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Immobile, c’è qualcosa di mistico: 100 a San Siro come il mito Piola

No, non può essere soltanto una bella coincidenza. Deve esserci per forza qualcosa di mistico che spieghi come la Lazio e Immobile abbiano finito per combaciare come due pezzi di un puzzle. Luci a San Ciro per illuminare il talento di un attaccante che non smette di stupire. Generoso e testardo. Eccolo l’attaccante da cento gol in serie A. Un’altra perla di una collezione infinita e in continuo aggiornamento. Una capocciata a castigare Donnarumma. Sì Immobile è nel firmamento biancoceleste. E non ci è finito mica in un modo qualunque. No, perché il centesimo gol lo ha segnato esattamente nello stesso stadio e contro la stessa squadra contro cui arrivò in tripla cifra anche l’inarrivabile. Sì, proprio quel Silvio Piola vanto dei laziali e di tutta Italia. A pensarci bene anche la data è simile: 15 ottobre 1939. Ottanta anni e venti giorni dopo Ciro ha fatto anche di più mettendo il suo nome in un’altra casella con la scritta record. Piola fece 100 gol in 148 gare, Immobile ne ha impiegata una in meno. Coincidenze? No affatto. Perché il destino ha voluto che Ciro superasse anche Meazza, esattamente quel Peppìn a cui è intitolato San Siro. Dividevano il primato di 12 gol in 10 gare, Immobile ha fatto ancora meglio segnandone 13 in 11 partite. Meazza, invece, nei due campionati da record 1933/34 e 1935/36, si era fermato. Ciro è anche il più veloce della storia della Lazio a raggiungere quota 100 gol in biancoceleste: 1169 giorni, davanti a Signori, 1334, Chinaglia 1960, Piola 2226, Rocchi 2600, Giordano 3025. Non segnava a San Siro dalla tripletta nel 2017. Voleva questo traguardo e se lo è preso. Ci ha provato tre volte prima di riuscirci.

SETTEBELLEZZE
Prima la parata di Donnarumma, poi la traversa e infine ecco la pennellata su un quadro che vale 100. Perfetto il crossi di Lazzari, bellissima la girata di Ciro. Rete da bomber di razza. Va in gol da sette gare consecutive (Genoa 1, Bologna 2, Atalanta 2, Fiorentina 1 e uno al Milan appunto). E’ uno dei tre senatori della squadra. Gli è bastato poco per prendere i gradi. Nello spogliatoio è sempre quello che porta il sorriso. E passi se qualche volta ha esagerato contestando alcune decisioni di Inzaghi. E’ un sanguigno vuole sempre vinte e non ci sta a doversi arrendere. Ecco perché ha reagito male a quella sostituzione contro il Parma. Ha capito la lezione e quella rabbia l’ha trasformata in energia positiva. Milano e il Milan continuano ad incrociare la sua strada. Nel 2018 gli allora ad e ds Fassone e Mirabelli avevano provato a vestirlo di rossonero. Un lungo corteggiamento a suon di promesse e milioni. Esattamente 7,5 a stagione. Lotito disse no, Inzaghi contribuì in maniera determinante a blindare il suo bomber. Immobile ha ripagato tutti con gli interessi. Ilmessaggero.it

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Lazio e Roma di pari passo: stessi risultati dalla quarta di campionato in poi

Se una vince, l'altra la segue, stesso discorso per i pareggi e le sconfitte. Le due romane vanno di pari passo e, curosità, pareggiano e perdono anche nelle stesse giornate di campionato. Dalla quarta partita di Serie A fino a quella appena giocata, Roma e Lazio hanno lo stesso ruolino di marcia: cinque vittorie, due pareggi e una sconfitta. Il ko dei giallorossi è arrivato in casa contro l'Atalanta, quello dei biancocelesti – nella stessa giornata – contro l'Inter a San Siro. Un solo punto di distanza tra Roma e Lazio in classifica, per il ko della squadra di Inzaghi contro la Spal e la vittoria di Fonseca contro il Sassuolo nella terza giornata di campionato. Prima quindi di procedere allo stesso ritmo fino all'undicesima. 

