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Gigi Radice è morto: vinse quattro scudetti con Milan e Torino

Lutto nel mondo del calcio. Si è spento, all'età di 83 anni, Luigi Radice. Una carriera legata ai colori del Milan e a quelli del Torino, prima da giocatore e poi da tecnico. Con la maglia rossonera vinse tre scudetti a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, prima dello storico trionfo nella Coppa dei Campioni del 1963, la prima conquistata da un club italiano. I successi in panchina, invece, furono a tinte granata: fu lui a guidare il Torino alla conquista del campionato 1975-76, il primo (e finora unico) conquistato dopo la tragedia di Superga.gazzetta.it

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Scritte choc su Heysel e Scirea, la vedova Mariella: «Forte dolore al cuore, io non li perdono»

ROMA – "Io non li perdono, ho avuto solo un forte dolore al cuore, io so quanto Gaetano fosse amato dagli juventini". Mariella Scirea, la vedova dell'ex capitano della Juventus, Gaetano Scirea, condanna con fermezza le scritte sui muri all'esterno del Franchi prima di Fiorentina-Juve ('Heysel -39, Scirea brucia all'inferno'). "La violenza non è solo menare le mani è anche queste scritte, credo che né io e né la mia famiglia meritavamo questo. Non c'è un fatto personale, ma la scritta brucia perché Gaetano è bruciato veramente in quella macchina in Polonia".

 

IL DOLORE – ''Gaetano avrà perdonato, ma io no. – aggiunge Mariella Scirea – Ho avuto un forte dolore al cuore. È stato un fulmine a ciel sereno. Non me lo aspettavo sapendo quanto era amato dai tifosi juventini e da tutti gli altri appassionati per quello che ha rappresentato e per il suo comportamento come giocatore e come uomo". "Questa volta non mi piace far finta di nulla, credo sia necessario prendere dei provvedimenti perché iniziano ad essere tanti questi episodi – ha proseguito la vedova Scirea – Ci sono delle regole, ma vengono disattese e dare campo libero a queste persone non è un bel segnale per i giovani. Non basta solo il Daspo ma servono provvedimenti più drastici. Se non si dà un segnale questa nefandezza proseguirà. Bisogna saper distinguere dalla buona tifoseria da quella becera: spetta a chi è preposto a gestire il nostro calcio prendere provvedimenti".

 

Corrieredellosport.it

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La DDA di Bari: il Foggia di De Zerbi costretto ad accettare i diktat della mafia locale

Gli ex dirigenti del Foggia calcio, il ds Giuseppe di Bari e il tecnico Roberto de Zerbi (ora mister del Sassuolo), "lungi da denunciare, come dovrebbe fare ogni vittima di estorsione, hanno preferito in maniera pavida accettare supinamente le richieste formulate, abiurando anche a quei valori di lealtà e correttezza sportiva che dovrebbe ispirare la loro condotta". E' quanto emerge dagli atti sulla mafia foggiana: i clan avrebbero imposto alla società l'ingaggio di 2 giocatori, tra cui il figlio di un boss. L'imposizione subita anche da de Zerbi è contenuta nel provvedimento del gip di Bari che ha portato all'arresto per mafia di 30 affiliati alla Società foggiana. Le indagini della Dda di Bari hanno rivelato che tra il 2015 e il 2016 i clan foggiani avrebbero imposto l'ingaggio di due giocatori, "pur non dotati di qualità sportive significative": Antonio Bruno, figlio del defunto boss Rodolfo, e Luca Pompilio, che da subito fu dato in prestito al Melfi (Potenza) dove gioca tuttora.

ansa.it

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Roma-Inter, Keita: “Per me un piccolo derby”

Sta provando a prendersi l’Inter, Keita Balde, e lo sta facendo con giocate decisive. Contro il Frosinone è stato protagonista assoluto con due gol e un assist, esattamente la prova che Luciano Spalletti si aspettava da lui e che potrà aumentare la considerazione dell’allenatore nei suoi confronti. Intervistato da Sky Sport, l’attaccante ha commentato così le sue sensazioni: “È stata un’emozione forte segnare il primo gol davanti ai nostri tifosi, in casa. Era una cosa che aspettavo da tempo, è l'inizio, devo fare di più e migliorare per la squadra. La maglia dell'Inter non la possono mettere tutti: è pesante, con tanta storia, giocare a San Siro non è semplice, qui hanno giocato i migliori al mondo e per questo bisogna essere fieri di vestire questi colori”. Il nuovo ambientamento all’Italia non è stato immediato, però. “Mi è servito un po' di tempo, venivo da un altro campionato, è stato un po' quello che mi ha rallentato. Per me è molto importante essere considerato dall'allenatore, specialmente per un giovane come me. Bisogna avere una mentalità forte in modo da farsi trovare pronti sia che si giochi dall'inizio sia che si subentri. A tutti piace giocare, ma quando non è così bisogna lavorare e aspettare il proprio momento” ha proseguito Keita.

