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Suicidio Raffaello Bucci, ex ultrà Juventus: Procura di Cuneo ordina riesumazione corpo

Un nuovo capitolo nella vicenda legata alla morte di Raffaello Bucci, l'ex ultrà della Juve deceduto dopo esser caduto dal viadotto di Fossano nel luglio 2016. La salma del tifoso bianconero è stata riesumata dal cimitero di Cuneo, dove era sepolta. Pochi giorni prima della sua scomparsa nel 2016 era stato interrogato dalla procura di Torino per i rapporti tra 'ndrangheta e ultrà. A chiedere di far luce sulla sua morte, archiviata inizialmente come suicidio, è stata la compagna Gabriella.  "Raffaele non si è tolto la vita. Qualcuno, semmai, l'ha spinto a farlo – ha detto la compagna -. Raffaele non era il tipo che si butta giù dal ponte". Parole che hanno dato spazio all'ipotesi che l'ex ultrà bianconero sia stato obbligato o comunque indotto a buttarsi da quel ponte. La procura di Cuneo, che ha autorizzato la riesumazione, ha aperto nei mesi scorsi un fascicolo, a carico di ignoti, per istigazione al suicidio. A effettuare l'autopsia è l'equipe coordinata dal medico legale torinese Roberto Testi e da Lorenzo Varetto.

gazzetta.it

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Udinese, esonerato Davide Nicola: torna Tudor

La sconfitta dell'ultimo turno di campionato al San Paolo contro il Napoli, la seconda consecutiva dopo il ko arrivato contro la Juventus, è stata fatale a Davide Nicola. L'Udinese ha deciso, l'allenatore non sarà più alla guida della squadra bianconera. Un esonero improvviso quello di Nicola, che nel corso della stagione era subentrato a Velazquez. Dopo un avvio convincente, l'allenatore non è riuscito a portare il club friulano lontano dai bassifondi della classifica. Con la squadra ad un solo punto di vantaggio dal terzultimo posto, la società ha maturato la decisione per provare a dare una scossa all'ambiente: Davide Nicola è stato esonerato.

L'Udinese ha già individuato quello che sarà il successore di Nicola in panchina. Si tratta di Igor Tudor, ex difensore croato che già alla fine della passata stagione aveva guidato il club friulano conducendolo alla salvezza. Un ritorno dunque per Tudor, che è già in viaggio verso Udine insieme al suo agente Seric. Per lui pronto un contratto fino al termine della stagione: prima della firma dovranno essere limate alcune questioni economiche, ma, salvo clamorosi scenari, l'ex Juventus è pronto a diventare ancora una volta il nuovo allenatore dell'Udinese.

SkySport

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L’intercettazione che incastra De Vito. Mezzacapo: “Marce’, questa è una congiunzione astrale, tipo la cometa di Halley”

Questa congiunzione astrale … è tipo l'allineamento della cometa di Halley, hai capito? Cioè è difficile secondo me che si riverifichi così …. e allora noi, Marce', dobbiamo sfruttarla sta cosa, secondo me, cioè guarda…ci rimangono due anni". Questa intercettazione tra Camillo Mezzacapo e Marcello De Vitorisalente al 4 febbraio scorso  è la dimostrazione del "valore commerciale" che l'incarico pubblico di De Vito "ha assunto in relazione – scrive il gip Maria Paola Tomaselli – alle responsabilità di governo che il M5S ha sia a livello comunale che nazionale". Mezzacapo, secondo gli investigatori, è l'avvocato che percepisce le tangenti (che poi spartisce con De Vito) sotto forma di consulenze fittizzie da parte degli imprenditori. Mentre De Vito in Campidoglio si adopera per sbloccare gli iter amministrativi. 

 

  In particolare – prosegue il gip – "il suo potere (De Vito, ndr) di influenza e di intervento è stato notevolmente amplificato per il fatto che il Movimento risulta essere non più solo al governo di Roma ma al governo del Paese". Per questo, la congiuntura astrale favorevole di cui parla Mezzacapo, nell'intercettazione viene paragonata alla cometa di Halley: "presentando – si legge nell'ordinanza- una serie di eventi difficilmente riproponibile e quindi un'occasione da non perdere". 