Bologna-Roma 1-2 (vittoria)
Lazio-Parma 2-0 (vittoria)

Roma-Atalanta 0-2 (sconfitta)
Inter-Lazio 1-0 (sconfitta)

Lazio-Genoa 4-0 (vittoria)
Lecce-Roma 0-1 (vittoria)

Roma-Cagliari 1-1 (pareggio)
Bologna-Lazio 2-2 (pareggio)

Lazio-Atalanta 3-3 (pareggio)
Sampdoria-Roma 0-0 (pareggio)

Roma-Milan 2-1 (vittoria)
Fiorentina-Lazio 1-2 (vittoria)

Udinese-Roma 0-4 (vittoria)
Lazio-Torino 4-0 (vittoria)

Roma-Napoli 2-1 (vittoria)
Milan-Lazio 2-1 (vittoria)

I PROSSIMI TURNI DI ROMA E LAZIO 

Parma-Roma
Lazio-Lecce

Roma-Brescia
Sassuolo-Lazio

Lazio-Udinese
Verona-Roma

Inter-Roma
Lazio-Juventus

corrieredellosport.it

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Ciro e Luis al comando: capocannoniere e primo assist man in Serie A

Immobile capocannoniere e Luis Alberto leader nella classifica degli assist. Il momento straordinario della Lazio è ritratto fedelmente da queste due classifiche, che vedono i biancocelesti primeggiare senza rivali. Immobile ha firmato il centesimo gol con la maglia della Lazio, il numero 13 in Serie A, Luis Alberto ha messo in porta Correa per il gol decisivo che ha infranto la maledizione di San Siro. Settima assistenza in questo campionato. Il 'Mago' appare in una forma ottimale, ieri sera è stato votato come 'migliore in campo Sky' al termine della gara. Senza un apporto di alto livello di Milinkovic-Savic, lo spagnolo sembra essersi caricato sulle spalle il centrocampo.

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Immobile-Correa sul tetto d’Europa: è la coppia più prolifica

C'è una statistica interessante nascosta fra le pieghe di Milan-Lazio. I numeri infatti, dicono che Immobile-Correa è il tandem più prolifico d'Europa. Merito dei 13 gol in campionato di Ciro e del contributo prezioso (4 gol) di Joaquin Correa. Il totale è 17 reti in due in campionato, che vale il gradino più alto del podio. Come riporta LazioPage.com, i laziali si mettono alle spalle una serie di attacchi straordinari: al secondo posto la coppia del City,  Aguero-Sterling (16 gol), quella del Bayern  Lewandowski-Gnabry (16),Dembele-Depay del Lione (15) e anche Lukaku-Martinez dell'Inter (14). 

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Correa non si ferma più, è ancora lui l’anti-Milan: “Gol importante per tutti, che assist Luis…”

Segna solo al Milan, ma ci mette ancora una volta un'eternità. E' incredibile e benedettamente folle la partita di Correa. Sempre croce e delizia. Sempre sciupone sotto porta e poi decisivo a infilare Donnarumma e a centrare la vittoria dopo 30 anni in campionato al Meazza. Era ora di sfatare questa maledizione, ma quanta fatica. Correa segna la rete che vale il quarto posto in classifica, dopo un'incredibile risalita. L'anno scorso era stato fondamentale in Coppa Italia, stavolta ci riesce giocando praticamente da fermo nella ripresa. Anche nel primo tempo era stato poco reattivo, si era divorato due occasioni clamorose a tu per tu con Donnarumma. Un geniale Luis Alberto lo aveva già lanciato verso la porta, l'argentino non ha fallito la seconda volta. E' partito sulla linea del fuorigioco e l'ha messa nel sette, facendo saltare Tare e Lotito in tribuna. La Lazio forse ha disputato la peggior prestazione di questa settimana, ma c'ha messo tigna. Non solo quella d'Immobile, riecco la magia di Correa. 

