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Svolta quarantena vicina: più test, soli 4 giorni di stop per il resto della squadra e risultati affidati ad un ente terzo

La FIGC continua a studiare il modo per evitare la quarantena in caso di nuovo positivo all'interno del mondo del calcio italiano. L'idea, da applicare fin da subito dopo i match di Coppa Italia, è quello di isolare immediatamente il nuovo contagiato, con il resto della squadra chiusa in ritiro e sottoposta immediatamente a tampone rapido. Nel caso in cui tutti gli altri risultino negativi, verrebbero fatti altri due test prima e dopo la partita successiva, così da essere sicuri al 100% di non avere altri contagiati ed evitare l'isolamento di due settimane che metterebbe a rischio la stagione. Inoltre prosegue la ricerca di un ente terzo a cui possano essere affidati tutti i controlli, in modo da evitare che i club agiscano privatamente e che possa tracciare tutte le squadre in un database unico. Un via libera che così arriverebbe in sicurezza e per tutti da un medico super partes. Anche per il Cts questa potrebbe essere una strada percorribile, con 96 ore di quarantena anziché i 14 giorni previsti fino a questo momento. A riportarlo è Il Messaggero.

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“Quarantena in 4 giorni”: l’ipotesi del Cts che può salvare la serie A

Mi rendo conto che si sta temporeggiando, ma è anche vero che non abbiamo elementi di certezza nell'immediato futuro. Noi facciamo protocolli in scadenza a 15 giorni, anche quello dello sport ha una scadenza al 15 giugno, dopodiché si guarderà la curva epidemiologica guardando i dati. Mi aspetto che la curva continui a decrescere, quindi in netto miglioramento, purtroppo in Lombardia la curva cala con difficoltà”. Sicurezza in campo, ecco l’ipotesi di Roberto Vannicelli, membro della sezione sport del Comitato tecnico scientifico. “Dobbiamo pensare alla salute globale e rispettare la curva lombarda che non è totalmente positiva – ha detto a Radio Punto Nuovo –. Sono certo che la situazione migliorerà e mi aspetto un'apertura, ma per quanto riguarda il pubblico, non c'è possibilità prima della fine di questa stagione. O quanto meno, molto ristretto: su uno stadio di 30.000, magari potrà entrarne un terzo”. 

Come risolvere il protocollo

Riapertura in agosto? Il problema sono le condizioni climatiche, quindi bisognerà disporre degli orari congrui per non danneggiare tifosi o giocatori. Credo che agosto sarà il periodo migliore, perché abbiamo acclarato che il caldo abbatte il virus. Come risolvere il protocollo? L'unica soluzione è fare tamponi molto ravvicinati per tutti gli addetti, al massimo uno ogni 48 ore. Una volta svolti, ci sarà un abbattimento del rischio molto importante, dopodiché si potranno fare altri ragionamenti. È pensabile che un guarito, può rientrare in gruppo, anche se non passano 14 giorni. L'iter che possiamo immaginare, oltre ai campioni ravvicinati, è ipotizzare che il positivo venga immediatamente allontanato e se l'intera squadra ha tampone negativo, il gioco è fatto. Il tutto si potrebbe racchiudere in 96 ore di quarantena. Io sono una parte del CTS, è ragionevole pensare che possa essere una strada percorribile. Mi auguro possa andare a finire così, sarebbe un'ottima iniezione di fiducia per una ripresa alla quasi normalità". corrieredellosport

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“Quarantena in 4 giorni”: l’ipotesi del Cts che può salvare la serie A

Mi rendo conto che si sta temporeggiando, ma è anche vero che non abbiamo elementi di certezza nell'immediato futuro. Noi facciamo protocolli in scadenza a 15 giorni, anche quello dello sport ha una scadenza al 15 giugno, dopodiché si guarderà la curva epidemiologica guardando i dati. Mi aspetto che la curva continui a decrescere, quindi in netto miglioramento, purtroppo in Lombardia la curva cala con difficoltà”. Sicurezza in campo, ecco l’ipotesi di Roberto Vannicelli, membro della sezione sport del Comitato tecnico scientifico. “Dobbiamo pensare alla salute globale e rispettare la curva lombarda che non è totalmente positiva – ha detto a Radio Punto Nuovo –. Sono certo che la situazione migliorerà e mi aspetto un'apertura, ma per quanto riguarda il pubblico, non c'è possibilità prima della fine di questa stagione. O quanto meno, molto ristretto: su uno stadio di 30.000, magari potrà entrarne un terzo”. 

