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“Beppe Viola”: lunedì al Coni riconoscimento a Simone Inzaghi

Quest'anno il premio 'Beppe Viola', giunto alla sua 35esima edizione, incorona le squadre capitoline. Saranno infatti Lorenzo Pellegrini, centrocampista della Roma e Simone Inzaghi, allenatore della Lazio, a ritirare il riconoscimento il 14 maggio (ore 17:00), presso il salone del Coni. Il numero uno Giovanni Malagò, che riceverà il premio insieme al presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia, farà gli onori di casa. ilmessaggero.it

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Inter-Sassuolo, crollano le quote per la goleada dei nerazzurri

Due partite alla fine del campionato. Corsa Champions ancora aperta. Alla Lazio basterebbero due pareggi per centrare la qualificazione, ma potrebbe non essere così. Se l'Inter dovesse vincere con 6 o più gol di scarto contro il Sassuolo raggiungerebbe la Lazio per differenza reti. Questa possibile goleada ha già fatto discutere i tifosi sui social. Il sito sslaziofans.it ha analizzato questa particolare situazione controllando le quote delle maggiori agenzie di scommesse: "Andando a spulciare le quote di Intralot sul risultato esatto di Inter-Sassuolo, ho scoperto che la quota ALTRO (ovvero quella del risultato maggiore del 4-0) era in assoluto la più bassa: appena 4,25 (immagine al centro della foto evidenziata in rosso), addirittura più bassa del 4-0 quotato a 8,00. Questo significa che viene considerata “più probabile” una vittoria con almeno 5/6 gol di scarto rispetto al 4-0, oppure che i volumi di gioco su una vittoria dell’Inter con un risultato quasi tennistico inserito nella quota ALTRO sono talmente alti da aver fatto abbassare la quota. Una cosa mai vista, decisamente sospetta.

Sono andato allora sul sito online di altre due società di scommesse e il risultato è stato più o meno lo stesso, come potete vedere nella foto dell’articolo: 4,62 per la quota ALTRO per un gestore e 4,75 per l’ultimo che ho consultato. Quindi, per tutti l’evento legato ad una vittoria dell’Inter con il Sassuolo con 5 o più gol di scarto è considerato IL PIÙ PROBABILE, visto che è quello con la quota più bassa.

Per farvi capire meglio di che cosa parliamo, la quota ALTRO per un risultato simile in tu Benevento-Genoa è quotata a 15,00, in Fiorentina-Cagliari a 12,00, in Crotone-Lazio a 16,00, in Torino-SPAL a 17,00, in Verona-Udinese a 11,00, in Bologna-Chievo a 30,00, in Atalanta-Milan a 19,00, in Roma-Juventus a 30,00 e in Sampdoria-Napoli (la più bassa…) a 8,50… Ovvero, esattamente dal doppio in su.

Per farvi capire che siamo davanti ad un qualcosa di decisamente anomalo (e di conseguenza anche di decisamente sospetto), basta pensare che una quota ALTRO così bassa, non c’è mai stata per nessuna partita della Lazio, anche se la squadra di Inzaghi in questo campionato ha fatto 5 goleade comprese nella quota ALTRO: 6-1 al Sassuolo, 5-1 in casa del Benevento, 5-1 all’Olimpico con il Chievo e 6-2 in casa contro il Benevento. L’Inter, invece, in tutta la stagione solo 2 volte ha segnato 5 gol: il 18 marzo contro la Sampdoria (5-0 a Marassi) e il 3 dicembre 2017 quando ha battuto per5-0 il Chievo a San Siro. In tutte le altre 34 partite di campionato, ha segnato al massimo 4 gol al Cagliari e 4 gol domenica all’Udinese. Quindi, non parliamo di una macchina da gol (ha segnato 23 reti meno della Lazio, 22 meno della Juventus e 11 meno del Napoli) e comunque di una squadra che in questo campionato non ha mai segnato 6 reti in una sola partita. Ma la quota che prevede la goleada che serve all’Inter per superare la Lazio nella differenza reti (e quindi, in caso di pareggio della Lazio a Crotone di poter contare su 2 risultati utili su 3 nello scontro diretto dell’Olimpico nell’ultima di campionato) è quotato appena a 4,25: quindi è più probabile di un eventuale pareggio del Cagliari a Firenze (quotato 4,50), più probabile di una vittoria della Sampdoria (quotata a 5,15) a Marassi contro un Napoli che oramai ha perso lo scudetto.