Per il giocatore, che ha vestito per quattro anni la maglia della Lazio, la sfida con la Roma sarà speciale: “Ora mi farà strano giocare contro i giallorossi, li ho sempre affrontati con la Lazio, ma sarà un piccolo derby per me e farò di tutto per segnare un gol”. La sconfitta col Tottenham, che ha complicato i piani di qualificazione dell’Inter, non deve portare negatività. “Ci sentiamo un gruppo forte e compatto, consapevole degli obiettivi. Penso che possiamo affrontare tutte le squadre del campionato. A Londra abbiamo provato a vincere la partita, ma non c'è da disperarsi: io penso che nessuno avrebbe mai detto che saremmo arrivati così a questo punto della stagione, in un girone del genere. Poi ci giocheremo tutto contro il PSV” ha spiegato l’esterno. Infine, un pensiero sul ciclo impegnativo che attende i nerazzurri: Roma, Juventus, PSV. “Sono queste le partite da giocare se sei giocatore dell'Inter, nemmeno loro saranno contenti di affrontarci: abbiamo una rosa lunga, siamo pronti a scendere in campo”.Skysport

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Ufficiale: River-Boca si giocherà a Madrid

AGGIORNAMENTO 30.11.18: 

BUENOS AIRES – Ora è ufficiale. La tormentata finale di Coppa Libertadores si giocherà a Madrid. Il Santiago Bernabeu è stato scelto per accogliere il match di ritorno tra River Plate e Boca Juniors, rinviato dopo gli scontri e che si disputerà il 9 dicembre alle 20.30 con le tifoserie delle due squadre in tribuna: tra le tante sedi che si sono offerte per la gara, quella del Bernabeu ha avuto l'ok del Real, della Conmebol e della federcalcio iberica.

La scelta della sede fa da sfondo al no della Conmenbol al ricorso del Boca per la richiesta della vittoria a tavolino. Al River invece 400 mila euro di multa e due partite a porte chiuse nella prossime coppe della Conmenbol.

La scelta di Madrid è stata possibile anche grazie al calendario perché in quel week end il Real è impegnato in trasferta così come il Rayo Vallecano mentre solo l'Atletico sarà impegnato nella capitale, opposto all'Alaves al Wanda Metropolitano l'8 dicembre alle 13.

 

Potrebbe essere il Santiago Bernabeu, casa del Real Madrid, a ospitare la finale di ritorno della Coppa Libertadores fra River Plate e Boca Juniors. Secondo l'emittente "La Sexta", l'accordo sarebbe chiuso al 90% e la partita, inizialmente in programma sabato scorso e poi rinviata per l'attacco al pullman del Boca da parte degli ultras rivali, si giocherà l'8 o il 9 dicembre. Il Real avrebbe già dato l'ok e anche Fifa, Conmebol e Federazione spagnola sarebbero d'accordo. In giornata è attesa ad Asuncion una decisione visto il ricorso pendente del Boca che aveva chiesto la vittoria a tavolino. Se si giocherà, comunque, Madrid è in pole anche perché in quel weekend i blancos e il Rayo Vallecano giocheranno in trasferta mentre solo l'Atletico sarà impegnato nella capitale, opposto all'Alaves al Wanda Metropolitano l'8 dicembre alle 13. Perde quota invece l'ipotesi Doha per quanto il Qatar avesse messo sul piatto 7 milioni di euro a testa per le due finaliste e il trasporto gratuito di 40 persone per ciascuna squadra: la Conmebol vuole evitare conflitti di interesse visto che la Qatar Airways è fra gli sponsor più importanti della stessa Confederazione e del Boca.corrieredellosport.it

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Guardia di Finanza sequestra beni a Ferrero

ROMA – La Guardia di Finanza sta eseguendo un decreto di sequestro nei confronti del presidente della Sampdoria Massimo Ferrero. Secondo quanto si apprende, il patron dei doriani è coinvolto in una indagine del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria che riguarda anche altre persone. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono appropriazione indebita, truffa, emissione e utilizzo di fatture false, autoriciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Sono 6 le persone indagate nell'ambito dell'indagine della Guardia di Finanza che ha portato al sequestro di beni nei confronti di Massimo Ferrero. Il sequestro, messo dal Gip del Tribunale di Roma, ha riguardato beni e disponibilità finanziarie per 2,6 milioni di euro. Il provvedimento è scattato anche nei confronti della Sampdoria, per un importo di circa 200mila euro, e un immobile di pregio a Firenze.

