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La festa per i 120 anni inizia a Castel Sant’Angelo: c’è anche il presidente FIGC

Che la festa abbia inizio. La Lazio aspetta la mezzanotte all’interno di Castel Sant’Angeloper festeggiare il suo compleanno. Nove gennaio 1900: 120 anni di storia, di sport, di calcio, trofei e tanto altro. Nella magnifica cornice di uno dei monumenti più belli e famosi di Roma, la squadra si è ritrovata per cenare insieme. Poi brindisi e torta, mentre a Piazza della Libertà, luogo della fondazione, i tifosi si preparano a dare vita alla festa, ormai tradizionale appuntamento tra cori, bandiere e sciarpe. 

Lazio, la festa a Castel Sant'Angelo

Poco meno di 200 i tifosi che hanno accolto la squadra all'entrata di Castel Sant'Angelo. I primi ad arrivare Igli Tare e Stefano De Martino, direttore della comunicazione biancoceleste. Poi Claudio Lotito con moglie e figlio. Dopo la cena, in una sala dedicata, ci sarà anche la presentazione del francobollo ideato insieme a Poste Italiane proprio in occasione del 120esimo compleanno. Corrieredellosport.it

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Da tabù a specialità: Lazio regina delle rimonte

Da tabù a specialità, la Lazio è diventata professionista in rimonte. Dopo una stagione intera, la scorsa, senza aver mai vinto in rimonta, adesso reagire dopo un gol subito sembra la prassi. La Lazio per sette volte è passata in svantaggio, solo in un'occasione (a Milano contro l'Inter) non ha portato a casa punti. Il gol di D'Ambrosio è l'unica sconfitta, perché la Lazio ha pareggiato le gare contro Atalanta e Bologna e il derby d'andata con la Roma, dopo esser passata in svantaggio. Ha ribaltato e vinto le gare contro il Cagliari, il Brescia e la Juventus. 12 punti in 7 gare. 

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Milinkovic su tutti, eletto il miglior giocatore di Dicembre della Serie A: con il Napoli la premiazione

Nessuno a dicembre come Sergej Milinkovic-Savic. La Lega Serie A ha istituito, a partire da questa stagione sportiva, il riconoscimento per il miglior calciatore di ogni mese della Serie A e il premio Mvp di dicembre e' stato assegnato al centrocampista serbo della Lazio. La classifica finale e' stata stilata secondo le rilevazioni statistiche di Stats Perform, con l'ausilio dei dati di tracking registrati da Netco Sports. Tra le principali caratteristiche che hanno permesso al numero 21 biancoceleste di primeggiare su altri grandi campioni una performance di efficienza tecnico-tattica del 95% e fisica del 92%; una percentuale di riuscita superiore al 50% nei passaggi ad altissima difficolta'; una capacita' di superare positivamente tutti i duelli 1vs1 affrontati; un indice di aggressivita' del 95% (il valore piu' alto fatto registrare in questa stagione) e un'efficienza del 92% nel pressing difensivo. "Milinkovic-Savic ha contribuito con le sue prestazioni a trascinare la Lazio nell'attuale striscia di successi consecutivi – ha dichiarato l'ad della Lega di A, Luigi De Siervo – Un centrocampista completo, in grado di incidere sia nella fase difensiva con recuperi decisivi, sia in quella offensiva con i suoi gol e assist per i compagni". Il calciatore sara' premiato sabato allo stadio Olimpico di Roma, prima della partita contro il Napoli in programma alle 18.

 

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Lukaku, Ronaldo e Immobile: in vetta i bomber sono al top

È una lotta scudetto per bomber scatenati. L'ultima giornata, ai piani alti, è stata caratterizzata dai fuochi artificiali degli attaccanti più prolifici delle prime tre della classifica. I botti di Immobile, Lukaku e Cristiano Ronaldo – 7 gol in tre in 90 minuti a Brescia, Napoli e Cagliari – confermano una tendenza della Serie A, condivisa in parte dalla Bundesliga. Il campionato in corso sta esaltando le capacità realizzative dei trascinatori delle squadre in corsa per il titolo. Immobile, Lukaku e Ronaldo stanno spingendo Lazio, Inter e Juventus, rispettivamente terza e prime a pari merito.

