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Inzaghi, un altro passo nella storia della Lazio: può superare Zoff per presenze in panchina

Inzaghi fa incetta di record. Dopo aver superato Sven-Goran Eriksson per vittorie consecutive (10, record assoluto in Serie A per la Lazio) adesso si prepara a scrivere un'altra pagina di storia. Mancano 20 partite alla fine del campionato, considerando anche il recupero contro il Verona del 5 febbraio. Se poi la Lazio dovesse battere la Cremonese stasera e quindi passare ai quarti di finale, il tecnico biancoceleste diventerebbe l'allenatore con più panchine nella storia biancoceleste. 20 di Camionato più il quarto di finale (gara secca in Coppa Italia) per un totale di 21. Numero necessario per agganciare e superare Dino Zoff a quota 202 panchine. 

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Lazio, numeri da scudetto: nel mirino il Milan di Sacchi e la Roma di Spalletti

 "Vola Lazio vola": mai come stavolta l'inno cantato da Toni Malco calza a pennello sulla squadra biancoceleste che ha battuto il proprio record di vittorie consecutive in serie A, toccando quota 10, e per la prima volta ha totalizzato 42 punti nel girone d'andata, che potrebbero addirittura diventare 45 vincendo il recupero del 5 febbraio contro il Verona all'Olimpico. Numeri importanti che non possono più far nascondere tecnico e società. Se il patron Claudio Lotito e il ds Igli Tare continuano a chiedere di evitare voli pindarici, Simone Inzaghi non si è nascosto e ha iniziato a parlare di scudetto: "Cosa ci manca per essere da titolo? In questo momento poco…".

La 'zona Cesarini' è diventata 'zona Lazio'

Difficile, in effetti, trovare difetti a questa squadra. Anche quando va in sofferenza, come per larghi tratti della sfida di ieri contro il Napoli, la Lazio sembra aver imparato a soffrire, chiudersi e trovare il momento migliore per colpire. Così è stato, ancora una volta nell'ultimo quarto d'ora. Quella che da sempre è stata conosciuta in Italia come 'zona Cesarini', da quest'anno può essere ricordata come 'zona Lazio'.

Il fondamentale apporto dello staff medico

Una squadra "consapevole", ha ribadito il tecnico biancoceleste, secondo il quale per vincere uno scudetto a cui a questo punto della stagione la Lazio ha l'obbligo di credere "direi che non ci devono essere infortuni come lo scorso anno e devo essere bravo io a coinvolgere tutti i giocatori della rosa". In mancanza di aiuti da un mercato che difficilmente porterà l'acquisto che può aumentare ancora di più la portata di questa squadra, diventa fondamentale per Inzaghi riuscire a preservare dagli infortuni i suoi gioielli. Una grossa mano, infatti, la sta dando lo staff medico, visto che l'infermeria è perennemente vuota salvo qualche acciacco che finora è sempre stato gestito nel giro di una settimana.

Inzaghi: "Dovrò essere bravo a utilizzare tutta la rosa"

La squadra nell'undici titolare sta dimostrando di non essere seconda a nessuno, con i suoi 'fantastici 4' (Immobile, Luis Alberto, Correa e Milinkovic-Savic) ai quali si devono aggiungere almeno Acerbi in difesa e Strakosha tra i pali, quest'ultimo rimasto imbattuto per la sesta volta in campionato grazie anche alle sue parate decisive nel secondo tempo. La ricetta scudetto di Inzaghi prevede soprattutto che la condizione del re dei gol e del re degli assist, Immobile e Luis Alberto, resti la stessa fino alla fine della stagione. "Serve l'apporto di tutti, devo essere bravo a utilizzare tutti i giocatori della rosa", ripete spesso il tecnico biancoceleste.