Ilmessaggero.it

Dopo il triplice fischio di Milan-Lazio, l'attaccante biancoceleste Joaquin Correa è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

“Il gol di stasera è stato importante per tutti, il gruppo sta lavorando tantissimo ed al meglio. Stiamo lottando e, per questo motivo, la felicità per il successo di oggi è doppia. Il Milan vanta tanta qualità, magari non stanno attraversando un periodo buono, ma noi abbiamo svolto una buona gara con lo spirito giusto.

Quando siamo concentrati sullo stesso obiettivo, nascono prestazioni come quella di stasera. Luis Alberto mi ha servito l’assist dopo aver lottato su una seconda palla: complimenti allo spagnolo per il suo passaggio”. 

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Pioli-Inzaghi, il passato torna a sfidare il presente

Milan-Lazio di questa sera, domenica 3 novembre, sarà anche questo: il confronto tra Stefano Pioli e Simone Inzaghi. I due tecnici hanno vissuto fianco a fianco la stagione 2014/15 e quella 2015/16, il primo sulla panchina della prima squadra, il secondo al comando della Primavera. Simone Inzaghi il 3 aprile 2016 venne promosso alla guida della prima squadra a seguito dell’esonero dello stesso Pioli, allontanato dopo la pesante sconfitta per 4-1 contro la Roma.

PIOLI E LA RIVOLUZIONE MILAN – Stefano Pioli è l’allenatore del Milan dal 9 ottobre scorso,  dopo l'esonero di Giampaolo. Il Milan era fermo a soli 9 punti dopo ben 7 giornate di campionato. Da quando Pioli siede sulla panchina rossonera la squadra ha collezionato un pareggio contro il Lecce, una sconfitta contro la Roma e una vittoria contro la Spal.

SIMONE INZAGHI E LA SUA LAZIO – Dal 3 aprile 2016 il tecnico piacentino ha collezionato con la Lazio 2 trofei ovvero la Supercoppa italiana vinta contro la Juventus e la Coppa Italia di maggio scorso contro l'Atalanta. E' il secondo allenatore più vincente della Lazio, dietro solo ad Eriksson (9 trofei). In questa stagione, partita bene e proseguita tra alti e bassi, la Lazio sembra aver ritrovato la strada giusta. Infatti, il club biancoceleste arriva alla gara contro il Milan quinta in classifica con 18 punti dopo due vittorie consecutive (contro Fiorentina e Torino).

I CONFRONTI TRA I DUE TECNICI – Il primo confronto arriva il 21 dicembre del 2016 quando l’Inter di Pioli batte per 3-0 la Lazio di Inzaghi. E' l'unico confronto vinto dall'attuale allenatore del Milan. Dopo un mese e dieci giorni i biancocelesti del tecnico piacentino tornano a San Siro per sfidare l’Inter ai quarti di Coppa Italia e staccano il pass superando i nerazzurri per 2-1. Da quel giorno Inzaghi ha raccolto solo risultati positivi contro Pioli: altre tre vittorie e due pareggi. L'ultimo confronto tra i due risale alla passata stagione quando Fiorentina-Lazio terminò 1-1 al Franchi. 

Laziopress.it

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Come funziona il VAR: ecco il protocollo così come spiegato dall’AIA nel regolamento

Il sito calcioefinanza.it, anche alla luce delle polemiche che si susseguono in ogni turno di campionato, ha pubblicato l'intero protocollo VAR per il 2019/2020 così come  spiegato dall’Aia nel regolamento ufficiale, aggiornato all’agosto 2019. Ecco il testo completo.

Il protocollo VAR, per quanto possibile, è conforme ai principi e alla filosofia delle Regole del Gioco. L’utilizzo dei VAR (Video Assistant Referees) è consentito solo se l’organizzatore della gara / competizione ha soddisfatto interamente il protocollo VAR e i requisiti di implementazione (stabiliti nel manuale VAR) e ha ricevuto l’autorizzazione scritta da IFAB e FIFA.