Sul podio dei marcatori ci sono i bomber delle formazioni migliori in un diluvio di statistiche storiche. Immobile ha segnato la 20a doppietta con la Lazio raggiungendo Piola. Con 19 gol nelle prime 17 partite (la Lazio ha una partita da recuperare) ha migliorato il primato di Angelillo nella stagione 1958-59 (l'argentino si era fermato a 18). Ed era dai tempi di Boninsegna nel triennio 1970-73 che un attaccante non arrivava per tre anni di fila in testa alla classifica marcatori a gennaio. Lukaku, dopo la doppietta al San Paolo, è diventato l'attaccante più prolifico dell'Inter in un inizio di campionato nell'era dei tre punti a vittoria: 14, uno in più di Vieri che venti anni fa ne realizzò 13. Esaltante anche il bilancio di coppia con Lautaro. Ancora una volta sono stati loro a decidere. Adesso il belga e l'argentino hanno segnato 23 gol in due in campionato. E con 16 gol insieme in trasferta sono la coppia che ha firmato più reti fuori casa nei principali cinque campionati europei. Cristiano Ronaldo ha mandato in archivio la sua 36a tripletta in campionato da gennaio 2008, due in più di Messi. Nel caso di Immobile e Ronaldo, i compagni di reparto sono più distanziati: 6 gol di Correa alla Lazio, 5 a testa per Higuain e Dybala alla Juventus.

Grazie alla performance dell'azzurro, del belga e del portoghese, l'Italia è il paese principe dei bomber in questa stagione nei principali cinque campionati. Con 46 gol, segnati dai primi tre marcatori, la Serie A è davanti a Premier League, Ligue 1 e Liga. In Inghilterra Vardy, Aubameyang e Ings sono a quota 43, ma dopo 21 giornate. In Francia Ben Yedder, Mbappè e Osimhen hanno collezionato 34 centri in 19 giornate. Nello stesso numero di partite sono 36 i gol di Messi, Benzema e Suarez in Spagna. Solo in Bundesliga gli attaccanti sono più scatenati che in Serie A. Devastante Lewandowski con 19 gol in 17 giornate. Segue Werner con 18 e più staccato Hennings a 11. Ma nel caso tedesco non c'è un'identificazione completa con il podio della classifica visto che il Dusseldorf di Hennings è terzultimo. Solo le reti di Lewandowski (Bayern) e Werner (Lipsia) pesano nelle zone alte. 

Repubblica.it

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Lazio da record, quando la crescita punta sulla continuità

La continuità nel lavoro come valore aggiunto. La lungimiranza nelle scelte “home made”, talvolta impopolari, come marchio di fabbrica. La gestione da pater familias come segreto per una società vincente. Claudio Lotito si gode una Lazio da record. Non solo per i trofei alzati al cielo, ben sei dalla stagione 2008-2009 che ne fanno il club più titolato in Italia dopo la Juventus, ma anche per la sagace strategia adottata. La Lazio è l’unica squadra della Serie A ad aver mantenuto praticamente la stessa ossatura negli ultimi quattro anni. Era l’aprile del 2016 quando Simone Inzaghi approdava sulla panchina della prima squadra dopo l’esonero di Stefano Pioli. 

HOME MADE 
Doveva essere un “traghettatore” fino al termine del campionato, poi, complice il gran rifiuto di Bielsa nell’estate seguente, divenne il condottiero di quella stessa banda che oggi strappa consensi e non si pone limiti. Un progetto cresciuto anno dopo anno, improntato al rispetto del fair play finanziario. Dal 19 luglio 2004, giorno in cui Lotito divenne presidente, su 14 bilanci presentati dalla Lazio ben 10 sono risultati in attivo. Una gestione oculata e virtuosa, attenta a non fare mai il passo più lungo della gamba. Il fatturato che nel 2010 ammontava a 89 milioni di euro ha registrato un incremento del 37%, arrivando nel 2019 a 123 milioni di euro. 