 

  Nella stessa conversazione viene spiegato come il prezzo delle corruzioni sia dai due (De Vito – Mezzacapo) custodito per poi essere diviso. De Vito: "Va beh ma distribuiamoceli questi". Mezzacapo risponde: "Ma adesso non mi far toccare niente, lasciali lì. Quando tu finisci il mandato, se vuoi non ci mettiamo altro sopra."

De Vito – per i pm – sarebbe stato corrotto "per intervenire nell'iter amministrativo relativo alla progetto Stadio della Roma, per favorire l'approvazione di una delibera in consiglio comunale per la realizzazione nella zona della ex Fiera di Roma di un campo da basket e di un polo per la musica, superando le limitazioni poste alla delibera Berdini che aveva limitato la realizzazione delle cubature in quella zona a 44mila metri cubi. In genere per l'asservimento della funzione esercitata agli interessi del Parnasi e del gruppo imprenditoriale a lui riconducibile" attraverso "molteplici utilità e tra queste l'affidamento e la promessa di lucrosi incarichi in favore dello studio legale Mezzacapo (avvocato vicino a De Vito, ndr)". 

 

Questi gli incarichi che Mezzacapo avrebbe ricevuto da Parnasi: "curare una transazione tra Acea e Ecogena per il quale il costruttore ha corrisposto 95 mila euro". E ancora Parnasi avrebbe offerto a Mezzacapo di curare un altro accordo transattivo tra Parsitalia e il Comune di Roma del valore di 10 milioni di euro. La promessa di un incarico per curare il contenzioso tra Parsitalia e la banca delle Marche. Inoltre Parnasi avrebbe chiesto sempre al legale di curare il progetto per lo spostamento il business park del nuovo stadio della Roma e infine la promessa di incarichi relativi alla realizzazione pressola ex Fiera di Roma di un polo di intrattenimento". 

 

 Inoltre De Vito e Mezzacapo sono indagati per traffico di influenze illecite perchè avrebbero sfruttato le realzioni che avevano con soggetti chiamati a intervenire nell'iter amministrativo per il rilascio del permesso di costruire di un edificio in viale Trastevere nell'area dell'ex stazione di interesse della Ippolito Nievo srl  società del gruppo Statuto. In cambio si facevano promettere, De Vito e Mezzacapo, dall'architetto Fortunato Pititto, del gruppo Statuto 20 mila euro e l'ulteriore somma di 100 mila euro in caso di conseguimento del risultato. Soldi da corrispondere attraverso il conferimento di un incarico professionale allo studio legale di Mezzacapo.

 Tra gli indagati – traffico di influenze illecite – figurano anche Claudio Toti, attuale presidente della squadra di basket Virtus Roma e Pierluigi Toti. Secondo la procura De Vito sfruttando le relazioni che aveva in Campidoglio si era fatto promettere dai due imprenditori 110mila euro in cambio del suo interessamento con il pubblico ufficiale incaricato di approvare il progetto di riqualificazione degli ex mercati generali di Ostiense. De Vito e l'avvocato Camillo Mezzacapo (anche lui finito in carcere), persona vicina al presidente dall'assemblea capitolina, hanno percepito dalla società Silvano Toti Holding spa 48mila euro.

 

 

La Repubblica

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Arrestato Marcello De Vito (5s) per tangenti sul nuovo stadio della Roma

ROMA – Terremoto giudiziario nel Movimento 5 Stelle romano. Marcello De Vito, presidente dell'assemblea capitolina è stato arrestato all'alba con l'accusa di corruzione: è in carcere. I carabinieri di Via In Selci hanno perquisito il suo appartamento e alcuni uffici in Campidoglio. Perquisizioni anche all'Acea.

