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Caicedo è diventato letale: due gol negli ultimi sette tocchi

Tra i grandi protagonisti della straripante vittoria contro la Juventus, tra le fila della Lazio c’è anche Felipe Caicedo. L’attaccante biancoceleste, come ormai gli capita spesso, è entrato nella ripresa e ha bucato la porta della squadra che si ritrovava di fronte. Il Panterone entra e graffia; è questa la legge che ha istituito l’ecuadoriano. E, come riporta il Corriere dello Sport, l’ex Espanyol lo fa anche in pochi tocchi. Sette, infatti, è la media di palloni giocati da Caicedo nelle ultime due partite giocate in cui è andato a segno consecutivamente: il gol decisivo del 2-1 contro il Sassuolo e quello del 3-1 che ha chiuso il big match dell’Olimpico di sabato scorso. Dieci sono stati i tocchi totali contro i neroverdi, addirittura solo quattro contro la Juventus ma abbastanza per trovare sempre la via del gol. Pochi palloni giocati per il massimo risultato e la fiducia di Simone Inzaghi che non gli è mai mancata.

lazionews.eu

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Scarpa d’Oro, Immobile resta al comando ma Vardy si avvicina

Ciro Immobile resta al comando della classifica del Pallone d'Oro. Robert Lewandowski resta a secco nel big match contro il Borussia Monchengladbach e viene raggiunto da Jamie Vardy, autore di una doppietta nel derby delle Midlands fra Aston Villa e Leicester. Di seguito la Top 10:

1 – Ciro Immobile (Lazio) 34
2 – Robert Lewandowski (Bayern) 32
2 – Jamie Vardy (Leicester) 32
4 – Erik Sorga (Flora Tallinn) 31
5 – Timo Werner (Lipsia) 30
6 – Ilia Shkurin (Energetik-BGU Minsk) 28.5
7 – Kamil Wilczek (Brondby) 25.5
8 – Lionel Messi (Barcellona) 24
8 – Erling Haaland (Salisburgo) 24
8 – Shon Weissman (Wolfsberger) 24

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L’evoluzione di Milinkovic, è un diesel non un abbaglio. Con questo sergente la Champions “ce sta tutta”

Come il Natale. Il Sergente quando arriva, arriva. Accarezza la palla, si gira e mira. E allora per tutti i laziali è una «Buona Domenica». Lo scrive Milinkovic in posa dopo la grande nottata, nel giorno dell’Immacolata. Lui adesso sembra il più bel albero mai realizzato a Piazza Venezia. Sergej è una statua, è l’icona di una Lazio che non deve chiedere altri regali al Babbo, perché ha ritirato fuori tutti i suoi gioielli più preziosi dal cassetto. Domandate ora alla Juve se c’è di meglio o se il prezzo di Milinkovic è ancora così alto? Agnelli non l’ha comprato a 90 e adesso l’ha pagato ancora più caro. E pensare che sabato sera il serbo sembrava quasi a disagio, dopo uno splendido aggancio sul solito lancio di Luis Alberto. E’ riapparso con un lampo matto che potrebbe brillare anche per il prossimo anno. Figuriamoci se poi, fra poco più di 10 giorni in Supercoppa, dovesse bissare un simile colpo basso a chi lo ha sedotto e abbandonato. Comunque per la felicità dei suoi tifosi e della Lazio, che ancora possono godersi il suo immenso talento. Milinkovic torna e non è un abbaglio. Ora è pure il giustiziere di Lotito, visto che lui ci ha sempre creduto: non lo ha voluto “svendere” ai ricatti della Juve, ma ha comunque rispettato il suo campione con un adeguamento (a 3,5 milioni) superiore depositato a fine estate. Qualcuno già assicurava che il suo cartellino si fosse svalutato, ma ecco la sorpresa di Sergej questo benedetto sabato. Si chiude un altro cerchio. L’ennesimo magnifico paradosso in serbo. 

