Categorie
APPROFONDIMENTI

Non solo Vavro, domani tocca al mercato (Adekanye a parte)

Gran parte del mercato può tornare sotto esame: domani all’appello in campo potrebbe mancare solo il baby Adekanye. Perché Inzaghi a Glasgow schiererà davanti Correa-Caicedo, si riposerà – almeno all’inizio – Immobile. Poco importa che il Celtic Park sarà una bolgia e tutto esaurito, poco importa pure che questo possa essere considerato lo scontro diretto per il passaggio del turno. Simone prosegue la politica del turnover europeo. Così Vavro ritorna lì dove lo avevamo lasciato contro il Rennes nel secondo tempo: lo spilungone slovacco riparte dal centro, sarà Acerbi a spostarsi a sinistra per far emergere finalmente il difensore più caro (e ancora non sfruttato) dell’era Lotito. A destra riecco Bastos, con Lazzari recuperato come esterno. Anche l’ex Spal deve tornare a dimostrare il suo talento disperso lo scorso 25 agosto. Contro l’Atalanta s’era fermato per problemi allo stomaco nel riscaldamento, è recuperato. Per questo, al posto dello squalificato Marusic, non ci sarà il redivivo Patric, che pure se lo sarebbe meritato. Un po’ come Cataldi dopo l’ottimo secondo tempo di sabato. Invece Inzaghi vuole subito riabilitare Parolo al fianco del rientrante Leiva a centrocampo. Milinkovic è favorito su Luis Alberto. Spera di giocare anche Jony, è in vantaggio su Lulic, nonostante i dubbi sulla sua capacità di correre domani a tutto campo. Ilmessaggero.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Due settimane per ritrovare la migliore condizione: Inzaghi ritrova lo schermo Leiva

Il rilancio di Leiva potrà passare dal Celtic Park di Glasgow. Il brasiliano deve recuperare la migliore condizione, finora non si è espresso un po’ al di sotto dei propri standard. I problemi fisici durante il ritiro tedesco lo hanno evidentemente condizionato, per struttura fisica l’ex Liverpool ha bisogno di giocare, di ritmo, di allenarsi con regolarità. Contro l’Atalanta il numero 6 di Simone Inzaghi era squalificato a causa del rosso rimediato a Bologna, e al suo posto ha giocato Marco Parolo. Dunque, Leiva ha avuto due settimane e mezzo per allenarsi col gruppo a Formello, per riprendere il ritmo giusto, per affinare le armi in vista delle prossime partite. 

Nella stagione 2017-2018 era stato straripante, un perno fondamentale nelle due fasi, con le sue giocate in verticale aveva illuminato la manovra laziale. Nell’ultima annata gli spazi sono diminuiti, le avversarie hanno cercato sempre di chiudere gli spazi centrali come contromisura alle giocate biancocelesti, e per Leiva è diventato necessario far girare di più il pallone cercando con la squadra un palleggio veloce nello stretto per trovare fuori posizione i difendenti con una costante circolazione di palla. Inoltre, con Luis Alberto arretrato a mezzala, i compiti di contenimento di Leiva sono aumentati, dovendo diventare sempre di più un muro davanti alla difesa, per lasciare sempre più campo all’impostazione dello spagnolo, che orami spesso gioca sulla stessa linea del brasiliano in fase di possesso palla. Contro il Celtic si candida per la maglia da titolare in regia, nell’ottica di una rotazione costante con occhio attento al minutaggio. Gli scozzesi dovrebbero agire col 4-2-3-1 per insistere molto sulla trequarti difensiva laziale sfruttando tre elementi in grado di creare gioco. 

In quest’ottica lo schermo che può fornire Leiva acquisisce un’importanza ancora più grande. Il brasiliano ha collezionato sei presenze, tutte da titolare salvo a San Siro contro l’Inter, mentre in Europa ha giocato contro il Cluj in Romania. Leiva è un fulcro in campo e fuori per la squadra di Inzaghi, attualmente a 93 presenze con la casacca laziale insegue quota 100 in un match nel quale sarà importante combattere in mezzo al campo.

sslazio.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Vavro, è la tua occasione: Acerbi gli cede il posto e passa a sinistra

Denis Vavro si gioca molto a Glasgow. Il centrale slovacco finora è stato impiegato sempre in Europa League, mentre in campionato ha trovato spazi solo in alcuni spezzoni di gara (Sampdoria e Spal), tanto da essere penultimo nella lunga lista di nuovi arrivati in Serie A per minutaggio. Vavro ha giocato appena 86 minuti, come Bocchetti del Verona, solo Cetin (giovane centrale della Roma) ha fatto 'peggio' senza esordire neanche. Inzaghi pensa di schierarlo come centrale nella linea a 3, dirottando Acerbi sul centro sinistra, probabilmente per renderlo meno attaccabile dagli esterni avversari e per fargli guadagnare fiducia. L'esame di Glasgow sarà importante, un'occasione da sfruttare per dimostrare di essere all'altezza della Lazio.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Fallo di mano: breve guida per capire come va interpretata la nuova norma

