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È la Lazio di Luis Alberto: Inzaghi si gode il suo Re degli assist

Novembre, Luis Alberto s’accende in un istante. Ottavo minuto, tiro al volo. C’è la ribattuta sulla linea di Ferrari, ma per fortuna s’avventa Parolo come un avvoltoio. Succede tutto l’anno scorso all’andata contro il Sassuolo, in un pareggio che però stavolta non andrà ripetuto. Luis Alberto è tornato Mago, coi suoi piedi punta solo al successo. Serve subito un’altra vittoria per blindare il terzo posto ed approfittare di qualche passo falso delle concorrenti in questo turno. Inzaghi si coccola il suo spagnolo d’oro, alla fine lui è contento sia rimasto a Formello. Gli serviva, eccome, un po’ di riposo. Tra l’altro, non è stato convocato dalla Spagna, ma Luis Alberto ha fatto comunque colpo in patria. Venerdì ha ricevuto un prestigioso riconoscimento dalla Real Federacion Andaluza de Futbol (RFAF), che lo ha premiato come stella assoluta della selezione spagnola. Quella che lui vuole riprendersi di corsa, visto che è il re degli assist in Italia e il secondo in Europa. Chissà se potrà essergli utile il ritorno di Luis Enrique in panchina. L’ex allenatore del Barcellona lo aveva ignorato la scorsa annata, ma oggi Luis Alberto è tornato di un’altra pasta. Per questo a Cadiz ha ricevuto una targa, ritirata dalla mamma Loli alla cerimonia di gala. Ignorato dall’ex ct Moreno per gli impegni contro Malta e Romania, Luis Alberto è rimasto a curarsi a Roma. Alla ripresa ha smaltito l’ultimo affaticamento ed è tornato ad allenarsi con la squadra. Punta ad andare in doppia cifra con gli assist a Reggio Emilia: è a quota 9, un altro e sarà già cifra tonda in campionato alla tredicesima giornata. Gliene mancano in pratica quattro per superare subito il suo record in campionato (13 in 34 presenze) di due anni fa.

DIPENDENZA
A fine 2018 Luis Alberto si laureò con 18 assist e ben 12 gol fra campionato e Coppe. Sono le reti a fare la differenza rispetto a quella stagione. Va considerato però il suo arretramento in questo confronto. Allora era un trequartista puro, adesso è una mezz’ala che lega il gioco. Così lo spagnolo è fermo ancora al primo centro nell’ultimo derby di settembre pareggiato. Luis Alberto però può e deve fare meglio in questo senso, deve mirare e centrare lo specchio. Magari ci riuscirà proprio domenica contro il Sassuolo, anche se ogni suo assist vale già come un gol bello e buono. I suoi tocchi hanno contribuito ben 11 volte ai centri della Lazio. Non solo. Se i biancocelesti dipendono dalle reti d’Immobile per far risultato, da Luis Alberto non possono proprio prescindere le idee e il gioco. Ecco perché Inzaghi si è impuntato sulla sua permanenza (e lui sta comprando casa vicino l’Olgiata) in sede di rinnovo a giugno. Guarda caso in Europa la Lazio ha sempre pagato il suo mancato utilizzo: Luis Alberto è rimasto appena 69’ in campo e, in 37’ contro il Rennes, grazie a un suo assist, è arrivato l’unico risultato positivo. Ora la Champions dipende da un altro suo incantesimo.

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120 anni di Lazio, una lunga serie di festeggiamenti: i dettagli

Il 9 gennaio 2020 la Lazio festeggerà i suoi 120 anni. Il casa biancoceleste fervono preparativi per il grande giorno, ma non solo. Il compleanno sarà infatti contornato da una settimana di eventi importanti. Già il 22 dicembre infatti – giorno in cui si giocherà la Supercoppa Italiana in Arabia Saudita contro la Juventus – la Lazio sfoggerà una maglia celebrativa che ricorderà l'imminente compleanno. Il giorno 8 la Lazio giocherà in casa contro l'Hellas Verona, in questo caso è previsto uno spettacolo prima del match dedicato alla Polisportiva. In programma anche la visita al Papa: un incontro istituzionale con il Pontefice e uno con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Entrambi con data ancora da definire. La festa vera e propria invece, avverrà come al solito alla mezzanotte dell'8 gennaio, a Piazza della Libertà, dove i tifosi biancocelesti si ritroveranno per brindare al centoventesimo anniversario della Società Sportiva Lazio.

