembre, l'obiettivo potrebbe essere raggiunto. E appena sarà il suo turnosi vaccinerà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha fatto sapere di voler dare così l'esempio agli italiani. Sulla suddivisione delle dosi del vaccino Pfizer fatta dalla struttura del commissario straordinario per l'emergenza Domenico Arcuri, ci sono perplessità delle Regioni. Alcuni numeri, basati anche sulle comunicazioni delle stesse amministrazioni locali, non tornano. Il Lazio, ad esempio, riceverà più fiale della Lombardia, anche se ha più o meno la metà degli abitanti. I vari Paesi dell'Unione stanno ipotizzando, come ha spiegato ieri il responsabile della Prevenzione del ministero alla Salute Gianni Rezza, di partire tutti insieme: «L'obiettivo è iniziare la campagna almeno in contemporanea con Germania, Francia e Spagna». L'altro ieri Arcuri ha presentato alle Regioni le diapositive che riassumono il piano vaccinale. Lui si occupa della logistica, mentre Rezza ha scritto la parte strategica, presentata da Roberto Speranza al Parlamento. I dubbi sui numeri Il primo vaccino ad arrivare sarà quello di Pfizer, che va conservato a -80 gradi(e infatti nel piano si parla di "modello freeze"). Inizialmente, a gennaio, saranno disponibili circa 3,4 milioni di dosi che serviranno a 1,7 milioni di persone (è necessario un richiamo). Nel corso di tutto l'anno l'azienda fornirà 27 milioni di vaccini. I primi a riceverli saranno i dipendenti del sistema sanitario e gli ospiti e operatori delle rsa. Nella tabelle dove si indicano i numeri dipersone da vaccinare in ogni Regione, però, ci sono dati che non tornano. Intanto il Lazio avrebbe molte più dosi rispetto agli abitanti della Lombardia: 356mila (con 5,8 milioni di residenti) contro308mila (10,1 milioni). Poi sono previste 51mila dosi per la Toscana (3,7 milioni di abitanti) e 177mila per l'Emilia (4,4 milioni di abitanti). Altra proporzione che non torna. La Provincia di Bolzano (500mila abitanti), avrà la metà delle dosi della Toscana, cioè 26mila. Ma sono altre le incongruenze, delle quali alcune Regioni stanno chiedendo conto in queste ore alla struttura commissariale.  Una novità introdotta nel piano di Arcuri è quella delle prenotazioni da parte dei cittadini che vogliono fare il vaccino. Anche su questo punto qualcuno nelle Regioni ha espresso dubbi durante la riunione. L'idea è quella di creare una app e attivare un numero verde. Chi decide di vaccinarsi chiama o accede e ottiene l'appuntamento per le due somministrazioni. Secondo l'assessore alla Salute del Lazio, Alessio D'Amato il call center rischia di essere presto intasato, visto che moltissime persone che chiameranno avranno molti dubbi da sciogliere, cosa che farà durare molto le telefonate. Secondo altri sarebbe meglio contattare direttamente i soggetti a rischio perpatologia o età. È vero che chiedere di prenotare ai cittadini permette di prevedere meglio quante vaccinazioni verranno fatte e di conseguenza organizzare meglio i servizi.
Il personale Il base al progetto, le équipe che si occuperanno della vaccinazione saranno composte da1 medico e 4 infermieri e potranno contare su 1 amministrativo e 2 operatori sociosanitari. Secondo lestime di Arcuri bisogna mettere sotto contratto fino a 16 mila addetti, anche se nei primi 4 mesi nebasteranno 10 mila. Nella fase iniziale, per il vaccino Pfizer sono stimati «3.700 inoculatori ». Il commissario avvierà nei prossimi giorni due bandi, che dovrebbero concludersi il 4 gennaio, per medicie infermieri e per selezionare delle società di somministrazione. Con una call pubblica saranno coinvolti laureati in medicina, infermieri e assistenti sanitari, anche in pensione. Attraverso un accordo con il ministero della Ricerca si recluteranno poi gli specializzandi, mentre con l'aiuto delle Regioni si acquisirà personale sociosanitario e amministrativo. Trenta milioni di vaccinati L'obiettivo, ambizioso, è arrivare a vaccinare 30 milioni di persone insette mesi. I punti di somministrazione, circa 1.500, saranno aperti 7 giorni su 7 e faranno 6iniezioni all'ora. In 5 giorni della settimana inoltre, partiranno squadre per andare al domicilio dichi non può muoversi. 