Come risolvere il protocollo

Riapertura in agosto? Il problema sono le condizioni climatiche, quindi bisognerà disporre degli orari congrui per non danneggiare tifosi o giocatori. Credo che agosto sarà il periodo migliore, perché abbiamo acclarato che il caldo abbatte il virus. Come risolvere il protocollo? L'unica soluzione è fare tamponi molto ravvicinati per tutti gli addetti, al massimo uno ogni 48 ore. Una volta svolti, ci sarà un abbattimento del rischio molto importante, dopodiché si potranno fare altri ragionamenti. È pensabile che un guarito, può rientrare in gruppo, anche se non passano 14 giorni. L'iter che possiamo immaginare, oltre ai campioni ravvicinati, è ipotizzare che il positivo venga immediatamente allontanato e se l'intera squadra ha tampone negativo, il gioco è fatto. Il tutto si potrebbe racchiudere in 96 ore di quarantena. Io sono una parte del CTS, è ragionevole pensare che possa essere una strada percorribile. Mi auguro possa andare a finire così, sarebbe un'ottima iniezione di fiducia per una ripresa alla quasi normalità". corrieredellosport

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In caso di nuovo stop: i criteri dei play-off e play-out saranno “brevi”, corsa scudetto a quattro

La Gazzetta dello Sport torna su tutte le decisioni prese ieri dal Consiglio Federale sottolineando come la speranza di tutti sia che il piano A riesca a superare l’asticella e non ci siano interruzioni della corsa al campionato. Perché i due scenari possibili nel caso di stop – playoff-playout e applicazione dell’algoritmo – sarebbero inevitabilmente divisivi. 
Playoff "brevi" – Il format dei playoff e dei playout sarà scelto dal presidente federale e dai suoi due vice, il vicario Cosimo Sibilia, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, e lo stesso Dal Pino, numero 1 della Serie A. Tutto ciò prima del 20 giugno: a breve verrà convocato un Consiglio di Lega, la prossima settimana è prevista un’assemblea. Il comunicato ufficiale di fine Consiglio torna a usare l’aggettivo "brevi" con riferimento a playoff e playout. Si parla per intenderci di giocare per lo scudetto a quattro, al massimo a sei, ma con una compensazione per le prime. Compensazione che non potrà essere il giocare in casa o in trasferta (visto che si gioca a porte chiuse). Tuttomercatowweb.com

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Play-off e play-out in caso di stop entro il 10 luglio. L’algoritmo non assegna lo scudetto (a meno che non sia giá aritmetico). Ora missione per allegerire quarsntena collettiva

La legge Gravina: in caso di stop al campionato, che ripartirà il 20 giugno, sì ai playoff e playout, sì all'algoritmo (ma riguarderebbe solo l'accesso alle Coppe europee, le retrocessoni e non lo scudetto) e sì anche alle retrocessioni. Solo la Lega di serie A, come era prevedibile, ha votato contro questa linea: tre voti di Dal Pino, Marotta e Lotito che pure si era astenuto nell'assemblea di Lega. La Lega più importante esce sconfitta, netto il distacco con il presidente della Figc che si è imposto 18-3 in consiglio federale. I presidenti di A avevano abolito le retrocessioni, suscitando le ire anche della serie B. Play-off e play-out scatterebbero solo in caso di stop al campionato (entro il 10 luglio) mentre l'algoritmo, molto discusso e poco sportivo, è la soluzione estrema se non si riesce più a giocare ma non assegnerà lo scudetto. L'unica possibilità di assegnare il titolo anche con la classifica congelata è che non ci sia tempo per i play-off e la prima in classifica sia matematicamente irraggiungibile. "Ha vinto il calcio, abbiamo sempre sostenuto l'esigenza di non rimanere fuori dal calcio europeo. Abbiamo dimostrato coerenza e grande compattezza. In caso di stop abbiamo previsto un nuovo format con play-off e play-out" ha detto il presidente della Figc Gravina al termine del consiglio federale. "Non c'è soluzione migliore, oltre al campo, che confrontarsi con play-off e play-out. Un mini-torneo è sempre meglio rispetto a un algoritmo che comunque è stato chiarito. E' una media ponderata che tiene conto del peso che deriva dalla media dei punti fatti in casa e fuori casa, moltiplicato per il residuo delle gare. La Lega di A lo ha approvato e accettato, speriamo non serva a nulla".

