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Lukaku, la sosta per convincere Inzaghi

Una decina di giorni per stupire Simone Inzaghi. Una decina di giorni per dimostrare il suo valore in allenamento. Jordan Lukaku vuole sfruttare al meglio la sosta del campionato per convincere il mister della Lazio di meritare un'opportunità. Senza i nove giocatori biancocelesti, convocati dalle rispettive nazionali, il tecnico a partire da domani lavorerà a ranghi ridotti a Formello. Sarà l’occasione per i gregari, finora utilizzati poco dal mister, per mettersi in mostra. Su tutti Lukaku, che ha smaltito i problemi fisici e scalpita per avere una chance. Sulla fascia sinistra la concorrenza non manca: Lulic, il capitano, è il titolare, Jony, arrivato in estate dal Malaga, è la prima alternativa al bosniaco. Insomma, non sarà facile per il belga trovare spazio, anche perché il calendario prevede nell’ordine Atalanta, Celtic, Fiorentina, Torino, Milan, e ancora Celtic. Un tour de force impegnativo, ma non è escluso che Inzaghi, vedendo progressi in allenamento, possa dare fiducia a gara in corso a Jordan, che con una delle sue accelerazioni due anni fa regalò a Murgia l’assist per il gol della vittoria nella Supercoppa Italiana contro la Juventus.Ilmessaggero.it

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Correa, ora la sosta per ripartire più forte: la Lazio lo consola

L’uomo della domenica, in negativo purtroppo. Joaquin Correa ci teneva a segnare quel rigore, voleva dedicare il gol a sua nonna, recentemente scomparsa, e ritrovare la fiducia in se stesso. Inzaghi lo ha capito ed accontentato, scavalcando nelle gerarchie del dischetto anche Luis Alberto, ma la traversa ha rovinato tutto.Come riporta il Corriere dello Sport, attorno all’argentino si è stretta tutta la squadra che lo rivuole al più presto al massimo del rendimento. Per ora, in questo avvio di stagione, un solo squillo con la Sampdoria, poi tante occasioni divorate sotto porta, dal derby alla gara di San Siro, fino all’errore decisivo di Bologna. Ora la sosta per ritrovarsi e ripartire. Lo scorso anno restò a secco dal novembre 2018 all’aprile 2019, ma iniziò a trovare il gol nei momenti importanti. Lo staff di mister Inzaghi è a sua disposizione per fargli acquisire nuovamente la fiducia giusta e riportare il “Tucu” al massimo splendore. Lazionews.eu

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Mihajlovic dimesso, terminato il secondo ciclo di cure

Sinisa Mihajlovic è stato dimesso dal Policlinico Sant'Orsola di Bologna: il serbo ha terminato il secondo ciclo di cure e per il momento è tornato a casa. Dopo la terza panchina stagionale, contro la Lazio, domenica pomeriggio, il tecnico del Bologna continua la sua battaglia con la leucemia. Dopo qualche giorno a casa, il tecnico potrebbe ripresentarsi a Bologna la prossima settimana per dirigere gli allenamenti in vista di Juventus-Bologna, sfida prevista alla ripresa del campionato.

 

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Dal rigore di Cluj al rosso di Bologna, la Lazio aspetta ancora il vero Leiva

Il rosso di Bologna e il disappunto provato nell’uscire rappresentano realisticamente lo stato attuale che sta vivendo Lucas Leiva.

Stagione approcciata con la solita grinta, la personalità che lo contraddistingue, con la mentalità tipica di chi ha una missione da portare a termine. Lo svolgimento è stato meno fluido del solito, o meglio, se l’inizio ha denotato qualche defaillance come nelle passate stagioni (assente sempre o per infortunio o per squalifica alla prima giornata di campionato), lo sviluppo della stagione non ha restituito ancora il miglior Leiva.