la Repubblica

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Assessore Sanità D’Amato: “Ristoranti chiusi alle 18 fino a marzo. Se ripetiamo l’estate ci sarà terza ondata”

«Questa è una corsa lunga», avverte Alessio D'Amato, l'assessore alla Sanità del Lazio, l'uomo che nella giunta di Nicola Zingaretti disegna la strategia anti- Covid. 
Quanto lunga, assessore?
«Bisognerà correre ancora 3 mesi, almeno. Perché il virus circola, l'Rt non è sotto controllo e per la campagna di vaccinazione ci vorrà tempo».
La seconda ondata non è ancora finita e già si parla della terza. Le restrizioni di oggi, come lo stop a bar e ristoranti alle 18 e il coprifuoco dalle 22, fino a quando dovrebbero durare nel Lazio? L'orizzonte qual è?
«La primavera. Naturalmente ci saranno interventi per le attività che rimarranno chiuse, come per le palestre, per il mondo della cultura, per il commercio ambulante dei mercati. Una cosa deve essere chiara: le misure adottate sono e saranno sempre proporzionali alla situazione dell'epidemia. Nel Lazio siamo stati prudenti e Roma oggi è tra le capitali europee che, pur con molte difficoltà, hanno sofferto meno, grazie al rigore dei comportamenti e anche alle misure che abbiamo adottato. Ora bisogna proseguire».
Quando a fine novembre si ipotizzava un allentamento pre-natalizio, per esempio concedendo ai ristoranti di aprire di sera, il Lazio ha subito detto: qui le cose non cambiano, massima cautela. Alla fine anche a livello nazionale quell'allentamento non c'è stato.
«Era inevitabile. Tutto ciò che facilita gli spostamenti e gli incontri, la convivialità diciamo, è benzina nel motore del virus. Abbiamo visto quello che è accaduto in estate e quanto ci abbiamo impiegato per far scendere la curva. Ed è vero che oggi diminuiscono i ricoveri e i posti occupati in terapia intensiva, ma abbiamo ancora 1.500 casi al giorno. Non sono pochi se pensiamo che quando è partita la seconda ondata, intorno a metà settembre, dovevamo confrontarci con qualche centinaio di positivi al massimo».
E il 7 gennaio riaprono le scuole superiori…
«Ecco perché dico: bisogna ancora far scendere l'Rt, se vogliamo stare tranquilli nei prossimi mesi. Speriamo di arrivare per gennaio a 0,5, ma abbiamo davanti settimane in cui la gente si muoverà. Per questo serve ancora il massimo rigore».
Il ministro Azzolina ha lasciato un certo margine di scelta alle Regioni. Le scuole come riapriranno nel Lazio? 
«La prima cosa da dire è una: in classe bisogna portare la mascherina sempre, anche al banco, basta demagogie. Lo abbiamo detto all'Ufficio scolastico regionale, che dipende dal Ministero. Poi saranno potenziati i bus, ce ne stiamo occupando con l'Astral, l'agenzia regionale, insieme alla Prefettura. Per i tamponi, a gennaio contiamo di avere 150mila test con prelievo salivare».
Per il vaccino Covid come vi state attrezzando?
«Contiamo di avere 8 milioni di dosi per il Lazio, per 4 milioni di cittadini, considerando che servirà il richiamo. Teniamo d'occhio due date: il 29 dicembre, quando aspettiamo che l'Ema dia l'ok al vaccino Pfizer. Da quel momento in poi possono partire concretamente tutte le iniziative che già stiamo programmando. E il 12 gennaio dovrebbe esserci un passaggio cruciale per il vaccino di Moderna».
Nel Lazio sarà obbligatorio vaccinarsi?
«Ci atterremo a quello che dirà il governo. L'obiettivo è arrivare all'immunità di gregge, la copertura vaccinale deve essere superiore al 70%. Sarà una campagna complicata, dato il numero di persone coinvolte, durerà fino al termine del 2021. Partiremo con i vaccini al personale sanitario negli hub ospedalieri, poi quando arriveremo in tarda primavera al picco della campagna, ci sarà bisogno di tutte le forze possibili, dai 4mila medici di medicina generale alle 1.500 farmacie».
La terza ondata è inevitabile?
«Se ci comportiamo come abbiamo fatto in estate, non sarà una probabilità ma una certezza. Se invece saremo attenti, possiamo tentare di ridurne l'impatto. In ogni caso ci stiamo attrezzando per fronteggiare gli scenari peggiori, amplieremo del 10% la rete ospedaliera, comprese le terapie intensive. Significa 500 posti in più. Speriamo non servano».
I malati della Campania continuano a riversarsi negli ospedali del basso Lazio, come ha denunciato l'Asl di Latina?
«Sembra che le cose siano leggermente migliorate, anche grazie all'azione delle forze dell'ordine».
Recovery Fund: bastano i 9 miliardi per la salute previsti nella prima bozza circolata in queste ore?
«Mi sembrano pochini, a meno che non si sommino al Mes. Spero non si faccia sempre lo stesso errore: in Italia viaggiamo a 2-3 punti in meno d'investimento sul Pil nazionale rispetto a Francia e Germania. Ma la sanità, come ci stiamo accorgendo ora, in piena pandemia, è fondamentale. È il motore del benessere del Paese».
L.D.C. – Il Messaggero