LA NOTA DELLA GDF – "In particolare – comunica la GdF -, sono state sottoposte a sequestro disponibilita' finanziarie riferibili agli indagati nonche' un immobile residenziale di pregio in Firenze, via dei Renai. La Sampdoria e' destinataria di un sequestro per un importo di oltre 200 mila euro, corrispondente al profitto del reato tributario accertato. Le ipotesi di reato contestate sono, a vario titolo, quelle di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, appropriazione indebita, autoriciclaggio, truffa e impiego di denaro di provenienza illecita. Il contesto di indagine prende le mosse dall'approfondimento di transazioni finanziarie anomale poste in essere tra le societa' del "Gruppo Ferrero". Le investigazioni condotte dai militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno consentito di individuare alcune ipotesi di distrazione dalle casse della societa' calcistica per un importo di circa 1,2 milioni di euro, parte del corrispettivo ottenuto dalla cessione nell'estate del 2015 del calciatore Pedro Obiang al West Ham, attraverso l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti emesse da altra societa' riconducibile al Ferrero, benche' formalmente amministrata da altra persona. Tali somme di denaro risultano poi in parte reimpiegate per sanare situazioni debitorie di altre societa' del gruppo e per finanziare altre due societa' riconducibili al Ferrero, per l'attivita' di produzione di un film da distribuire nel circuito cinematografico. Le indagini hanno inoltre fatto emergere finte controversie di lavoro, dinanzi alla direzione territoriale del lavoro di Roma, mediante le quali, simulando l'esistenza di rapporti di lavoro subordinato con 5 societa' del gruppo, venivano conclusi 5 distinti accordi transattivi, con percezione indebita di 500 mila euro (100 mila euro per ciascuna societa')".

corrieredellosport.it

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Conmebol apre procedimento contro River

La Conmebol, l'equivalente della Uefa sudamericana, ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti del River Plate dopo i disordini di sabato avvenuti all'esterno dello stadio Monumental di Buenos Aires, prima della finale di ritorno della Coppa Libertadores contro il Boca Juniors. Il club dei 'Millonarios' avrà adesso 24 ore di tempo dalla notifica presentare la sua linea di difesa. L'apertura del dossier arriva nel giorno della riunione dell'esecutivo della Conmebol in programma oggi ad Asuncion, in Paraguay, in cui si discuterà della nuova data del recupero della partita. Dopo gli incidenti di sabato, il Boca Juniors ha chiesto la vittoria a tavolino.
   Ansa.it

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Tennis-scommesse – Radiato Bracciali, 10 anni di squalifica a Starace

Daniele Bracciali è stato radiato a vita e multato di 250.000 dollari (219.000 euro) dopo essere stato trovato colpevole di aver truccato alcuni incontri. Il 40enne è stato giudicato da Richard McLaren, ufficiale dell’Anticorruzione nell’ambito di un’indagine aperta dalla Tennis Integrity Unit, fondata dal Grand Slam Board, dalla Federazione Internazionale (Itf), dall’Atp e dalla Wta. La decisione è stata resa nota oggi, dopo l’udienza del 18-19 settembre tenutasi a Londra. McLaren si è espresso per la colpevolezza a proposito dei reati legati ad incontri dell’Atp 500 World Tour giocato a Barcellona nell’aprile 2011. A Bracciali è stato inoltre imputato d’aver facilitato un giro di scommesse in relazione a quegli incontri.
La radiazione ha effetto immediato e gli proibisce di partecipare ad eventi organizzati dall’Atp, ai quali non potrà nemmeno recarsi come spettatore. Bracciali è ora n°100 del ranking in doppio. Come singolarista, il suo miglior piazzamento è stato il 49° posto del 2006.
Con una sentenza separata, condannato anche Potito Starace, con cui Bracciali raggiunse le semifinali di doppio del Roland Garros nel 2012: è stato squalificato 10 anni e multato per 100.000 dollari. Starace, 37 anni, ha raggiunto il 27° posto del ranking nell’ottobre 2007 in singolare e il 40° nel doppio in carriera. Entrambi erano già stati radiati dalla Federtennis azzurra nel 2015, sentenza poi annullata dalla Corte di Appello. I due, insieme all’ex ds del Perugia calcio Roberto Goretti, erano anche stati messi sotto accusa dalla giustizia ordinaria, per «associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva», ma nel processo penale erano stati poi assolti «poiché il fatto non sussiste».