La rotazione frequente con Parolo, l’assenza dal primo minuto a Milano, lo sfortunato episodio da rigore a Cluji e infine, la prima espulsione con la maglia della Lazio: episodi che non sono da Lucas, per come lo apprezziamo e lo conosciamo tutti.

Il suo malessere nel lasciare il terreno di gioco era tutto un programma: la delicatezza del suo ruolo e della sua lettura di gioco misura spesso e volentieri la salute della squadra, sia per la fase di filtro nella fase difensiva, sia nella distribuzione del gioco quando si tratta di innescare la qualità negli ultimi metri del fronte d’attacco.

Tutto quello che non è riuscito a dare il brasiliano non ha impedito alla Lazio di fronteggiare sempre con profitto o altrimenti con prestazioni mai troppo sofferenti, ma è pur vero che ciò che Lucas vorrebbe dare e non è ancora riuscito è una dote preziossima necessaria per la ripresa dell’attività.

Mai arrendersi, stringere i denti non spaventa, anzi. La voglia di essere nuovamente protagonista è benzina preziosa per il motore biancoceleste. Lucas lo sa, dovrà attendere la squalifica da scontare nel match delicatissimo contro l’Atalanta, ma lavorerà con un obiettivo chiarissimo, anche se a media-lunga gittata. Riprendersi la Lazio e caricarla verso il traguardo fissato, che sembra sempre troppo vicino ma che non è neanche troppo lontano. Sslazio.it

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Mal di testa Lazio: non preparata all’aggressività ed ennesimo gol aereo

La Lazio ha il mal di testa, in tutti i sensi. Testa da intendersi come mentalità, ancora non da grande squadra. Se lo fosse stata, ieri sarebbe scesa in campo con un altro piglio e atteggiamento contro il Bologna, che invece con più aggressività e determinazione ha domato l’aquila biancoceleste. Inammissibile la prova, per alcuni tratti, della squadra di Inzaghi, conscio che per arrivare in Champions bisognerà dare di più. Testa come concentrazione, perché le due reti di Krejci e Palacio sono testimonianza della mancanza di questa. “Sul secondo loro dovevamo uscire con più anticipo e non permettere il tap-in dopo il tiro finito sul palo”, ha commentato Inzaghi nel post partita. Non è possibile far calciare un avversario con così tanta libertà dal limite dell’area. Svanberg ha avuto la possibilità e il tempo di controllare, pensare, prendere la mira e aprire il suo interno destro, stampatosi sul legno prima di finire sui piedi del suo compagno. L’argentino, il più reattivo di tutti, ha bruciato gli avversari e depositato in rete la palla per il momentaneo 2-1. Un problema di attenzione già ampiamente riscontrato nella doppia disfatta contro SPAL e Cluj. Due sconfitte simili, uguali, arrivate perché la Lazio dopo aver segnato il gol del vantaggio ha staccato la spina nel secondo tempo facendosi rimontare da 0-1 a 2-1.

Mal di testa anche in senso fisico e a raccontarlo sono i numeri. Degli ultimi 5 gol subiti (contando i due del Bologna), 4 sono arrivati su colpo di testa. A Cluj con Omrani, contro l’Inter D’Ambrosio, Morel giovedì contro il Rennes e ieri Krejci, non proprio un gigante. Quattro reti tutte diverse, solo quella francese in Europa League nata sugli sviluppi di palla inattiva. Le altre tutte per disattenzioni della squadra nel suo complesso. Non solo dei singoli difensori, perché la fase di non possesso coinvolge tutti, comprese le due punte. Chiaro che poi i macro-errori individuali, come quello di Jony a San Siro e Strakosha a Cluj, rendano molto evidente anche un micro-sbaglio in una porzione di campo lontana dalla porta. Nel bene o nel male, nel calcio tutto è collegato e parte dalla testa: è lei a comandare. Durante la sosta servirà riflettere molto e analizzare cosa non è andato nel tour de force appena finito (3 vittorie, 3 sconfitte e 1 pareggio), perché al rientro ce ne sarà un altro più complesso e delicato. Diventa importante non staccare la spina e tornare a Formello, tra dieci giorni, con la testa giusta. Perché poi le qualità tecnico-fisiche ci sono e, nonostante una prova opaca, anche ieri la Lazio ha ampiamente dimostrato. Tuttomercatoweb.com