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Esame Suarez, la Juve conferma: Paratici indagato dalla procura di Perugia

La Juventus, attraverso una nota ufficiale, ha confermato che oggi è stata notificata a Fabio Paratici, capo dell’area sport, un’informazione di garanzia in merito all’indagine della procura di Perugia sull’esame di italiano sostenuto da Suarez.Il club bianconero precisa che “il reato ipotizzato è esclusivamente l’articolo 371 bis c.p” (false informazioni al pubblico ministero, ndr) e ribadisce “con forza la correttezza dell’operato di Paratici e confida che le indagini in corso contribuiranno a chiarire la sua posizione in tempi ragionevoli”. gazzetta.it

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Conte firma il DPCM: tutte le misure da rispettare per Natale e Capodanno

"Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; dalle ore 18.00 del 31 dicembre 2020 e fino alle ore 7.00 del 1° gennaio 2020, la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive è consentita solo con servizio in camera". 

IMPIANTI SCIISTICI – Si potrà tornare a sciare dal 7 gennaio. E' quanto prevede la bozza del Dpcm che entrerà in vigore da domani e sarà valido fino al 15 gennaio. "Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici; gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale…per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni. Dal 7 gennaio 2021, gli impianti sono aperti, agli sciatori amatoriali" con l'adozione delle linee guida di Regioni e Province autonome validate dal Cts. Le misure assunte sono "rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti", si legge ancora nella bozza del dpcm.

COPRIFUOCO – A Capodanno coprifuoco fino alle 7 del mattino e non fino alle 5 come gli altri giorni. "Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo, nonché dalle ore 22.00 del 31 dicembre 2020 alle ore 7.00 del 1° gennaio 2021sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute". "È in ogni caso fortemente raccomandato – prosegue il testo – per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi".

SPOSTAMENTI TRA REGIONI – Nessuna deroga al divieto di mobilità durante le festività, in base alla bozza del nuovo Dpcm. Dal 21 dicembre al 6 gennaio è vietato ogni spostamento "in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome", e il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio ogni spostamento tra comuni, salvo che per comprovate esigenze di lavoro, necessità o salute, È consentito il rientro alla residenza, domicilio o abitazione, escluse le seconde case in altra Regione o Provincia autonoma e, nelle giornate del 25 e 26 dicembre e del 1°gennaio, "anche ubicate in altro Comune, ai quali si applicano i predetti divieti".

CENTRI COMMERCIALI – Niente riapertura per i centri commerciali nei fine settimana e nei giorni festivi e negozi aperti fino alle 21. Lo prevede la bozza del Dpcm inviato alle Regioni. "Fino al 6 gennaio 2021 l'esercizio delle attività commerciali al dettaglio è consentito fino alle ore 21.00 nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali all'interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali, aggregazioni di esercizi commerciali ed altre strutture assimilabili, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole".

I RISTORANTI – I ristoranti resteranno aperti a pranzo anche a Natale, Santo Stefano, Capodanno e l'Epifania. La bozza del nuovo Dpcm non prevede infatti restrizioni ulteriori rispetto all'orario limitato dalle 5 alle 18 anche per i bar e altri locali di somministrazione cibi e bevande. "Il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi", si legge nel testo.