MESSIA
Forse il peggiore per parte del match, ma poi il migliore al momento giusto. Con un guizzo magico e spietato, con le braccia di un’aquila e le gambe di un carrarmato, con lo sguardo da matto e il piede di un santo. D’altronde sempre a dicembre di due anni fa era nato questo Messia della Lazio. Alla vigilia ve l’avevamo detto, visto che anche contro l’Udinese con un assist Milinkovic era stato decisivo. Sergej si è solo evoluto, ha imparato a difendere senza offendere il suo dolce palato. Bada più al sodo, ma risponde anche al suo gusto e nelle ultime due giornate lo ha dimostrato con un assist per Immobile al bacio e un gol alla Juve capolavoro. Basta criticarlo, è tornato decisivo. A novembre era mancato tanto, s’era eclissato, a parte il gol contro il Lecce non era mai più finito nel tabellino. Ma un diesel deve carburare. Era già successo nell’anno della sua esplosione totale, quando iniziò con la Samp a segnare senza mai più smettere: collezionò 14 gol e 4 assist alla fine fra campionato e coppe, ma in quel 2017/18 era fermo appena a 2 reti e un passaggio decisivo a questo punto della stagione. Adesso zitto zitto è già a quattro centri e sei assist in 19 partite giocate. Inzaghi gli ha risparmiato solo l’ultima contro il Cluj perché Milinkovic è diventato fondamentale in mediana. Ora si riscatta pure sotto porta. Perché d’altronde alla vigilia aveva fatto la promessa al suo popolo di spalancarne una ancora più grossa: «La Champions? Ce sta tutta». Fategli fare tutti i prossimi giuramenti in romanaccio. Se dopo 16 anni ha riportato con la Juve il successo all’Olimpico, forse c’è un nuovo impero in serbo.  
Il messaggero

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C’è il derby di Manchester, ma è l’Olimpico il campo centrale in Europa

Il weekend europeo offre molte partite interessanti. In Germania la capolista M’Gladbach ospita il Bayern Monaco. In Gran Bretagna c’è forse il match più affascinante, il derby di Manchester: United – City. Ma il campo centrale d’Europa – come sottolinea il Corriere dello Sport, è quello di Roma. Nessun match del weekend totalizza così tanti punti. Da una parte la squadra campione in carica che punta il controsorpasso sull’Inter, dall’altra una Lazio reduce da 6 vittorie consecutive. Lazionews.eu

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Var, Ceferin propone una tolleranza di 10-20 cm per il fuorigioco

«Se hai il naso lungo, adesso sei in fuorigioco». Comincia così, con una battuta tagliente, la lunga intervista del presidente dell'Uefa, Aleksander Ceferin, al quotidiano Daily Mirror. Il numero 1 del calcio europeo propone una specie di tolleranza per il fuorigioco alla Var. «Anche le linee – dice – sono tracciate dagli addetti alla Var, che sono chiamati a intervenire soggettivamente su qualcosa di oggettivo. Discuteremo con la nostra divisione arbitri per mantenere una tolleranza di 10-20 centimetri sul fuorigioco». Per quanto riguarda il fallo di mani, Ceferin sostiene che «tutti i migliori allenatori delle squadre europee, quando il nostro capo degli arbitri Rosetti ha mostrato un caso di fallo di mano, si sono divisi: la metà ha detto si, l'altro metà invece no». «La regola non è chiara – aggiunge -: in Inghilterra la Var non viene quasi mai controllata, in Italia viene controllata per mezz'ora in ogni episodio. È un casino. Personalmente non sono mai stato un grande fan della Var ma, se diciamo che non verrà più usata, ci uccidono». «Va bene se non fischi qualcuno che si trova in fuorigioco per un solo centimetro – conclude Ceferin – perché il significato del fuorigioco è avere qualche tipo di vantaggio».

Ilmessaggero.it

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Inzaghi-Sarri, precedenti a favore del tecnico bianconero

Lazio-Juventus è anche Inzaghi contro Sarri. La scelta della continuità da parte della Lazio, contro una 'rivoluzione' tecnica da parte della Juventus. I due si sono già incontrati 4 volte e il bilancio sorride solo all'ex allenatore del Napoli, che proprio con i partenopei ha battuto il piacentino 3 volte. Nessuna vittoria per Inzaghi, l'unico risultato utile l'1-1 (Hamsik, Keita) del novembre 2016, al San Paolo.

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Ansia per Luis Alberto: la Lazio gestisce il suo recupero per la Juventus

Prosegue la preparazione del big match di sabato sera a Formello. La Lazio attende l'arrivo della seconda in classifica, la Juventus di Maurizio Sarri, per uno scontro al vertice. Inzaghi ha recuperato Leiva, che ieri ha lavorato regolarmente mettendosi alle spalle i fastidi della partita contro l'Udinese. C'è un pizzico di apprensione per Luis Alberto. Lo spagnolo ieri non si è allenato, ha pagato il triplice impegno dell'ultima settimana (era stato schierato anche con il Cluj in Europa League). Si spera sia solo un recupero più lungo per non rischiare risentimenti muscolari, ma oggi diventa determinante rivederlo a Formello. Senza 'Il Mago' la Lazio sarebbe costretta a cambiare volto, ma per adesso resta solo un'ipotesi da tenere sullo sfondo.