E questa mattina, a causa dei volumi di giocate sulla goleada dell'Inter contro il Sassuolo, su Chancebet la quota della voce ALTRO è crollata, scendendo addirittura a 3,02. Mentre su uno dei maggiori siti di scommesse del mondo, Inter-Sassuolo non è addirittura quotata…

Tanto per aggiungere un’ulteriore curiosità, la settimana scorsa (e nonostante le enormi vincite registrate in occasione di Roma-Barcellona dagli scommettitori) il 3-0 della Roma contro il Liverpool era quotato a 34,00 (contro il 60 a 1 di Roma-Barcellona), il 4-0 a 50,00, il 4-1 a 28,00 e il 5-2 (che rientrava sotto la voce ALTRO) era quotato a 30,00… Ed è così sempre. Per Inter-Sassuolo, invece, no. E sarebbe interessante sapere che cosa ne pensano ai Monopoli di Stato di questa quota e dei volumi di gioco per un risultato tennistico quasi annunciato dell’Inter per la sfida di sabato a San Siro. Magari sarebbe interessante anche dare una sbirciatina ad Odds Scanner, Hot Odds e Asian Odds, i tre siti più frequentati dagli scommettitori di tutto il mondo utilizzati per l'analisi della variazione quote scommesse e per monitorare i flussi scommesse in forma di market mover, come se fosse un indice di Borsa con le varie quotazioni dei titoli e soprattutto dei volumi di acquisto o di vendita degli stessi. L’unica cosa certa, è che ci troviamo davanti ad una vera e propria ANOMALIA, come se qualcuno già sapesse con precisione che cosa succederà sabato a San Siro.

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Caso Infront, Gup assolve Lotito e Galliani

Si era aperto nel 2015 il caso ‘Infront’ riguardante una sospetta spartizione dei diritti tv: secondo l’accusa il gruppo ‘Infront’, leader del marketing sportivo, aveva favorito ‘Mediaset Premium’ nell’acquisto di alcuni pacchetti di partite della Serie A a scapito di ‘Sky’. Come riportato da ‘La Stampa’, quest’oggi il Giudice dell’Udienza Preliminare (gup) Manuela Accurso Tagano ha escluso la turbativa d’asta sostenendo che non ci siano elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio: “E’ avvenuta una demolizione dell’intera impostazione accusatoria” ha dichiarato il gup. Queste parole prosciolgono tutti gli indiziati tra cui il Presidente della Lazio Claudio Lotito: oltre al patron biancocelesti sono stati assolti anche l’ex ad del Milan Adriano Galliani, l’ex presidente del Bari Gianluca Paparesta e i vertici di Infront (Marco Bogarelli e Giuseppe Ciocchetti).lazionews.eu

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Inter, Spalletti: “Ci metterei la firma per giocarmi la Champions con la Lazio all’Ultima”

Domani il mondo appassionato di calcio osserverà quanto avverrà al Meazza, dove dalle 20.45 si affronteranno Inter e Juventus. Partita fondamentale per gli obiettivi di entrambe e che potrebbe essere lo spartiacque della corsa allo scudetto. Dopo Massimiliano Allegri, è il turno di Luciano Spalletti analizzare l'impegno durante la tradizionale conferenza stampa pre-gara. FcInterNews.it è sul posto e propone in diretta testuale le sue parole.

Cosa le dà più fiducia in vista di domani?

"La crescita della squadra durante la stagione. So che sarà una partita durissima, ma abbiamo imparato a dialogare con i nostri difetti. Questo rappresenta la crescita, siamo pronti a giocare questo finale di campionato con un obiettivo importantissimo come l'ingresso in Champions".

E' soddisfatto della designazione di Orsato?

"Non vedo quale sia il problema. Gli arbitri hanno fatto vedere di avere qualità e professionalità. La Juventus ha vinto quasi sempre, non mi sembra che le statistiche di questo o quest'altro arbitro con loro dicano qualcosa di particolare o diverso l'uno dall'altro. Hanno quasi sempre vinto, per cui è dipeso dalla loro qualità".