EVENTI SPORTIVI – Fino al 15 gennaio si potranno disputare solo incontri e gare di "alto livello". E' quanto prevede l'articolo 1 del nuovo Dpcm che introduce una modifica rispetto al precedente decreto sullo svolgimento degli eventi sportivi. "Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riconosciuti di alto livello e di interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e del Comitato italiano paralimpico (CIP) – si legge nel testo – riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico". 

CROCIERE – Crociere sospese dal 21 dicembre fino alla Befana. "A decorrere dal 21 dicembre 2020 e fino al 6 gennaio 2021 – si legge nel testo – sono sospesi i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana, aventi come luoghi di partenza, di scalo ovvero di destinazione finale porti italiani". Dal 20 dicembre al 6 gennaio, inoltre, "è vietato" fare ingresso nei porti italiani "alle società di gestione, agli armatori ed ai comandanti delle navi passeggeri di bandiera estera impiegate in servizi di crociera.

RIENTRI DALL'ESTERO – Tutti coloro che arrivano in Italia dai paesi extra Schengen dovranno rimanere in quarantena per 14 giorni presso l'abitazione o la dimora indicata.

ansa.it

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DPCM Natale: le nuove norme decise dal Governo dal 25 Dicembre al 23 Gennaio

Passa la linea della fermezza: Natale a casa, senza amici e parenti, per evitare la terza ondata. Nella notte il consiglio dei ministri, dopo uno scontro durissimo, ha messo nero su bianco le nuove norme per regolamentare gli spostamenti degli italiani durante la feste natalizie. Al termine di una lunga giornata di trattative è passata dunque la linea dura voluta dal ministro della Salute, Roberto Speranza e da quello delle Autonomie, Francesco Boccia. Il testo prevede infatti il blocco agli spostamenti tra le Regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio. E quello tra i Comuni il 25 dicembre, il 26 dicembre e il primo gennaio. Le uniche deroghe per i movimenti interregionali saranno quelli motivati dalla residenza e dal domicilio, non per le seconde case.
Il blocco, anche all'interno dei confini regionali, è rimasto soltanto per il 25, il 26 e il primo. È fallito dunque il tentativo del premier Giuseppe Conte di garantire i ricongiungimenti familiari extraregionali, con la formula della «casa d'infanzia». Deroghe, invece, saranno previste per i minori che hanno genitori in Regioni diverse e per chi deve «assistere» un genitore solo, ad esempio per chi ha diritto alla legge 104 (come già previsto anche oggi nelle zone rosse). Il dpcm sarà in vigore peri prossimi 50 giorni: potrebbe valere, dunque, da domani fino al weekend del 23 gennaio. «È uno sforzo necessario. Se arriviamo con l'Rt sotto lo 0,5 in quel fine settimana, che sarà anchequello del via al vaccino, l'Italia potrà dire probabilmente di essere uscita dall'incubo Covid» ripetono Speranza e Boccia ai colleghi più scettici per convincerli ad approvare il pacchetto. Per un giorno intero, lo scontro è durissimo. La linea della fermezza del ministro della Salute è sostenuta dai capidelegazione di Pd e Movimento. Speranza ricorda al Parlamento che senza precauzioni «la terza ondata è dietro l'angolo», perché la situazione è «molto complicata ». A rallentare però la trattativa ci pensano alcuni dubbi di Conte, ma soprattutto Italia Viva e il capogruppo dem al Senato Andrea Marcucci, in totale distonia rispetto al Nazareno. Alla fine, comunque, il Parlamento approva le risoluzioni di maggioranza. E dà parere favorevole anche a una parte del testo di centrodestra sul piano vaccinale. Prima, però, i giallorossi duellano sull'orario dei ristoranti e il divieto di spostamento tra Comuni piccoli. A Palazzo Madama si svolge una riunione infuocata, tanto che la risoluzione di maggioranza viene firmata non dai capigruppo, ma dai senatori della commissione Sanità. Italia Viva vorrebbe tenereaperti i locali anche la sera, il Pd e Speranza no. Alla fine la spunta il renziano Davide Faraone,che ottiene locali aperti a pranzo il 25 e 26 dicembre, il primo e 6 gennaio. Il compromesso prevede però il divieto alle cene la sera del 31 dicembre nei ristoranti degli hotel: sarà possibile solo in camera.
Ma lo scontro più duro è tra Marcucci e i ministri Speranza e D'Incà. Il capogruppo dem chiede di non chiudere la circolazione extra comunale nei piccoli comuni il 25 e 26 dicembre, e neanche a Capodanno, perché impedirebbe alcuni ricongiungimenti familiari. Speranza famuro, la regola resta, con le deroghe già previste nelle zone rosse e arancioni. D'Incà è durissimo,ricorda le conseguenze letali, anche "mortali" a cui si può esporre persone già fragili per nonrinunciare a un pranzo. Nicola Zingaretti e Dario Franceschini sconfessano Marcucci e sposano la lineadella fermezza. Un altro nodo cruciale è quello della scuola. Anche in questo caso, si litiga. Ostinatamente, LuciaAzzolina chiede di far ripartire le lezioni in presenza alle superiori già il 14 dicembre, sfidandochi nel governo ripete che si favorirebbe solo il contagio a ridosso di Natale. L'alterativa, almomento più probabile, è far riaprire le aule il prossimo 11 gennaio.
L'altro punto di discussione è quello delle regole sui commensali nei pranzi natalizi e nei cenoni.Passa alla fine la linea più rigida: non ci sarà un tetto di dieci e il governo ribadirà laraccomandazione a non ricevere persone non conviventi a casa anche durante le feste. Il cenone,insomma, è consigliato in famiglia e all'interno del nucleo che vive sotto lo stesso tetto.
Il testo prevede anche che si possano adottare misure più restrittive, in caso di peggioramento dellasituazione sanitaria. Ma il braccio di ferro con gli enti locali può riguardare anche altro: la Valled'Aosta ha approvato una legge per decidere in autonomia sulle aperture di piste da sci e locali.

