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Lotito evita la stangata, ora si procederà con le responsabilità individuali

Chiusura di tutta la curva Nord oltre a una multa di 20 mila euro. In particolar modo nel dispositivo emesso dalla Uefa viene scritto che verranno chiusi i settori 46, 47, 48 e 49 sia nella parte alta che nella parte bassa. Tradotto la curva Nord. Inoltre nel comunicato è espressamente sottolineato che in caso di nuove intemperanze dei tifosi biancocelesti si interverrà con la chiusura immediata di tutto lo stadio per uno o più turni. Dispositivo che da Nyon avevano deciso di pubblicare ufficialmente oggi per via del caos internazionale scoppiato dopo le gare di qualificazione ad Euro 2020tra Francia e Turchia e Bulgaria e Inghilterra. Piccolo qui pro quo con la Lazio che, ricevuta la sentenza (la Uefa manda prima ai club), ha pubblicato sul proprio sito un comunicato di risposta al dispositivo che però era ancora nei cassetti di Nyon e non ancora ufficiale. Tutto sommato si è trattato di una sentenza molto soft. Il timore, oltre al rischio maggiore, era quello di avere una gara a porte chiuse da subito. Ossia nel match del 7 novembre contro il Celtic. Una decisione che però ha tenuto conto della netta condanna espressa prontamente dalla società biancoceleste nei confronti degli odiosi atti razzisti compiuti da pochi irresponsabili. La tolleranza zero del presidente Lotito è stata apprezzata dalla Uefa che ha usato la mano morbida nonostante sul club laziale su pendesse già una recidiva. Infatti proprio contro il Rennes i biancocelesti scontavano la chiusura di un settore proprio per i saluti romani fatti da un gruppetto di laziali a Siviglia in occasione della gara di ritorno dei sedicesimi di finale della passata edizione dell’Europa League. 
DASPO E SCOZZESI
Il giorno dopo l’apertura del fascicolo da parte degli ispettori del massimo organismo europeo il numero uno laziale aveva immediatamente condannato tali comportamenti rendendosi disponibile a collaborare per l’individuazione dei responsabili. Sono stati visionati tutti i filmati delle telecamere a circuito chiuso dell’Olimpico e incrociato i nominativi con quelli sui tagliandi. Alcuni nomi sono già sul tavolo della Questura e della Digos che nei prossimi giorni procederanno con denuncia e Daspo. La società, inoltre, come si legge nel comunicato «ribadisce la propria intenzione di perseguire penalmente e civilmente i responsabili di manifestazioni inaccettabili che provocano non solo gravissimi danni all’immagine ed al patrimonio della Lazio ma che penalizzano pesantemente la stragrande maggioranza di una tifoseria da sempre estranea e contraria alle intemperanze razziste di una sparuta minoranza». Oltre a questo la Lazio, che vuole difendere la «reputazione e tradizione del club» si riserverà di espellere i colpevoli dallo stadio come consentito dal codice etico firmato da tutte le società. Dunque nella gara interna del 7 novembre contro il Celtic i biancocelesti non potranno contare sulla curva Nord. E la sentenza emessa dalla Uefa ha tenuto conto anche dei 9 mila tifosi scozzesi già in possesso del biglietto della partita e dei voli per Roma. Una gara che comunque si preannuncia a forte rischio viste le simpatie politiche degli scozzesi opposte a quelle dei tifosi biancocelesti. Intanto la Lazio come viene rimarcato nel comunicato a firma del presidente Lotito «sulla base di risultanze in corso di reperimento, si riserva di presentare ricorso alle decisioni Uefa per ridurre penalizzazioni che si scaricano in gran parte sui tifosi più responsabili e virtuosi». Nelle prossime ore, dunque, si valuterà se ricorrere in secondo grado o meno. Ilmessaggero.it

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Strakosha, ora la Lazio per il riscatto

Contro l’Albania l’errore fatale di Strakosha allo scadere ha decretato la vittoria della Turchia nel match valevole per la qualificazione ad Euro 2020. 

Un’uscita sbagliata che ha costretto la Nazionale albanese alla resa, un errore che in molti pensano possa ripercuotersi negativamente sulle prossime gare del numero uno laziale. Per chi lo conosce, Strakosha è uno che non si abbatte mai, nel corso di una partita o durante una stagione. “Mi scuso, dato che la squadra ha giocato molto bene e aveva bisogno di me – ha dichiarato Thomas dopo la partita – ho 24 anni ed esperienza, quindi non avrei dovuto commettere questo errore”. Una presa di coscienza apprezzabile, un passaggio che va messo a frutto in termini di esperienza, e deve fungere da stimolo. Critiche spietate sono piovute sulle spalle del portiere laziale, per il quale vige spesso una presunzione negativa da parte della crititca. Strakosha è affidabile, uno dei migliori del campionato, sono i numeri e le prestazioni a parlare per lui. 