Lo "spareggio" a Roma aggiunge pressione?

"Io ci metterei la firma per andare a giocarci l'accesso in quella partita. Non è un peso. Sappiamo che abbiamo la possibilità di giocarci qualcosa di grandioso. Tornare in Champions rappresenta tutto l'amore per il club, i calciatori, da parte dei tifosi. Rimetteremmo le cose a posto per quel che riguarda la storia del club. Dobbiamo farci trovare pronti".

Ti aspettavi che Salah diventasse uno dei più forti al mondo?

"Io ho toccato con mano, so che qualità può esibire. Fa tutto con facilità e c'è stato il lavoro di Klopp. Io ho tentato tutto l'anno di metterlo più centrale e lui andava invece esterno per prendere il pallone, però mi sembra si sia reso conto di quella che deve essere la sua posizione di partenza e ne abbia tratto grandissimo beneficio. Ha ancora margini di miglioramento, perché è un ragazzo bravo che ama il suo lavoro e i compagni di squadra. E' disponibile a mettere a disposizione tutto sé stesso per l'obiettivo".

Si aspetta che domani la squadra esprima il massimo potenziale?

"Mi aspetto una prova importante. Sono partite in cui se si pensa di nascondersi si viene subito stanati. Bisogna prendersi le responsabilità e cercare le giocate che fanno la differenza. Dice il saggio del calcio: prima della giocata illuminante bisogna correre e portare a casa tanti contrasti. Dopo bisogna correre e portare a casa tanti contrasti. Bisogna fare tutto, solo una delle due cose non basta. E in più c'è la Juventus davanti".

L'ultima vittoria contro la Juventus arrivò con De Boer con una gara spregiudicata. Ci sono le condizioni per giocare una partita del genere?

"A volte non ci siamo riusciti ma il tentativo lo abbiamo sempre fatto. Sappiamo che è più facile se rimaniamo nell'altra metà campo più dell'avversario. Perché è più facile che venga fuori l'episodio di una punizione o per tirare in porta. Allo stesso tempo bisogna sapere quando bisogna tornare indietro perché la Juventus ha giocatori che ribaltano l'azione facilmente e che sa farsi trovare pronta anche quando viene aggredita nella propria metà campo. Non ricordo benissimo quella partita, non l'ho guardata. Ho visto solo alcuni spezzoni. Quella di settimana scorsa con il Napoli l'ho vista, ma la Juventus ha fatto vedere di sapersi adattare un po' a tutto. Allegri poi sa come utilizzare al meglio i propri calciatori e alterna difesa a tre e a quattro con elasticità totale. E' il più bravo di tutti a leggere le partite, poi una gara non fa testo".

Si aspetta domani una giornata sopra le vostre possibilità?

"Non direi così, se abbiamo questi punti è perché li abbiamo guadagnati. In determinate partite qualche rimpianto c'è ma poi qualcuna l'abbiamo portata a casa all'inizio per un episodio. Ora sappiamo più cose di noi, abbiamo più equilibrio e viste le reazioni a questo andamento è quel che rappresenta la nostra crescita: siamo più solidi perché siamo entrati nelle nostre cose e ne siamo venuti fuori. In alcuni momenti è chiaro che abbiamo lasciato punti che avrebbero dato una classifica differente".

Al termine della gara di andata non eri contento perché dovevate osare di più. A che punto siete oggi? Un pari può servire?

"Per ruolo si cerca sempre di allungare l'elastico finché c'è possibilità, poi bisogna anche rendersi conto che magari è giusto che non si allunghi più. La possibilità di fare di più sotto l'aspetto dei gol fatti c'era e c'è, anche se ora è migliorata perché ha segnato qualcun altro e abbiamo vinto in trasferta. Abbiamo portato a casa le condizioni per andare avanti, sono questi i momenti belli da dover focalizzare. Il calciatore forte questi giorni li vive col piacere di andare a giocarla. Si pensa solo a quel che si può realizzare in una partita così. Io sono felicissimo di essere alla vigilia di questa gara. Il pari non è che non serva a nulla, ma entrambe le squadre giocheranno per vincere".

La sconfitta della Juventus con il Napoli li farà arrivare più arrabbiati?