C'è una pagina – per l'esattezza è la 91 del corposo "Regolamento del giuoco del calcio" curata dal settore tecnico dell'Associazione italiana arbitri – che è dedicata al fallo di mano e alla sua disciplina in base agli ultimi aggiornamenti. Il caso De Ligt in Juventus-Bologna è solo l'ultimo di una serie di episodi che hanno fatto discutere nelle prime otto giornate di questo campionato. Andiamo ad analizzare il regolamento e la sua applicazione, per cercare di fare chiarezza. Proprio ieri sera, durante Brescia-Fiorentina, abbiamo assistito alla prima applicazione di una delle specifiche introdotte dalle nuove regole. Tra i primi punti si legge: "È un’infrazione se un calciatore ottiene il possesso / controllo del pallone dopo che questo ha toccato le sue mani / braccia e poi crea un'opportunità di segnare una rete". È esattamente quello che è successo a Tonali che, al 4' fa rimbalzare la palla sul proprio braccio, sviluppa l'azione con Donnarumma che poi serve ad Aye la palla gol. L'arbitro Calvarese dà il gol ma viene richiamato dal Var Di Paolo. Dopo la review annulla il gol con una decisione corretta che rappresenta una prima volta in questo campionato. Quanto ai casi da rigore, i più discussi anche in queste prime otto giornate, la discriminante principale è una: la posizione delle braccia. Insomma: pallone su braccia aperte rispetto al corpo, pallone su braccia chiuse lungo il corpo. Nel primo caso il testo specifica: "È di solito un'infrazione se un calciatore tocca il pallone con le mani/braccia quando queste sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo". Regola base, che richiama – tra i casi più recenti, quello del rigore concesso al Lecce nella sfida di domenica sera contro il Milan a San Siro: Conti cerca il pallone di testa ma va a impattare con il braccio destro decisamente aperto in avanti. Non basta, il regolamento continua: "L'infrazione si concretizza anche se il pallone tocca le mani-braccia provenendo dalla testa o dal corpo, piedi compresi di un altro calciatore vicino". Sembra la fotografia di quanto accaduto in Fiorentina-Napoli, prima giornata. Zielinski in area è davanti a Castrovilli col braccio largo in modo innaturale, il pallone dalla gamba del secondo batte sul braccio del primo. C'è il rigore, e viene dato. Altro caso da infrazione per il regolamento "se il calciatore tocca il pallone con mani/braccia quando queste sono al di sopra dell'altezza delle sue spalle (a meno che il calciatore non giochi intenzionalmente il pallone che poi tocca le mani / braccia)". Attenzione, perché in quell' "a meno che…" è racchiuso tutto il discusso caso De Ligt di sabato scorso in Juventus Bologna. L'episodio al 93': De Ligt su cross di Skov Olsen prova a liberare la propria area e sfiora il pallone per giocarlo. Lo tocca, e mentre cade gli finisce sul braccio: il rigore non c'è. Il regolamento viene poi su altri casi. Non è un'infrazione, si legge, se il pallone tocca mani/braccia del giocatore "se proviene direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) di un altro calciatore che è vicino". È il caso di Cagliari-Brescia, alla prima giornata: su calcio d'angolo Cerri salta, manca la palla che viene intercettata di testa da Chancellor che è alle sue spalle. Il braccio di Cerri, che in quel momento dà la schiena all'altro giocatore, è sfiorato dal pallone. Abbattista dà il rigore al Brescia, ma è un errore.

gazzetta.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Digiuno spezzato, ora Correa non fermati!

Dopo un digiuno di due mesi, Correa è tornato al gol. Come riporta la Gazzetta dello Sport, la sua unica marcatura in questa stagione risaliva, prima della rete di sabato all'Atalanta, al 25 agosto contro la Sampdoria  a Genova, nella prima partita di campionato. Dopo essersi laureato capocannoniere delle amichevole estive, il Tucu ha fatto fatica a segnare, nonostante il minutaggio in campo. Il gol dell'Olimpico non può cambiare improvvisamente il giudizio dell'avvio di stagione dell'argentino, ma la rete contro i bergamaschi è frutto della tecnica e della determinazione dell'attaccante: ed è questa la novità per lui, al quale gli si "rimproverava" di fare solo marcature "belle" e mai "cattive", mentre quella di sabato è stata fondamentale per il pareggio acciuffato in rimonta dai biancocelesti. Dopo il momento delicato, dovuto anche alla recente scomparsa della nonna, il Tucu non deve fermarsi ed Inzaghi è intenzionato a schierarlo titolare anche giovedì a Glasgow in Europa League. Laziopress.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Non solo Immobile, Strakosha e Correa si riscattano