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Lazio, vietato abbassare la guardia: Inzaghi suona la carica a Formello

Vietato abbassare la tensione. Simone Inzaghi, durante l'allenamento pomeridiano di ieri, è passato dalle parole ai fatti. Il tecnico non ha gradito alcuni atteggiamenti, forse troppo morbidi dei suoi e ha gestito l'allenamento urlando e dimenandosi, anche platealmente. La Lazio ci è passata più volte, sul più bello ha sbagliato l'approccio e compromesso gli obiettivi. Inzaghi non vuole ripetere gli stessi errori e vuole tutti i suoi al massimo, a livello fisico, ma soprattutto mentale. L'ultima sfuriata di questo genere era avvenuta prima di Lazio-Atalanta, guarda caso, anche li dopo la pausa per le Nazionali. Vietato adagiarsi, la Lazio a Reggio Emilia deve riprendere da dove aveva lasciato, con la stessa intensità.

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Immobile l’extraterrestre, Roma ha un nuovo Re

Porta il trono sull’altra sponda, Ciro re di Roma. Supera Totti, a quota nove (in 59 gare) con l’Italia. Immobile non si ferma, raddoppia, anzi triplica. Sino a un mese fa non segnava da due anni e mezzo con la maglia azzurra: s’è sbloccato, timbra addirittura una doppietta con l’Armenia. Adesso sono 10 le reti in Nazionale alla 39esima presenza. E’ il segno che non sa fare solo con la Lazio la differenza. Ciro si riscatta con la tigna, non ci stava a essere una figurina. Qualcuno assicura che sia ancora Belotti il preferito del ct Mancini, il bomber partenopeo lo tormenta a suon di gol in vista dei prossimi Europei. Perché sarà pure vero che nel 4-3-3 Immobile fa più fatica a dare riferimenti, ma adesso per lui parlano numeri stratosferici. S’è chiuso un cerchio lunedì: proprio con l’Armenia s’era risollevata all’andata la polemica con i 90 minuti di Ciro in panchina. Nella partita successiva con la Finlandia, per Immobile è iniziata una nuova vita: s’avventa sul cross di Chiesa e fa centro, alleluja. La maledizione azzurra è finita. Immobile si toglie di dosso anche questo peso, era fondamentale per la Lazio. Perché l’anno scorso l’Italia aveva condizionato sin troppo il suo rendimento. Da quando a marzo 2019 era scoppiato il caso contro il Liechtenstein, Ciro aveva segnato appena 2 reti fra campionato e Coppe in 13 partite: soltanto un centro nel 2 a 2 col Sassuolo su rigore e un altro contro il Torino alla fine. 
IL MORALE 
A settembre, dopo 733 giorni, per Immobile è finito il digiuno. Da allora non smette di segnare più nemmeno in azzurro. Ha un’altra testa e una vena smisurata sotto porta. Adesso sono 19 i gol in 18 match (uno ogni 71’, oltre 6 assist) fra campionato, Coppe e Nazionale. Una media da extraterrestre, qualsiasi siano i colori e le circostanze. Ancora non può essere considerato un campione? Ieri a Formello è stato accolto da eroe, Ciro adesso non può riposare. Per fortuna ha saltato la prima sfida con la Nazionale, la stanchezza la supererà con questo morale. Ha promesso di voler vincere qualcosa nei prossimi mesi anche in biancoceleste. Coccoliamolo e ci farà vedere le stelle. Forse per questo, nonostante un contratto più volte rivisto, Lotito è pronto a ritoccargli pure l’ingaggio sino al 2025. Ilmessaggero.it

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Lewandowski, Kane e Immobile: il podio dei bomber europei. CR7 insegue…

I numeri di Ciro Immobile parlano chiaro, il fastidioso ritornello “non ha lo spessore internazionale dei suoi colleghi” è stato spazzato via. Ciro infatti, è terzo in Europa per gol segnati fra Nazionale e club, ultimo gradino di un podio di livello stellare. Comanda Lewandowski, con un numero senza senso: 27 gol fatti. Al secondo posto Harry Kane, che nonostante le difficoltà del Tottenham ha raggiunto i 20 gol stagionali. Terzo Immobile con 19, davanti ad un altro inglese, Raheem Sterling (18) e la coppia Belotti-CR7 (17).