L'algoritmo matematico, rivisto più volte, sarà applicato intanto nel campionato femminile: non si può ripartire e non si possono fare nemmeno play-off e play-out. Le ragazze, con grande dignità, hanno fatto un comunicato. "O giochiamo tutte o nessuna". Molti club, essendo dilettanti, avranno problemi ad iscriversi alla prossima stagione.

Il nodo quarantena: "Confronto serrato con governo"

A questo punto non resta che aspettare la ripartenza della stagione per il calcio di vertice: venerdì Juve-Milan e sabato Napoli-Inter di Coppa Italia, il 17 finale all'Olimpico del trofeo nazionale che ora finalmente i club non snobbano più. Le 12 giornate di serie A, più i quattro recuperi, scatteranno dal 20 giugno, l'obiettivo è di chiudere tutto il 2 agosto. Resta il nodo della quarantena, su questo c'è piena sintonia fra Gravina e i presidenti di serie A: come è formulata adesso (in caso di un positivo stop di due settimane per tutto il Gruppo squadra) rischierebbe di mandare all'aria tutto il campionato. Figc e Lega già in settimana torneranno a fare pressioni su Speranza, ministro della Salute, e sul Cts. Si spera nella quarantena singola, oppura che possa essere ridotta ad una sola settimana. "Dobbiamo avere un confronto molto serrato con il ministro Spadafora, il ministro Speranza e il nostro Cts – ha detto Gravina -. Io non so se sarà possibile ammorbidire o attenuare la quarantena ma riteniamo che ci possano essere delle condizioni che comunque non impediscano al nostro campionato di andare avanti".

La Repubblica.it

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Serie A, trappola quarantena: Gravina in pressing per mettere in sicurezza il campionato

Al momento non vengono fatti sconti a proposito dei 14 giorni di quarantena per un'intera squadra in caso di nuovo contagiato, ma la FIGC non molla. La prossima settimana la Federazione tornerà alla carica per mettere in sicurezza i campionati per evitare di dover concludere tutto prima del tempo. Ieri intanto, il presidente Gravina ha incontrato il ministro Speranza per provare ad ammorbidire le posizioni in merito alle nuove positività. A riportarlo è Il Corriere dello Sport. Tuttomercatoweb.com

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Ecco l’algoritmo della FIGC: come funziona il meccanismo in caso di stop dei campionati

Ecco l’algoritmo della FIGC. Il documento, svelato da Sportitalia, che può decidere la classifica di Serie A, B e C in caso di stop definitivo prima del termine della stagione. Un’assicurazione, come l’ha definito il presidente Gabriele Gravina, perché prevede un modello matematico per ponderare le classifiche nell’impossibilità di concludere regolarmente i campionati.

Perché serve un algoritmo? La premessa è che la sospensione per la pandemia è arrivata in un momento nel quale tutte le classifiche avevano delle evidenti disparità. In Serie A, otto squadre avevano una gara in meno delle altre; in Serie B, due squadre erano indietro; in Serie C, gli interi gironi A e B avevano ben sei partite di ritardo rispetto al raggruppamento meridionale, il C. Nell’eventualità di un nuovo stop, o che il campionato non dovesse poter ripartire per l’eventuale (e ovviamente da scongiurare) riaffiorare dell’emergenza sanitaria, è però necessario un meccanismo che consenta di dare omogeneità alle classifiche. In soldoni: speriamo tutti di non doverci fermare, ma se dovesse accadere può capitare che questa situazione si ripresenti. Ed è inevitabile fare ricorso a un criterio univoco per determinare piazzamenti, promozioni e retrocessioni (vedremo in seguito perché la FIGC ritiene che lo Scudetto possa essere un discorso diverso). Lo chiede, anzitutto, la UEFA, che ha previsto obiettivitàtrasparenza e non discriminazione quali criteri per valorizzare il merito sportivo anche in caso di stop. Che è appunto, l’obiettivo dell’algoritmo.