Nel mirino il Milan '89-90 e la Roma 2005-06

Mantenendo un trend di una o due pedine al massimo da ruotare per infortunio o squalifica, Inzaghi ha ottenuto grandi risultati anche facendo affidamento su diversi jolly in panchina: Cataldi e Parolo a centrocampo, Caicedo per l'attacco, Jony per l'esterno. A quest'ultimo toccherà probabilmente sabato prossimo contro la Sampdoria per via della squalifica di Lulic. Rientrerà anche Correa dall'infortunio. Vincendo contro i blucerchiati, Inzaghi raggiungerebbe gli 11 successi di fila del Milan di Sacchi ('89/90) e della Roma di Spalletti ('05/06).

Repubblica.it

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Da Berisha a Lukaku fino a Jony: dietro il record c’è il tocco degli “invisibili”

Sbucano all’improvviso. Dimenticati, messi ai margini. Basta un tocco di Inzaghi per restituirgli nuova luce. Berisha, Lukaku, Jony. Eccoli gli invisibili, che dietro i bagliori accecanti dei quattro fenomeni regalano scintille che diventano fiamme. Tutti per uno e uno per tutti. Magari anche solo per qualche minuto. D’altronde non serve mica una vita per cambiare la storia. Basta essere al punto giusto nel momento giusto. Hanno saputo aspettare, si sono fidati ed eccoli comparire nelle cronache di una stagione da favola. Episodi che cambiano il corso delle partite.

IL VALORE DI VALON
L’ultimo di una lunga serie è arrivato proprio sabato contro il Napoli. Perché se è vero che Immobile è stato fenomenale a far gol, parte del merito è anche di Berisha. Sì, sì avete sentito bene proprio da uno dei più criticati degli ultimi anni. L’oggetto misterioso. Il responsabile di quello sciagurato passaggio che ha eliminato la Lazio dall’Europa League. Pressing sfrenato sul terzino del Napoli, Ospina non ha il giocatore su cui scaricare e Ciro gli toglie il pallone. Apoteosi biancoceleste. Immobile capisce subito e corre ad abbracciare il compagno. È merito anche suo, se la Lazio ha centrato il record.

RIECCO JORDAN
Prima di lui sulla scena è comparso come figurante occasionale anche Lukaku. Quel Jordan tormentato dai problemi alle ginocchia e dalla dieta. Eroe della Supercoppa 2017, dopo un lungo buio ha saputo accendere una fiammella di speranza. E se la Lazio ora è nella storia il merito è proprio suo che ha messo la firma sul primo capitolo. Inzaghi lo pesca a sorpresa dalla panchina. Lui risponde presente con un cross dalla sinistra che Immobile di testa trasforma in oro. È la rete del 2-1. Sorpasso e 3 punti.

IL FOLLETTO DEL MALAGA
Se Berisha e Lukaku appaiono e scompaiono come meteore, Jony ha invece trovato una certa continuità. Dopo l’avvio choc con quel buco sul gol di D’Ambrosio a Milano contro l’inter, ha saputo rialzarsi. Inzaghi lo ha fatto “maturare” e al momento giusto lo ha pescato per catapultarlo nella storia. È lo spagnolo, arrivato in estate dal Malaga a pennellare la palla sulla testa di Caicedo per la rete del 2-1 sul Cagliari al minuto 97. Roba da impazzire. Sabato prossimo, complice la squalifica di Lulic, potrà giocare dal primo minuto contro la Sampdoria sulla fascia sinistra. Un’opportunità che lo spagnolo non vuole sprecare, dimostrando di essere migliorato anche in fase difensiva.

TUTTI GLI ALTRI
L’elenco dei giocatori che hanno beneficiato del tocco magico di Inzaghi è ancora lunga. C’è Luiz Felipe che sale in cielo e ti testa dà il via al capolavoro contro la Juventus. C’è Cataldi che sta diventando sempre più protagonista. Griffa con un capolavoro anche la Supercoppa vinta a Riad. E poi Acerbi da centrale fenomenale si ritrova anche a segnare con un bolide contro il Torino. Nessuna paura, Inzaghi pesca dal mazzo e lo fa sempre bene Adekanye, Andrè Anderson le prossime scommesse. Ah, Caicedo da colpevole per la mancata Champions , ora è un eroe.