"Secondo me sarebbe stato uguale. Se loro devono essere arrabbiati dopo una sconfitta col Napoli, noi che non vinciamo nulla da sette anni pensa come stiamo".

Pensi di avere un debito col Napoli da mettere a posto?

"A me interessano i tre punti che darebbero la vittoria all'Inter. Non i tre punti che toglierebbero qualcosa alla Juventus".

Secondo Allegri chi vince è un bravo ragazzo e chi perde è un… Condivide questa massima, considerando anche che rischiereste di non andare in Champions con oltre 70 punti? 

"E' la guru academy… Alla fine dell'anno ti rimane quello che hai creato, può darsi sia una bella storia anche non arrivando al risultato importante. Noi abbiamo tentato di rifare le cose per bene, non mi sento bravo quando vinco o coglione quando perdo perché ho lavorato prima di fare l'allenatore, poi ho allenato i bambini e di nuovo quelli grandi. Mi troverò bene comunque dove sono stato e sono sicuro che mi sarò impegnato in ogni contesto in cui sono stato o sarò chiamato a tenere un ruolo".

E' paradossale ci sia contestazione per una squadra che ha vinto gli ultimi sei scudetti?

"E' un'esasperazione italiana, perché a parte gli ultimi incidenti siamo in un percorso di miglioramento. Da un punto di vista mia il nostro calcio è un patrimonio che va difeso e valorizzato soprattutto da quelli che lo vivono quotidianamente come noi o voi. Molti risultati visti in giro per il mondo sono frutto della nostra qualità e tradizione. In qualsiasi settore gli italiani vengono rispettati come persone che hanno la soluzione per tutte le cose. Dobbiamo un po' migliorare sotto questo aspetto, perché abbiamo una tradizione importante e perché in questo sport è bello vedere delle serate come il derby in cui si abbraccia anche con la sciarpa diversa. In questo siete stati bravi a portarlo verso questa condizione. All'estero funziona così. Il calcio dà lavoro a tanti, è vero che ci sono delle esagerazioni, ma è un movimento importantissimo".

Si sfidano due attacchi forti, ma anche due grandi difese. In una gara in cui il pari serve a poco, conta di più la difesa o l'attacco?

"Difficile da dire, conta un po' tutto. Le squadre hanno a disposizione materiale per scardinare la forza dell'avversario, per cui per una buona difesa ci vuole supporto dal reparto offensivo per non far pensare l'avversario e fargli partire sempre un'azione un po' sporca, non facendogli arrivare in area palloni facili, perché questo sarebbe un carico più pesante da sopportare. Ci sono stati momenti nella mia carriera in cui avevo difficoltà e la soluzione la trovare spesso a centrocampo, ruotandoli, perché i centrocampisti hanno la duttilità per fare un po' tutto. Poi è chiaro che ti manca la giocata del trequartista o di chi ti fa fare la fase difensiva in maniera tosta, ma portano a casa le qualità che ci sono in tutti i reparti. Il centrocampista è un bel ruolo, infatti io ero centrocampista (sorride, ndr)".

Trova diseducativo il detto per cui "vincere è l'unica cosa che conta"?

"Preferisco non giudicare".

Per l'anno prossimo si può partire pensando che l'obiettivo possa essere lo scudetto?

"I nostri tifosi sicuramente viaggiano a punteggio pieno, per quella che è la presenza, per quello che è l'affetto. Sono venuti ad aspettarci anche a Genova dopo la partita. Poi viene riportato come se fossero venuti a contestarci, ma non era così. Sono venuti a farci vedere cosa ne pensavano per farci rendere al massimo. Non so in fondo come la penseranno e quel che si aspetteranno l'anno prossimo, ma ci sono delle differenze: la Juventus lavora a un certo progetto da tanti anni e ha fatto vedere di essere all'altezza, il Napoli lavora da diversi anni con lo stesso allenatore che è stato bravo a creare una mentalità di cui si parla ovunque. Diventa fondamentale è non arrivare in fondo e dover ripartire quasi da zero. Secondo me quest'anno non sarà così. Sarà importante parlare con chiarezza per non illudere e rincorrere ciò che non si può sostenere. Poi per vincere uno scudetto ci sono cose da mettere a posto".

Dei venti gol subiti, dieci sono arrivati da calcio piazzato per la Juventus e l'Inter ne ha segnati molti da fermo. Avete lavorato anche su questo?

