Un anno splendido. Un quadro da incorniciare e inserire tra i ricordi e le immagini più belle di sempre per i colori biancocelesti. Una marcia trionfale. Il 2019 per la Lazio è stato un anno coi fiocchi, due trofei, coppa Italia e Supercoppa italiana, e tanti successi importanti e diversi tabù sfatati. Il più lungo di tutti, quello di San Siro col Milan che durava da trent’anni. Probabilmente l’unica grande pecca è aver chiuso mestamente all’ottavo posto in campionato e non essere riusciti a raggiungere la qualificazione in Champions League. Il chiodo fisso del club e dei tifosi. Al di là dell’Europa delle stelle, però, il 2019 ha riacceso l’entusiasmo e riconsegnato tanti sorrisi nell’ambiente laziale. E’ stato l’anno più vincente per Inzaghi, forse il più significativo e celebrativo per Lotito che ha aggiunto altri due trofei in bacheca dopo gli altri quattro della sua gestione, con la chiusura al terzo posto in classifica dietro le due superpotenze Juve e Inter. Meglio non poteva chiedere il patron laziale che nell’ultimo decennio, 2009-2019, è riuscito a vincere più di Napoli, Roma, Inter e Milan messe insieme. Non solo. Gli ultimi dodici mesi hanno anche consacrato e confermato la crescita tecnica di giocatori importanti come Immobile, Luis Alberto e Milinkovic, vere colonne portanti dei successi laziali.
DISCESA E ASCESA
Senza dubbio è stato un anno magico, quasi irripetibile per quanto accaduto. L’inizio non fu dei migliori, anzi da un certo punto di vista è stato davvero traumatico con ben quattordici infortuni (record negativo di sempre), con le sconfitte con Napoli e Juve ad inizio anno, più l’eliminazione dai sedicesimi d’Europa League col Siviglia. Probabilmente, in quel momento, nessuno avrebbe scommesso un euro sulla Lazio e su quanto sarebbe accaduto da lì ai dieci mesi successivi. Già perché ci fu subito la riscossa nel derby, vinto con tre gol di scarto, il successo a San Siro sull’Inter, più la cavalcata trionfale in coppa Italia, costellata con altri due successi a San Siro, prima con i nerazzurri, poi col Milan. Nell’ultima settimana d’aprile, poi, la decisione, ammessa da poco da Inzaghi, di puntare diritti sulla coppa nazionale senza affannarsi in campionato. Il successo sull’Atalanta con le reti di Milinkovic e Correa il primo atto di un finale di stagione da ricordare. Si passa ai giorni nostri con la marcia trionfale in campionato. Un po’ di saliscendi iniziale, poi, sempre l’Atalanta con quella rimonta all’Olimpico da 0-3 fino al pareggio. Da quel momento la Lazio si è sbloccata del tutto e ha macinato gioco e successi, ben nove di fila, con l’ultimo sigillo della Supercoppa conquistata una settimana fa battendo la Juve. I bianconeri sconfitti due volte in quindici giorni, non accadeva dal 1942. Anche questo un ulteriore tabù cancellato. Adesso si riparte con un nuovo anno e la consacrazione per la Lazio sarà la qualificazione in Champions League. Solo così il cammino sarà del tutto completato. ilmessaggero.it