I criteri. Il documento svelato in anteprima da Sportitalia, nelle sue 13 pagine, individua determinati criteri ben precisi da cui partire. Anzitutto, il numero delle giornate validamente disputate e il numero delle gare validamente giocate da ciascuna squadra, sia in casa che in trasferta. Poi, punti totali raccolti nel campionato e quelli effettuati da ciascuna squadra nelle gare validamente giocate, con attenzione a quelli fatti in casa e quelli fatti in trasferta. Ancora, il numero delle gare ancora da giocarsi e la verifica di quante di esse siano in casa e quante in trasferta. Da ultimo, la differenza reti, sia in casa che in trasferta. Su questo punto, è bene fare una precisazione: la stessa FIGC evidenzia infatti come questo criterio abbia una sua importanza perché di fatto, sia in Serie A, B o C, che in Champions League o durante i Mondiali, è un fattore dirimente (seppur non il primo) nel caso di ricorso alla classifica avulsa. Fare riferimento agli scontri diretti, infatti, è impossibile in astratto, perché non è detto che, nell’eventualità di una sospensione definitiva, ciascuna squadra abbia giocato entrambi gli scontri diretti (sia andata che ritorno) con il rispettivo avversario.

I tre elementi di calcolo. Sulla base di questi criteri, la FIGC individua tre elementi che vanno a costituire il modello matematico. La cui finalità, ricordiamo, è valorizzare il più possibile il merito sportivo, anche in uno scenario che di per sé lo mortifica quale la conclusione anticipata e definitiva del campionato. Nello specifico, i tre elementi sono: a) punti in classifica conquistati in gare valide; b) media punti (rapporto tra punti conquistati e gare giocate); c) indice di redditività delle reti (rapporto tra reti segnate e punti conquistati). Non tutti e tre, però, sono valutati allo stesso modo: i punti conquistati concretamente “pesano” infatti al 100%, mentre la media punti è ponderata al 90%. E la redditività delle reti è in sostanza un correttivo, che pesa per il 10% nella formula finale.

La formula. Sembra complicata, ma basta spiegarla. Vi evitiamo la complicata espressione matematica della formula. In sostanza, è una sommatoria dei punti effettivamente conquistati, più la proiezione dei punti (che somma le restanti gare in casa più le restanti gare in trasferta, in entrambi i casi moltiplicate per la media punti e poi valutate al 90%), più la proiezione dei punti sulla base della redditività delle reti (la media dei gol segnati nel campionato più la differenza reti del club interessato, ponderate al 10%). Un meccanismo all’apparenza complesso e sicuramente tale anche nella spiegazione (che abbiamo provato a rendere il più comprensibile possibile) che troverebbe applicazione ove non sia possibile portare a termine nei tempi necessari il campionato. Una ulteriore condizione, infine, è al momento oggetto di valutazione (se ne discuterà negli incontri di questi giorni e poi nel Consiglio Federale dell’8 giugno): l’algoritmo potrebbe essere applicato solo nel caso che si giochino almeno tre partite dopo la ripresa del campionato. Per la Serie A (ci si augura) non dovrebbe essere un problema; per la Serie B è in corso di svolgimento l’assemblea che deciderà sulla ripartenza; per la Serie C (ove questa condizione fosse confermata) l’algoritmo così disegnato non sarebbe applicabile se il campionato non ripartirà.

tuttomercatoweb.com

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Sintomi Covid-19 non dichiarati, il Valencia chiede intervento UEFA dopo dichiarazioni di Gasperini

Come dicevamo l'altro giorno… appunto…Il Valencia ha chiesto all'Uefa e alle autorità sanitarie italiane un intervento sull'allenatore dell'Atalanta Gianpiero Gasperini. Lo riferisce l'edizione online di Marca. Gasperini è finito nel mirino dopo che ha detto che era stato colpito dal coronavirus a ridosso della partita di Coppa dei Campioni del 10 marzo a Valencia. Ana Barcelò, responsabile del dipartimento sanitario di Valencia, ha giudicato 'poco responsabile' il comportamento di Gasperini. (ANSA).

