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Luis Alberto a Inzaghi: “Ti avevo detto che stavo bene”

Non ha accettato la sostituzione, Luis Alberto. Il numero 10 della Lazio, al 70esimo minuto del derby contro la Roma, lascia il campo prendendosela con Simone Inzaghi. Lo spagnolo non voleva uscire. Dentro Parolo, Luis in panchina è una furia. I compagni cercano di calmarlo, il tecnico biancoceleste non gli rivolge uno sguardo. Il labiale del giocatore è stato abbastanza chiaro: “Ti avevo detto che stavo bene”. Niente da fare, fine del suo derby a venti minuti dalla fine. Corrieredellosport.it

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Immobile, tutta la rabbia post-Napoli sulla Roma: a meno due gol da Piola nei derby

La rabbia, la delusione, il senso di sconfitta davanti ad un po’ di sfortuna. Ciro Immobile non vede l’ora di tornare in campo e segnare ancora. L’uscita dalla Coppa Italia, quello scivolone sul dischetto, le critiche e le offese social sono già alle spalle. È un campione anche in questo, l’attaccante della Lazio. Campo e famiglia, allenamenti e biberon per il suo piccolo Mattia. Adesso la Roma, adesso il derby. La carica non gli manca. Ciro Immobile alla Roma ha già segnato sei volte. Il primo gol con la maglia del Torino, gli altri cinque con quella della Lazio. Conosce l’emozione di segnare in un derby. Ma soprattutto ha voglia di tornare a festeggiare e aumentare il suo bottino di reti, che fin qui conta 23 marcature solo in Serie A in 19 match. Non solo: rincorre Silvio Piola nella speciale classifica di reti in un derby. L’ex attaccante dei record ne segnò 7, Ciro è a quota 5 come Chinaglia e Rocchi. Parliamo di un match che nasconde punti Champions, primati e record. Immobile vuole lasciare il segno. Ancora una volta. Corrieredellosport.it

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Inzaghi ritrova la sua batteria offensiva, con i fantastici quattro non ha mai perso

Bando a ogni scaramanzia. La Lazio non poteva arrivarci meglio a questo scontro diretto con la Roma. Anzi, in realtà un’altra vittoria col Napoli avrebbe sancito il passaggio in semifinale di Coppa Italia e alzato ulteriormente l’autostima. Però si può guardare anche l’altra faccia della medaglia: questa sconfitta – maturata solo per episodi sfavorevoli – potrebbe portare i ragazzi d’Inzaghi a mantenere la concentrazione ancora più alta. Sinora era girato tutto sin troppo bene alla Lazio, prima del derby questo ko può essere persino d’aiuto. Perché testimonia come le undici vittorie consecutive in campionato non siano arrivate per caso, ma solo perché i biancocelesti hanno commesso pochi errori e non hanno mai mollato sino all’ultimo. Sono stati tenaci anche al San Paolo, ma il risultato era già stato compromesso nel primo tempo. Un po’ com’era successo all’andata con la Roma, quando alla fine arrivò uno striminzito e immeritato (per quanto espresso sul campo) pareggio. Ora il segno X andrebbe pure bene in chiave Champions, la Lazio manterrebbe dai giallorossi 10 potenziali (c’è il recupero col Verona) punti di distacco, ma questo discorso ormai sta stretto. E’ questo il salto mentale fatto: a Formello non si parla di scudetto, ma la maturazione da grande squadra porta tutti a non accontentarsi più del bicchiere mezzo pieno.
AMULETI
In una stracittadina non ci saranno pure favoriti, ma sinora ha dimostrato d’essere più forte la formazione d’Inzaghi. Meglio addirittura della Juve (battuta due volte fra campionato e Supercoppa) quando può contare sugli undici titolari. Ebbene, è mancato tanto Luis Alberto a Napoli, è pronto a rituffarsi in campo con gol e assist. Si è allenato regolarmente col gruppo ieri, così come Correa reduce da settimane di fastidi. Possono tornare a unirsi a Immobile e Milinkovic ed essere i soliti autentici amuleti: la Lazio non ha mai perso coi suoi quattro tenori. Di fronte a statistiche e record pre-derby, i tifosi fanno corna e scongiuri, ma è arrivato il momento di essere consapevoli. Leiva agirà in mezzo al campo con Lazzari e Lulic sugli esterni, solo in difesa forse ci sono piccoli dubbi. Non riguardano Strakosha che, nonostante il riposo (ha un gomito e un ginocchio dolorante) di ieri, ci sarà fra i pali.

