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Esordio con Supercoppa vinta, Leiva è l’antidoto alla Juventus

Lucas Leiva e la Juventus, un legame a doppio filo. Il brasiliano, appena arrivato a Roma ha battuto i bianconeri nella finale di Supercoppa Italiana del 2017, fornendo un passaggio importante per il rigore di Immobile e lasciando il posto all’eroe della serata Alessandro Murgia. Si è ripetuto poi pochi mesi dopo all’Allianz Stadium dove ha guidato i romani in una storica vittoria. Lasciato il Liverpool ha portato nella Città Eterna esperienza, gioco e maturità che gli hanno permesso di alzare al cielo anche la Coppa Italia lo scorso maggio. La Lazio come segno del destino inciso nella data di nascita: 9 gennaio per la Lazio, 9 gennaio per Lucas. Lo riporta La Gazzetta dello Sport

 

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Spedizione araba per rappresentare il calcio di Roma: inno della Lazio all’imbarco di Fiumicino

L'inno della Lazio diffuso dagli altoparlanti poco prima dell'imbarco e il taglio della torta al gate con tanto di brindisi ed un lungo applauso finale, hanno accompagnato e salutato oggi all'aeroporto di Fiumicino, tra la sorpresa e il divertimento di presidente, giocatori, allenatore e intero staff tecnico, la partenza della squadra attesa domenica a Riad per la finale di Supercoppa italiana con la Juventus. Parole di ringraziamento per la calorosa accoglienza, sono state quindi espresse al momento del brindisi da parte del patron Claudio Lotito. «Quella di oggi è una testimonianza di affetto che deve rappresentare per noi un'ulteriore sprone per dare il meglio, per dare il massimo. Siamo consapevoli – ha aggiunto – dell'importanza della partita. Motivo in più, questo, per dare soddisfazione ai tifosi». Molte sono state poi le richieste di selfie e autografi arrivate all'allenatore Simone Inzaghi e ai calciatori da parte di passeggeri e operatori aeroportuali di chiara fede biancoceleste incontrati durante il transito in aeroporto prima di raggiungere il gate dove, a sorpresa, sono quindi risuonate le note dell'inno della Lazio. Ilmessaggero.it

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Immobile-Juventus, tra dolci ricordi di Supercoppa e voglia di riscatto

Il morale rimane alle stelle, il sorriso è sempre smagliante. Perché conta il bene biancoceleste, perché Milinkovic, Luis Alberto e Caicedo non lo hanno fatto rimpiangere. Eppure ora Immobile vuole comunque tornare a segnare. Non gli era mai successo quest’anno di rimanere a digiuno in campionato due gare consecutive. A Cagliari e prima ancora con la Juve (tre, volendo considerare il Rennes in Europa League), Ciro ha sciupato qualche occasione e sbagliato un rigore. Ovviamente si perdona tutto a uno che è a quota 17 gol dopo uno strepitoso avvio di stagione, all’indiscusso capocannoniere. L’attaccante partenopeo però ha messo Riyad fra le sue mire, vuole conquistare un altro trofeo in biancoceleste e far pendere la vecchia cabala con la Juve a suo favore. Immobile senza nessun timore, leader in campo e sul palco alla cena di Natale, dimostra di non provare invidie, celebra l’eroe Caicedo e lo mette al centro dell’attenzione. Perché ogni elemento di questa squadra già da domenica sarà sempre più fondamentale. E allora vuole tornare decisivo, anche Immobile. Non è giù di condizione, può ritrovare subito la rete. Ha già segnato 5 volte alla Juve, due sono custodite nel cuore. Recentemente le ha sbandierate: «Per la finale di Supercoppa del 2017 eravamo carichi a mille. Partimmo subito forte con una mia doppietta, poi venimmo raggiunti da due bellissimi gol di Dybala. Pensavamo di perdere ai supplementari, non avevamo più energie, ma invece… (arrivò il 3-2 di Murgia al 94’, ndr). È stata l’apoteosi dell’emozione, del vincere un trofeo. Già assaporavamo la coppa ancor prima che finisse». Vuole fare il bis, Immobile, figuriamoci adesso che la Lazio ha sfatato pure il tabù casalingo dopo 16 anni con la Juve e si è ancora più specializzata nelle rimonte. Ilmessaggero.it

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Radu asso di Coppe: 5 trofei con la Lazio, il veterano è pronto per la decima finale

