Niente formule complicate, a meno di correzioni in corsa da qui all’8 giugno, ma un concetto statistico elementare: la media ponderata. Il famoso algoritmo citato dal presidente federale Gravina in caso di ricorso al piano C richiede soltanto un po’ di aritmetica spicciola: qualche addizione, un paio di divisioni e moltiplicazioni. Premessa: per la Figc questa è e resterà la misura estrema, da adottare nel caso il campionato venisse fermato di nuovo, questa volta definitivamente. E in via Allegri si augurano di lasciare questo modello nel cassetto e, fondamentalmente, di non dover ricorrere nemmeno al piano B, che prevede playoff e playout. Però un criterio sulla base del quale sancire i verdetti (zona Champions, zona Europa League, retrocessioni) bisogna pur metterlo in quel cassetto.
Ecco si calcola l'algoritmo
Dovendo cristallizzare la classifica, in un punto indefinito della stagione, il primo ostacolo da superare è quello del diverso numero di gare disputate: a oggi ci sono 8 squadre con una partita in meno all’attivo. Ci sarebbe la soluzione brutale della media punti, è quella adottata dalla Ligue 1: efficace, ma che tuttavia non elimina la distorsione legata al diverso numero di gare giocate in casa e fuori casa. E non è un fattore di poco conto. C’è chi trasforma il proprio stadio in cassaforte, c’è chi paradossalmente i punti preferisce (o riesce a) conquistarli con più facilità in trasferta. Ecco allora che interviene la media ponderata, con l’Italia che si collocherebbe in scia all’Inghilterra, che ha già suggerito questa soluzione per le League One e Two. Si tratta di calcolare la media punti delle gare giocate in casa e moltiplicare questo numero per 19. Idem per le gare in trasferta. Il risultato finale è una proiezione ponderata: il punteggio ideale mantenendo per tutta la stagione quel ritmo. Corrieredellosport.it