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Correa, un’altra domenica bestiale

Ancora una domenica “bestiale” per il Tucu Correa. E’ l’argentino il protagonista assoluto del match del Dall’Ara. Il 2 a 2 della Lazio a Bologna porta la sua firma in tutto, tranne che nel tabellino dei marcatori. Ed è questa la cosa che più addolora. Il numero 11 ha mostrato nell’arco dei novanta minuti tutti i pregi e i difetti della casa. Da un lato causa l’espulsione di Medel, dall’altro sbaglia il rigore decisivo a pochi minuti dal termine. E ancora se da un lato rimane l’attaccante che più ha tirato verso la porta avversaria, dall’altro non riesce ad essere cinico come il suo compagno di reparto, Ciro Immobile.

I tifosi hanno ancora negli occhi i tanti errori del “Tucu”, dal rigore all’occasione sciupata davanti a Skorupski (che ha ricordato lo sbaglio nel derby e contro l’Inter). L’imprecisione di Correa rischia di costare punti pesanti alla Lazio. Ma il curriculum dell’argentino non mente. Come ricorda il Corriere dello Sport, l’argentino, in primis, non è un rigorista. Quello di ieri al Dall’Ara è appena il secondo rigore calciato in carriera, ed anche il primo fu sbagliato (giocava con il Siviglia). Correa ha segnato solo un gol in 8 partite (7 in campionato, 1 Europa League) e non ha nelle vene l’istinto del killer. Caratteristiche che dovrebbero far riflettere Inzaghi. Le qualità del Tucu non si discutono, ma inutile piangere sul latte versato. Lazionews.eu

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Lazio aggrappata ad Immobile: capocannoniere del campionato, media spaziale e Rocchi a -11

La Lazio si aggrappa a Ciro Immobile. Ha sofferto tremendamente a Bologna, ha patito la pressione del Bologna, alla fine poteva vincerla, torna a Roma con il solito rimpianto, ma anche con la certezza di aver ritrovato il suo perno offensivo. Mai come al Dall'Ara cinico e spietato (8 partite e 6 gol in carriera contro il Bologna), due fulmini che gli permettono di guidare la Lazio e di superare Zapata nella classifica marcatori. Sette reti in sette gare, otto comprese gol e presenza in Europa League. Media schiacciante, un gol ogni gara: è tornato ufficalmente Re Ciro, per lui 106 gol in A, di cui 74 con la Lazio; 94 complessivi. Continua l'inseguimento a Rocchi, mancano 11 gol per raggiungere la quinta piazza (con Giordano a 108).

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Mihajlovic oggi al Dall’Ara. In mattinata le ultime analisi poi in panchina con la Lazio

Il Dall’Ara lo aspetta. Ventitré mila persone potrebbero abbracciarlo fra poco. E lui, Sinisa, quasi sicuramente ci sarà. Nelle prime ore di questa mattina le ultime analisi poi l’atteso via libera, e vivremo il Sinisa-3 dopo il blitz di Verona e la presenza in panchina per Bologna-Spal. Mihajlovic farà di tutto per lasciare temporaneamente l’Ospedale Sant’Orsola ed essere presente allo stadio, nel suo teatro, per Bologna-Lazio. Oggi, ore 15. E se tutto andrà come deve andare, Sinisa sarà in panchina. 