VITTORIE E CONTI
Numeri che testimoniano un consolidamento progressivo anche lontano dal terreno di gioco. Anche il monte ingaggi è cresciuto: negli ultimi tre anni è raddoppiato e attualmente ammonta a 72 milioni di euro. Nella speciale graduatoria italiana la Lazio è settima, dietro alla Juventus, prima con 294 milioni di euro di stipendi, Inter con 139 milioni, e via via le altre: Roma (125), Milan (115) e Napoli (103). Valori che non si traducono automaticamente sul campo e a volte sono in antitesi con le prestazioni dei giocatori. Nella classifica “reale” la Lazio è terza con una partita da recuperare ad appena sei punti dalla vetta. Un risultato difficile da pronosticare ad inizio anno. La società non si è privata dei suoi top player come Luis Alberto e Milinkovic, corteggiati da mezza Europa. In passato, poi, quando ha perso dei punti di riferimento come de Vrij, Biglia, Felipe Anderson e Klose, li ha rimpiazzati con pedine all’altezza se non più forti come Acerbi, Leiva, Correa e Immobile. Negli undici titolari la squadra appare difficilmente migliorabile nella sessione invernale del mercato. Discorso diverso per la panchina: Vavro, Berisha, Andrè Anderson e Adekanye finora non hanno convinto. L’obiettivo Champions League, prefissato in estate, è alla portata dei biancocelesti, ma sognare qualcosa in più è lecito, soprattutto con qualche innesto. «No ai voli pindarici» ripetono dalle parti di Formello, mentre altri sussurrano: «Questa è una Lazio che non ha paura». ilmessaggero.it

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Lazio, mai così in 120 anni di storia: i numeri

La vittoria di Brescia ha fatto registrare l'ennesimo record stagionale, ma non solo. Inzaghi infatti ha eguagliato la striscia di vittorie consecutive realizzata dalla Lazio di Eriksson nella stagione 98-99, ma soprattutto ha stabilito una nuova vetta dopo 17 giornate di campionato. Nessuna Lazio, in 120 anni di storia aveva totalizzato 39 punti, neanche le due squadre scudettate. Mai aveva ottenuto 12 successi in 17 gare giocate, ad oggi la Lazio ha il record in Serie A con una striscia di 12 risultati utili consecutivi, rosicchiando 4 punti alla Juventus nelle ultime 4 giornate.

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Lazio, 120 anni in grande stile: la festa a Castel Sant’Angelo

120 anni da festeggiare in grande stile. La Lazio è pronta a vivere una notte speciale, fra l'8 e il 9 gennaio, in una location suggestiva. Se da una parte i tifosi festeggieranno a Piazza della Libertà, a poche centinaia di metri tutta la società (giocatori, allenatore, staff e dirigenti) aspetteranno la mezzanotte a Castel San'Angelo. Lotito infatti ha voluto fare le cose in grande: è riuscito a fermare per la serata il Mausoleo d'Adriano. La Lazio cenerà lì, verrà anche presentato il francobollo per i 120 anni del club biancoceleste. Sabato, nella gara delle 18:00 contro il Napoli verrà vestita la maglia celebrativa.

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Immobile ed il suo gemello diverso: Caicedo sempre più decisivo

Gemelli diversi e sempre più decisivi. Ciro Immobile e Felipe Caicedo mettono la firma, ancora una volta, sulla vittoria della Lazio. Doppietta per l’attaccante della Nazionale, la sesta in questa stagione, la 23esima in totale con la maglia biancoceleste. Due gol per consolidare il primato nella classifica marcatori: sono 19 finora i centri per il bomber di Torre Annunziata (l’ultimo a riuscirvi fu Antonio Angelillo nel 1959). Due gol per ambire a traguardi impensabili ad inizio stagione. Balotelli chiama, Immobile risponde. Il primo squillo al minuto 43 su calcio di rigore, procurato da Caicedo, placcato in area da Cistana. Palla da una parte, Joronen dall’altra. Il secondo al 91’ di destro su assist del “Panterone”. Cinismo e cattiveria sotto porta abbinate ad un lavoro “oscuro”, ma prezioso. La nuova Lazio a trazione anteriore con Correa mezzala vince e convince, anche senza Luis Alberto. 
VECCHIE ABITUDINI 
Anno nuovo, vecchie abitudini, soprattutto in zona gol. La formazione di Simone Inzaghi ha guadagnato 12 punti con le reti realizzate nell’ultimo quarto d’ora di gioco, almeno tre in più rispetto a qualsiasi altra squadra in questo campionato. Non solo, il dato più impressionante riguarda le reti segnate nei minuti di recupero. La Lazio è la squadra in Serie A ad averne segnati di più, ben sei: due da Immobile contro Brescia e Atalanta, uno da Luis Alberto contro il Cagliari, e tre da Caicedo contro Sassuolo, Juventus e Cagliari. L’ecuadoriano, poi, vanta un record particolare: ha messo lo zampino in tre degli ultimi cinque gol realizzati in campionato oltre il 90’ con due reti e un assist. Un asso nella manica che Inzaghi sta utilizzando con più continuità. Iomessaggero.it

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Immobile (primo Scarpa d’oro) va più forte di Higuain: 3 gol in più della stagione record

Ciro Immobile non si ferma mai. Il 2020 si apre con una doppietta: sono 19 gol in 17 partite di Serie A. La Lazio vola con Ciro. Nel mirino c’è il record di Gonzalo Higuain, che nella stagione 2015-2016 segnò 36 reti totali con la maglia del Napoli. Il Pipita, dopo 18 giornate (la Lazio è a 17 perché ha un match da recuperare, ndr) era a quota 16 gol, ma senza battere calci di rigore.