L'esponente grillino avrebbe incassato direttamente o indirettamente delle elargizioni, questa l'ipotesi dei pm Barbara Zuin e Luigia Spinelli, dal costruttore Luca ParnasiDe Vito, in cambio, avrebbe promesso – all'interno dell'amministrazione pentastellata guidata dalla sindaca Virginia Raggi – di favorire il progetto collegato allo stadio della Roma. 

 

 La misura cautelare emessa dal dip del tribunale di Roma riguarda in tutto 4 persone (per 2 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per gli altri i domiciliari). Una misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriale riguarda invece due imprenditori.

De Vito arrestato: le accuse

L’indagine "Congiunzione astrale" si concentra sulle condotte corruttive e il traffico di influenze illecite nell'iter per la realizzazione del nuovo stadio della Roma, la costruzione di un albergo presso la ex stazione ferroviaria di Roma Trastevere e la riqualificazione dell’area degli ex Mercati generali di Roma Ostiense.

L’inchiesta ha fatto luce su una serie di operazioni corruttive realizzate dagli imprenditori attraverso l’intermediazione di un avvocato e un uomo d’affari, che secondo l'accusa avrebbero interagito con De Vito al fine di ottenere provvedimenti favorevoli alla realizzazione di importanti progetti immobiliari.

Indagato anche Claudio Toti, patron della Virtus Roma

Tra gli indagati – traffico di influenze illecite – figurano anche Claudio Toti, attuale presidente della squadra di basket Virtus Roma e Pierluigi Toti. Secondo la procura De Vito sfruttando le relazioni che aveva in Campidoglio si era fatto promettere dai due imprenditori 110mila euro in cambio del suo interessamento con il pubblico ufficiale incaricato di approvare il progetto di riqualificazione degli ex mercati generali di Ostiense.

De Vito e l'avvocato Camillo Mezzacapo (anche lui finito in carcere), persona vicina al presidente dall'assemblea capitolina, hanno percepito dalla società Silvano Toti Holding spa 48mila euro. 

Oltre a Mezzacapo e De Vito sono stati arrestati (in questo caso ai domiciliari) l'architetto Fortunato Pititto Gianluca Bardelli.

Mentre risultano indagati a piede libero gli imprenditori Toti, l'avvocato Virginia VecchiarelliSara Scarpari amministratore della società Mdl srl (riconducibile a De Vito e Mezzacapo) e l'immobiliarista Giuseppe Statuto a capo dell'omonimo gruppo imprenditoriale. In questa nuova tranche dell'inchiesta sullo stadio è sempre presente Luca Parnasi.

Gli undici indagati sono accusati a vario titolo di corruzione, traffico di influenze illecite, evasioni di imposte e false fatturazioni.

L'inchiesta sullo stadio della Roma

Il nome di De Vito compariva spesso nell'ordinanza che aveva portato all'arresto di Parnasi e di Luca Lanzalone ex presidente di Acea lo scorso giugno. Da quella inchiesta sono finite a processo 18 persone, accusate di aver messo in piedi un sistema corruttivo per la costruzione dell'impianto del club giallorosso, progetto che dovrebbe sorgere a Tor di Valle. I pm avevano messo nel mirino nomi di spicco dell'imprenditoria e politica romana come il costruttore Parnasi e gli esponenti di Pd e Fi, Pier Michele CivitaAdriano Palozzi e Davide Bordoni.

Il 10 dicembre, in un altro filone della stessa inchiesta, erano finiti alla sbarra altri personaggi di rilievo – sempre coinvolti nell'affaire del tempio giallorosso – tra cui l'avvocato genovese Luca Lanzalone, voluto al vertice di Acea dalla nomenclatura pentastellata. Associazione a delinquere, finanziamento illecito e corruzione i reati contestati a seconda delle posizioni. Gli avvisi di garanzia erano stati notificati all'imprenditore Parnasi ritenuto dagli inquirenti "il capo e organizzatore" dell'associazione a delinquere che ha cercato di pilotare le procedure amministrative legate al masterplan, approvato, nell'ambito della conferenza dei servizi, nel febbraio del 2018.

