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Se Caicedo graffia la Lazio vince: “Senza limiti, fino in fondo”

Caicedo portafortuna della Lazio. Oltre ad essere diventato una colonna importante della squadra di Inzaghi, l’ecuadoriano ogni volta che va in gol fa vincere i biancocelesti. Sono 8 i centri messi a segno fin qui in Serie A: Genoa, Sassuolo, Juventus, Cagliari, Sampdoria, Spal e Parma. La Lazio ha sempre vinto. Un suo gol è bastato per battere il Parma e volare in classifica. Ad oggi Caicedo ha contribuito, grazie alle sue reti, a portare a casa ben sei punti. Ecco perché oltre a segnare con regolarità è anche decisivo. Meglio di lui ha fatto solo Immobile, che di punti ne ha conquistati 8 per la sua squadra. Felipe non sta più nella pelle, adesso ha voglia di esultare ancora. Su Twitter ha scritto: “Senza limiti, fino in fondo”. L’obiettivo imminente si chiama Inter, poi ha l’intenzione di entrare nella top 10 dei cannonieri in Serie A chiusa da Belotti, Milik e Berardi a quota 9. Un solo gol di distanza, magari prezioso, magari contro i nerazzurri. Caicedo c’è e guai a chiamarlo bomber di scorta. corrieredellosport.it

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Lotta scudetto: il calendario di Juve, Inter e Lazio fino a fine stagione

Inter e Lazio hanno approfittato del passo falso della Juventus, battuta 2-1 a Verona dall'Hellas. I nerazzurri hanno battuto in rimonta il Milan nel derby e hanno agganciato i bianconeri in testa alla classifica di Serie A mentre i biancocelesti hanno vinto sul campo del Parma, avvicinandosi alla formazione di Maurizio Sarri. Inter e Juve condividono il primo posto con 54 punti, la Lazio insegue ad un solo punto di distanza. La Vecchia Signora e la squadra di Antonio Conte saranno impegnate anche nelle coppe europee e in Coppa Italia. La formazione di Simone Inzaghi è fuori da Europa League e coppa nazionale e può pensare esclusivamente alla Serie A, con il sogno scudetto. Ecco il calendario completo di Inter, Lazio e Juventus (con eventuali impegni di coppa) fino al termine della stagione 2019/20.

FEBBRAIO

Andata semifinali Coppa Italia: Inter-Napoli (12 febbraio)

Andata semifinali Coppa Italia: Milan-Juventus (13 febbraio)

24° turno di Serie A: Juventus-Brescia; Lazio-Inter.

Andata sedicesimi Europa League: Ludogorets-Inter (20 febbraio)

25° turno di Serie A: Spal-Juventus; Genoa-Lazio; Inter-Sampdoria.

Andata ottavi di Champions League: Lione-Juventus (26 febbraio)

Ritorno sedicesimi Europa League: Inter-Ludogorets (27 febbraio)

MARZO 

26° turno di Serie A: Juventus-Inter; Lazio-Bologna (in programma sabato 29 febbraio).

Ritorno semifinali Coppa Italia: Juventus-Milan (4 marzo)

Ritorno semifinali Coppa Italia: Napoli-Inter (5 marzo)

27° turno di Serie A: Atalanta-Lazio; Inter-Sassuolo; Bologna-Juventus.

Andata ottavi Europa League (12 marzo)

28° turno di Serie A: Juventus-Lecce; Lazio-Fiorentina; Parma-Inter.

Ritorno ottavi Champions League: Juventus-Lione (17 marzo)

Ritorno ottavi Europa League (19 marzo)

29° turno di Serie A: Torino-Lazio; Genoa-Juventus; Inter-Brescia.

 

APRILE

30° turno di Serie A: Juventus-Torino; Inter-Bologna; Lazio-Milan.

Andata quarti Champions League (7/8 aprile)

Andata quarti Europa League (9 aprile)

31° turno di Serie A: Verona-Inter; Lecce-Lazio; Milan-Juventus.

Ritorno quarti Champions League (14/15 aprile)

Ritorno quarti Europa League (16 aprile)

32° turno di Serie A: Inter-Torino; Juventus-Atalanta; Lazio-Sassuolo.

