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Lulic fa 350: il rinnovo si avvicina

Senad Lulic è una bandiera della Lazio. Contro la Spal, l'esterno bosniaco toccherà le 350 partite con la maglia biancoceleste addosso. Nona stagione a Roma, condite da 4 trofei: due Coppa Italia, due Supercoppa Italiana. Nelle prossime settimane, stando a quanto riportato dal Corriere dello Sport, è previsto un appuntamento per discutere il suo rinnovo. Senad vuole giocare la Champions con la Lazio, è il suo obiettivo principale e la società vuole proseguire con lui almeno un'altra stagione. Non solo Lulic, presto ci sarà un incontro anche per un altro veterano, Marco Parolo.

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Possente e silenzioso, è sempre più il momento di Caicedo

Aggrapparsi mani e piedi a Felipe Caicedo. Come fosse una reliquia. E non lasciarlo mai, sperando che succeda nulla, altrimenti sarebbero davvero guai. Con Correa fuori per un po’ e con Immobile diffidato, l’ecuadoregno resta la certezza della Lazio in attacco. Sarà lui insieme a Ciro e col giovane Adekanye a trascinare il reparto avanzato biancoceleste, finché non rientrerà il Tucu e sempre che non arrivi qualcuno dal mercato all’ultimo minuto. Il Panterone è uno che non tradisce mai e quando viene chiamato in causa è sempre lì, pronto a dare una mano, con prestazioni e gol importanti. Il ruolo di terza punta quasi non gli addice per i numeri che sta portando avanti in questa stagione E’ il suo miglior avvio in carriera, mai aveva fatto così bene: cinque reti in quindici presenze. Non male per uno che parte spesso dalle retrovie. Ma quello che più sorprende sono i minuti totalizzati, 549, in base alle cinque realizzazioni in campionato, che ha portato Felipe a segnare un gol ogni 110 minuti, praticamente una rete a partita. Una media da vero bomber d’area di rigore. Gol, ma anche assist o occasioni propiziate in favore dei compagni e Immobile ne sa qualcosa. L’intesa con Ciro è una delle migliori qualità della Lazio in avanti. Negli ultimi quindici metri, I due si trovano che è una meraviglia.

POSSENTE E SILENZIOSO
Altri attaccanti al posto di Felipe, avrebbero alzato la voce o quanto meno preteso più rispetto, invece Caicedo resta sempre al suo posto, soddisfatto e, per sua stessa ammissione, felice del ruolo che ricopre nella squadra. Anche per questo motivo Inzaghi ha pressato la società l’estate scorsa per far restare l’attaccante e portarlo al rinnovo di contratto. Un personaggio amato soprattutto dalla tifoseria. Ci ha messo un po’ anzi per la verità ha faticato non poco, visti che gli è stato detto di tutto, ma ha avuto pazienza e la dote di farsi scivolare tutto addosso fino a divenire uno dei beniamini del pubblico laziale. Ora avrà l’opportunità di giocare titolare sia con la Spal che col Verona, probabilmente anche col Parma, mostrando ancora una volta di cosa è capace. All’interno dello spogliatoio non è uno che parla molto, ma tutti gli vogliono bene e lo rispettano. Sempre insieme a Jony, Patric, Leiva, Correa e Luis Alberto. E’ un piccolo gruppo, ma molto affiatato, forse, nonostante la presenza di Caicedo, anche il più rumoroso e coinvolgente dello spogliatoio laziale, grazie alla musica latina americana che tanto piace al Tucu. E al ritmo di queste canzoni, il Panterone è pronto a guidare la Lazio in avanti ed essere ancora più decisivo per l’approdo in Champions.

Il Messaggero.it

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Da tabù a specialità: è una Lazio da rimonta. E nei secondi tempi…

Da tabù a specialità della casa: le rimonte della Lazio. I numeri raccontano il grande cambiamento rispetto alla scorsa stagione, quando neanche in una gara la Lazio aveva ribaltato il risultato vincendo poi il match. In questa stagione, la Lazio è andata sotto nel risultato per 8 volte e solo in un'occasione ha perso. Il riferimento è alla gara contro l'Inter, nella quale – fra l'altro – i biancocelesti ebbero parecchie chances per riacciuffare il risultato. Nelle altre 7 occasioni, la Lazio ha portato a casa ben 13 punti, nessuno come i biancocelesti in Serie A. C'è un altro dato interessante riportato nell'edizione odierna de Il Corriere dello Sport: la difesa della Lazio ha incassato appena 4 gol nei secondi tempi. 