Repubblica.it

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Lutto in casa Guerrieri, è scomparso il padre del portiere biancoceleste

Radiosei e tutto il suo staff di uniscono al cordoglio della famiglia di Guido Guerrieri per la scomparsa del padre.

l comunicato del club: "La S.S. Lazio, il suo Presidente, l'allenatore, i giocatori e tutto lo staff si stringono attorno a Guido Guerrieri per la scomparsa del padre Andrea. Il Club si unisce al dolore della famiglia".

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Empoli, esonerato Iachini: torna Andreazzoli

L'Empoli ha comunicato a Iachini l'intenzione di esonerarlo, al suo posto tornerà a sedere sulla panchina toscana Aurelio Andreazzoli, tecnico che ha iniziato questa stagione proprio sulla panchina empolese.

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Last Bet, udienza il 26 marzo: la Cassazione potrebbe portare alla prescrizione

Evvia, sempre più veloce verso la prescrizione del processo che secondo l'allora pm di Cremona, Roberto Di Martino, avrebbe potuto cambiare il mondo del calcio. Si è tenuta stamattina a Bologna l'ennesima udienza del processo  'Last Bet', indagine a tante teste che ebbe inizio dai fatti del 14 novembre 2010, data di Cremonese-Paganese, gara in cui il portiere dei grigiorossi Marco Paoloni avrebbe avvelenato l'acqua dei compagni di squadra per alterare le loro prestazioni. Come vi avevamo raccontato (leggi:http:// http://www.laziofamily.it/editoriale/sport-e-news-dal-mondo/58217/focus-last-bet-il-9-marzo-la-prossima-udienza-il-processo-torna-a-cremona), il pm Roberto Ceroni ha riunito in uno i due gruppi di associazioni a delinquere, quello dei cosiddetti bolognesi e quello degli slavi, facendo cadere così l'aggravante della transnazionalità. Mancando questa fattispecie giuridica si hanno due risultati: si accorciano i tempi della prescrizione; se l'associazione è una crescono sensibilmente le possibilità che le eccezioni di competenza territoriale riprendano con maggiore vigore. In particolare col nuovo capo di imputazione difficile risalire al punto di partenza, data per buona l'inizio del reato al 31/12/2011, considerando la prescrizione per l'associazione semplice a 7 anni e mezzo, il prossimo 30 giugno tutto quasi certamente finirà in una nuvola di fumo e di polvere, quella che si alzerebbe sbattendo a terra le carte di questo procedimento. Ricordiamo che al momento la gup felsinea, Francesca Zavaglia, ha rinviato a giudizio 31 dei 32 imputati tra cui Be potrebbe ppe Signori, Cristiano Doni e Stefano Mauri; la Cassazione lo scorso 3 ottobre non era entrata nel merito del conflitto di competenze territoriale – di fatto il pm Roberto Ceroni il 5 aprile scorso aveva sollevato un conflitto negativo di competenza, indicando nuovamente Cremona come sede per celebrare il processo, fatto che ha indotto Zavaglia a rivolgersi alla Suprema Corte – gli ermellini di fatto all'epoca si limitarono a sostenere che non essendoci un conflitto tra due tribunali, il processo doveva restare presso il Tribunale Collegiale delle Due Torri. Tornando ad oggi, nelle aule del tribunale bolognese gli avvocati già arrotavano penne e pc, col nuovo capo di imputazione infatti nella prossima udienza, fissata al 26 marzo verranno sollevate altre eccezioni preliminari, il tutto mentre la Cassazione è stata chiamata nuovamente in causa. Piazza Cavour infatti stavolta dovrà decidere chi fra i due tribunali, Bologna e Cremona, alla luce della nuova imputazione, sia competente, visto che nessuno dei due si ritiene legittimato a proseguire il processo; la legge in questa fattispecie però non prevede la sospensione del procedimento che come detto vedrà la prossima puntata il 26 marzo. Paradosso questo perché la Suprema Corte, una volta ottenute le carte con un capo d'accusa modificato, alla fine potrebbe decidere di rimandare tutto a Cremona, ipotesi tutt'altro che remota considerando come quello lombardo sia stato il primo a iscrivere un soggetto nel registro degli indagati aprendo di fatto l'inchiesta 'Last bet'.  Come già spiegato, se davvero il processo tornasse a Cremona a oltre 9 anni dal primo evento si comincerebbe tutto dal primo minuto, con un'accusa come l'associazione a delinquere di per sé già difficile da dimostrare, a maggior ragione sapendo che i processi per i singoli reati fine non sono neanche iniziati (vedi caso Mauri con i processi per Lazio-Genoa e Lecce Lazio, rispettivamente 14 e 22 maggio 2011, assolutamente morti e praticamente prescritti, ndr). Insomma, prescrizione vicina anche per il reato più grave, con una solo controindicazione per gli imputati già finiti in manette che, ritenendosi innocenti, avrebbero potuto chiedere un risarcimento danni allo Stato, cosa che non potrebbe accadere per una pronuncia di non luogo a procedere per avvenuta prescrizione.