Ilmessaggero.it

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Finali da Lazio: 13 gol su 41 complessivi, Immobile esiziale

La vittoria in 'zona Cesarini' è diventata un marchio di fabbrica della Lazio. I numeri raccontano la voglia e la determinazione dei biancocelesti, che – come ha sottolineato Immobile al termine di Lazio-Napoli – "Non molla mai". 41 gol complessivi in Serie A, di cui ben 13 nell'ultimo quarto d'ora. Nello specifico, è Ciro Immobile ad aver determinato la maggior parte delle partite, tanto per cambiare. Sono 6 i centri dell'attaccante di Torre Annunziata nei finali di gara. 

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Scarpa d’Oro, Immobile torna in testa: controsorpasso a Lewandowski

Ciro balza in testa alla classifica della Scarpa d'Oro. La classifica è data dalle reti messe a segno da un giocatore moltiplicate per il coefficiente UEFA attribuito al campionato. La Serie A, ha valore 2. Ecco allora che i 20 gol di Immobile si moltiplicano trasformandosi in 40 punti, due punti in più rispetto a Lewandowski, a quota 38. La lotta testa a testa continua, Ciro non molla.

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L’Olimpico ripercorre la storia, la Nord emoziona: è una festa da brividi

Una coreografia per celebrare i120 anni di storia, uno spettacolo per onorare il momento magico della Lazio. Prima del fischio d’inizio del match contro il Napoli, la Curva e i Distinti Nord si sono colorati con un’immagine incredibile: “120 anni d’amor 1900-2020”. E lo speaker, accompagnato dagli olé del pubblico, ha ricordato tutti i personaggi storici della Polisportiva. Da Fausto Coppi (ciclismo) a Carlo “Bud Spencer” Pedersoli (nuoto), passando per i grandi del calcio biancoceleste come Piola, Chinaglia, Fiorini, Mihajlovic, Nesta e Inzaghi. E sotto la Curva, sventolano forte le bandiere biancocelesti. Uno spettacolo vero prima del fischio d’inizio, poi pallone a centrocampo, si gioca

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Caicedo is on fire: ora è anche l’uomo del primo minuto

Non forzate il rientro di Correa in gruppo. Nessun problema, c’è Caicedo. Il quinto tenore si scalda per far coppia con Immobile di nuovo. A Brescia il tandem ha funzionato: Felipao al 43’ si è conquistato il calcio di rigore e Ciro lo ha trasformato. Quindi nel primo minuto di recupero la sponda perfetta per il bomber partenopeo e il suo raddoppio. L’ecuadoregno non fa più solo un lavoro oscuro, è sotto gli occhi di tutti quanto sia diventato decisivo. Per questo Inzaghi non trema in vista del Napoli nel caso in cui Correa dovesse continuare ad essere tormentato dal suo affaticamento. Joaquin ieri è rimasto ancora a riposo, non ha effettuato nessun provino, ma lo staff medico è convinto che possa essere a disposizione almeno per la panchina domani pomeriggio. Non c’è troppa ansia per il polpaccio dell’argentino, Inzaghi non vuole fargli correre alcun rischio. Specialmente adesso che si ritrova fra le mani questo Caicedo. Lui è l’emblema della cattiveria e del cinismo biancoceleste persino oltre il novantesimo. Gattuso ha già detto ai suoi di stare attenti pure ai frangenti finali del recupero. Non possono più essere frutto del caso, i numeri di questa Lazio: 12 punti con le reti realizzate nell’ultimo quarto d’ora di gioco, almeno tre in più rispetto a qualsiasi altra squadra in questo campionato. Sei di queste segnate nel recupero: due da Immobile contro Brescia e Atalanta, uno da Luis Alberto contro il Cagliari, e tre proprio da Caicedo contro Sassuolo, Juventus e in Sardegna. La Pantera vanta un ulteriore record personale: ha messo lo zampino in tre degli ultimi cinque gol realizzati in campionato oltre il 90’ con due reti e un assist letale. 
AMORE 
E’ l’uomo dell’ultimo minuto. Forse per questo qualcuno l’ha ribattezzata zona Caicedo. Sia che giochi titolare o da subentrato, il suo graffio è diventato un marchio. Già l’anno scorso aveva riconquistato il pubblico, quest’anno è un autentico beniamino. E pensare che poteva andare via a giugno, ora è uno degli assoluti protagonisti della cavalcata Champions. La Lazio gli è entrata dentro, come dimostrano pure le suo parole d’amore al compleanno: «Voglio fare gli auguri a una società in cui sono molto orgoglioso di essere. Sono felice di far parte della storia di questa squadra e di poterne festeggiare l’anniversario. A Roma sto imparando tanto. Ora dobbiamo continuare così in campionato, la strada è lunga e dobbiamo rendere i nostri tifosi sempre più felici. Ho girato tante società e città, ma il rapporto tra staff, giocatori e dirigenti che ho trovato qui, non l’avevo mai visto da nessun’altra parte. Lo dice anche Lotito, siamo una famiglia. Ci siamo l’uno per l’altro e questa è l’arma in più di questa squadra». Il Messaggero