Tre pedine si muovono insieme a Re Immobile per fare scacco matto. Inzaghi rimonta un match folle, che sembrava perso sino al sessantanovesimo, anche e sopratutto grazie a un uomo per reparto. Come a Bologna, è Stakosha a tenere in gioco sino all’ultimo la Lazio. Per più di un’ora c’è un tiro al bersaglio, lui è incolpevole su ogni gol preso. Anzi, sin da subito è Thomas a evitare il peggio. Salva su Pasalic col piede su un tiro da un metro, è strepitoso d’istinto su una punizione di Marinovskyi in volo. E’ decisivo in assoluto nel finale su Gomez: sarebbe senz’altro finita 4 a 2 per l’Atalanta se il portiere non fosse rimasto in piedi sullo scavetto dell’argentino. Strakosha para quasi di petto e può mostrarlo fiero, visto che poco dopo Immobile trova col secondo rigore il pareggio. E pensare che per il portiere si temeva il contraccolpo psicologico, nella penultima gara con la sua Nazionale una sua uscita sciagurata al 90’ aveva costretto l’Albania a dire definitivamente addio al prossimo Europeo. Thomas fuori dai pali e coi piedi rimane pericolo, ma in porta dimostra ancora d’essere un valore aggiunto. In ogni rimonta biancoceleste c’è almeno un pezzo del suo guanto. 
RISCATTO
Peccato che al Dall’Ara Correa non abbia sfruttato la sua mano, almeno però l’altro ieri ha trovato un mezzo riscatto. Si sblocca e bacia il cielo. Finalmente può dedicare il gol alla nonna scomparsa da qualche giorno. Non c’era riuscito a Bologna dal dischetto, aveva fallito il rigore ed era finito sul patibolo. Correa stavolta fa centro e trova il riscatto. Inizia timido e fumoso, purtroppo come al solito. Non aiuta la squadra, non la fa salire, dribbla a vuoto. Si sveglia per fortuna nel secondo tempo e, dopo aver fallito la prima chance calcando alle stelle davanti a Gollini, la mette all’incrocio. Un siluro mirato. Correa non segnava dalla prima giornata contro la Sampdoria, pur essendo il giocatore che più tira in serie A. Praticamente uguale a Ronaldo la sua media, peccato sia diversa la riuscita. Stavolta Correa la mette in porta, ma poi si divora un’altra rete di testa. Gollini gliela para, ma lui era tutto solo al centro dell’area. Meno male che ci pensa Immobile a salvare testa e coda. 
PASSAGGIO
Secondo penalty della partita conquistato e stravolta trasformato. Trovato grazie all’ennesimo filtrante perfetto di Milinkovic, l’unico biancoceleste a scendere dall’inizio veramente in campo. Pronti via, Sergei dribbla tutti e sbatte sul muro orobico, poi gioca da solo nel deserto dei compagni per un tempo. Non è un caso che i suoi numeri siano quasi un monopolio: appaia Immobile e Acerbi rispettivamente in occasioni create (3) e duelli aerei vinti (5), è il migliore per tocchi di palla (77), velocità media (7,9 km/h), duelli totali vinti (10) e disimpegni (4). Sotto porta l’Atalanta era la sua vittima preferita, stavolta Sergej non riesce a trovare la rete per la quinta volta, ma dai suoi piedi parte ogni iniziativa. Fa a spallate e da solo interdizione in mediana. Luis Alberto è un fantasma, così è sempre Milinkovic quello che lancia. Se Immobile è il re della giornata, Inzaghi deve coccolarsi pure i tre fanti che l’hanno resa meno amara. Ilmessaggero.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Ciro, scatta il primo bonus: 110 mila euro per i 10 gol stagionali

Immobile continua la sua scalata nella classifica marcatori della Lazio. La doppietta all'Atalanta lo ha portato a quota 96 gol, Rocchi (105) si avvicina. Non solo il record, perché Ciro (capocannoniere del campionato) ha raggiunto quota 10 gol nella stagione (9 in Serie A e 1 in Europa League) raggiungendo il primo bonus stagionale. Nel suo contratto infatti, vengono premiati i 10, 20, 30 e i 40 gol da bonus specifici. Il primo step è stato fatto, a Immobile verrà riconosciuta la cifra di 110 mila euro. E' solo l'inizio.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Segnale da Cataldi, ora c’è anche lui

Ha dato la risposta più importante nella partita più delicata: Danilo Cataldi entra e la Lazio pareggia in rimonta contro l’Atalanta. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il suo ingresso ha aiutato a riportare gli equilibri persi nel primo tempo, recuperando palloni e battendo i calci piazzati, prendendosi le sue responsabilità a beneficio delle mezzali. Fino a ieri aveva giocato 89 minuti, di cui 76 in Europa League, in formazioni condizionate dal turnover, situazioni difficili per valorizzare un patrimonio che viene dalla Primavera.  Ilmessaggero