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Non solo per il primato cittadino, è un derby che vale la lode

Undici vittorie consecutive in campionato, la Supercoppa alzata a Riyad contro la Juventus a dicembre e più in generale una serie di prestazioni superlative. Esame dopo esame, la Lazio 4.0 di Inzaghi si è laureata a pieni voti nell’università della Serie A. Negli anni scorsi ha studiato, ha sbagliato ed è stata rimandata più volte. Ma ha sempre rialzato la testa, imparando dagli errori, e ora sta raccogliendo i frutti del lungo e duro lavoro. Si è messa in testa la corona d’alloro, meritata visto la classifica (con una partita in meno è a -6 dalla Juve capolista e +10 dall’Atalanta quinta). Al 110 manca ancora la lode che può arrivare domenica nel derby contro la Roma (ore 18). Di per sé la stracittadina vale spesso una stagione nella Capitale e questa, oltre al singolo peso encomiabile per i tifosi, ha un’importanza discreta anche per il futuro della stagione. Una vittoria biancoceleste certificherebbe un allungo significativo per la zona Champions (e metterebbe altra benzina al motore per sognare qualcosa in più), mentre un successo giallorosso rimetterebbe in discussione tutto. 
Se dovesse andare bene domenica, la lode gli andrebbe data per lo scenario che si aprirebbe (c’è anche Napoli-Juventus, gara non banale) e per l’ennesimo record infranto in questa stagione. Mai la Lazio nella propria storia aveva collezionato 11 vittorie consecutive e arrivare a 12, dopo un derby, sarebbe un unicum difficilmente ripetibile. La serie positiva biancoceleste si è interrotta martedì al San Paolo, dove il Napoli ha vinto 1-0 ed è passato in semifinale di Coppa Italia. È stato il primo stop dopo tanto tempo e bisognerà capire come reagirà la squadra, che in campo ha fornito comunque un’ottima prova. Un rigore sbagliato con Immobile che scivola, un palo, una traversa e due gol annullati. La prestazione c’è stata ed è il motivo per cui Inzaghi non è preoccupato. D’altronde lo ripete senza soluzione di continuità che sono gli episodi a indirizzare le partite: e saranno decisivi anche nel derby contro la Roma di domenica. Un appuntamento che potrà regalare assegnare al percorso laziale una lode dal valore inestimabile. Tuttomercatoweb.com

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Luis Alberto, torna la magia per il derby

Senza un Mago diventa impossibile ribaltare un match stregato. Non è la Lazio degli undici successi consecutivi al San Paolo. Il Napoli nei quarti di Coppa Italia vince 1 a 0. Per carità, la sfortuna e l’arbitro Massa recitano un ruolo decisivo, perché i biancocelesti calciano 17 volte contro le 8 del Napoli (12 a 4 da dentro l’area di rigore, 5 a 2 in porta), sopratutto nel secondo tempo. E sono 10 a 3 anche le occasioni da gol, 22 a 6 i cross. Ma quanto è pesata l’assenza di Luis Alberto? Una domanda che ritorna ogni qual volta manca lo spagnolo. I suoi compagni faticano a imporre il proprio dominio quando non c’è in campo lui, il fulcro del gioco. Anche al Rigamonti erano andati in difficoltà, guarda caso. Adesso il numero 10 serve come il pane per il prossimo incontro. E’ reduce da un affaticamento, era stato rischiato contro la Samp e lunedì è stato deciso di trattenerlo a Formello. Niente quarti di Coppa Italia, Luis Alberto sarà fondamentale domenica. Lui che decise il pareggio all'andata, è pronto a rituffarsi sulla Roma. Vuole vincere a tutti i costi, stavolta. Il derby potrebbe rappresentare lo spartiacque Champions in questo girone di ritorno, il rientro di Luis Alberto è il miglior presagio. Ieri si è allenato ancora a parte nel centro sportivo, oggi dovrebbe già tornare in gruppo.

