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La Lazio chiede i danni ai tifosi che hanno fatto squalificare la Nord: 50 mila euro in totale

La Lazio chiede i danni ai tifosi colpevoli di aver fatto squalificare la curva Nord. Il presidente Claudio Lotito è stato di parola e così, dopo l’indagine della Uefa a seguito di alcuni saluti romani fatti da un gruppetto di ultras della Nord durante Lazio-Rennes che ha comportato lo stop per un turno del settore, ha scritto ai responsabili. Nella casella delle lettere in questi giorni sono arrivate una serie di lettere in cui si legge «Dai filmati eseguiti dagli organi Uefa e dalle indagini della polizia conseguenti emerso che Lei si è reso responsabile dei comportamenti sanzionati che hanno comportato un danno quantificabile in 50 mila euro. Pertanto la invitiamo a prendere contatto con la società per concordare una modalità di risarcimento». Inoltre lo Slo della Lazio ha provveduto a sospendere l’abbonamento dei responsabili per le prossime tre gare dei biancocelesti. ILMESSAGGERO.IT

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Inarrestabile Immobile. E adesso in Germania lo rimpiangono

Un dubbio improvviso assilla i tifosi della Lazio: quale operatore fornisce Internet a casa Immobile? Saperlo sarebbe utile, perché è evidente che Ciro non ha affatto problemi di rete. In 25 partite stagionali, infatti, l'attaccante biancoceleste ha segnato 26 gol (o reti, appunto…). Immobile, fra l'altro, dà il meglio di sé in campionato, dove è già a quota 23 dopo appena 19 giornate (la Lazio deve recuperare la gara con il Verona). Il record storico di Higuain (arrivato a 36 gol in un unico campionato) è ampiamente alla portata, così come i grandi marcatori della storia del club capitolino: Immobile è infatti il quarto ad aver segnato più gol con la maglia della Lazio (112 in totale), a -10 da Chinaglia, -15 da Signori e -47 da Piola. Per questo ora anche in Germania in molti hanno un dubbio: e se Immobile in realtà fosse stato scaricato troppo in fretta?

CRITICHE

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Nell'estate del 2014, infatti, Ciro, a 24 anni, lasciò il Torino e l'Italia da capocannoniere del campionato per trasferirsi al Dortmund. Lì trovò una situazione particolare: dopo sette stagioni con Klopp in panchina la squadra, viste anche le partenze di alcuni giocatori chiave quali Lewandowski (nel 2014) e Götze (nel 2013), aveva perso smalto e motivazioni. Ciro faticò a inserirsi, tutto il gruppo a esprimersi (chiuse il girone d'andata all'ultimo posto). Eppure giornali e società sembravano vedere in Immobile l'unico responsabile delle difficoltà. L'attaccante italiano si lamentò apertamente della Bild ("Mi massacra") e, una volta passato al Siviglia, ammise che si sarebbe aspettato maggiore aiuto e sostegno da parte della società (il direttore sportivo Zorc rispose affermando che "le dichiarazioni di Immobile mi fanno vomitare"). Insomma fra Ciro e la Germania non è mai scoccata la scintilla, tanto che mentre il Dortmund lottava per salvarsi, venne pubblicato un articolo in cui si fece sapere che "un portavoce del sindaco si è lamentato col Dortmund dell’atteggiamento di Ciro. Il motivo: l'italiano era pregato di non confondere le strade di Unna con Maranello. I cittadini si sono più volte lamentati del suo modo di sfrecciare in macchina per la città". Immobile era diventato un vero e proprio capro espiatorio.

TRASFORMAZIONE

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Ora però in Germania vedono l'attaccante della Lazio con occhi diversi. Con 46 punti Immobile guida la classifica della Scarpa d'oro davanti a Lewandowski e Timo Werner (entrambi a quota 40). Per questo proprio la Bild ha pubblicato un articolo nel quale il bomber laziale viene improvvisamente incensato: "L'ex flop del Dortmund oscura anche due giganti come Lewandowski e Werner", il titolo del pezzo nel quale viene scritto che "a Roma, con la maglia della Lazio, Ciro segna come e quando vuole. In Bundesliga ha realizzato 3 gol in tutta la stagione, tanti quanti ne ha fatti nell'ultima giornata di campionato in Italia". Ed ecco che in Germania un dubbio improvviso tormenta i tifosi: e se Immobile fosse stato scaricato troppo in fretta?

gazzetta.it

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Garanzia Caicedo, la media gol è da bomber di razza

Felipe Caicedo, un nome sempre più garanzia. L’attaccante è diventato l’uomo della provvidenza, colui che segna quando Immobile non lo fa. Cinque reti totali in campionato, segnate in appena 535 minuti giocati. Come riporta Il Messaggero, l’ecuadoriano è stato fondamentale in molte occasioni: le reti allo scadere con Sassuolo e Cagliari hanno portato quattro punti alla Lazio. Inzaghi stravede per lui: ora l’ex Espanyol vuole migliorare il record di otto centri stabilito la scorsa stagione e magari segnare ancora nel derby come accaduto a marzo 2019. Lazionews.eu