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​Caos Serie A, audio rubato dell’ad De Siervo: cori razzisti? Per non sentirli spegniamo i microfoni

Lega di Serie A sempre più nel caos. Non bastavano le dimissioni del presidente Gaetano Miccichè. Ora nella bufera c'è l'amministratore delegato Luigi De Siervo. Ancora una volta è un audio a creare scompiglio nella sede di via Rosellini a Milano. Dopo quello legato all'assemblea elettiva, ora ne spunta uno in cui l'ad De Siervo propone una soluzione tutta sua per i cori razzisti: spegniamo i microfoni direzionali, così gli ululati non si sentono.

A breve è prevista una conferenza stampa di fuoco di De Siervo. Che intanto si difende, sostenendo che l'ipotesi di spegnere i microfoni direzionali sarebbe stata una misura legata esclusivamente al prodotto televisivo. Del resto il giudice sportivo, per assumere le proprie decisioni, utilizza non gli audio diffusi dalla televisione, ma i rapporti scritti dagli ispettori della Lega.

Come atto dovuto, comunque, con ogni probabilità sarà aperto a breve un fascicolo di indagine sull'episodio dalla giustizia sportiva.

ilmessaggero.it

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Difesa blindata, cinque gare senza subire reti. In quattro con la stessa linea difensiva…

Uno dei fattori della Lazio terza in classifica, oltre al quartetto offensivo, è anche il reparto difensivo. Sono solamente 14 i gol subiti in campionato, che fanno dei biancocelesti la terza miglior retroguardia di questa Serie A. A fare impressione, però, sono i numeri riguardanti le partite a porta inviolata.

Come riportato dal Corriere dello Sport, con la vittoria contro l’Udinese, sono saliti a 5 i clean-sheet in questo campionato; come InterJuventus Verona. A simboleggiare l’equilibrio del reparto arretrato, è il fatto che in quattro delle cinque partite in cui i biancocelesti non hanno subito gol il terzetto difensivo era lo stesso: ovvero quello composto da Luiz Felipe, Acerbi Radu. Solo contro il TorinoPatric aveva sostituito l’italobrasiliano. A dimostrazione che Inzaghi ha trovato il giusto equilibrio nel reparto arretrato con uno specifico assetto. Lazionews.eu

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Inzaghi e la Juve, una sfida unica d’alta quota

 È iniziata la settimana che porterà alla quindicesima giornata di Serie A, dove le prime 4 della classe, InterJuveLazio e Roma, si affronteranno in sfide che promettono grande spettacolo e potrebbero già risultare decisive. I biancocelesti sono in un momento magico, una mole di gioco esaltante che ha portato a 6 vittorie consecutive e al terzo posto in solitaria in classifica. Sabato all’Olimpico arriverà la Juve, fermata dal Sassuolo in casa nell’ultimo turno e scavalcata dall’Inter ora in vetta al campionato. La voglia di riprendersi ciò che gli è stato tolto sarà tanta, magari sperando che la Roma giochi un brutto scherzo ai nerazzurri, ma affrontare gli uomini di Inzaghi in casa non sarà facile.

Come riportato dal Corriere dello Sport, da quando siede sulla panchina della Lazio il mister piacentino non ha mai affrontato la Juve da terzo in classifica. Uno stimolo in più, considerando anche che nelle ultime 7 giornate i capitolini hanno fatto meglio dei bianconeri collezionando 19 punti a fronte dei 17 di Bonucci e compagni. L’Olimpico inoltre è diventato un vero fortino e sarà difficile per gli uomini di Sarri scardinarlo. Nessuna sconfitta nelle ultime 8 gare tra le mura amiche in campionato, la striscia positiva più lunga dell’era Inzaghi che parte dal 3 a 3 di Lazio-Bologna dello scorso 20 maggio. Proprio valutando il percorso interno si può stilare un’altra classifica comandata dalla Juventus con 19 punti casalinghi conquistati solo 2 in più della Lazio che si trova al secondo posto con 17. A tutto ciò va aggiunta una solidità difensiva da grande squadra. Insomma, la sfida promette spettacolo e la Lazio è pronta a dimostrare di meritarsi un posto fra le grandi.

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