Come funziona il Var, i principi
L’utilizzo dei VAR in gare di calcio è vincolato a una serie di principi, che devono essere applicati in ogni gara in cui è previsto l’utilizzo dei VAR.
Un VAR è un ufficiale di gara, con accesso indipendente ai filmati della gara, che può assistere l’arbitro soltanto in caso di “chiaro ed evidente errore” o “grave episodio non visto” in relazione a:

rete segnata / non segnata
calcio di rigore / non calcio di rigore
espulsione diretta (non seconda ammonizione)
scambio d’identità (quando l’arbitro ammonisce o espelle il calciatore sbagliato)

L’arbitro deve sempre prendere una decisione, ciò vuol dire che all’arbitro non è consentito omettere una decisione e poi utilizzare il VAR per assumerla; la decisione di consentire al gioco di proseguire dopo una presunta infrazione può sempre essere riesaminata.
La decisione iniziale assunta dall’arbitro non sarà modificata a meno che la revisione video non mostri palesemente che la decisione era un “chiaro ed evidente errore”.

Solo l’arbitro può iniziare una “revisione”; il VAR (e gli altri ufficiali di gara) possono solo raccomandare una “revisione” all’arbitro.

La decisione finale viene sempre presa dall’arbitro, o in base alle informazioni del VAR o dopo che l’arbitro ha intrapreso una “revisione sul campo” (OFR = On Field Review).

Non c’è un limite di tempo per il processo di revisione poiché l’accuratezza della decisione è più importante della rapidità nel prenderla.

Quando una decisione viene riesaminata, i calciatori e i dirigenti non devono circondare l’arbitro o tentare di influenzare il processo di revisione o la decisione finale.

L’arbitro deve rimanere “visibile” durante il processo di revisione per garantire trasparenza.

Se il gioco prosegue dopo un episodio che poi viene riesaminato, qualsiasi provvedimento disciplinare assunto / dovuto durante il periodo susseguente l’episodio non viene annullato, anche se la decisione iniziale viene cambiata (tranne il caso di un’ammonizione o un’espulsione comminata per aver interrotto un attacco promettente o un DOGSO).
Se il gioco è stato ripreso, l’arbitro non può effettuare una “revisione” tranne che per un caso di scambio d’identità o per una potenziale infrazione da espulsione relativa a condotta violenta, all’atto di sputare, mordere o per gesti estremamente offensivi e/o ingiuriosi.

Il periodo di gioco che può essere rivisto prima e dopo un episodio è determinato dalle Regole del Gioco e dal protocollo VAR.

Poiché il VAR controllerà automaticamente ogni situazione / decisione, non vi è necessità che gli allenatori o i calciatori richiedano una “revisione”.

Come funziona il Var, gli episodi revisionabili che cambiano la gara
L’arbitro può ricevere assistenza dal VAR solo in relazione a quattro categorie di decisioni / episodi che possono influenzare l’esito finale di una gara. In tutte queste situazioni, il VAR viene utilizzato solo dopo che l’arbitro ha preso una (prima / iniziale) decisione (compreso lasciar proseguire il gioco), o se un episodio grave non viene visto dagli ufficiali di gara.

La decisione iniziale dell’arbitro non sarà cambiata a meno che non ci sia un “chiaro ed evidente errore” (questo include qualsiasi decisione assunta dall’arbitro sulla base di informazioni ricevute da un altro ufficiale di gara, ad esempio: il fuorigioco).

Le categorie di decisioni / episodi che possono essere riviste nel caso di un potenziale “chiaro ed evidente errore” o “grave episodio non visto” sono:

Rete segnata / non segnata

infrazione della squadra attaccante nel costruire l’azione che ha portato alla segnatura o nel segnare la rete (fallo di mano, fallo, fuorigioco, ecc.)
• pallone non in gioco prima della segnatura
• decisione sul gol / non gol
• infrazione del portiere e/o del calciatore che esegue un calcio di rigore o ingresso in area prima dell’esecuzione di un calcio di rigore da parte di un attaccante o difensore che viene poi direttamente coinvolto nel gioco se il pallone rimbalza da palo, traversa o portiere