Stefan Radu è l'asso di Coppe della Lazio. Il romeno, oltre ad essere il veterano più longevo insieme a Lulic, è anche il giocatore che ne ha vinte di più: 5. 3 le Coppa Italia e due Supercoppa Italiana. 9 i tentativi, con 4 allenatori diversi: Rossi, Ballardini, Petkovic e ovviamente Inzaghi. Il centrale romeno ha giocato 12 gare in campionato in questa stagione, dopo che – ad inizio estate – sembrava essere ormai prossimo all'addio. In pochi mesi è cambiato tutto: dal reintegro in poi, è tornato ad essere un punto fermo e domenica, al decimo tentativo, vuole alzare da protagonista la sesta coppa con la maglia della Lazio.

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Supercoppa Italiana, rivoluzione in vista? Si pensa al modello Liga

Quella di domenica sarà la seconda edizione della Supercoppa italiana che sarà disputata in Arabia Saudita. Il contratto, firmato nel giugno 2018 dalla Lega con il Ministero dello Sport e la Sela Sport, prevede che, dopo la finale del 2018 e quella del 2019, ne venga giocata nello Stato arabo un’altra delle prossime tre. In realtà tra le parti, soddisfatte di come stanno andando le cose, sono già iniziati i contatti per arrivare a una nuova intesa, con tanto di rinnovo. E in quest’ottica, anche se lo scenario è prematuro, occhio a quello che potrebbe succedere con la formula della nostra Supercoppa. La Liga spagnola l’ha cambiata e a gennaio, dall’8 al 12, porterà a Gedda il Valencia (vincitore della Coppa del Re), il Real Madrid (non è arrivato in finale di Coppa del Re dove c’era il Barcellona, ma si è piazzato terzo nella Liga), il Barcellona (vincitore della Liga) e l'Atletico Madrid (secondo nella Liga) per assegnare il trofeo con due semifinali e una finale. Totale dell’incasso dagli arabi 30 milioni ovvero 10 a partita. La Supercoppa italiana attualmente ne frutta 7,5, ma di fronte alla possibilità di aumentare così tanto gli introiti, in via Rosellini un’approfondita riflessione sul format sarà fatta. Corrieredellosport.it

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Luis Alberto ‘Giocatore del mese’ per l’AIC: “Dedico il premio a compagni e tifosi”. Oggi controlli in Paideia…

Momento magico per Luis Alberto. In gol contro il Cagliari per il momentaneo pareggio, miglior assist man d'Europa. Il suo mese speciale è stato coronato dal premio dell'AIC, consegnato da Damiano Tommasi: “Premio che dedico ai miei compagni di squadra e ai tifosi, che ci sostengono ogni partita”. Miglior giocatore della Serie A di novembre, premio a dir poco meritato. Lo spagnolo oggi si sottoporrà a dei controlli in Paideia, visto il fastidio muscolare accusato nel finale di Cagliari-Lazio prima di pareggiare con un destro dal limite dell'area il match. Luis aveva anche chiesto il cambio, ma le sostituzioni erano ormai esaurite. Dopo la marcatura l'adrenalina ha preso il sopravvento e non ha sentito più nulla, oggi gli accertamenti clinici chiariranno il suo stato fisico.

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Zona Caicedo: 9 punti grazie ai suoi gol, il Panterone osa: “Scudetto!” (VIDEO)

Da zona Cesarini a zona Caicedo, il Panterone della Lazio è decisivo negli ultimi minuti. L'incornata di Cagliari per l'ottava vittoria di fila è la terza nel recupero, su 4 reti complessive. E' diventato uno specialista a tutti gli effetti, l'arma in più per la panchina di Simone Inzaghi. Sassuolo, Juventus e Cagliari, l'ecuadoriano ha di fatto consegnato 9 punti ai biancocelesti. Durante la cena di Natale di ieri sera inoltre, si è lasciato scappare quella parola “Scudetto”, in un simpatico siparietto con i commensali.

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Inzaghi sulle orme di Sven, l’allievo può eguagliare il maestro con 9 vittorie di fila

Simone Inzaghi e il suo maestro, Sven Goran Eriksson. L'allievo può eguagliare il suo mentore, vincendo contro in Brescia il 5 gennaio infatti, raggiungerebbe le 9 vittorie di fila della Lazio 98-99 guidata dallo svedese. La nona di Sven fu contro il Perugia, un secco 3-0 prima di interrompere la striscia di vittorie consecutive, Inzaghi avrà la trasferta di Brescia e poi ben 6 gare di fila all'Olimpico, fra cui il derby con la Roma.