"La Juventus fisicamente è imponente, noi non siamo messi male. Poi è ovvio che qualche gol da calcio diretto ci manca. Loro su quello hanno possibilità in più perché hanno degli specialisti. Noi abbiamo potenzialità ma non siamo nelle condizioni di poterci esibire al massimo".

FcIN – Leggendo anche quel che hanno scritto alcuni giocatori sui social o che hanno detto nelle interviste, vede nei giocatori la convinzione di poter vincere questa partita?

"Questa è una squadra che si è costruita nelle gare precedenti la possibilità di fare qualcosa di grandioso. Viene anche dai giusti comportamenti nelle gare precedenti. Questa settimana abbiamo fatto allenamenti veri, non partite a calcio balilla".internews.it

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Diritti tv, Roures: “Mediapro li venderà al 100%, ma non c’è solo Sky”

«Al 100% venderemo i diritti». Così il socio di Mediapro, Jaume Roures, in un'intervista all'agenzia Ansa, dopo aver tranquillizzato i club di Serie A alla luce della sospensione del bando ottenuta da Sky: «Sky ha un ruolo importante, ma non c'è solo Sky. Le offerte arriveranno. Mediaset mi ha assicurato, anche dopo l'accordo con Sky, che parteciperà al bando. Nel 2018 ci sono mille modi con cui il calcio può arrivare alla gente. In Spagna Telco e calcio hanno aiutato la digitalizzazione del Paese portando la fibra da 2 a 6 milioni di punti».

«Io non sono preoccupato, non c'è nessuna base per la sospensione»: così il socio di Mediapro, Jaume Roures, all'agenzia Ansa, sulla sospensione del bando decisa dal Tribunale che ha accolto il ricorso di Sky. «Non sono sorpreso, tutto il mondo sapeva che qualcosa sarebbe successo – dice -. I diritti tv sono nostri, contesteremo il ricorso e spero nel giudizio del Tribunale del 4 maggio. Abbiamo detto che avremmo offerto 1,05 miliardi e lo abbiamo fatto, che avremmo pagato l'anticipo e l'abbiamo fatto. Abbiamo detto che verseremo la fideiussione e lo faremo, entro il 26 aprile».

ilmessaggero.it

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Onorato: “La sindaca Raggi incontri Lotito per lo Stadio. La Lazio deve ricevere lo stesso trattamento della Roma”

“Mi auguro che il prima possibile Virginia Raggi inviti in Campidoglio il presidente Claudio Lotito per la presentazione del progetto dello stadio della Lazio, adottando lo stesso metro di valutazione utilizzato per lo stadio degli americani”: parole e musica del capogruppo della lista 'Alfio Marchini Sindaco', Alessandro Onorato, segretario d'Aula dell'Ufficio di presidenza nonché vicepresidente della Commissione Urbanistica del Campidoglio. Mentre l'iter realizzativo dell'opera presentata da James Pallotta e Luca Parnasi è giunto ad uno snodo importante – il 12 aprile adottata la variante al PRG  – da Formello non sembrano giungere segnali concreti per l'edificazione di uno stadio biancoceleste.  “Non ho mai visto Lotito in Campidoglio ma l'ho incontrato personalmente in altre occasioni, mi ha manifestato la volontà di costruire uno stadio, non so esattamente cosa stia attendendo per muovere i primi passi  ma credo che stia aspettando che termini l'iter di Tor di Valle per presentare il proprio proogetto”. Nessuna richiesta di incontro in Palzzo Senatorio da Lotito, è una strategia condivisibile o si rischia di perdere altro tempo? “Quello che posso dire è che da tifoso della Lazio vorrei lo stadio domani, da romano credo che prima vengono realizzati per entrambi i club e meglio sia; da imprenditore invece capisco Lotito perché le pastoie burocratiche del nostro paese sono da quarto mondo – afferma Onorato – Il rischio che il progetto venga impallinato c'è, anche se io non ne capirei il motivo, detto ciò capisco l'attendismo del presidente. Riuscire a fare impresa a Roma, tra odiatori socali e  amministratori che nella vita non hanno mai lavorato, sarebbe un autentico miracolo”. Sappiamo che la prima scelta di Lotito sono i terreni, di proprietà della sua famiglia, presenti sulla via Tiberina: in quell'area sono presenti fattispecie particolari che rischiano di fermare il progetto? “Lotito fu il primo a presentare il progetto di uno stadio di proprietà, dopo quello che è stato fatto per la Roma dall'amministrazione Raggi (la sindaca da consigliere dell'opposizione presentò un esposto contro l'iter realizzativo dello stadio a Tor di Valle, ndr), non credo possano esistere ostacoli spercifici, va usato lo stesso metro adottato per lo stadio degli americani”. Sappiamo che su parte dei terreni di Lotito esiste un vincolo specifico per l'esondazione forzata in caso il Tevere a Ponte Milvio raggiunga il livello d'allerta: questo può essere uno scoglio superabile? “Tra Tor di Valle e via Tiberina esistono  vincoli molto simili, forse Tor di Valle era ancora più complessa considerata la vicinanza  al  Tevere; l'area di Lotito sarebbe più facilmente raggiungibile tramite una fermata utilizzando la ferrovia esistente oltre ad una bretella legata e raccordo e autostrada già presenti in quella zona.  Non credo che questi vincoli rappresentino motivo di dissenso rispetto all'opera”. Al posto della Raggi lei cosa farebbe? “Se fossi stato sindaco da tempo avrei individuato due aree da indicare a Lazio e Roma dove realizzare i propri impianti,  ma visto che c'è il precedente di una società per azioni che ha individuato un'area su cui, per due volte con una delibera  è stato decretato interesse pubblico (La Lista Marchini votò no al progetto della Giunta Marino, si astenne su quello della Giunta Raggi, ndr), non vedo ragioni perché Lotito possa ottenere meno di quanto concesso a Pallotta e Parnasi”.  