33° turno di Serie A: Sassuolo-Juventus; Spal-Inter; Udinese-Lazio.

34° turno di Serie A: Juventus-Lazio; Roma-Inter.

Andata semifinali Champions League (28/29 aprile)

Andata semifinali Europa League (30 aprile)

MAGGIO

35° turno di Serie A: Lazio-Cagliari; Inter-Fiorentina; Udinese-Juventus.

Ritorno semifinali Champions League (5/6 maggio)

Ritorno semifinali Europa League (7 maggio)

36° turno di Serie A: Genoa-Inter; Verona-Lazio; Juventus-Sampdoria.

Finale Coppa Italia (13 maggio)

37° turno di Serie A: Cagliari-Juventus; Lazio-Brescia; Inter-Napoli.

38° turno di Serie A: Atalanta-Inter; Napoli-Lazio; Juventus-Roma.

Finale Europa League (27 maggio)

Finale Champions League (30 maggio)

corrieredellosport.it

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La Lazio getta la maschera, con l’Inter è faccia a faccia per il trono

Ora non è più possibile parlare di sogno, la Lazio spazza via dubbi e scaramanzie. Fino a qualche settimana Inzaghi e la squadra potevano nascondersi dietro parole e frasi di circostanza, adesso la maschera è tolta. Unosguardo alla classifica (-1 da Inter e Juventus), l’altro all’impressionante ruolino di marcia biancoceleste, basterebbe per cancellare ogni dubbio,maciò che più dà forza e peso alle ambizioni e potenzialità della Lazio è la sostanza delle sue prestazioni, tipo quella di ieri a Parma. Solida, tenace, organizzata e motivata, la Lazio non mostra crepe e le assenze di alcuni titolari non la scalfiscono, anzi la fortificano. Il campionato sta dando indicazioni importanti: organizzazione, applicazione, corsa, intensità e mentalità offensiva sono gli ingredienti di untipo di calcio che da anni si gioca in Europa e che ora molte squadre stanno adottando anche da noi. L’Atalanta, che ha fatto da apripista, il Verona, così comeil Bologna che ha maltrattato laRomae il Lecce che ha sorpreso il Napoli, sono gli esempi più evidenti.Non basta avere più qualità o il “nome” per portare a casa le partite. Ne sa qualcosa la Juventus che, nonostante Cristiano Ronaldo e la straordinaria abbondanza di grandi giocatori, se non diventa una squadra, se non soffre e non alza i ritmi, sbatte e forte ilmuso anche contro l’indomita squadra di Juric. In un calcio che cambia non c’è dunque sorpresa e alcun stupore per una Lazio che punta dritta al titolo, il suo è uncalcio intenso e corale, ricco di determinazione e tanta qualità al servizio del collettivo. Molto simile a quell’Inter di Conte che ha rabbiosamente ribaltato il derby. Domenica all’Olimpico si gioca per lo scudetto. Ilmessaggero.it

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Lazio e Inter migliori difese del campionato, ma la differenza reti premia Inzaghi

Dopo 23 turni, alla vigilia dello scontro diretto contro l'Inter, i numeri premiano la Lazio di Simone Inzaghi. I biancocelesti hanno la miglior difesa del campionato: 20 gol subiti al pari dell'Inter di Antonio Conte. Rispetto ai nerazzurri però, la Lazio ha segnato 5 gol in più. Numeri che la rendono la squadra in Serie A con la miglior differenza reti: +33. Tre gol in più dell'Atalanta (che ha il miglior attacco del campionato con 61 gol) e una difesa non altrettanto brillante: +30. Numeri parziali certo, ma che raccontano fedelmente la solidità difensiva acquisita dalla Lazio e allo stesso tempo, la potenza offensiva, che non ha mai perso efficacia. Domenica lo scontro diretta, mai così equilibrato.

