C’è stato un momento, a cavallo tra fine settembre e inizio ottobre, che le cose in casa Lazio non giravano per il meglio. Settimane difficili per alcuni risultati deludenti, in cui è stato messo in discussione tutto, anche l’acquisto di Manuel Lazzari. Il 26enne ex Spal ci ha però messo poco a cancellare ogni tipo di dubbio su di lui e così, dopo la seconda sosta stagionale per le nazionali, ha ripreso come tutta la Lazio a correre senza fermarsi più. Mai sotto la sufficienza, sempre uno dei più positivi e propositivi. Prestazioni di qualità e quantità che certificano la bontà dell’investimento estivo (il più importante) da 15 milioni di euro complessivi (compreso il cartellino di Murgia). Ha segnato soltanto un gol per ora, in Europa League, e in campionato non ha mai fatto centro. Ma è determinante nello sviluppo della manovra della Lazio: nella gara di domenica contro la Spal è entrato in 3 dei 5 gol segnati dai biancocelesti, contro la Sampdoria si è procurato il rigore del 2-0 e in finale di Supercoppa contro la Juventus dal suo cross è nato il gol di Lulic del 2-1. Si potrebbe continuare ancora, tanto è il suo apporto nella produzione offensiva di Inzaghi. E se inizialmente era timido e poco servito, con la squadra che giocava spesso e volentieri dalla parte sinistra, adesso dare la palla sulla corsa di Lazzari è diventata una costante. Milinkovic ci è entrato in sintonia, Leiva e Luis Alberto sanno che possono sempre tagliare il campo in diagonale per servirlo.
Aveva ragione Inzaghi, che l’ha chiesto con con continuità alla dirigenza. D’altronde è l’unica novità rispetto all’undici titolare della scorsa stagione: e visto il campionato della Lazio, a differenza di quello passato, non può essere un caso. “Giocare in questa Lazio è bellissimo. Io scatto e so che prima o poi la palla arriva, perché Luis Alberto e Milinkovic ti mettono la palla dove voglio. Ti diverti dal primo all’ultimo minuto. Sono orgoglioso di far parte di questo gruppo“, ha raccontato domenica nel post partita. Dai suoi occhi si capisce quanto sia felice e soddisfatto del suo rendimento con l’aquila sul petto. Complice l’infortunio di Marusic, da novembre a inizio febbraio l’ha giocate tutte senza fermarsi mai (ha saltato solo la Coppa Italia contro la Cremonese). Ora che il montenegrino è tornato, Inzaghi potrà tenerlo fuori ogni tanto per farlo arrivare al massimo negli appuntamenti clou. Mercoledì la Lazio recupererà la gara con l’Hellas Verona e vincere vorrebbe dire andare a -2 dalla Juventus capolista e a +13 da Roma e Atalanta, appaiate al 4°e 5° posto. Sarebbe un balzo importante verso il raggiungimento dell’obiettivo Champions, che Lazzari vuole centrare da protagonista. Continuando così tutto è possibile, anche che Mancini lo tenga in considerazione per Euro 2020. “Per gli europei la decisione non spetta a me. Io lavoro e non ci penso. Do il massimo con la Lazio e voglio continuare così fino alla fine”, ha detto sempre ieri il laterale biancoceleste, che continua a lanciare segnali inequivocabili al ct italiano. Che visto il suo stato di forma e le sue caratteristiche singolari, farebbe bene a pensarci due volte prima di non scrivere il suo nome tra i 23 convocati. Tuttomercatoweb.com