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Acerbi, la colonna su cui poggia il sogno

Il Leone non s’addormenta, ruggisce e segna. Acerbi è uno dei pochi a salvarsi nell’ultimo derby, lo gioca come un veterano. Per carità, insieme a Radu, si lascia scavalcare dal cross di Cristante sul vantaggio giallorosso, ma le gravi responsabilità sono di Strakosha in uscita sul gol di Dzeko. E il portiere lo ammette desolato: «Grazie ai miei compagni per aver rimediato al mio sbaglio». Grazie ad Acerbi per aver acciuffato il pareggio e non solo. Salvataggi da circense e tanto veleno. Top player per tiri (1 come Immobile, Luis Alberto, Milinkovic, Lulic e Correa), passaggi (31 completati su 35) e anticipi difensivi (2 come Leiva, Radu e Luis Alberto). Meno male che c’è Francesco, stoppa Dzeko addirittura in rovesciata al 20’, nel momento di maggior bisogno. E pensare che qualcuno a quasi 32 anni gli dà del vecchietto, cresce e migliora come il vino. Guida la difesa e si catapulta nell’area avversaria per beffare Pau Lopez di piatto, regala alla Lazio un punto, in rimonta è il dodicesimo. Poi Acerbi imposta e recupera tutto lì dietro. In realtà stavolta gli danno una grande mano i compagni di reparto. Specialmente nel primo tempo perfetto Luiz Felipe, poi sostituito nella ripresa per colpa di un giallo. Spesso la stracittadina l’aveva sofferta Radu. Invece il rumeno si dimostra leader contenuto e carismatico: salva in scivolata il raddoppio di Dzeko, sceglie ancora i tempi giusti in diagonale sul bosniaco e in un ripartenza su Under. Quattro tackle e sei duelli totali vinti, recita alla fine il tabellino. Ilmessaggero.it

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Scontri diretti, Inzaghi è messo bene

La Lazio insegue il "sogno", senza dimenticare che l'obiettivo principale del club rimane una posizione in Champions. Facendo qualche calcolo legato al possibile arrivo in ex aequo di due squadre, ci sono più elementi da tenere in considerazione: punti negli scontri diretti, differenza reti in quest'ultimi e differenza reti generale del campionato. Diventano quindi fondamentali gli scontri diretti e, come riporta il Corriere dello Sport, il doppio 1-1 con la Roma farebbe valutare la differenza reti generale, in caso di arrivo a pari punti. E' un dato che varia di giornata in giornata: ad oggi la Lazio ha segnato 47 reti e ne ha prese 19 (+28 in differenza reti), mentre i giallorossi hanno segnato 38 gol, prendendone 23 (+15). Importantissima inoltre la rimonta sull'Atalanta e quel pareggio per 3-3. Anche in chiave scudetto la situazione per i laziali è interessante, vista la vittoria per 3-1 all'Olimpico contro la Juventus. Solo con Conte Inzaghi si trova sotto, ma non è una situazione irrimediabile visto che i capitolini hanno subìto un solo gol a San Siro e la gara del 16 febbraio della capitale contro i narazzurri potrà dire molto sul resto del campionato.

Laziopress.it

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Correa, oggi il responso: in caso di lesione si torna sul mercato?

Dopo essere stato fermo ai box, il Tucu è stato dosato in Coppa Italia per poi partire titolare nel derbyCorrea, sostituito domenica da Caicedo, ha lasciato il campo un po' malconcio, a causa di un risentimento muscolare che ha costretto Inzaghi a cambiarlo a metà ripresa. Stando a quanto riportato da Il Tempo, si teme lo stop dell'argentino e in caso di lesione il club potrebbe tornare sul mercato. A preoccupare è il polpaccio che lo aveva già fermato in precedenza. Quasi al termine del mercato invernale si potrebbe quindi aprire uno scenario: spunta ancora il nome di Paloschi, anche se la Spal non se ne priverà facilmente. Il piano B invece è una vecchia conoscenza di FormelloAlessandro Matri;  mentre non è da escludere un possibile mister X, visto che il ds Tare  ha abituato nel tempo ai suo colpi dell'ultima ora. Laziopress.it

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Alleato Olimpico per aggirare la flessione

Il derby è stata la peggior partita giocata dalla Lazio in questa stagione. E’ stato lampante. I numeri confermano. Mai come contro la Roma i biancocelesti hanno fatto fatica a costruire gioco affidandosi solo a lanci lunghi. E pensare che finora la Lazio si era distinta proprio per i gioco espresso. Brava la Roma, sicuramente. Ma c’è anche un leggero appannamento più mentale che fisico. Le undici vittorie di fila un po’ hanno imballato le gambe ma soprattutto hanno bruciato tante energie della testa. Lo stress pscicologico aumenta con l’aumentare degli obiettivi. Le partite contro Brescia e Napoli avevano già acceso un piccolo campanello. Non fa testo la gara con laSamp, partita subito in discesa. Nel derby la Lazio è apparsa in affanno ancora. Lo dice il 38% dei contrasti vinti contro il 62% della Roma. Appena quattro occasioni da gol. Due tiri in porta. E il 33% di possesso palla. Mai avuti numeri così bassi.
NOVE PUNTI
Nonostante tutto i biancocelesti hanno comunque guadagnato un punto sulla Juventus capolista. Le prossime 4 partite diranno tanto su quella pazza idea che dalle parti di Formello non è così più tanto folle. L’Olimpicocome fortino in cui preparare l’assalto. Lì, dove la banda di Inzaghi non ha mai perso: 8 vittorie e due pareggi. Domenica la Spal e poi il recupero con il Verona. Due gare abbordabili per ritrovare subito la brillantezza e il passo vincente. Un successo nel recupero contro l’Hellasaccorcerebbe ulteriormente il distacco dalla Vecchia Signora e consentirebbe il possibile sorpasso all’Inter al secondo posto. Poi la trasferta di Parma e lo scontro diretto proprio contro i nerazzurri. In casa dei gialloblù il test per capire lo stato di forma. Servirebbero 9 punti per arrivare al duello con Conte magari già sopra. Il messaggero