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Inzaghi supera Eriksson: 18esimo risultato utile, Lazio imbattuta da un girone intero

L'allievo ha superato il maestro: grazie al successo di Parma, Simone Inzaghi batte il record di Sven Goran Eriksson e si assicura il 18esimo risultato utile consecutivo. La Lazio di oggi ha la striscia più lunga della storia biancoceleste. Ironia della sorte, l'ultima sconfitta (il 25 settembre scorso) risale esattamente ad un girone fa. La Lazio ha completato la metà del campionato senza perdere una partita e – insieme all'Inter – è la squadra meno battuta, con due sole sconfitte. E domenica chi sbarcherà all'Olimpico? Proprio la squadra allenata da Antonio Conte, che cercherà di fermare la corsa dei biancocelesti.

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Battere Parma ed emergenza per salire ad un passo dal cielo

L’esame più difficile. In emergenza e in debito d’ossigeno ma con la chance di toccare il cielo con un dito. La Lazio arriva sì al Tardini con l’obiettivo di restare attaccata al terzo posto, ma con la chance di andare a meno 1 dalla Juve che ieri ha perso per 2-1. Ancora una volta a tendere la mano ai biancocelesti è Pazzini. Il bomber che tolse lo scudetto alla Roma nel 2010, ringraziato mercoledì dai laziali con uno striscione. Vincere è obbligatorio. Perché in caso di domenica perfetta i biancocelesti potrebbero addirittura ritrovarsi al secondo posto, ad un passo dal cielo. Tra l’altro riuscendo anche nel sorpasso all’Inter fallito mercoledì. Partita tutt’altro che semplice quella di oggi pomeriggio. Se quella con il Verona era considerata complicata, quella di questo pomeriggio al Tardini va catalogata con il grado di difficoltà maggiore. Soprattutto per le defezioni dei biancocelesti. Non bastavano le squalifiche di Radu e Milinkovic, ci si sono messi anche il guaio alla caviglia di Lulic e quello muscolare di Bastos. In più ci sono le condizioni precarie di Correa e Cataldi, entrambi recuperati ma da gestire. 

«Dobbiamo guardare noi stessi, in questa settimana serve un ultimo sforzo, è stata una settimana intensa, dispendiosa. A Parma serve la massima attenzione. Siamo in emergenza, però dobbiamo andare oltre e sapere che sarà l’ultima partita di grandissimo sforzo» rimarca Inzaghi che negli ultimi due giorni ha lavorato molto sulla testa dei suoi perché come ha ammesso lui stessi i biancocelesti, mercoledì contro il Verona, hanno speso molto dal punto di vista mentale. Il gruppo è solido e consapevole delle proprie potenzialità. C’è anche la certezza che «se non ci fossero state Juve o Inter con questo ritmo, saremmo al comando del campionato» (alla luce del ko della Juve la frase va rivista e riletta con un pizzico di sana scaramanzia). Ecco perché al di là della condizione fisica conterà l’aspetto psicologico. Potrebbe subentrare un cortocircuito di stimoli. Di fronte c’è un Parma in forma straordinaria: 32 punti in classifica e la zona Europa a portata di mano. I gialloblù, così come il Verona, possono contare su calciatori fisici e in questo momento la Lazio fa più fatica ad affrontare squadre così. Proprio perché è leggermente in debito d’ossigeno. Inoltre D’Aversa può sorridere per i recuperi di Kulusevski e Cornelius. In squadra ha anche il talismano Kucka: 9 vittorie contro i biancocelesti in 11 precedenti. Questione di cabala, quella a cui si grappa con tutta la forza possibile anche Inzaghi. I biancocelesti hanno sempre battuto il Parma nelle sei gare dal loro ritorno in serie A.

 E in più lo hanno fatto segnando almeno due gol a partita. Una buona statistica per Immobile e compagni che si trovano di fronte una squadra che al Tardini ha subito pochissimo: da ottobre appena 4 gol. La Lazio e Ciro dopo il turno di stop vuole ritornare a segnare. Non succedeva dall’ultima sfida con l’Inter, a settembre, che i biancocelesti non segnassero nemmeno un gol. Immobile scalpita, ha in palio la classifica cannonieri e la Scarpa d’oro, ma soprattutto vuole convincere il ct Mancini a dargli un posto fisso ad Euro 2020. Il Messaggero