Laziofamily.it

 

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Infermeria – Controlli in Paideia per Milinkovic e Wallace

Visite mediche stasera in Paideia, in clinica sono arrivati Milinkovic e Wallace. Per il centrocampista serbo solo un controllo per un leggero dolore ad un dito della mano. mano. Più complicata la situazione del centrale, i cui accertamenti hanno richiesto oltre un’ora di tempo. Il brasiliano è fermo da Inter-Lazio di Coppa Italia, 31 gennaio scorso, in questa settimana dovrebbe rientrare gradualmente per cercare di essere tra i convocati per Lazio-Parma di domenica prossima.

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Incredibile Defrel: sfugge alla Polizia e si schianta, patente ritirata

La fuga per evitare un controllo della Polizia a Genova e lo schianto nella notte. Gregoire Defrel, attaccante della Sampdoria, è uscito illeso da un incidente con la propria auto: ha provato a dileguarsi lungo Corso Europa, ma ha perso il controllo della sua Mercedes C63 S Amg ed è uscito di strada. A bordo c’era la fidanzata, anche lei illesa. Al calciatore è stata revocata la patente per guida in stato di ebbrezza. La Sampdoria è a conoscenza di quanto avvenuto e prenderà provvedimenti nei confronti di Defrel.

BOLIDE — Al giocatore è stato contestato anche il reato di omesso controllo del veicolo da parte dei vigili urbani, lo schianto ha danneggiato alcune auto parcheggiate nei paraggi e alcuni cartelli stradali. La Mercedes in questione è un mezzo da quasi 500 cv con motore V8 biturbo e dall’impatto è uscita praticamente devastata. Ieri la Sampdoria aveva giocato al Ferraris, perdendo in campionato per 2-1 contro l’Atalanta.

gazzetta.it

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Porto-Roma, UEFA chiede le polemiche: “Nessuna prova che fosse rigore su Schick”

ANSA) – ROMA, 8 MAR – "L'arbitro era vicino all'azione e ha visto il potenziale episodio dal vivo, non ravvisando alcun fallo". L'Uefa chiude le polemiche legate al mancato utilizzo della Var per il rigore reclamato dalla Roma al termine dei supplementari della sfida col Porto negli ottavi di Champions. Sul sito dell'organizzazione c'è un resoconto che fornisce informazioni e elementi considerati dal Var e dagli arbitri per prendere varie decisioni nelle gare della settimana, tra cui anche quella dello stadio Do Dragao. Sul caso del contatto in area tra Schick e Marega, si legge che l'arbitro Cakir "ha deciso di ritardare la ripresa del gioco per dare più tempo al Var di rivedere l'azione dalle varie angolazioni disponibili. È stato fatto un controllo e le immagini studiate attentamente, ma il Var non ha rilevato prove evidenti. Quindi il Var ha informato l'arbitro che dal controllo non sono stati rilevati errori chiari e evidenti, e dunque non c'erano presupposti per un intervento del Var e una revisione a bordo campo".