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Playoff e playout bocciati, solo in caso salti la ripartenza del 20 giugno. Algoritmo non assegna lo scudetto

L’algoritmo si “mangia” i playoff. Ma non potrebbe comunque assegnare lo Scudetto. Sono queste le anticipazioni de La Gazzetta dello Sport rispetto alla riunione che domani il presidente FIGC, Gabriele Gravina, avrà con tutte le componenti federali in vista del Consiglio dell’8 giugno. 
Playoff quasi bocciati. Piano B e Piano C, si sa, spaventano non poco tutti i club e le leghe. Anche perché, banalmente, sarebbero la sconfitta della ripresa del calcio. Lo scenario dei playoff e dei playout, però, è considerato il peggiore: di fatto, la FIGC ritiene che vi si possa ricorrere solo se il campionato non ripartirà il 20 giugno come da programmi, per il malaugurato caso della positività di un calciatore. In quest’ipotesi, meglio fermare tutto e passare direttamente al piano B. Altrimenti, se lo stesso evento dovesse verificarsi una volta ripartito il campionato, sarebbe complicato mettere in competizione una squadra costretta a fermarsi per due settimane (stante il nodo quarantena) con una che comunque ha potuto disputare amichevoli nel frattempo. Meglio cristallizzare la classifica, a quel punto. 
Anche perché l’algoritmo non assegna lo Scudetto. Nella riunione di domani, Gravina spiegherà come funziona in concreto questo meccanismo aritmetico. In primo luogo, i suoi limiti: cristallizzare la classifica può portare a promozioni, retrocessioni, piazzamenti europei, ma non all’assegnazione del tricolore. Inoltre, l’algoritmo entrerebbe in gioco solo dopo che vengano disputate almeno due giornate e soprattutto soltanto in caso di nuovo stop con un diverso numero di partite disputate tra le varie squadre. Nel caso ci si fermi a parità di partite, infatti, basterebbe prendere la classifica così com’è. Anche perché, e questa è un’assicurazione che Gravina darà, l’algoritmo non può sconvolgere le classifiche: se ci si ferma a parità di partite, chi è davanti non può in alcun modo essere superato da chi è dietro. Viceversa, ecco l’algoritmo per pareggiare i conti. Potrebbe entrare in funzione, infine, anche in caso di stop a pari punti, per evitare spareggi che potrebbero essere complicati: il presupposto è infatti che possa essere coinvolto in caso di nuovo stop per una nuova positività, uno scenario che tutti si augurano ovviamente non si verifichi. Tuttomercatoweb.com

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Le Iene mandano in onda l’inchiesta su Zarate. Lotito: “Assurdità

A distanza di una settimana dalla messa in onda prevista per martedì scorso, è stata trasmessa questa sera l'inchiesta de Le Iene, che raccoglie le accuse dell'ex giocatore della Lazio Mauro Zarate e del suo procuratore Luis Ruzzi: "Tredici milioni del suo ingaggio il presidente Lotito ce li fece avere da una società londinese, per non pagare le tasse", l'accusa di Ruzzi. Il manager dell'argentino racconta che Zarate, secondo gli accordi raggiunti con Lotito, dovrebbe ancora avere almeno 3 milioni e mezzo di euro, relativamente al terzo e quarto anno di contratto. Dei 20 milioni di stipendio complessivi che Lotito avrebbe promesso a Zarate, secondo Ruzzi 13 milioni sarebbero dovuti arrivare come intermediazione da una società londinese e per questo il manager accusa il patron biancoceleste di evasione fiscale.

LA POSIZIONE DELLA LAZIO 

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Dopo un lungo botta e risposta tra Le Iene (che hanno rinnovato anche oggi l'invito al patron di replicare) e la società a colpi di comunicati, la Lazio risponde così: "Le cause si fanno nei tribunali, e più di un tribunale si è già occupato delle vicende Zarate, a seguito delle varie iniziative promosse dal Ruzzi, che è sempre rimasto soccombente sia in sede civile che penale", si legge nell'ultimo comunicato che sottolinea ancora una volta "l'assurdità della vicenda". Gazzetta.it