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Milinkovic vale tanto: è tra i 100 giocatori più costosi

Sergej Milinkovic-Savic è pronto a riprendersi la Lazio. Ha giocato poco in Nazionale con la Serbia: appena 8’ contro l’Ucraina, un’ora di gioco nel match con il Lussemburgo. Il Sergente resta comunque uno dei giocatori più importanti nel suo ruolo. Lo dice anche la classifica di Transfermarkt: il noto sito di calciomercato mette il giocatore biancoceleste nella top 100 dei calciatori più costosi.

Lazio, il valore di Milinkovic-Savic

Milinkovic il pezzo pregiato della rosa della Lazio. Non è una novità, anzi. Lotito spesso ha valutato il gigante serbo 100 milioni di euro. Non vale così tanto per Transfermarkt, che indica 65 milioni, ma il prezzo è comunque alto. Nella lista dei 100 giocatori più costosi, Sergej occupa la piazza numero 57. La classifica è stata stilata valutando età, presenze in Nazionale e competizioni europee, i traguardi raggiunti, i trofei vinti e le aspettative di crescita. Posizione numero 57 condivisa con Lewandowski, Jorginho, De Gea, Aguero, Werner, Insigne e Marquinhos. Chi è il re dei giocatori più costosi? Kylian Mbappé, che viene valutato 200 milioni di euro. Secondo posto per Neymar (180 milioni), chiude il podio Salah (150). Nella top 10 figurano inoltre Kane, Hazard, Messi, Sterling, Griezmann, De Bruyne e Mané. corrieredellosport.it

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Super Ciro anche in azzurro: obiettivo top 10 dei marcatori

Decisivo con la Lazio, decisivo pure in Nazionale. Ciro Immobile sta attraversando un momento d’oro: 19 gol fin qui tra quelli realizzati con la maglia biancoceleste e quelli con l’Italia. E Ciro il grande non si vuole fermare: la doppietta contro l’Armenia lo lancia ancora di più nell’olimpo dei bomber azzurri. Non è finita: prima dell’Europeo ci saranno due amichevoli di lusso. Altre occasioni per segnare. Dieci gol in maglia azzurra, Ciro Immobile si è preso anche la Nazionale. Ci era finito pure lui nel vortice delle critiche dopo la mancata qualificazione al Mondiale 2018. Giusto due anni fa era titolare nelle 2 partite del play-off contro la Svezia, quelle che hanno sancito l’eliminazione definitiva dalla Coppa del Mondo a 60 anni dall’unico precedente. L’accusa: Immobile forte con la Lazio, scarso con gli azzurri. La realtà poi è stata un’altra: Ciro tra i volti della nuova Italia targata Mancini ha contribuito ad ottenere la qualificazione ad Euro 2020 con largo anticipo. E ha segnato in 3 occasioni: contro la Finlandia lo scorso 8 settembre e due volte contro l’Armenia. Immobile ha siglato il suo primo gol con l’Italia contro l’Olanda il 4 settembre del 2014. Era il gruppo di Antonio Conte ct. Da lì in poi ha marcato altre 9 reti, un bottino che gli permette di superare Francesco Totti e agganciare Cassano, Zola e Carapellese. L’obiettivo? Superare Levratto, Cevenini e Di Natale a quota 11, Magnozzi, Orsi, Pirlo e Casiraghi a 13. Record possibili già a marzo in amichevole. E poi? Il vero scopo è quello di volare nella top 10 dei più grandi marcatori della storia azzurra. Graziani e Vieri a 23, Altobelli, Inzaghi e Baloncieri a 25, Baggio e Del Piero a 27. Il podio dei super goleador è comandato da Riva (35), Meazza (33) e Piola (30). Una missione impossibile? No. Immobile a 29 anni può dare ancora tanto all’Italia. E pure la Lazio si augura che Ciro possa segnare sempre di più per continuare a volare. Corrieredellosport.it

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Numeri a confronto: Correa meglio di Keita, è la seconda punta più prolifica

Che Immobile-Correa sia il tandem più prolifico d'Europa non è più una novità. Da una parte i 14 gol di Immobile, dall'altra i 6 di Correa, con i quali l'argentino diventa – ad oggi – la migliore seconda punta dell'era Inzaghi. Il paragone è con Keita, che chiuse la stagione 2015/16 con ben 16 gol, ma in questo momento ne aveva fatti due in meno (4) in Serie A. Correa ha ¾ di stagione per superare l'ex primavera ed infrangere ogni record. Se il buongiorno si vede dal mattino…

 

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Lazio, vietato sbagliare dopo la sosta: la vittoria manca dal 2016