Calcio di rigore / non calcio di rigore

l’episodio del calcio di rigore (fallo di mano, fallo, fuorigioco, ecc.)
• pallone non in gioco prima dell’episodio
• posizione dell’infrazione (all’interno o all’esterno dell’area di rigore)
• calcio di rigore erroneamente assegnato
• infrazione da calcio di rigore non sanzionata
Espulsioni dirette (non seconda ammonizione)

DOGSO (in particolare il punto dell’infrazione e la posizione degli altri calciatori) • grave fallo di gioco (o contrasto imprudente)
• condotta violenta, mordere o sputare
• usare gesti offensivi e/o ingiuriosi
Scambio d’identità (cartellino rosso o giallo)

Se l’arbitro sanziona un’infrazione e poi ammonisce / espelle il calciatore sbagliato, l’identità del reo può essere riesaminata; l’infrazione in sé non può essere oggetto di revisione a meno che non si riferisca a un rete, un episodio da calcio di rigore o un cartellino rosso “diretto”.

Come funziona il Var, aspetti pratici
L’uso dei VAR durante una gara comporta le seguenti modalità pratiche:

Il VAR guarda la gara nella sala operativa video (VOR = Video Operation Room) assistito da un AVAR (Assistant VAR) e un operatore video (RO = Replay Operator)
• A seconda del numero di inquadrature delle varie telecamere (e di altre considerazioni) può essere prevista la presenza di più di un AVAR o di un operatore video
• Solo le persone autorizzate possono entrare nella sala operativa video o comunicare con VAR / AVAR / operatore video durante la gara
• Il VAR ha accesso indipendente e controllo dei replay delle riprese televisive
• Il VAR è collegato al sistema di comunicazione utilizzato dagli ufficiali di gara e può ascoltare tutto ciò che dicono; il VAR può solo parlare con l’arbitro premendo un pulsante (per evitare che l’arbitro venga distratto da conversazioni nella sala operativa video)
• Se il VAR è occupato con un “controllo” o una “revisione”, l’AVAR può parlare con l’arbitro soprattutto se il gioco deve essere interrotto o per assicurare che non venga ripreso
• Se l’arbitro decide di vedere il filmato, il VAR selezionerà l’inquadratura migliore e la velocità del replay; l’arbitro può richiedere ulteriori inquadrature / velocità.

Come funziona il Var, la procedura
Decisione iniziale:
L’arbitro e gli altri ufficiali di gara devono sempre prendere una decisione iniziale (compreso qualsiasi provvedimento disciplinare) come se non ci fosse il VAR (tranne per un episodio non visto)
• All’arbitro e agli altri ufficiali di gara non è consentito non assumere una decisione poiché ciò darebbe vita a un arbitraggio “debole / indeciso”, a troppe “revisioni” e a problemi seri se ci dovesse essere un guasto alla tecnologia
• L’arbitro è l’unica persona che può prendere la decisione finale; il VAR ha lo stesso status degli altri ufficiali di gara e può solo assistere l’arbitro
• Ritardare una segnalazione con la bandierina o un fischio per un’infrazione è ammesso solo in una situazione di attacco molto chiara quando un calciatore sta per segnare una rete o corre indisturbato dentro / verso l’area di rigore avversaria
• Se un assistente ritarda una segnalazione per un’infrazione, dovrà alzare la bandierina se poi la squadra attaccante segna una rete, le viene assegnato un calcio di rigore, un calcio di punizione, un calcio d’angolo o una rimessa dalla linea laterale o se conserva il possesso del pallone dopo che l’attacco iniziale è terminato; in tutte le altre situazioni, l’assistente dovrà decidere se alzare la bandierina o no, in base alle esigenze della gara.
Controllo:

Il VAR “controlla” automaticamente il filmato per ogni decisione / episodio di possibile o effettiva rete, calcio di rigore o espulsione diretta, o un caso di scambio d’identità, utilizzando diversi angoli di ripresa e velocità di riproduzione
• Il VAR può fare un “controllo” a velocità normale e/o al rallentatore, ma in generale, dovrebbero essere usati replay rallentati per situazioni come ad esempio: posizione dell’infrazione o del calciatore, punto di contatto per infrazione fisica e fallo di mano, pallone non in gioco (incluso gol / non gol); la velocità normale dovrebbe essere usata per l’“intensità” di un’infrazione o per decidere se c’è stato un fallo di mano
• Se il “controllo” non indica un “errore chiaro ed evidente” o un “grave episodio non visto”, di solito non è necessario che il VAR comunichi con l’arbitro: si tratta di un “controllo silenzioso”; tuttavia, a volte aiuta l’arbitro / l’assistente per gestire i calciatori / la gara se il VAR conferma che non si è verificato un “errore chiaro ed evidente” o che non si è verificato un “grave episodio non visto”
• Se è necessario ritardare la ripresa del gioco per un controllo, l’arbitro segnalerà chiaramente ciò tenendo un dito sull’auricolare e stendendo in avanti l’altro braccio con la mano a mostrare il gesto di attendere; questo segnale deve essere mantenuto fino al completamento del controllo poiché comunica che l’arbitro sta ricevendo informazioni (dal VAR o da un altro ufficiale di gara)
• Se il “controllo” indica un “errore chiaro ed evidente” o un “grave episodio non visto”, il VAR comunicherà queste informazioni (ma non la decisione che deve essere assunta) all’arbitro che deciderà se iniziare o no una “revisione”

Revisione:

L’arbitro può avviare una “revisione” per un potenziale “errore chiaro ed evidente” o un “grave episodio non visto” quando:
• il VAR (o un altro ufficiale di gara) raccomanda una “revisione”
• l’arbitro sospetta che qualcosa di grave non sia stato “visto”
• se il gioco è già interrotto, l’arbitro ne ritarda la ripresa
• se il gioco non è ancora interrotto, l’arbitro interrompe il gioco quando il pallone è in una zona / situazione neutra (di solito quando nessuna squadra è impegnata in un’azione d’attacco)
• in entrambe le situazioni, l’arbitro deve indicare che una “revisione” sarà effettuata mostrando chiaramente il gesto dello “schermo TV”
• il VAR descrive all’arbitro che cosa mostrano i filmati ma non la decisione da prendere, e l’arbitro poi:
• prende una decisione definitiva in base alla propria percezione e le informazioni
dal VAR e, se del caso, da ulteriori indicazioni degli altri ufficiali di gara
oppure
• va nell’area di revisione per vedere il replay del filmato – “revisione sul campo” – prima di prendere una decisione definitiva. Gli altri ufficiali di gara non rivedranno il filmato a meno che, in circostanze eccezionali, non sia l’arbitro a chiederglielo.
• Alla fine di entrambi i processi di revisione, l’arbitro deve mostrare nuovamente il gesto dello “schermo TV”, seguito immediatamente dalla decisione finale
• Per decisioni fattuali, ad esempio, posizione di un’infrazione o di un calciatore (fuorigioco), punto di contatto (fallo di mano / fallo), posizione (all’interno o all’esterno dell’area di rigore), pallone non in gioco, ecc., è solitamente sufficiente una revisione del VAR, tuttavia una “revisione sul campo” può essere intrapresa per una decisione fattuale se aiuterà a gestire i calciatori o la gara o “rendere pienamente credibile” la decisione (ad esempio una decisione cruciale nel finale della gara)
• Per le decisioni soggettive, ad esempio intensità di un contrasto falloso, interferenza in un fuorigioco, considerazioni su un fallo di mano, una “revisione sul campo” è spesso appropriata
• L’arbitro può richiedere differenti inquadrature delle telecamere / velocità di replay ma, in generale, il replay rallentato deve essere utilizzato per fatti come, ad esempio, la posizione di un’infrazione o di un calciatore, il punto di contatto (fallo di mano / fallo), la posizione (all’interno o all’esterno dell’area di rigore), pallone non in gioco (compreso gol / non gol); la velocità normale deve essere utilizzata per l’“intensità” di un’infrazione o decidere se c’è stato un fallo di mano
• Per decisioni/episodi relativi a reti, calcio di rigore/non calcio di rigore ed espulsioni per DOGSO potrebbe essere necessario rivedere la fase di gioco d’attacco che porta direttamente alla decisione / all’episodio; ciò può includere le modalità con le quali la squadra attaccante ha guadagnato il possesso del pallone • Le Regole del Gioco non consentono che le decisioni relative alle riprese di gioco (calci d’angolo, rimesse dalla linea laterale, ecc.) possano essere cambiate una volta che il gioco è ripreso, pertanto non potranno essere oggetto di revisione
• Se il gioco è stato interrotto e poi ripreso, l’arbitro può avviare una “revisione”, e assumere i provvedimenti disciplinari appropriati, per un caso di scambio d’identità o per una potenziale infrazione da espulsione relativa a condotta violenta, all’atto di sputare, mordere e a gesti estremamente offensivi e/o ingiuriosi
• Il processo di revisione dovrebbe essere completato nel modo più efficiente possibile, ma l’accuratezza della decisione finale è più importante della rapidità con cui la si prende. Per questa ragione, e poiché alcune situazioni sono complesse con diverse decisioni / episodi revisionabili, non esiste un limite di tempo massimo per il processo di revisione