Gianluca La Penna / Laziofamily.it

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Oggi alle 19:00 la messa commemorativa per Mirko Fersini

Oggi, lunedì 16 aprile, alle ore 19:00, presso la chiesa della Madonnella, verrà celebrata una messa commemorativa per Mirko Fersini. A sei anni dalla tragica scomparsa ci riuniremo tutti insieme per ricordarlo, ancora una volta. 

I saluti più cari alla famiglia da Lucilla Nicolanti e da tutto lo staff di Radiosei.

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Buffon annuncia il ritiro? “Spiace lasciare questi ragazzi”

La rabbia enorme, un'amarezza che non si può raccontare. Gli occhi di Gigi Buffon nel post partita di Real Madrid-Juventus dicono tutto. Il portiere bianconero nella pancia del Bernabeu non riesce a trattenere la rabbia per quel rigore 'letale' subito in pieno recupero: «Non ci toglieranno il sorriso, sono orgoglioso da morire di essere il capitano di questa squadra e il dispiacere più grande di smettere di giocare è di lasciare questi ragazzi – ha ammesso ai microfoni di Jtv il portiere bianconero, visibilmente commosso – però la vita va avanti. Spero di aver trasmesso qualcosa e che ne facciano tesoro», ha concluso Buffon. CorrieredelloSport.it

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Rozenhal, annunciato l’addio al calcio

David Rozenhal, ex difensore di Paris Saint Germain e Lazio, ha annunciato oggi il ritiro. Il 37enne ceco, che ha rescisso il contratto con i belgi dell'Ostende, ha collezionato 60 presenze in nazionale, disputando gli Europei del 2004. 

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Inzaghi due anni dopo: la Lazio celebra il suo condottiero

Era il 3 aprile del 2016. A seguito della sconfitta patita dalla Prima Squadra della Capitale contro la Roma, la guida tecnica della formazione biancoceleste venne affidata a mister Simone Inzaghi, ai tempi allenatore della Lazio Primavera.

Dopo aver ottenuto tanti successi nel Settore Giovanile biancoceleste, il tecnico piacentino venne promosso esattamente due anni fa a capo della squadra che lo vide emergere ed attestarsi come calciatore.

Da quel pomeriggio di aprile sono passati 730 giorni, nei quali Simone Inzaghi ha trascinato la Prima Squadra della Capitale verso grandi traguardi e nuovi obiettivi, per un totale di 95 battaglie vissute sulla panchina biancoceleste.sslazio.it