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Lazio a vele spiegate, tra sogno e realtà: ora Inzaghi vuole il doppio sorpasso

La Lazio ha il vento in poppa, le vele sono spiegate verso successi mai visti prima e non ci si può più nascondere. Va bene essere scaramantici, ma per quanto tempo si può fare finta di nulla? Simone Inzaghi lavora, tiene profilo basso, ma sa benissimo che quanto sta accadendo ha dell’incredibile: “Dobbiamo continuare così, ma da adesso sarà sempre più difficile” ha dichiarato dopo Lazio-Sampdoria in modo da tenere a bada un ambiente sulla cresta dell’entusiasmo.

DOPPIO SOGNO 

Inzaghi sogna il doppio sorpasso: la dodicesima vittoria di fila ed il secondo posto. Domenica infatti c’è il derby ed un’altra vittoria porterebbe i biancocelesti al secondo posto (l’Inter è a -2 ma la Lazio ha una gara in meno). Inoltre, il successo numero 12, farebbe superare il record di 11 vittorie consecutive proprio della prima Roma di RudiGarcia; farebbe agguantare il record della Juventus di Conte stagione 2013-2014; metterebbe la squadra sulla scia del record dei record di Roberto Mancini all’Inter, 17 vittorie consecutive nella stagione 2006-2007. I sogni son desideri. Ma con questa Lazio, la linea tra fantasia e realtà, diventa sempre più sottile giorno dopo giorno.

ilmessaggero

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Corsa, sacrificio e intraprendenza: così Lazzari si è preso la Lazio

Rispetto alla Lazio della scorsa stagione, c'è una sola presenza fissa nuova negli 11. Il suo nome è Manuel Lazzari, di mestiere da l'esterno di centrocampo e i laziali sono pazzi di lui. Lazzari, dopo un avvio non brillantissimo, si è imposto sulla mdestra, diventando un titolare inamovibile. Inzaghi è soddisfatto, fin da inizio stagione lo sprona ad essere più intraprendente e incisivo, ma adesso comincia a godersi i risultati della sua crescita. Passare da Ferrara a Roma non è certo una passeggiata, le responsabilità aumentano così come la pressione. Manuel è riuscito a conquistarsi la Lazio in maniera lenta, ma decisamente costante. Finora ha messo a sengo un solo gol (contro il Celtic in Scozia) e prodotto un'infinità di situazioni pericolose, anche se nel tabellino risulta un solo assist (per Immobile, nella vittoria di San Siro contro il Milan). Mai come questa volta numeri bugiardi, la Lazio ha guadagnato tantissimo con il suo acquisto.

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Ciro va più forte di Higuain: ora il record in Serie A è più vicino

Immobile continua a frantumare record. L'attaccante della Lazio ha messo a segno una tripletta contro la Sampdoria, allungando ancora in classifica marcatori e staccando i concorrenti. I numeri sono straordinari, unici. Dopo venti giornate (la Lazio ne ha anche una in meno, vista la gara da recuperare contro il Verona) ha segnato più di Gonzalo Higuain. Il riferimento è alla stagione del record del mcentravanti argentino, quella 2015/16 con il Napoli di Sarri. Il Pipita ne aveva fatti 20', con la media esatta di un gol a partita. Il campionato spaziale di Ciro però vale di più, tanto che adesso il pensiero a superare lo stesso Higuain (che chiuse la stagione con 36 centri) diventa una possibilità concreta.

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Re Ciro, più gol che presenze: Chinaglia a meno dieci

Conferma le statistiche e lancia la Lazio nella lotta allo scudetto. Ciro Immobile non si ferma più. Contro la Sampdoria, la sua vittima preferita, segna tre gol e propizia la rete di Caicedo. In Serie A sono 23 i centri realizzati finora, che gli consentono di consolidare i primo posto nella classifica cannonieri e fare la voce grossa anche nella speciale graduatoria per la Scarpa d’Oro. Immobile segna e la Lazio va: undicesima vittoria consecutiva in campionato, migliorato il record già stabilito nella giornata precedente. Quella di Simone Inzaghi è una squadra che non ha paura e non si pone limiti. Con un attaccante così poi nulla è precluso, neanche il tricolore. Superato Bruno Giordano, l’attaccante di Torre Annunziata è a quota 112 gol in totale con la maglia biancoceleste e ora punta Giorgio Chinaglia, a quota 122. Con una gara da recuperare e aspettando le partite di Juventus e Inter, la Lazio è a tre punti dai bianconeri. La Champions sembra alla portata di mano, ma sognare qualcosa di più è lecito. Martedì ci saranno i quarti di coppa Italia contro il Napoli al San Paolo, domenica il derby contro la Roma. Due gare che Immobile ha già messo nel mirino. Ilmessaggero.it