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Strakosha, un’uscita d’emergenza che alla fine però regala una gioia: “Grazie Lazio di aver rimediato al mio errore”

AGGIORNAMENTO – Thomas Strakosha ringrazia i compagni dopo il grave errore che ha fatto andare avanti la Roma nel derby dalla Capitale giocato ieri e poi pareggiato grazie ad un altro errore, stavolta del collega Pau Lopez. Questo il pensiero del portiere sul proprio account Instagram: “Ringrazio tutti i miei compagni che hanno ripreso la partita dopo un mio errore”.

Un’uscita di emergenza. Per la Lazio e per Strakosha. Poteva essere una domenica nera, è diventata a colori grazie a Pau Lopez, all’Inter e alla Juve. I biancoclesti non hanno praticamente giocato il derby ma si ritrovano in mano un pareggio che vale oro. Da mani nei capelli quel salto nel vuoto di Thomas. Un suicidio. Così come la prestazione dei biancocelesti. Mai vista una Lazio così “brutta”. Tempi sbagliati. Modalità sbagliata. E’ mancata la cattiveria che aveva permesso di far cadere le big e ribaltare partite impossibili. Giusto non essere contenti, sbagliato fustigarsi perché alla fine della domenica calcistica la Lazio si ritrova ad aver addirittura guadagnato un punto sulla Juve. E c’è ancora il recupero contro il Verona da giocare. In caso di vittoria i biancocelesti volerebbero a -2 dalla Vecchia Signora. Ci si poteva aspettare di più, non pretenderlo. Vincere aiuta a vincere ma non deve essere un obbligo. Nella lunga corsa a quella pazza idea chiamata scudetto anche un pari fa la differenza. Era importante non perdere e così è stato.
UN LIMITE
Certo qualche domanda sul modo di uscire di Strakosha bisogna pur farsela. Un portiere di spessore, uno come Peruzzi per dirne uno, nell’occasione esce e travolge tutti facendo sua la palla. Altro che colpo di nuca di Dezko. Altro che figuraccia. Lui no. Si fa fregare come un pollo. Troppo insicuro su quel pallone scodellato. Non certo un cross velenoso. Manda a vuoto tutti. Compresi i suoi compagni. Un colpo basso in un momento complicato. Per fortuna che il collega Pau Lopez fa peggio strappandogli la palma del peggiore in assoluto della gara. Strakosha non è nuovo a certe sbandate. Quest’anno una cosa simile l’aveva già fatta a settembre in Europa League contro il Cluj e con la nazionale albanese. Sulle palle alte fa tremare tutti. Anche nel secondo tempo respinge con i pugni un pallone a palombella trasformandolo in una occasione per la Roma. Ma non sparate al portiere. La Lazio non ne ha altri. Tra le due sfarfallate almeno un paio di interventi fondamentali per tenere in piedi una Lazio svagata. 

Ilmessaggero.it

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Multa in arrivo per Luis Alberto. Correa, Inzaghi spera non sia ricaduta

La scenata di Luis Alberto dopo la sostituzione non è certo passata inosservata. L'adrenalina, la tensione e la voglia di incidere hanno preso il sopravvento, per lo spagnolo ci sarà una multa, così come avvenne anche con Immobile in Lazio-Parma. Il vero pensiero fisso per Inzaghi però è un altro: le condizioni di Correa. L'argentino ha chiesto il cambio, si teme una ricaduta. Il giocatore ha preso una botta al ginocchio, ha lasciato l'Olimpico zoppicando, la speranza è che il problema non riguardi ancora il polpaccio. Solo gli accertamenti di rito chiariranno quali siano le sue condizioni, la Lazio è attesa da un ciclo di partite complicate per continuare la sua corsa Champions e Correa è un'arma fondamentale nell'arsenale del tecnico piacentino.

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Acerbi come Sinisa, gol di un difensore dopo 20 anni: “Buon punto, abbiamo sofferto. Record? Pensiamo solo alla Champions”

"Partite come queste, la scorsa stagione, le avremmo perse. Oggi è un punto guadagnato. Abbiamo sofferto la Roma, ma qusto è comunque un passo avanti". A parlare è Francesco Acerbi, al suo primo gol in una stracittadina. Il 33 della Lazio è il primo difensore a segnare contro la Roma dai tempi di Sinisa Mihajlovic, l'ultimo o infatti era targato 21 nvebre 1999. Acerbi ha poi indicato la via: "Dobbiamo arrivare in Champions Leauge, ai record e alle statistiche non pensiamo. L'obiettivo è rientrare fra le prime quattro".