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Inzaghi “costretto” a scegliere sempre gli stessi, ecco il minutaggio dei titolari rispetto a Inter e Juve

l'analidi di questa mattina della Gazzetta dello Sport si concebtra sulla rosa della Lazio. Secondo la rosa ha denotato problemi sulla completezza dell’organico in occasione di infortuni e squalifiche. Mercoledì sera sono finiti in riserva di carburante gli esterni Lulic e LazzariInzaghi ha innestato Jony e Marusic, che era al rientro dopo più di tre mesi di stop per guai muscolari. L’uscita dall’Europa League nel girone eliminatorio è stata originata pure da un turnover necessario per bilanciare i vari impegni ma inevitabilmente non con lo stesso valore sul piano dei ricambi. Anche l'uscita dalla Coppa Italia non ha destato grandi problemi quando l'obiettivo principale è entrare in Champions League. La Lazio ha utilizzato lo stesso numero di giocatori della Juventus: 23. Mentre l’Inter in campionato ne ha schierati cinque in più Molto indicativo il minutaggio accumulato dall'undici base: quello della Lazio è a quota 18.013’. Sin troppo evidente il divario con l’Inter (15.873’) e la Juventus (15.547’), a segnalare il maggior carico di sforzi dei titolari della Lazio. Che però, dopo il recupero col Verona, avrà di base un solo impegno a settimana, quello di campionato.

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Lazio, il sogno continua: Luis Alberto valore aggiunto e stop alle gare infrasettimanali

La piccola svolta al campionato non l’ha data la Lazio, come si aspettavano tutti, ma il Verona che ha consentito all’Inter di mantenere il secondo posto e alla Juve di restare al comando con una partita di vantaggio su Conte e con quattro punti su Inzaghi, che stava per conquistare un altro successo nei minuti di recupero con Luis Alberto, il Mago che ha illuminato una battaglia fisica a tutto campo. La Lazio non è riuscita trovare l’uno-due vincente, ci ha provato dall’inizio alla fine sbattendo sempre sul muro alzato da Juric: non un catenaccio vecchia maniera, ma una difesa organizzata come fosse un’orchestra di capodanno. Nessuna stecca, nessun errore individuale, quasi tutti i duelli vinti con la forza e il coraggio: e spesso il Verona si è anche presentato nell’area biancoceleste, sfidando Strakosha e sfiorando un clamoroso successo. Il portiere albanese ha salvato la sua porta in avvio e poco prima del recupero: la sconfitta sarebbe stata una punizione clamorosa per la Lazio, alla quale resta comunque un parziale di dodici vittorie e due pareggi nelle ultime quattordici partite di campionato mentre la striscia positiva si è allungata fino a diciassette gare.

Una marcia da scudetto, lo dicono i numeri e anche le giocate dei campioni biancocelesti, che hanno attaccato con una intensità davvero importante. Anzi, da squadra importante. Luis Alberto è stato il più bravo, il più pericoloso, il più geniale dei contendenti: due pali clamorosi, il primo colpito con il portiere preso in contropiede e ormai battuto. E ancora due conclusioni a cui lo stesso Silvestri si è opposto con prodezze straordinarie. Nella serata in cui Caicedo e Immobile si sono persi tra Gunter, Kumbulla e Rrahmani, è salito in cattedra proprio lo spagnolo, talento di una categoria superiore che vale il prezzo del biglietto per le sue magìe: è la conferma che Inzaghi ha tante risorse in questo gruppo e che un pareggio all’inizio di febbraio non allontana un sogno. Paradossalmente è stata addirittura una partita che ha confermato, per personalità, qualità tecniche e coraggio, tutte le potenzialità della Lazio nella corsa-scudetto: le squalifi – che di Radu e Milinkovic penalizzeranno Inzaghi a Parma, domenica pomeriggio, quando Immobile e Acerbi scenderanno in campo con il peso della diffida, ma il tecnico ha il vantaggio – rispetto alla concorrenza – di aver già chiuso ieri sera i suoi impegni infrasettimanali. Dopo la trasferta in Emilia, ci sarà la sfi da contro l’Inter allo stadio Olimpico: quello sarà il vero crocevia della stagione biancoceleste, la grande notte della verità.