la Repubblica

 

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Indagine della Finanza: tangente per Tor di Valle nell’affare Coric alla Roma?

C’è una brutta storia che riguarda un’operazione di mercato che si è rivelata un flop e che oggi è finita nella lente di ingrandimento della Guardia di Finanza. Il 10 giugno 2018 la Roma ha ufficializzato l’acquisto di Ante Coric, 21 anni all’epoca, centrocampista emergente della Dinamo Zagabria, pagato otto milioni. Era stato presentato come il nuovo Modric, ha vestito la maglia giallorossa solo tre volte, per complessivi 48 minuti. Pochi dei quali proprio contro il Real Madrid, proprio di Modric. Lo scorso anno ha giocato in prestito all’Almeria, seconda divisione spagnola e quest’anno è finito al VVV-Venlo, massimo campionato olandese, due sole presenze senza lasciare traccia. Sempre in prestito dalla Roma, alla quale è legato da un contratto che scade nel 2023. Sul suo acquisto indagano la Finanza e due Procure, quella di Roma e quella di Zagabria, come ha anticipato La Repubblica. Secondo la ricostruzione degli investigatori dentro il prezzo pagato per Coric ci sarebbero soldi che dovevano servire a facilitare l’approvazione del progetto dello stadio di Tor di Valle. L’agente che ha gestito l’operazione con la Roma si chiama Giuseppe Cionci, personaggio vicino a Zingaretti, socio della Cornersport Management con Pietro Leonardi, ex dirigente sportivo inibito, poi squalificato, dopo i fallimenti del Parma e del Latina. Secondo le indiscrezioni che circolavano ai tempi dell’acquisto le commissioni sarebbero salite a due milioni, di cui uno da destinare a Cionci. Il quale, dopo aver incassato la metà, lo scorso anno ha rivendicato il pagamento della seconda rata, ma Fienga, appena nominato amministratore delegato da Pallotta, appellandosi al contratto, gli fece notare che non aveva più nulla a pretendere.  

MONCHI ALL’OSCURO. Che l’operazione puzzasse di bruciato si era capito quasi subito. L'agenzia all’epoca aveva la sede in uno dei tanti paradisi fiscali sparsi per il mondo. L’operazione fu condotta da Monchi, all’epoca direttore sportivo con ampia autonomia di movimento. Il dirigente spagnolo appena arrivato era all’oscuro di tutto e non aveva la minima idea di cosa ci fosse sotto. Solo la scelta tecnica di Coric era stata sua, Monchi ha sempre rivendicato con lealtà le decisioni prese nel breve periodo in cui è rimasto alla Roma. Coric è stato offerto, valutato e acquistato e Monchi ha avuto contatti con Cionci. I giovani che escono dalla Dinamo Zagabria restano comunque legati all’influentissimo presidente del club, ma l’altro elemento poco chiaro riguarda la procura di Coric, che è finita alla Caa Base Ltd, importante agenzia che fa capo a Frank Trimboli, manager italiano da tanti anni operativo a Londra, già in passato in affari con la Roma.  
 