Il rientro dalla sosta per le Nazionali è storicamente complicato per la Lazio. La squadra, sotto la guida di Simone Inzaghi, ha vinto solo nel 2016 dopo gli impegni internazionali: contro il Genoa, finì 3-1. In questa stagione, dopo la prima sosta arrivò la sconfitta contro la Spal, dopo la seconda il pirotecnico pareggio per 3-3 contro l'Atalanta allo Stadio Olimpico. Il Sassuolo (senza Berardi, miglior marcatore neroverde) è un avversario ostico, basti pensare al precedente della scorsa stagione: 1-1, un pareggio maturato in un solo quarto d'ora di partita. Quella di Raggio Emilia sarà una trasferta particolare per Francesco Acerbi, il suo secondo ritorno da ex al Mapei Stadium, il primo dopo la scomparsa del presidente dei neroverdi Squinzi, al quale era molto legato.

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E’ l’Olimpico l’alleato per la Champions: 8 su 11 Inzaghi le gioca in casa

Casa dolce casa. Il possibile allungo Champions tra le mura amiche. Per la Lazio un’opportunità pazzesca da sfruttare e cogliere al volo. Nelle prossime undici partite di campionato, la formazione di Inzaghi giocherà ben otto volte all’Olimpico, dieci includendo le sfide col Cluj in Europa League e l’ottavo di coppa Italia il 15 o 22 gennaio con una tra Cremonese ed Empoli. Ma è quello che può succedere in campionato a far sgranare gli occhi. Mai, negli ultimi anni, era avvenuta una situazione del genere nel calendario, soprattutto nei mesi di dicembre e gennaio. Periodo dell’anno, di solito tosto e complicato per i biancocelesti, un po’ per la forma, per qualche infortunio di troppo e per l’alternanza di partite tra casa e fuori che rendevano il cammino più difficile del dovuto. Non che Immobile e compagni abbiano subìto tracolli o situazioni preoccupanti a cavallo tra il vecchio e nuovo anno nelle stagioni precedenti, ma difficilmente si riuscivano a creare occasioni per staccarsi dalle altre o per mettersi in qualche modo in sicurezza. Ma adesso le cose potrebbero cambiare e che possa essere la stagione buona per arrivare all’Europa che conta, lo si potrebbe intuire anche da questa circostanza favorevole dettata dal calendario. 
DISCESA LIBERA 
Negli ultimi anni, da quando c’è Inzaghi, in quel periodo della stagione, i biancocelesti hanno sempre mantenuto il quarto posto, ma con vantaggi in classifica piuttosto esigui, poi sciupati sistematicamente. Sulla carta è una chance importante da sfruttare soprattutto in questo senso, anche perché delle sette partite casalinghe, tre sono scontri diretti. Quella, eventualmente, più difficile è con la Juve il 7 dicembre, una sorta d’antipasto della Supercoppa italiana che andrà in scena il 22 a Riad. La partita coi bianconeri di Ronaldo avverrà dopo la gara, sempre interna, con l’Udinese il primo dicembre. In una settimana, infatti, la Lazio giocherà due volte nel proprio stadio. 

OCCHIO ALLE TRAPPOLE
Ma la chance più ghiotta ci sarà a gennaio e un pezzetto di febbraio, dove la formazione allenata da Inzaghi non partirà mai per andare a giocare in trasferta. Saranno tutte all’Olimpico. Tutte d’un fiato. Un vantaggio non indifferente, anche se bisognerà stare attenti alle cosiddette partite “facili”. Si partirà l’8 gennaio col recupero delle diciassettesima giornata col Verona, inizialmente prevista per il 22 dicembre, ma spostata per la Supercoppa con la Juve. Poi ci sarà l’ultima d’andata il 12 col Napoli, il giro di boa il 19 con la Sampdoria e il derby del 26 gennaio. Si proseguirà il 2 febbraio con la sfida con la Spal. Una piccola rivincita per quanto accaduta all’andata. Si chiude il 16 febbraio contro l’Inter. Di sicuro se la Lazio riuscirà a mantenere la stessa marcia casalinga avuta fino adesso, quattro vittorie e due pareggi, Roma e Atalanta, e quindi ad ottenere dai 15 ai 16 punti, Lotito e Inzaghi potranno quasi sentire profumo di Champions. Dopo quella con la Spal mancheranno sedici partite alla fine del campionato, ma è forte la sensazione che gran parte della Champions per la Lazio si giocherà tra la fine del vecchio e l’inizio del nuovo anno. Un’occasione irripetibile. Da non farsi sfuggire in nessun modo. Ilmessaggero.it