Corrieredellosport.it

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Lazio, altro record: mai così in alto in 120 anni dopo 22 giornate

Mai così in 120 anni di storia. La Lazio di Simone Inzaghi scrive un altro record: dopo 22 giornate di campionato, nessuna Lazio aveva totalizzato 50 punti in classifica, neanche quella di Maestrelli, pur aggiungendo un punto a vittoria. La Lazio di Eriksson (99-2000) invece aveva a 43 punti, mentre 46 ne aveva quella di Inzaghi nella stagione 2017/18.

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Lazio, uno scatto verso il cielo. Contro il Verona con un doppio obeittivo

l cielo lì, a portata di mano. Lo si può quasi toccare con un dito. Gira la testa a guardare verso il basso. La Lazio vola e lo fa sulle ali dell’entusiasmo. E poco importa che la stanchezza sia aggrappata ai muscoli di tutti. Bisogna stringere i denti e andare avanti inseguendo quel sogno inimmaginabile a inizio anno. Forse non per Lotito che aveva paragonato la sua squadra ad una Ferrari e aveva addirittura fissato un premio scudetto, facendo sgranare gli occhi ai più. L’ostacolo di oggi si chiama Verona, recupero della diciassettesima giornata rinviata per via della Supercoppa. Già, proprio quella squadra che in passato fu fatale al Milan. Nel 1973 e nel 1990 costò due scudetti ai rossoneri. I biancocelesti, invece, voglio trasformala nel trampolino di lancio per superare l’Inter al secondo posto e mordere le caviglie della Juve. In caso di successo la squadra di Inzaghi andrebbe a -2 dai bianconeri. Roba da far tremare i polsi. Ecco perché il tecnico della Lazio in conferenza stampa ha battuta su un tasto solo: «Dobbiamo rimanere spensierati e molto umili nel preparare le partite». Tradotto, vietato montarsi la testa e andare oltre con i pensieri. L’obiettivo principale resta uno e uno solo: la Champions. A gettare acqua sul fuoco che divampa tra i tifosi ci pensa anche il ds Tare: «E’ presto per parlare di Scudetto, ma la piazza lo meriterebbe. Viviamo alla giornata e speriamo di andare più avanti possibile». Non bisogna dunque focalizzarsi su altro. Anche se la classifica indurrebbe a farlo. Il rischio è che si esca fuori dai binari. La Lazio, invece, ha bisogno di serenità e non di un cortocircuito di stimoli. Nulla è scontato in questa folle corsa. Ogni partita è una trappola. Lo era anche quella con la Spal che la Lazio, per sua fortuna, è riuscita subito ad incanalare nella giusta direzione. 
LA SORPRESA DELLA NORD
Dovrà farlo anche stasera. Questo consentirebbe ad Inzaghi di poter far tirare il fiato a qualcuno e soprattutto gestire i vari diffidati. Bisognerà sfruttare il fattore Olimpico dove quest’anno non ha mai perso. I biancocelesti inoltre sono imbattuti da 16 giornate (13 vittorie e 3 pareggi). Restarlo anche stasera consentirebbe a Simone di eguagliare il maestro Eriksson che ne fece 17 nell’aprile 1999. Occhio, però perché il Verona vive un ottimo periodo di forma, non cade da sei gare di fila (3 successi e 3 pareggi). «I gialloblù sono la sorpresa del campionato, hanno meritato tutti i punti. Sono una squadra fisica, corrono, contro Juve e Inter hanno perso 2-1, meritavano di più» ha rimarcato Inzaghi. Saranno fondamentali anche i tifosi biancocelesti, stasera sono previsti più di 40 mila presenti. Il club, con prezzi popolari, ha chiamato tutti a raccolta. E a guidare il tifo, come al solito, ci sarà la Curva Nord che ha preparato una sorpresa. «Chiediamo a tutti di venire presto allo stadio. All’interno dello stadio prestate attenzione alle indicazioni del gruppo. Avanti laziali. Uniti siamo invincibili!» recita il comunicato. Per un’altra notte l’Olimpico è pronto a mandare in scena l’ennesimo spettacolo. Il Messaggero