I FINANZIERI IN SEDE. La società giallorossa non commenta l’inchiesta e nella vicenda sembra essere la parte lesa, per aver pagato una cifra fuori mercato per un giocatore rivelatosi mediocre. Coric resta un tesserato della Roma per altri tre anni. Nel settembre 2019 la Guardia di Finanza ha fatto visita alla sede della società in viale Tolstoj con un ordine europeo di indagine dell’ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata della procura della Repubblica di Zagabria. I magistrati croati erano interessati ai documenti dell’affare Coric-Roma e all’intermediario di quell’affare che i dirigenti hanno confermano essere Giuseppe Cionci. La notifica l’ha ricevuta l’allora vice-presidente Mauro Baldissoni. Che aveva firmato l’accordo con la Dinamo Zagabria per l’acquisto del giocatore e ha indicato alla Guardia di Finanza che l’intermediario dell’operazione era stato Giuseppe Cionci. Al momento nessun reato è stato ipotizzato e nessuna persona risulta indagata. Resta una storia poco chiara, per la quale gli investigatori vogliono andare fino in fondo.  

Il Corriere dello Sport

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Per Maradona minuto di silenzio in Serie A, Champions ed Europa League

Un minuto di silenzio per Diego Armando Maradona sarà osservato stasera e domani prima degli incontri di Champions League e di Europa League. Lo ha deciso l'Uefa. Stesso discorso per le partite di Serie A in programma questo weekend, a seguito della scelta congiunta di Figc e Lega.

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Video aereo, multato Hoedt

Piovono multe a Formello. Dopo Luis Alberto, tocca a Hoedt rispondere al regolamento. E’ stato l’olandese a riprendere la scena dell’atterraggio brusco a Crotone, che poi ha fatto il giro di telefonino in telefonino. In assenza di Peruzzi, è stato rimbrottato dal ds Tare a brutto muso. Così si legge sull’edizione odierna de Il Messaggero. Laziopress.it

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Alex Zanardi sta meglio: il corridore trasferito dal San Raffaele all’Ospedale di Padova

"L'Ospedale San Raffaele informa che oggi Alex Zanardi è stato trasferito presso l'ospedale di Padova": così spiega in una nota la struttura dove era stato trasferito lo scorso 24 luglio. "Il paziente – spiegano dall'ospedale milanese – ha raggiunto una condizione fisica e neurologica di generale stabilità che ha consentito il trasferimento ad altra struttura ospedaliera dotata di tutte le specialità cliniche necessarie e il conseguente avvicinamento al domicilio familiare. Dopo il drammatico incidente del 19 giugno a bordo della sua handbike vicino a Siena Zanardi era stato trasportato d'urgenza, operato e ricoverato fino al 21 luglio per poi essere trasferito a Villa Beretta, struttura specializzata in riabilitazione nel Lecchese. Solo tre giorni dopo però il trasferimento al San Raffaele dove è arrivato "in condizioni di grave instabilità neurologica e sistemica". Qui il pilota 54enne" ha affrontato dapprima un periodo di rianimazione intensiva, quindi un percorso chirurgico, in primo luogo per risolvere le complicanze tardive dovute al trauma primitivo e in seguito per la ricostruzione facciale e cranica". "Negli ultimi due mesi, ha potuto intraprendere anche un percorso di riabilitazione fisica e cognitiva" spiegano dall'ospedale augurando "ad Alex e alla sua famiglia un futuro di progressivo miglioramento clinico". 

ansa.it

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Roma, caso Diawara: la Corte d’Appello Figc respinge il ricorso

La Corte sportiva di appello della federcalcio, apprende l'ANSA, ha respinto il ricorso della Roma sul caso Diawara. Confermata dunque la sentenza del giudice sportivo che ha assegnato il 3-0 a tavolino a favore del Verona.