RINNOVO 

Proprio in campionato contro il Napoli Luis Alberto aveva messo in mostra tutto il suo repertorio, aveva danzato sul pallone e corso come mai da quando è alla Lazio. Sabato con la Samp stesso discorso, avanti e indietro. Lo spagnolo, rispetto alla stagione strepitosa di due anni fa, ha persino eliminato l’ultimo suo difetto: è continuo e velocissimo, nessun avversario riesce a contenerlo né a stargli più dietro. Lo evidenzia ogni numero, gioca di suola e di tacco, sembra un po’ Zidane nel tocco, un po’ Mancininel suo momento d’oro. Inzaghi non considera il paragone un oltraggio per il suo ex compagno, ma sottolinea come lo spagnolo abbia fatto bene ancora soltanto con la Lazio. Un ulteriore stimolo per Luis Alberto, che desidera andare con la Spagna all'Europeo ad ogni costo. Se lo merita, è il miglior assistman (12, dietro di lui Kulusevski e Pellegrinia 7) del campionato italiano, è un genio. E’ anche e sopratutto merito suo, questo terzo posto. La società vuole premiarlo con il rinnovo, nei prossimi giorni accelererà il discorso. Anche perché adesso ci sarebbe un pericoloso corteggiamento: Conte vorrebbe portarlo a giugno a Milano.

BALLOTTAGGIO 

Questa Lazio non può prescindere da Luis Alberto. S’è fermato, ora vuole rimettere il turbo. Ha giocato benissimo nell'ultimo periodo, ma non ha ancora sfornato un assist nel nuovo anno. Gli ultimi due risalgono al 7 dicembre con la Juve (poi due gol col Cagliari e in Supercoppa), ma lo spagnolo rimane comunque il re del campionato. Nel 2019 s’era già guadagnato un importante credito. Domenica tornerà a lanciare Immobile e uno fra Correa e Caicedo. Fra quest’ultimi rimane aperto il ballottaggio: l’argentino ieri ha fatto un allenamento ridotto dopo aver giocato quasi un tempo al San Paolo. Viene da un affaticamento al polpaccio e non è ancora al meglio. Felipao può sfidarlo ancora per partire dal primo minuto: l’ultimo precedente dell’ecuadoregno titolare nel derby è comunque un bel ricordo.

Il Messaggero/Alberto Abbate 

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Lo sfogo di Immobile: “Sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani”

La stracittadina della Capitale sul campo si giocherà domenica, ma è già derby sui social con tanti messaggi e risposte, fra scherno e 'gufate', alcuni pure piuttosto piccati, di tifosi di Roma e Lazio ad accendere l'avvicinamento al match dell'Olimpico. A 'ruggire' contro quelli che lui definisce 'cani affamati' ci ha pensato Ciro Immobile, che in risposta agli attacchi social dopo l'eliminazione in Coppa Italia della squadra biancoceleste, sconfitta a Napoli, ha replicato con una storia su Instagram: "Sui cadaveri dei leoni festeggiano i cani, credendo di aver vinto. Ma i leoni rimangono leoni e i cani rimangono cani. Forza Lazio", il post pubblicato dal bomber biancoceleste, che al 'San Paolo' ha sbagliato un calcio di rigore scivolando al momento del tiro e pure colpito una traversa, potrebbe essere una risposta ad un conduttore di una radio romana che si era augurato un grave infortunio del giocatore.