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Tre gol subiti e 11 gol nell’ultimo quarto d’ora: la Lazio vince sempre nel secondo tempo

Le statistiche raccontano la crescita della Lazio, sotto ogni aspetto, in ogni suo dettaglio. Vediamo le seconde frazioni: i biancocelesti hanno subito solo 3 gol nei secondi tempi, due dalla Spal (Petagna, Kurtic) e uno – ininfluente – dal Lecce (La Mantia). Non è tutto, perché proprio nei secondi tempi, nello specifico nell'ultimo quarto d'ora di partita, la Lazio ha segnato come i top club europei: 11 gol. Stessa cifra raggiunta da City, PSG e RB Lipsia, primo in Bundesliga. La vittoria di Cagliari inoltre, è la quarta di fila in trasferta col medesimo risultato (1-2) e con il gol vittoria siglato nei minuti finali. Immobile a Firenze, Correa a Milano e le due perle di Caicedo, a Reggio e Milia a ieri, in Sardegna. Chiudere in crescendo è il dato più in controtendenza rispetto ad inizio stagione, quando la Lazio perdeva punti nei secondi tempi dopo 45' di occasioni sprecate per chiudere le gare.

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La Lazio, missione Champions sull’isola del tesoro

C’è un tesoro sull’isola. Dopo l’eliminazione dall’Europa league la Lazio cerca il bottino grande della Champions. Il ko contro il Rennes è scivolato via senza troppi drammi. Un sacrificio funzionale al progetto, nonostante la macchia di un’uscita anticipata. Ora però bisogna guardare avanti e puntare a restare in alto. Sarà una battaglia alla Sardegna Arena contro un Cagliari, le ultime gare lo dimostrano, che non muore mai e che soprattutto vuole riprendersi il quarto posto. Inzaghi ha martellato la squadra per tutta la settimana ribadendo l’importanza di guardare partita dopo partita. Domenica prossima c’è la finale di Supercoppa contro la Juventus a Ryad, facile cadere nel tranello di volgere lo sguardo più in avanti. Esiste solo il Cagliari ha urlato il tecnico biancoceleste durante ogni allenamento. 

UNA GARA ALLA VOLTA 
Neanche i risultati delle altre devono rappresentare una distrazione. La Lazio deve guardare solo a se stessa. In questo momento è fin troppo facile cadere in errore. I biancocelesti devono dimostrare di avere soprattutto la testa della grande squadra. La straordinaria prova contro la Juve ha esaltato tutto l’ambiente. Anche l’Italia pallonara si è finalmente accorta della reale forza della banda Inzaghi che ora ha tutti gli occhi puntati addosso. Il difficile viene proprio adesso. Dopo sette vittorie di fila i biancocelesti vogliono salire sull’ottovolante eguagliando così il record di Rossi e Pioli. Ma non solo perché la Lazio vuole consolidarsi sempre più al terzo posto mantenendo le promesse. Le stesse che in passato più volte non ha mantenuto. L’occasione è importante. E’ vero, sarà una battaglia senza esclusione di colpi ma i rossoblù hanno diverse assenze: oltre agli squalificati Olsen e Rog, Maran non potrà contare neanche su Birsa, Castro, Ceppitelli, Cragno e Pavoletti. «Sarà una partita difficilissima, troviamo un Cagliari che sta facendo benissimo, hanno un grandissimo entusiasmo, è una squadra di qualità, può mettere in difficoltà qualsiasi avversaria» ribadisce Inzaghi cercando di mantenere altissima la concentrazione ma soprattutto chiede «una bella reazione dopo il ko con il Rennes». Perché il segreto della Lazio è proprio nella testa. Finalmente c’è stata quella maturazione chiesta ma ora il rischio di tornare “piccoli” è alto. Per questo Simone vuole vedere la cattiveria che in Francia è mancata. Oltre al pericolo distrazione c’è anche quello legato al giallo. Leiva, Acerbi e Luic sono a rischio diffida. Fin qui nulla di grave se non fosse che il turno di stop verrà scontato il Supercoppa. Ecco perché anche su questo fronte Inzaghi ha martellato su un altro concetto: «Non ci faremo condizionare. I diffidati dovranno fare attenzione ma dovranno essere concentrati solo sul Cagliari». Tradotto: per una vittoria sarei disposto anche a perdere un pezzo. 

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