ATTESA PER L'OK DEI MEDICI

L’idea del terzo blitz stagionale è nata negli ultimi due giorni. E ieri sera tardi, il tecnico del Bologna lo ha confessato alla dirigenza, al proprio staff, quindi ai giocatori. Farà di tutto per esserci oggi e se i valori saranno reputati a livello giusto, ecco che i medici propenderanno per il sì. Per la presenza del tecnico serbo in panchina. Del resto, il professor Cavo che lo ha in cura dalla metà di luglio fu chiaro. "A volte si potrà fare, in altre periodi no. Certamente il blitz di Verona non sarà un episodio isolato". E così è stato: perché dopo aver mantenuto quella promessa ai suoi giocatori nel giorno in cui comunicò la propria malattia via-skype ("Ragazzi, ci vediamo alla prima di campionato", disse Sinisa) presentandosi a Verona, ecco che il tecnico serbo ripetè il blitz per Bologna-Spal il 30 agosto scorso. Furono due Atti di Forza decisi e decisivi, che più o meno avranno la stessa dinamica di quello di oggi. Sinisa era rientrato al Sant’Orsola per il secondo ciclo di cure l’8 settembre scorso: oggi, un mese dopo, la voglia di stare vicino ai suoi ragazzi (reduci da un punto in tre partite) . Gazzetta.it

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Lazio, finalmente una rimonta: mancava da diciotto mesi

Diciotto mesi dopo la Lazio finalmente completa la sua prima rimonta. Era il lontano aprile del 2018, i biancocelesti (in piena corsa Champions) facevano visita alla Fiorentina di Pioli al Franchi. Una partita pazzesca, terminata 3-4 gon doppietta di Luis Alberto e gol di Caceres e Felipe Anderson. Da quel match in poi il buio totale, fino a ieri sera, quando Milinkovic e Immobile hanno ribaltato il Rennes. Interrotta così una serie di 5 sconfitte consecutive europee, in successo nella competizione mancava dallo scorso novembre, quando i biancocelesti si imposero sul Marsiglia per 2-1 mettendo di fatto al sicuro il passaggio ai sedicesimi da secondi classificati.

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Vavro e Jony, tocca di nuovo a voi: contro il Rennes per conquistare spazio anche in A

Dall’Europa League l’esame per il campionato. Vavro e Jony tornano titolari nella Lazio di Coppa: dopo la prova di Cluj, saranno confermati nella sfida casalinga di questa sera contro il Rennes. In mezzo c’è però la panchina per loro diventata ormai abituale in campionato. Il difensore slovacco e l’esterno spagnolo non hanno avuto l’impatto sperato col calcio italiano. In particolare, con la Serie A: solo Jony ha avuto una chance dal primo minuto, ma a San Siro è stato protagonista infelice in occasione del gol-partita dell’interista D’Ambrosio. Principalmente per difficoltà di ordine tattico, ma anche i problemi con la lingua hanno avuto il loro peso. Per Vavro l’inserimento sulla fascia destra della difesa è stato frenato anche dal rilancio di Luiz Felipe. Così come per Jony la concorrenza con capitan Lulic per la corsia mancina del centrocampo lo vede sfavorito nei compiti di copertura che il bosniaco garantisce meglio.

Denis Vavro, 23 anni, è stato pagato circa 12 milioni al Copenaghen: un investimento che la Lazio vuol vedere fruttare al più presto. Così come su Jony, 28 anni, ex Malaga, si confida per dare più incisività offensiva sulla fascia al gioco di Inzaghi. Vavro è stato utilizzato in campionato in due spezzoni per complessivi 62 minuti. Jony ha distribuito tre presenze in 107 minuti di A. Dalla gara contro il Rennes cercano la svolta per la propria stagione, per riprendersi chance da titolari anche in campionato. E Inzaghi, che fa molto affidamento sulle loro qualità per gli obiettivi biancocelesti, attende segnali dal campo per far risalire Vavro e Jony nel giro delle soluzioni anche per le prossime partite di campionato, a cominciare dalla trasferta di domenica a Bologna. gazzetta.it