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Undicesima vittoria consecutiva, eguagliata la Roma di Spalletti: il derby è servito

Dieci e lode. Anzi meglio undici. La Lazio è uno spettacolo. Tutti in piedi ad applaudire. Ai biancocelesti bastano 20 minuti per triturate la Sampdoria per 5-1 e centrare un altro successo. L’undicesimo, appunto. Altro record. Stavolta la goduria è doppia perché Inzaghi eguaglia la Roma di Spalletti del 2006. Il derby è servito. Non solo perché la Lazio non batteva Ranieri in campionato addirittura dal 1997. Altro tabù sfatato. Avanti il prossimo. Tutto facile per la Banda Inzaghi: tripletta di Immobile due su rigore, gol di Caicedo e poker di Bastos. Numeri da impazzire quelli di Re Ciro. Ventisei in venticinque presenze. Ventitre in campionato. Sempre più solo in testa alla classifica dei bomber della serie A e d’Europa. Cecchino della Samp con 13 gol in 13 gare. Meglio di lui solo Caicedo che ai blucerchiati ne ha fatti 4 in 3 gare. Segna l’attacco ma anche la difesa. Rete di Bastos.

“IL FUMO DELLA PIPA”
Standing ovation dei tifosi laziali. Un piacere per gli occhi veder giocare la Lazio. Ad onor di cronaca va detto che la Samp è stata disastrosa, soprattutto in difesa. Colley e Chabot (si becca anche un rosso) da mano nei capelli. Colpevoli in 4 gol dei biancocelesti. E per fortuna che Ranieri aveva chiesto una squadra arrabbiata. Stavolta il tecnico non può nemmeno attaccarsi al tanto caro “fumo della pipa”. La Lazio vola, 45 punti in classifica, terzo posto sempre più saldo e una gara in meno, quella con il Verona, da recuperare. Martedì il quarto di coppa Italia a Napoli, domenica il derby con la Roma. C’è un altro record e un’altra pagina di storia da scrivere. Inzaghi esulta. Un sabato perfetto. Vittoria numero 100 e aggancia Maestrelli al secondo posto per presenze. Ilmessaggero.it

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Una Lazio senza limiti: un record tira l’altro, Immobile sempre più in alto

La super-Lazio costringe ogni settimana ad aggiornare i libri dei record del campionato. Il 5-1 alla Sampdoria rappresenta l’undicesima vittoria consecutiva dei ragazzi di Simone Inzaghi: era già record assoluto nella storia del club, ma ora i biancocelesti possono legittimamente puntare anche ai primati di tutta la serie A. Per esempio, oggi hanno agganciato a 11 vittorie la Roma di Luciano Spalletti stagione 2005-2006, che raggiunse quota 11 proprio in occasione di un derby vinto per 2-0, il 26 febbraio 2006 (e domenica c’è il derby…). A quota 12 troviamo la Juventus dei 102 punti di Antonio Conte, stagione 2013-2014, che si fermò proprio alla ventunesima giornata in casa della Lazio, costretta all’1-1. Sembra al momento irraggiungibile l’Inter di un altro ex tecnico laziale come Roberto Mancini, arrivata nel 2006-2007 a 17 vittorie consecutive. Clamorosa anche la stagione di Ciro Immobile, arrivato al giro di boa del torneo con 23 gol in 19 partite (i biancocelesti attendono di recuperare Lazio-Verona, in programma il prossimo 5 febbraio). Nei 90 anni di serie A è il secondo di sempre: meglio di lui solo Antonio Valentin Angelillo che nel girone d’andata del campionato 1958-59 segnò 24 gol, prima di rallentare e fermarsi a “soli” 33 nel girone di ritorno. Se Immobile dovesse proseguire a queste folli medie, arriverebbe alla clamorosa quota di 46 realizzazioni, cifra astronomica e mai neanche lontanamente sfiorata nella storia del nostro campionato, ben superiore ai 36 gol di Gonzalo Higuain con il Napoli 2015-2016. Oggi pomeriggio la Lazio ha anche sfatato due tabù. Il primo riguarda Claudio Ranieri: i biancocelesti non battevano in serie A l’allenatore testaccino addirittura dal 1° marzo 1997, un Lazio-Fiorentina deciso a tempo scaduto da una zampata di Paolo Negro. Il secondo tabù riguarda il capitano Senad Lulic, oggi squalificato: senza di lui la Lazio aveva perso tutte le ultime quattro partite (contro Napoli, Chievo e Atalanta l'anno scorso, contro l'Inter quest'anno). Occhio, infine, alla statistica sui rigori: con i due penalty trasformati da Immobile la Lazio è già arrivata a 13 tiri dal dischetto stagionali, non troppo lontana dal record assoluto della serie A a 20 squadre, detenuto dal Milan 1950-51 (18 rigori). E manca ancora metà campionato…

gazzetta.it

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Tra tabù e nuovi record, é caccia all’undicesima vista derby