Ora ci si attende un riscatto, ma in realtà per l’albanese basterebbe proseguire sui propri standard per dare sicurezza al reparto arretrato laziale. Finora, ha saputo tenere la porta inviolata per 3 volte, ed in questo senso risulta uno dei migliori in serie A. A proposito di massima serie il numero uno laziale ha tagliato il traguardo delle 100 presenze contro il Genoa, e Inzaghi lo considera inamovibile. Il fatto che la squadra biancoceleste abbia la terza miglior difesa, insieme con la Juve e l’Udinese, deriva anche dagli interventi risolutivi di Strakosha, e questi dati sono inconfutabili. Da tenere in considerazione anche i margini di miglioramento che, secondo gli addetti ai lavori, riguardano principalmente la capacità di dominare l’area di rigore, ma nel complesso il valore assoluto è indiscutibile. 

Anche con i piedi ci sono delle cose da perfezionare, ma è anche vero che Inzaghi vuole che l’azione parta sempre dal basso e Strakosha viene chiamato tante volte in causa dai compagni nella fase d’impostazione. Nei prossimi match contro Atalanta, Fiorentina, Torino e Milan la Lazio sarà sollecitata in fase di non possesso, e le qualità e la freddezza di Strakosha potranno risultare ancora una volta preziose per il rendimento della compagine di Inzaghi.

sslazio.it

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Il metodo Inzaghi è ad alta definizione: allenamenti tra sudore e tecnologia, con armadietti touch screen

Una panchina tecnologica in allenamento e anche in partita. Lo staff tecnico della Lazio viaggia al passo con i tempi. Dagli spogliatoi hi-tech di Formello alle comunicazioni tramite walkie-talkie durante le gare ufficiali. Simone Inzaghi e i suoi uomini sono sempre connessi. In campionato, in Europa League e in Coppa Italia, i due match analyst biancocelesti, Ferruccio Cerasaro ed Enrico Allavena, raccolgono dalla tribuna stampa i dati e le immagini con il supporto di tablet e telecamere. Accanto a loro c’è Riccardo Rocchini, arrivato in estate dal Frosinone per rinfoltire lo staff di Inzaghi, in costante contatto “telefonico” con un altro dei collaboratori, Mario Cecchi, seduto in panchina accanto al mister e all’allenatore in seconda, Massimiliano Farris. Lo scambio di informazioni è rapido e intelligente: in una parola, smart. Utile per apportare modifiche allo schieramento tattico e limitare le mosse degli avversari. Propedeutico per lo studio delle situazioni più importanti con più calma durante la settimana a Formello. Un centro sportivo completamente ristrutturato con campi, palestre e camere nuove di zecca. Senza dimenticare gli spogliatoi, in cui ogni giocatore della prima squadra dispone di una sua postazione dedicata, dotata di uno schermo touch screen che riporta i dati raccolti in allenamento e fornisce indicazioni per gli esercizi personalizzati.

Ilmessaggero.it

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Lazio e Nazionale, la doppia faccia di Immobile

Centravanti spietato con la Lazio, bomber sofferente, quasi di scorta con l’Italia. E’ la doppia vita di Ciro Immobile che sogna disperatamente di diventare il centravanti simbolo della nazionale, così come è per i biancocelesti. In azzurro però tutto è in salita. Irresistibile e implacabile sotto porta con la maglia biancoceleste, con una media gol da brividi, ben 93 reti in 141 partite, uno ogni gara e mezzo, in tre anni pieni con la casacca laziale. Questo in corso è l’’inizio del quarto. Numeri importanti che nel calcio del Belpaese, attualmente, hanno pochi attaccanti. Del tutto opposto, a tratti irriconoscibile se si confrontano i dati del club, il cammino in nazionale, dove la punta napoletana ha realizzato 8 gol in 38 gare in quasi sei anni, visto che la prima presenza in nazionale è di marzo del 2014. Da non dimenticare che la rete siglata alla Finlandia un mese fa, arrivava da due anni di digiuno. Dati e numeri, insomma, che, confrontati, sembrano di due giocatori diversi. Uno l’opposto dell’altro. Lui, Ciro, per un po’ ci ha sofferto parecchio, poi, ritrovato gol, fiducia e feeling con tecnico e ambiente ci è passato sopra. E continua a farlo, nonostante contro la Grecia sia andato ancora a secco. 