Decisione finale:
“schermo TV” e comunicare la decisione finale
• L’arbitro poi assumerà / cambierà / annullerà eventuali provvedimenti disciplinari (laddove necessario) e riprenderà il gioco in conformità con le Regole del Gioco
Calciatori titolari, di riserva e dirigenti:

Poiché il VAR controllerà automaticamente ogni situazione / decisione, non vi è necessità che gli allenatori o i calciatori richiedano un “controllo” o una “revisione”.
• I calciatori, titolari e di riserva, e i dirigenti non devono tentare di influenzare o interferire con il processo di revisione, compreso quando la decisione finale viene comunicata
• Durante il processo di revisione, i calciatori titolari devono rimanere sul terreno di gioco mentre i calciatori di riserva e i dirigenti delle squadre devono rimanere fuori del terreno di gioco
• Un calciatore titolare, di riserva o sostituito o un dirigente che mostra insistentemente il gesto dello “schermo TV” o entra nell’area di revisione sarà ammonito
• Un calciatore titolare, di riserva o sostituito o un dirigente che entra nella sala operativa video verrà espulso
Validità della gara:

In linea di principio, una gara non è invalidata a causa di:

malfunzionamento della tecnologia VAR così come per la tecnologia sulla linea di porta (GLT)
• decisioni sbagliate che riguardano il VAR (dato che il VAR è un ufficiale di gara)
• decisione/i di non rivedere un episodio
• riesame/i di una situazione / decisione non revisionabile.

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Lazio, continuità è la parola d’ordine

Continuità. La cerca Inzaghi, la invocano i tifosi. Domenica a Firenze la Lazio ha ritrovato la vittoria che in campionato mancava dalla sfida contro il Genoa del 29 settembre, in trasferta addirittura dalla prima giornata a Marassi il 25 agosto. Stasera contro il Torino servirà proseguire sulla strada dei 3 punti per restare in scia del quarto posto. Attualmente lo occupa il Napoli con due punti di vantaggio, scavalcato da una Atalanta che corre a mille all’ora. Gerarchie stravolte. Oggi si sfideranno e bisognerà approfittarne. Per la Lazio è arrivato il momento di fare la voce grossa e dire la sua. Le partite contro Celtic, in Europa League e Fiorentina in campionato hanno certificato che la Lazio, al di là dei risultati ottenuti, ha carattere. La capocciata di Immobile all’ultimo minuto di una sfida complicatissima deve diventare il simbolo della mentalità da utilizzare in tutte le prossime gare. Vietato buttare altri punti. I biancoceleste ne hanno già lasciati troppi e in modo assolutamente sciocco. Non sarà facile trovare la continutà ma è quella la chiave di volta per dare l’assalto ad una Champions diventata quasi più un incubo che un sogno. Contro il Torino non sarà una gara semplice, i granata puntano molto sulla fisicità. Mazzarri, che non sarà in panchina per squalifica, è già a rischio e ha bisogno di punti per respirare. 
IL CARATTERE 
Negli ultime settimane Inzaghi è stato spesso bersagliato dalle critiche. Certo, i risultati fanno decisamente cambiare opinione ma è indubbio che qualche errore lo ha commesso pure lui. Simone si è sentito accerchiato, le parole del presidente Lotito di qualche settimana fa lo hanno pungolato nell’orgoglio e lui ha reagito. «Con la Fiorentina abbiamo vinto una partita molto importante per noi, ma abbiamo commesso diversi errori. Le critiche? Bisogna accettarle e vederle nel modo giusto. Un allenatore deve andare avanti con le proprie idee cercando di fare meno errori possibili. Si prendono tante decisioni, è importante credere in ciò che si fa e trasmettere questo ai ragazzi». Inzaghi sa benissimo che in questa stagione si gioca molto. A fine anno si tirerà una nuova linea per capire cosa fare. Soprattutto a fine anno si capirà se la Lazio è diventata grande o continua a navigare nell’adolescenza e nell’indecisione. 
 