Per la famelica Lazio il paradosso più grande sarebbe proprio quello di deludere le aspettative dei più non riuscendo a mangiarsi anche la Samp. Errore. Di quelli da sottolineare con la matita blu: grave. Anzi, gravissimo. Normale che una partita in casa contro un’avversaria decisamente molto meno forte è un’occasione ghiotta ma come ripete in continuazione Inzaghi c’è bisogno di restare con i piedi per terra. Due i rischi principali. Uno è quello di approcciare male la gara di questo pomeriggio. Secondo metabolizzare male una mancata vittoria. Un pareggio non è certo un risultato deludente se si analizza il cammino precedente. Normale che l’approccio debba essere di quelli rabbiosi, da grande squadra. La Samp arriva anche un po’ più tranquilla dopo la cinquina rifilata al Brescia domenica scorsa. I blucerchiati hanno 5 punti di vantaggio sulla zona salvezza ma Ranieri è stato chiaro con i suoi alla vigilia: «Possiamo sbagliare partita, ma non accetto rilassamenti. La prestazione è sacra. Ci deve essere. Se vedo una squadra rilassata me li mangio». Inizia una settimana da vivere tutta d’un fiato per la Lazio che oggi sfida Ranieri, martedì il Napoli in coppa Italia e domenica la Roma nel derby. Tre gare per testare ulteriormente la maturità dei biancocelesti. Vincere entrambe quelle di campionato aprirebbe scenari da favola se si pensa che Immobile e compagni devono recuperare anche la partita contro ilVerona.
TABÙ E NUOVI OBIETTIVI
Quella della Lazio somiglia tanto ad una di quelle corse campestri dove via via però gli ostacoli si moltiplicano. D’altronde se si vogliono scrivere nuove pagine di storia bisogna alzare il tiro. Questo pomeriggio ecco presentarsi un nuovo tabù: Ranieri. Già, proprio quel Claudio che fa rima con Roma ma soprattutto con tabù. In campionato non perde contro la Lazio addirittura dal primo marzo 1997. Quella volta a castigare la sua Fiorentina ci penso Negrosu assist di Signori. Poi 2 pareggi e ben 7 ko. Addirittura 4 di fila nei derby. Per i biancocelesti è andata meglio in coppa Italia con le due vittorie contro la Juve per 2-1 della stagione 2008/09. Quella che poi consegnò la coppa all’allora squadra di Reja. Insomma dopo quelli contro Milan, Juve e Napoli ce n’è un altro da sfatare. Farlo darebbe una goduria doppia. Eh già perché l’eventuale vittoria contro la Samp sarebbe l’undicesima di fila, Inzaghi eguaglierebbe la striscia che la Roma ottenne nel 2006. Tra l’altro vincendo il derby per 2-0. La Laziopotrebbe anche fare meglio superandola proprio nella stracittadina di domenica prossima. Il bilancio è sicuramente più bello se si guardano le statistiche contro la Sampdoria. Negli ultimi dieci anni i biancocelesti hanno vinto 12 volte, pareggiato tre e perso altrettante. Inzaghi si affida al fortino Olimpico dove i suoi, quest’anno, non hanno mai perso: 7 vittorie e 2 pari contro Roma e Atalanta. Ma c’è di più perché in casa la Lazio va a segno da ben 23 gare di fila per un totale di 54 gol.
IL FATTORE C
Non solo perché il tecnico biancoceleste può contare sul secondo miglior attacco della serie A. In attacco, nonostante i passi avanti di Correa, giocheranno ImmobileCaicedo. Il primo che ha come obiettivo la scarpa d’Oro e la classifica dei cannonieri italiani. Al momento è in testa ad entrambe con 20 centri. Oggi arriva la Samp la sua vittima preferita. Ai blucerchiati Ciro gli ha rifilato 10 gol in 12 partite, 7 con la maglia della Lazio. Ironia del destino anche per Caicedo la squadra di Ranieri è quella a cui ha segnato di più: tre centri in 2 partite. Della serie senza Correa il fattore C è comunque in salvo. Per il resto Inzaghi potrà contare sul solito centrocampo formato da Luis AlbertoLeiva e Milinkovic. Sugli esterni Lazzari e Jony. Lo spagnolo, 4 assist in coppa Italia, sostituisce lo squalificato Lulic. In difesa Acerbi al centro, con a destra Patric che sembra aver vinto il ballottaggio con Luiz Felipe e a sinistra Radu che ha smaltito un piccolo problema alla caviglia 

ilmessaggero