gazzetta.it

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«Gascoigne accusato di aggressione sessuale»

Paul Gascoigne finisce di nuovo nei guai. L'ex centrocampista della Lazio è stato accusato di aver aggredito sessualmente una donna a bordo di un treno. Il 51enne è stato arrestato alla stazione di Durham, nel nord-est dell'Inghilterra, il 20 agosto. L'ex giocatore dovrà comparire davanti al giudice l'11 dicembre. Secondo quanto riferito dalla polizia, la donna ha denunciato 'Gazza' per aver averla toccata in modo inappropriato. Gascoigne lotta con l'alcolismo da quando si è ritirato dal calcio nel 2004.Corrieredellosport.it

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Doping, quattro anni di squalifica per Magnini. L’atleta: “Sentenza già scritta, ridicola”

"Una sentenza già scritta, ridicola". Filippo Magnini schiuma di rabbia, anche se il suo volto è solcato dal sorriso amaro di chi in fondo se lo aspettava. L'ex nuotatore azzurro, due volte campione del mondo dei 100 stile libero e per anni in prima linea nella campagna 'I'm doping free', si è visto colpito da una squalifica di quattro anni per uso o tentato uso di sostanze dopanti (articolo 2.2 del codice Wada). Il 36enne paga la sua frequentazione con il nutrizionista Guido Porcellini, inibito per 30 anni e al centro delle indagini della procura di Pesaro dalla quale è scaturita l'inchiesta sportiva. Magnini, uscito pulito dal processo penale, è stato invece sanzionato con durezza dalla prima sezione del Tribunale nazionale antidoping presieduta da Adele Rando. Nei suoi confronti il procuratore antidoping Pierfilippo Laviani aveva usato una mano ancora più dura, con una richiesta di 8 anni di stop e le ulteriori accuse di somministrazione o tentata somministrazione di sostanze vietate (2.8) e favoreggiamento (2.9) poi ritenute infondate dal Tna. Come Magnini, è stato condannato a quattro anni di squalifica anche il suo ex compagno di nazionale Michele Santucci. Ma la parola fine di questa vicenda deve ancora essere scritta, visto che entrambi hanno annunciato ricorso: "Sono incazzato nero e finché non sarò morto non accetterò una cosa del genere. Siamo solo ai 50 metri, alla virata, io vincevo le gare negli ultimi dieci metri: è ancora molto lunga", avverte Magnini, che cita Cristiano Ronaldo per professare la sua innocenza. "Parlando delle accuse di stupro lui ha detto: 'Sono un esempio nello sport'. E lo sono anche io". L'ex atleta pesarese, accompagnato a Roma dai suoi legali Stincardini e Compagna e dalla sua fidanzata Giorgia Palmas, nel lungo sfogo a caldo con i giornalisti si scaglia soprattutto contro il procuratore Laviani: "Al processo mi ha detto, sbattendo i pugni sul tavolo: 'Basta, ormai questa è una questione personale'", rivela parlando di "persecuzione e accanimento" nei suoi confronti. "Ho sempre mantenuto un profilo basso, ma adesso basta, è tutto registrato. Ci sono stati interrogatori molto strani. Stiamo andando avanti da un anno e mezzo senza prove. Forse il mio movimento 'I'm doping free' ha dato fastidio o forse sono una pedina per colpire qualcuno più importante. I trent'anni di inibizione a Porcellini possono avere influito? Forse è tutto uno schema, anche se mi domando il motivo. Io e Michele abbiamo fatto un record insieme: siamo gli unici atleti non positivi che vengono squalificati. Magari un giorno -dice rivolgendo uno sguardo a Santucci- scriveremo un libro su questa vicenda". Intanto, sulla sentenza del Tna si è espressa anche la Federnuoto: da una parte sottolineando che sul caso è stato "espresso solo il primo verdetto", dall'altra chiedendo "il massimo rispetto nei confronti degli atleti" e ricordando "come Magnini sia stato, nel corso della sua straordinaria carriera, un esempio per tutto il movimento, nonché uomo simbolo dello sport italiano e della lotta al doping".