TUTTI AGGRAPPATI AL 17
Tutti aggrappati a Immobile. Ciro, con i suoi gol, sta trascinando la squadra e la sta tenendo lì in zona Champions. Dieci gol in campionato, primo posto solitario della classifica marcatori e soprattutto ha raggiunto un mito come Chinaglia tra i bomber di tutti i tempi della Lazio. Ora vuole superarlo. Sopra di lui ci sono Rocchi, Signori e Piola. Vuole tutto. Punta i cento gol e la scarpa d’oro. Più della metà dei gol fatti dalla Lazio portano la sua firma, Inzaghi da ex attaccante sa bene quanto segnare aiuti a segnare ma nell’economia della squadra ha bisogno di «più gol da centrocampisti e difensori perché non si può essere Immobile dipendenti». Ciro non sta benissimo. Tra Europa League e campionato ha accusato un fastidio al ginocchio e un problema muscolare. Lunedì mattina in totale segretezza ha svolto gli esami medici in Paideia che hanno evidenziato uno stato di pre-lesione. Impossibile però farlo riposare. Ciro vuole esserci a tutti i costi contro la sua ex squadra. Sfida nella sfida con il compagno/rivale in Nazionale Belotti. Chiarito anche il quesito legato ai penalty: «Ciro è uil nostro rigorista». Tradotto, da oggi, se sta in campo, li tira tutti lui. Sì, anche al novantesimo. ILmessagger.it

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Lukaku chiude la corsia a Jony: lo spagnolo fa le prove da mezzala

Da esterno d'attacco a 'quinto', da quinto a mezzala. In pochi mesi di Lazio Jony ha già fatto quasi tre traslochi, alla ricerca di minuti importanti. La novità delle ultime settimane per lo spagnolo è il ruolo di mezzala, dove Inzaghi lo ha provato più volte in allenamento. Il tecnico è alla ricerca di un escamotage per avere più soluzioni. Il rientro di Lukaku infatti, spinge verso il centro Jony. “Sto valutando diverse opzioni, con il rientro di Jordan potrà capitare di vederlo come centrocampista”, ha commentato ieri il tecnico in conferenza. Fra l'altro, la poca continuità di Berisha (soprattutto a livello fisico, sempre meno affidabile) potrebbe facilitare l'inserimento dello spagnolo nel cuore del campo.

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Immobile-Belotti, sfida fra bomber azzurri

Immobile e Belotti, amici-nemici questa sera allo Stadio Olimpico. Sono i due centravanti più utilizzati da Mancini in Nazionale, hanno numeri simili, leggermente superiori quelli di Ciro. Entrambi sono arrivati a quota 11 gol stagionali, solo che Belotti li ha realizzati in 15 gare (considerando anche i turni preliminari di Europa League, mentre Immobile in 11 partite. Ciro, fra l'altro, è anche un ex della partita: ha realizzato 27 gol in maglia granata, in 47 partite.