Secondo quanto riporta il sito 'lalaziosiamonoi' il messaggio del capocannoniere della Serie A (già 23 reti in 19 partite di campionato) arriverebbe dopo che gli era stato augurato un infortunio in una radio romana. L'augurio a Immobile, è la risposta fornita dai tifosi romanisti, sarebbe arrivato dopo il coro "Zaniolo salta con noi" partito dalla curva laziale dopo l'infortunio dell'attaccante della Roma al ginocchio, a cui lo stesso calciatore aveva prontamente replicato via Instagram con il tweet: "Inferiori". Repubblica.it

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Una sconfitta per conoscere ancor di più la propria forza

Dopo una lunga serie di vittorie la Lazio di Simone Inzaghi si è fermata ieri al San Paolo di Napoli nei quarti di finale di Coppa Italia. Una sconfitta che viene analizzata da Roberto Perrone, firma del Corriere dello Sport, sul quotidiano oggi in edicola: "In questa nottata napoletana, tutto va storto, tutto scivola via senza quasi che la Lazio, malgrado giochi una grande partita, possa trovare un rimedio. Dal tonfo di Immobile sul rigore all’incrocio dei pali del bomber nel finale, dall’espulsione di Lucas Leiva ai gol annullati per fuorigioco, non c’è nulla che si incastri. Assistiamo quasi a una specie di pena del contrappasso per la facilità dei successi fin qui ottenuti. Il paradosso è che da questa sconfitta la Lazio può imparare a conoscere la sua forza, a dominare lo sconforto inevitabile dopo una sconfitta di questo tipo. Dimostra, come ha detto Simone Inzaghi, che una battuta d’arresto può verificarsi, dopo un’incredibile serie positiva. Ma che dopo essersi fermati si può, anzi si deve ripartire, gettandosi alle spalle recriminazioni, paure, dubbi. Come e più di prima". Tuttomercatoweb

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Serata no: scivolate, pali e fuorigioco, Immobile “scopre” il digiuno

Una serata da dimenticare. Ciro Immobile lascia il San Paolo con l’amaro in bocca: un rigore sbagliato, un gol annullato per fuorigioco e una traversa. Tradotto: zero gol e Lazio eliminata dalla Coppa Italia contro il Napoli. Se in campionato, grazie ad una deviazione di Di Lorenzo era riuscito a realizzare il gol della vittoria, questa sera il bomber della Nazionale non ha la fortuna dalla sua parte. In particolare in occasione del penalty: Immobile prende la rincorsa davanti ad Ospina e al momento del tiro scivola, sparando il pallone in Curva A.

Sprecata l’occasione più ghiotta per rispondere ad i Insigne, bravo a sbloccare il match al secondo minuto. Nella ripresa l’attaccante di Torre Annunziata svaria su tutto il fronte offensivo, duettando prima con Caicedo e poi Correa, ma le maglie azzurre sono troppo strette per segnare. Il suo tentativo al volo, dopo un batti e ribatti, si stampa sulla traversa insieme alle possibilità della Lazio di andare ai supplementari. La testa però è già alla sfida con la Roma di domenica pomeriggio all’Olimpico. Una gara da non sbagliare per continuare una cavalcata da sogno.

Ilmessaggero.it

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Un quarto di nobiltà per la Lazio, un pezzo di stagione per il Napoli. E Lotito torna in trasferta…