GIOCO INDIGESTO 
E’ un generoso e in campo non si ferma mai anzi è sempre pronto al sacrificio. In nazionale più che segnare, fa soprattutto questo. Vorrebbe tanto diventare l’icona del gol dell’Italia, come accade nella Lazio, ma più si sforza, più non ci riesce. E la causa di tutto, probabilmente, sta nel gioco che attua Roberto Mancini. Poco importa che spesso vicino a lui ci sia Insigne, l’ex compagno con cui ha fatto meraviglie nel Pescara di Zeman. Ciro si esalta se è il punto di riferimento in avanti e vive per attaccare la profondità. Nella Lazio ci sono Luis Alberto e Milinkovic che a occhi chiusi giocano in verticale e lo trovano sempre, che sia a destra, a sinistra o al centro. In nazionale fatica ad emergere perché gioca spalle alla porta, ma pure perché il ct è ossessionato dalla tecnica e prova ad andare in porta più col fraseggio di qualità che con guizzi estemporanei. Una modalità che ha consentito agli azzurri di ritrovarsi e qualificarsi con tre gare di anticipo a Euro 2020, ma che vede più di altri soffrire il capocannoniere della serie A. Contro la Grecia è uscito tra gli applausi nel suo stadio e, per ora, questo compensa le delusioni sotto porta, ma andando avanti così Immobile rischia perfino il posto, anche perché se Balotelli ingrana sul serio, Mancini non ha mai nascosto che sia la punta del Brescia il suo centravanti ideale. 
ilmessaggero.it

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Inzaghi, minimo storico di punti in quattro stagioni dopo la seconda sosta

Quella in corso, è la quarta stagione con Simone Inzaghi in panchina per la Lazio. Mettendo in un angolo le poche partite da subentrato e selezionando solo quelle in cui ha cominciato dall'inizio, ovviamente. Il tecnico piacentino finora ha raccolto meno punti rispetto alle precedenti. Nel 2016/17 la Lazio a questo punto della stagione aveva raccolto 13 punti, nel 2017/18 il boom, con ben 16 punti, nel 2018/19 12 punti e oggi 11. E' un record negativo, anche se per un solo punto, per il tecnico, chiamato con i suoi a ripartire forte dopo la sosta, sabato alle ore 15 allo Stadio Olimpico contro l'Atalanta di Gasperini.

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Strakosha a terra, ora deve rialzarsi (e uscire meglio)

Un periodo sfortunato. Altalenante per Thomas Strakosha. Quasi da dimenticare e passare oltre. Con la Lazio e un inizio di stagione un po’ complicato, adesso pure con l’Albania. Un’uscita scriteriata al 90’ con la Turchia è costata cara alla nazionale albanese che ha perso la partita e anche le poche speranze di qualificazione a Euro 2020. Una papera che ha condannato i compagni e messo sul banco degli imputati il giovane portiere che a fine gara ha lasciato il campo in lacrime. Ci ha messo un po’ a recuperare, anche se il ct Reja e i compagni lo hanno subito rincuorato e consigliato di non pensarci troppo. Ma per Thomas non è stato facile, tanto che dopo la partita ha chiesto scusa a tutti: «Mi sento in colpa, i miei compagni stavano giocando bene e non meritavano di perdere in questo modo».
INTOCCABILE
In patria non sono stati teneri nei suoi confronti, anche perché l’Albania con un pareggio poteva essere in corsa. Un cammino difficile, ma non disperato. Ora però è diventato impossibile. E per Strakosha non è facile da mandar giù un boccone così amaro. «Ho 24 anni, ho accumulato una certa esperienza, non posso commettere errori di questo genere. Ringrazio i miei compagni che non mi hanno fatto pesare lo sbaglio, ora però non si può più recuperare e mi dispiace tanto», le parole del biancoceleste che non si dà pace. Anche nella Lazio in questo avvio di stagione, l’esterno difensore ha commesso qualche errore, anche se criticato un po’ troppo rispetto alle parate importanti. Bravissimo e quasi insuperabile tra i pali, ma debole nelle uscite. A San Siro ha tenuto in partita la Lazio, anche se alcuni gli danno qualche responsabilità per il gol segnato da D’Ambrosio. Per molti il suo difetto principale è che esce poco e quando lo fa, non è impeccabile. Per Inzaghi invece è affidabilissimo, tanto che insieme ad Acerbi è l’unico che non va mai in panchina. E pensare che come secondo c’è Pronto, un portiere che ha giocato in Champions ed ha una discreta esperienza. Lui, Thomas, sa che deve migliorare nelle uscite, tanto che spesso resta a lavorare con il preparatore proprio su questo aspetto. E’ tra i più giovani della serie A, ha già più di cento gare con la Lazio, può e deve migliorare. Il Messaggero