Immobile vola con la Lazio

La continuità di Ciro Immobile è incredibile: nel girone d’andata solo Valentino Angelillo aveva segnato così tanto in Serie A. Parliamo di sessant’anni fa. Oggi Immobile vuole battere il record di gol nel massimo campionato italiano che appartiene a Higuain: 36 reti totali. Davanti ci sono 21 partite a disposizione per togliere lo scettro di super bomber all’argentino, oggi alla Juventus. Può riuscirci. Con la doppietta di oggi, Immobile è ad un solo gol da Bruno Giordano, quarto bomber della storia della Lazio. Ma non solo: Ciro leader della Scarpa d’Oro. Il numero 17 laziale è tornato in testa alla speciale classifica, a pari merito con Lewandowski. Alle loro spalle ci sono Werner, poi Vardy. Settimo Messi. Corrieredellosport.it

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Un gennaio Champions tutto d’un fiato: parte il nuovo tour de force con l’Olimpico come alleato

Una Champions tutta d’un fiato per la Lazio. A gennaio il massimo sforzo. Riparte la corsa in campionato per la formazione di Inzaghi, con un tour de force che è tutto un programma. Che sia per l’Europa che conta o per qualcosa di più, solo il campo lo potrà confermare. Sette gare in trenta giorni, sei di campionato e una di Coppa Italia. Occhio perché, se i biancocelesti non fanno scherzi e rispettano il pronostico con la Cremonese il 14 gennaio, le partite a quel punto diventeranno otto con i quarti di finale della coppa nazionale previsti per la fine del primo mese dell’anno nuovo. Una gara ogni tre giorni per capirci. Insomma, non c’è da battere la fiacca anzi, smaltiti panettoni e torroni alla svelta, Immobile e compagni dovranno rimettersi in marcia senza un momento di pausa. Ed è da qui che il tecnico laziale ha già ricominciato a battere il martello tre giorni fa a Formello, poco prima dell’entusiasmante bagno di folla con oltre diecimila persone che hanno affollato il quartier generale biancoceleste Una favolosa risposta, ma anche una bella responsabilità. 
OLIMPICO ALLEATO 
Non è mai facile rimettersi in moto dopo una pausa e soprattutto come prima, ma la Lazio, anche per l’incredibile abbraccio che la gente le ha riservato il trenta dicembre scorso al centro sportivo, ha l’obbligo di ripartire da dove ha lasciato. Un bottino di otto vittorie di fila, con ben undici risultati utili consecutivi (il 25 settembre con l’Inter l’ultima sconfitta) che ha permesso ai ragazzi di Inzaghi di conquistare il terzo posto in classifica subito dietro a Juve e Inter con una gara da recuperare. Si riparte dal Rigamonti di Brescia, una partita facile sulla carta, ma secondo lo staff tecnico biancoceleste, l’insidia maggiore è proprio questa. Non c’è da fidarsi del rientrante Corini e dell’esuberante Balotelli, a maggior ragione del fatto che la Lazio affronterà questa sfida senza gli squalificati Luis Alberto e Leiva. Sarà la prima piccola emergenza stagionale. Superato l’ostacolo lombardo, i biancocelesti avranno un’occasione più unica che rara, visto che le successive cinque gare di campionato si giocheranno tutte allo stadio Olimpico. Non è mai accaduta una situazione simile. Una chance ghiotta da sfruttare al massimo per la Champions e, forse, per cullare qualche sogno impossibile. La prima partita tra le mura amiche sarà col Napoli, difficile ma non impossibile, poi la Sampdoria, per passare al fondamentale e, forse decisivo derby con la Roma il 26 gennaio, poi la Spal e il recupero della penultima d’andata del 5 febbraio col Verona. Un percorso tosto, non certo proibitivo. 
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