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Lazio-Napoli, per Inzaghi altri tabù all’orizzonte da sfatare

L'ultima girnata del girone d'andata è alle porte, al netto del recupero col Verona da giocare il 5 Febbraio, per Inzaghi un altro tabù da sfatare. Dopo aver vinto a Milano contro il Milan e aver battuto la Juventus, ora arriva il Napoli all'Olimpico. I partenopei sono diventati la bestia nera della Lazio, che non vincono in casa contro gli azzurri dal 2012, grazie alla rivesciata di Stefano Mauri, a pochi giorni dalla scomparsa di Chinaglia. L'ultima vittoria in assoluto è arrivata nel 2015, al San Paolo, nel drammatico e vincente finale Champions. C'è un altro tabù, che riguarda direttamente Inzaghi e Gattuso. Il piacentino ha affrontato l'ex Milan 7 volte da allenatore, ha vinto solo in semifinale di Coppa Italia la scorsa stagione. Quattro i pareggi, due le sconfitte. 

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Da Castel Sant’Angelo a Piazza della Libertà, Roma festeggia la Lazio. Si prosegue tra CONI e Via Veneto… (VIDEO)

La facciata principale di Castel Sant’Angelo colorata di luci biancocelesti. Roma veste l’abito delle grandi occasioni per il 120esimo anniversario della Società Sportiva Lazio. Chi ha la fortuna di percorrere Ponte Elio verso il quartiere Prati ha davanti a sé uno spettacolo inedito. Mai, prima di oggi, il Mausoleo di Adriano era stato concesso ad una squadra di calcio e decorato così. Bocche spalancate, selfie e nasi all’insù fino alla statua dall’arcangelo Michele, che domina il monumento e con la spada, che sta per riporre nel fodero, sembra indicare Piazza della Libertà. E’ lì che allo scoccare della mezzanotte iniziano i fuochi d’artificio. E’ lì che da tradizione i tifosi si ritrovano i migliaia per aspettare il compleanno della loro squadra: il 9 gennaio 1900, su quella sponda del Tevere, per opera di nove padri fondatori, capitanati dal bersagliere Luigi Bigiarelli, nasceva la Lazio, «la prima squadra della Capitale». Questo il messaggio che verrà riproposto anche sulla nuova maglia, creata appositamente per festeggiare lo storico traguardo. Contro il Napoli, sabato pomeriggio all’Olimpico, Immobile e compagni la inaugureranno: nuovo logo, nuovo design, ma senza dimenticare la tradizione. La casacca ricorderà quella della stagione 1998-1999, usata fino al 9 gennaio 2000, giorno del centenario. La squadra, che ha cenato all’interno del Castello, dove tra le tante iniziative è stato presentato un francobollo ad hoc, domani riprenderà gli allenamenti, mentre i festeggiamenti andranno avanti: domani mattina cerimonia solenne al Salone d’Onore del Coni, presentazione nel primo pomeriggio del Lazio Club Montecitorio e in serata presso il Convento dei Frati Cappuccini di via Veneto, che fu sede della società negli Anni ’20, verranno presentati tre libri dedicati alla storia del club. Ilmessaggero.it