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Quanto costano le società di Lotito alla Lazio? Ecco le cifre di “Calcio e Finanza”

Quanto costano le società di Lotito alla Lazio? Sale l’impatto delle aziende di Claudio Lotito sul bilancio della Lazio al 30 giugno 2019, chiuso dai biancocelesti con un rosso di 15 milioni di euro circa. La gestione quasi artigianale del club ha coinvolto un po’ tutti i settori aziendali, dalla vigilanza alla mensa, passando per manutenzione e anche investimenti pubblicitari, oltre alla Salernitana, la seconda squadra del patron biancoceleste

Il costo complessivo nel corso dell’esercizio 2019 è stato pari a 11,59 milioni di euro, in leggero aumento rispetto ai 7,4 milioni della stagione 2017/18. Senza considerare gli affari di mercato con la Salernitana, la cifra sarebbe pari a 7,59 milioni di euro.

Da quanto emerge dalla lettura del bilancio consolidato della Lazio, questi sono i rapporti intrattenuti dalla società con parti correlate (legate, cioè, a Lotito):

  • la Roma Union Security, per un costo di Euro 1,30 milioni, debito per Euro 0,14 milioni e credito per Euro 0,04 milioni riferiti ai servizi di vigilanza;
  • la Gasoltermica Laurentina, per un costo di Euro 1,87 milioni, crediti di Euro 1,53 milioni e debito di Euro 0,06 milioni, relativo alla manutenzione del centro sportivo di Formello, alla gestione del magazzino merci ed alla pulizia dei negozi, e investimenti per 2,07 milioni;
  • la Omnia Service, per un costo di Euro 1,04 milioni e debito di Euro 0,09 milioni, per il servizio di mensa sia giornaliero che in occasione dei ritiri per i tesserati presso il centro Sportivo di Formello;
  • la Linda, per un costo di Euro 0,54 milioni, a fronte servizi di assistenza ai sitemi informatici, processi organizzativi e logistici aziendali e magazzino area tecnica;
  • la Snam Lazio Sud per un costo di Euro 0,57 milioni e debuto di Euro 0,05 milioni, a fronte di servizi di assistenza gestionale generali;
  • la Bona Dea, per un costo di Euro 0,20 milioni, debito di Euro 0,02 milioni a fronte di servizi di assistenza all’amministrazione del personale;
  • la US Salernitana per un costo di Euro 1,00 milioni, investimenti per 3 milioni e debito di Euro 0,33 milioni per l’acquisto di diritti alle prestazioni sportive di calciatori e l’utilizzo di diritti commerciali e pubblicitari nell’obiettivo anche dell’impiego e valorizzazione del proprio patrimonio sportivo soprattutto del settore giovanile.

Scelta nella piena legittimità della società biancoceleste e del suo presidente, e del resto non è affatto la prima volta che nei conti ci sono riferimenti ad altre aziende di Lotito. Affari che, stando a quanto scrive lo stesso gruppo SS Lazio Spa nel bilancio, “sono state perfezionate nel rispetto della correttezza sostanziale e procedurale ed a normali condizioni di mercato”.

Una scelta anche per avere società ben conosciute da Lotito ad occuparsi degli affari della Lazio. In cambio il patron ha imposto l’austerità ai suoi amministratori: la società – a differenza di quanto fanno molte squadre di A, ad esempio Roma e Juventus – non prevede nessun rimborso per i membri che siedono in consiglio di gestione e in consiglio di sorveglianza. Presidente compreso. 

calcioefinanza.it

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Missione Lazio, recuperare Correa

Missione speciale per la Lazio nella sosta del campionato: recuperare il miglior Correa. Per far dimenticare, soprattutto all’argentino, il rigore che domenica si è stampato contro la traversa a Bologna. E per ritrovare la fonte di fantasia al gioco biancoceleste in area. Il 25enne ex Siviglia è rimasto a Formello: non è stato convocato dall'Argentina dopo il ritorno in nazionale di un mese fa. Da questo pomeriggio, alla ripresa degli allenamenti della Lazio (ci sarà anche Milinkovic che ha saltato la convocazione della Serbia causa cure odontoiatriche), scatterà la sua ripartenza per tornare protagonista nella Lazio.