Categorie
APPROFONDIMENTI

Lotito non ammette più amnesie, Inzaghi sotto pressione

Barra dritta sulla Champions. Inzaghi non ha più bonus da giocarsi. Alla ripresa la Lazio è attesa da un poker da quarto posto: Atalanta, Fiorentina, Torino e Milan. Vietato sbagliare ancora. Il tecnico biancoceleste è nel mirino del presidente Lotito che non ha gradito gli ultimi risultati della squadra. Troppi errori e soprattutto poco carattere. Caratteristica, quest’ultima, che poco si addice al patron biancoceleste. Lui da sempre uomo di battaglia non può certo rispecchiarsi in una formazione timorosa. Eh già perché è proprio questo il più grosso neo degli uomini di Inzaghi. La poca cattiveria ha impedito di chiudere partite già vinte consentendo clamorose rimonte agli avversari. E non è certo cronaca degli ultimi mesi. Anche la passata stagione ha annoverato episodi molto simili. Il presidente ora però non fa più sconti. Né al tecnico né ai calciatori. Perché questo è il momento di dare. Le concessioni, soprattutto dal punto di vista degli stipendi, sono state fatte. Ora va ripagata la fiducia con i risultati. E non certo vittorie qualunque, ma adesso è il momento di prendere la laurea. Laurearsi significa andare in Champions League. 
UOMO AVVISATO
I due soli punti conquistati tra Roma, Inter, Spal e Bologna hanno già fatto voltare la stagione. Il tempo per ritrovare la retta via c’è ma non sono ammesse altre amnesie. Lotito lo ha fatto capire a chiare lettere ai giocatori. E’ arrabbiato perché è convito che finora la squadra non abbia assolutamente reso per come potrebbe. Troppe distrazioni. E allora ecco l’aut aut. Si è sempre dichiarato un pater familias e come tale ha riunito tutti intorno ad un tavolo per dire la sua. In particolare modo a Inzaghi. Un figlioccio come lo ha definito tempo fa. In estate gli ha rinnovato il contratto dopo un tira e molla e lunghi silenzi. Qualche leggera frizione è rimasta ma nulla di insanabile. Ma alcune crepe, si sa, possono portare alla rottura. Ecco che allora è meglio intervenire quando si è in tempo. Il classico discorso dell’uomo avvisato mezzo salvato. A fine anno si tracceranno le somme in base ai risultati ottenuti. E’ dovere di tutti remare dalla stessa parte per ottenere quello per cui la Lazio è stata costruita: la Champions. 

Categorie
APPROFONDIMENTI

“Rischio appiattimento per scelte sempre uguali”? I numeri dicono che Inzaghi ha già coinvolto quasi tutti

Impegni ravvicinati, con campionato ed Europa League da disputare, hanno obbligato Simone Inzaghi al turnover, cercando di impiegare tutti i giocatori della rosa a disposizione. L’unico ad aver fatto filotto, con 9 presenze su 9, 810minuti sul campo, è Thomas Strakosha. Il portiere biancoceleste domina la classifica degli “stakanovisti”, ma scopriamo chi c’è dietro di lui.

I numeri

Sul secondo gradino degli intoccabili troviamo Francesco Acerbi, 790 minuti per il leader della difesa, i 20 minuti che non gli permettono di fare bottino pieno sono quelli precauzionali di Marassi in vista del derby. Sulla linea mediana spicca Luis Alberto con 642′. “Magic Luis” è il centrocampista con più gettoni in questo avvio stagionale. Nel parco attaccanti è Correa a stare avanti, anche se di soli 7′, su Immobile (614′ contro 607′).

Classifica delle presenze

Portieri: Strakosha 810′ minuti (100%); Guerrieri e Proto: 0 minuti;
Difensori: Acerbi – 790′ (97,5%); Radu – 540′ (66,6%); Luiz Felipe – 461′ (56,9%); Bastos – 339′ (41,8%); Vavro – 242′ (29,8%); Patric – 48′ (5,9%); Silva e Armini: 0 minuti;
Centrocampisti: Luis Alberto – 642′ (79,2%); Milinkovic – 625′ (77,1%); Lulic – 605′ (74,6%); Lazzari – 515′ (63,5%); Lucas Leiva – 496′ (61,2%); Parolo – 440′ (54,3%); Marusic – 295′ (36,4%); Jony – 205′ (25,3%); Berisha – 137′ (16,9%); Cataldi – 89′ (10,9%); Lukaku: 0 minuti;
Attaccanti: Correa – 614′ (75,8); Immobile – 607′ (74,9%); Caicedo – 366′ (45,1%); Adekanye – 14′ (1,7%).

Lazionews.eu