Una quarto di nobiltà per la Lazio, un pezzo di stagione per il Napoli. Coppa Italia a due facce per Inzaghi e Gattuso. Dipende da dove e come la si guarda. I biancocelesti lanciatissimi in campionato e in piena corsa per la lotta scudetto vogliono aggiungere un altra stella ad una stagione già luccicante di suo. Vincere questa sera al San Paolo vorrebbe dire approcciare il derby con ancora più vento in “coppa”. Il Napoli arriva alla partita in piena crisi e con uno spogliatoio spaccato. Clima rovente. Dopo il ko contro la Fiorentina in campionato, il terzo di fila, c’è stato un lungo faccia a faccia tra tecnico e giocatori. Anche una notte di ritiro per cercare di ritrovare i giusti stimoli. La decisione di interromperlo prima è arrivata nella mattinata di ieri dopo un altro confronto con il tecnico in cui si sono analizzati i motivi della sconfitta.
BARONIO ESONERATO, MA NEL 2007…
A rendere la situazione ancor più rovente c’è anche l’esonero del tecnico della Primavera, Baronio. Ironia del destino Roberto, con la maglia della Lazio nel 2007 segnò un gol decisivo in coppa Italia agli ottavi proprio contro il Napoli. Come detto spirito opposto in casa biancoceleste che anzi deve cercare di frenare gli entusiasmi che possono trasformarsi in arma a doppio taglio. Non a caso Inzaghi in questi giorni sta lavorando molto più sull’aspetto mentale che su quello fisico e tattico. La squadra vola, vietato farlo con la testa. Il pericolo è che si possa creare un cortocircuito di stimoli e motivazioni. La Coppa Italia è un trofeo al quale la Lazio tiene particolarmente, lo ha dimostrato in passato e continua a farlo. Lotito ne ha vinte già tre, una nel 2009 con Delio Rossi, una storica nel 2013 con Petkovic contro la Roma e una lo scorso anno con Inzaghi. Il tecnico biancoceleste e i suoi ragazzi, freschi anche del successo in Supercoppa contro la Juve, hanno ancora fame di vittorie. La pancia non è affatto piena. Sarebbe folle se lo fosse. «Sappiamo che tipo di avversario affronteremo. Il Napoli ha qualche problema in campionato ma è una grandissima squadra. Sappiamo bene cosa rappresenta per noi la Coppa Italia, andremo a Napoli per vincere e per passare il turno. Mi aspetto una partita molto intensa che sarà decisa dagli episodi» ha rimarcato Simone.
LOTITO TORNA IN TRASFERTA
Partita delicata nella settimana più importante: quella del derby. Per questo Inzaghi sta ragionando sulle mosse da fare. E non è un caso nemmeno che il presidente Lotito abbia deciso di tornare in trasferta insieme al figlio Enrico per caricare la squadra. In campionato, appena dieci giorni fa, la squadra di Gattuso ha messo in difficoltà i biancocelesti per una parte di gara e questa sera i partenopei si giocano il tutto per tutto. Soprattutto perché hanno perso le ultime 4 in casa. Il San Paolo tornerà a riempirsi e tra tifo e contestazione ci sarà un ambiente rovente. C’è anche un precedente molto recente in Coppa Italia che sorride ai biancocelesti: la doppia semifinale del 2015. Quella volta fu Lulic a condannare il Napoli. Già proprio il Re di coppe biancoceleste consacrato alla storia per quella rete al minuto 71 contro la Roma nella finale del 2013. Servirà la Lazio migliore e lo stesso approccio visto nelle ultime partite per avere ragione di un Napoli alla disperata ricerca di aria per sopravvivere. Simone vuole chiudere la gara nei 90 minuti per evitare l’ulteriore stress dei supplementari. La voglia di volare è tantissima. Il vento in coppa anche per il derby.

ilmessaggero.it

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King Ciro apre il 2020 col botto: nessuno come lui in Europa, meglio di CR7 e Aguero

Ciro Immobile si sta prendendo il palcoscenico d’Europa. È in testa nella classifica della Scarpa d’Oro, guarda tutti dall’alto anche per quanto riguarda le marcature nel 2020. L’anno nuovo, l’attaccante della Lazio, lo ha iniziato alla grandissima. Sette gol fin qui, prendendo in considerazione tutte le competizioni: due reti al Brescia, gol con Napoli e Cremonese, infine la tripletta contro la Sampdoria di sabato scorso. Nemmeno Cristiano Ronaldo, che è tornato a segnare con continuità, ha fatto meglio. Il portoghese della Juventus, dopo la doppietta al Parma, è salito a quota 6 gol nel 2020. Fa lo stesso Sergio Aguero del Manchester City. A 5 reti c’è Dembélé del Lione. Ciro Immobile il miglior attaccante d’Europa, lo dicono i numeri. E non ha nessuna voglia di fermarsi. Contro il Napoli ecco un’altra occasione per aumentare il bottino. Corrieredellosport.it