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120 volte Lazio, tutte le dichiarazioni da Castel Sant’Angelo: “Uniti e determinati, non fermiamoci!”

Joaquin Correa, attaccante biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

"Qui a Roma ho conquistato i miei primi trofei in carriera. Sono felice di far parte della storia della Lazio, vogliamo vincere ancora perché c'è la volontà e la determinazione di continuare così"

Patric, difensore biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

"Bellissima location, non ero mai entrato qui a Castel Sant'Angelo. Tanti auguri alla Lazio, alla Società che sta facendo un capolavoro e a tutti i giocatori passati che hanno fatto la storia della squadra. Stiamo vincendo tanto e non vogliamo fermarci".

Felipe Caicedo, attaccante biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

"C'è tanto entusiasmo, voglio fare gli auguri ad una Società storica della quale sono orgoglioso di fare parte. Siamo contenti del momento e di essere qui, è bello. Sto imparando solo cose positive a Roma, siamo una famiglia. Un gruppo così unito non l'avevo mai visto, è il nostro segreto. Gli elogi dei tifosi mi fanno piacere. La strada è lunga ma lavoriamo per regalare altre soddisfazioni".

Giancarlo Inzaghi, padre di Simone, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

"Faccio fatica a trovare le parole, è un'emozione fantastica. Sono felicissimo per Simone e Filippo, è un momento magico ma bisogna sempre stare con i piedi per terra e dare il massimo. Godiamoci questi momenti perché meritano di essere vissuti".

 

Sergej Milinkovic, centrocampista biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

"Essere stato nominato dalla Lega Serie A MVP del mese di dicembre è sicuramente una spinta in più, ringrazio anche i miei compagni per avermi aiutato a centrare questo importante traguardo".

 

Virginia Raggi, sindaca di Roma, è intervenuta ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

"Un caro saluto ai tifosi della Lazio, non faccio gli auguri prima di mezzanotte. Questo è un anniversario molto importante, ho nel cuore questa città, la più bella di tutte. Mi sono ritagliata qualche ora dal lavoro per festeggiare i120 anni della Società".

Stefano De Martino, Direttore della comunicazione biancoceleste, è intervenuto quest'oggi ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 FM:

"Siamo stati la prima squadra a varcare le porte di Castel Sant'Angelo, è una grande soddisfazione, come quella di poterl illuminare il cielo della città di biancoceleste. Un ricordo che rimarrà per sempre. Il giusto riconoscimento alla Prima squadra della Capitale. 

Questo luogo rappresenta Roma, merito alla Società che è riuscita ad organizzare qui l'evento. Ringrazio tutti gli ospiti, a partire dalla sindaca Raggi. Questo gruppo è frutto di un lavoro iniziato dieci anni fa, è un percorso a tappe dove ogni anno è stato aggiunto qualcosa. Un gruppo con un grande senso di appartenenza, che sa di giocare per una maglia e squadra gloriosa.

Angelo Peruzzi, club manager biancoceleste, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

"Una location bellissima, siamo in un buon momento e festeggiamo una storia lunghissima. La Lazio ha un percorso ultracentenario, siamo contenti anche perché nel prossimo mese giocheremo spesso in casa, sperando nel solito supporto dei tifosi anche all'Olimpico. La Lazio, come i suoi sostenitori, non molla mai. Questo gruppo è unito, c'è voglia di scherzare e stare insieme anche fuori dal campo. Così si possono raggiungere grandi obiettivi".