Via social, ma anche nello spogliatoio, i compagni di squadra, come del resto il tecnico Inzaghi, sono stati vicini a Correa dopo l'amarezza per il rigore di Bologna che avrebbe potuto dare alla Lazio il terzo gol e quindi anche i tre punti. Ci teneva il Tucu a segnare domenica: per dedicare il gol al ricordo della nonna scomparsa. Ma anche per suggellare una settimana che aveva portato all'accordo per il rinnovo fino al 2024 del suo contratto con la Lazio, che prevede anche una clausola rescissoria da 80 milioni. Dopo esser stato il bomber dell'estate biancoceleste (14 gol nel precampionato), aveva colpito contro la Sampdoria, alla prima giornata di campionato. Poi è rimasto a secco: a San Siro, contro l'Inter, ha avuto più opportunità per graffiare, a parte le prodezze di Handanovic. Gli manca il gol. Sa che per compiere il salto di qualità deve acquisire maggiore confidenza con la rete. Ora ha bisogno soprattutto di ritrovare la serenità per esprimere al meglio il proprio talento. La settimana di lavoro a Fornello non potrà che aiutarlo. Poi, alla ripresa del campionato, ritroverà l'Atalanta. E non potrà non ripensare a quel gol del 15 maggio scorso con cui fissò il 2-0 nella finale di Coppa Italia. Segnò con una ripartenza da campione, la stessa che ora cerca per tornare ad essere un trascinatore della Lazio. Gazzetta.it

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‘NMM’ – Scudetto 1915, Avv. Mignogna: “Documenti pubblicati parlano chiaramente, campionato condizionato da discriminazioni territoriali” (AUDIO)

L'Avv. GIANLUCA MIGNOGNA in collegamento a 'NMM': "Ho deciso di rendere pubblici i documenti che spiegano come tutto il campionato 1915 del centro-sud venisse pregiudicato ai danni della Lazio. Ho parlato di settentronialismo, ho fonito tutti i documenti anche alla FIGC. La Lazio è la Prima Squadra della Capitale e puntualmente la rivendicazione viene oscurata dai quotidiani romani. Siamo stati vittime di discriminazione territoriale perchè le squadre del centro-sud fu ammesso con grande ostracismo in condizioni non di par-condicio. La squadra del centro-sud, la Lazio, è stata ferma 4 mesi, per poi competere con gli altri club del Nord che già erano partiti da tempo. In circostanze di tempo e di luogo misteriose, il titolo venne assegnato al Genoa dopo la sospensione per la guerra. Abbiamo scoperto attraverso gli annuali che nel 1927 quel titolo era ancora sospeso e successivamente in circostanze ignote finì al Genoa. Mentre per 100 anni c'è stato raccontato che fosse stato assegnato al Genoa nel 1919.  In tante nazioni, quando ci sono stati eventi sociali o bellici, è accaduto che l'assegnazione del titolo è stata frazionata tra Nord e Sud. E' successo qualcosa di molto strano che va ricollegato al Settentrionalismo".

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Luis Alberto, gol e assist per tornare a essere “il Mago” e stregare anche la Spagna: “Champions, si puó!”

Ancora Luis. Ancora un assist perfetto. Quello di domenica per il pareggio di Immobile è il sesto centrato fra campionato e Coppe, meglio di lui in Europa c’è solo (a quota 8) de Bruyne. Luis Alberto comanda la Serie A e riconquista la Spagna, a due anni e mezzo di distanza, per le qualificazioni contro Norvegia e Svezia (12 e 15 ottobre): «Avevo tanta voglia di tornare, non fallirò questa chance». Alle spalle i ko, Luis Alberto è di nuovo di un’altra categoria: «L’anno scorso avevo saltato tutta la preparazione per la pubalgia. La gente non ha capito quello che stavo passando e ho dovuto convivere solo col mio dolore e le critiche. Ora posso dire che questo è il miglior momento della mia carriera». Luis Alberto ci tiene a ringraziare anche Inzaghi per aver convinto la società a trattenerlo: «Il mister mi ha arretrato per darmi più libertà e spazio. Ne sta giovando tutta la Lazio». Inventa, Luis Alberto. E, quando può, la mette pure dentro: «È stata una gioia immensa segnare nel derby e spero di ripetermi al ritorno». A Bologna non è bastato per la risalita verso il quarto posto: «È vero, ci manca qualche punto. Dobbiamo essere più cattivi per prenderci la Champions. Voglio giocarla con la Lazio». Passata la saudade: «C’è stato tanto rumore per nulla perché il Siviglia non poteva soddisfare le richieste economiche della Lazio». Niente parole fuori posto, così s’avvicina il rinnovo. Dopo Milinkovic, Correa e Caicedo, pronti altri 2,5 milioni d’ingaggio. Tocca a Luis. Il Messaggero