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Lazio, ti giochi un pezzo d’Europa

È un altro esame di maturità. O meglio come l’ha definita Inzaghi è una “finale”. Ma nonostante tutto sarà turnover. E poco importa che, dopo l’esordio traumatico a Cluj, sia a rischio l’Europa. Il tecnico biancoceleste mette addosso a Bastos, Vavro, Jony, Lazzari, Cataldi e Berisha la responsabilità di vincere. È importante la posta, contro una squadra forte come il Rennes è ancora più tosta, ma Inzaghi vuole mettere alla prova la panchina. Scommette, punta sulla loro voglia diversa di rivincita e poi come ha tenuto a rimarcare: «Questa è una finale e di solito le finali le affrontiamo nel modo giusto». In Romania s’era salvato solo Jony sulla fascia, Bastos e Vavro avevano combinato un disastro dietro l’altro nella ripresa. L’angolano si è riscattato a San Siro, lì dove Jony in fase di ripiegamento è entrato nel panico: l’esterno asturiano deve rimediare al gol di D’Ambrosio. Vavro invece è ancora un oggetto misterioso: è uscito a farfalle sulla rete della vittoria rumena, contro il Rennes dovrà far vedere i suoi progressi nella fase difensiva. Non aveva mai giocato a tre in carriera, e lo si è visto a Cluj quando nel secondo tempo è andato parecchio in difficoltà. Acerbi rimarrà comunque al centro della difesa, alle sue spalle Strakosha. A destra tornerà Lazzari, messo sempre più alle strette dalla rinascita di Marusic: meno male che il montenegrino è ancora squalificato, l’ex Spal deve tornare a volare come alla prima giornata di campionato per riprendersi definitivamente il posto. Non solo perché a lui Inzaghi chiede anche maggiore precisione sotto porta: pesano i gol sbagliati contro la Roma e il Cluj. La sensazione è che rispetto alla Spal sia facendo più difficoltà perché i biancocelesti gestiscono la palla a differenza di come era abituato con la squadra di Semplici.
MEDIANA
Centrocampo totalmente cambiato rispetto all’ultima gara col Genoa, da capire se si sistemerà Parolo o Cataldi in regia. Ieri l’ex Primavera è stato provato al posto di Leiva, in estate era stato indicato da Inzaghi proprio come il suo vice in mediana. Danilo preferisce giostrare da mezzala, ma con 36’ sulle gambe fra campionato ed Europa, in questo momento s’accontenta di qualsiasi scelta. Ha avuto sinora più chance di lui persino Berisha, ma negli 84’ disputati non ha certo dimostrato d’essere quello rianimato dal Kosovo contro l’Inghilterra. Anzi, alla prima in Romania è stato sostituito perché sembrava l’antico fantasma, passaggi all’indietro, corse a vuoto e nessuna idea. «Sarà una gara fisica, troveremo una squadra abbastanza chiusa, che ha ottimi giocatori di ripartenza. Dovremo avere una buona gestione della palla, sono insidiosi» ha avvertito Inzaghi. Valon stasera dovrà inserirsi molto di più in area, dove Caicedo e Immobile (Correa a riposo per l’affaticamento all’adduttore) torneranno a far coppia. E’ il momento che le punte ricomincino a segnare (al debutto gol di ginocchio di Bastos) anche in Europa. Anchese Inzaghi sottolinea: «Dobbiamo crescere, ci aspettiamo i gol da parte di tutti». 
DISTINTI CHIUSI 
Stasera l’Olimpico non avrà la cornice di pubblico delle grandi occasioni: poco più di 10 mila biglietti venduti. I distinti sud est saranno chiusi, in quanto settore scelto dalla società dopo la squalifica rimediata a Siviglia lo scorso anno. Sui seggiolini vuoti ci sarà un maxi telo con il simbolo della UEFA e le scritte #equalgame e respect. 

Il Messaggero

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Correa, rinnovo con clausola da 80 milioni: i dettagli

E clausola fu. Joaquin Correa ha firmato il nuovo contratto con la Lazio: scadenza nel 2024 (un anno in più) con un sostanzioso aumento d'ingaggio. L'argentino passerà da 1,5 milioni a 2,2 più bonus a stagione. Tare e Lucci, l'agente del giocatore, hanno raggiunto l'accordo per l'inserimento di una clausola rescissoria di ben 80 milioni, come riporta il Corriere dello Sport. Una soluzione senza precedenti per la Lazio di Lotito, specialmente a queste cifre. Chi vorrà assicurarsi l'argentino divrà firmare un assegno molto pesante. Correa diventa dunque il terzo giocatore più pagato fra i biancocelesti, alla stregua di Lucas Leiva. Prima dei due ci sono Immobile e Milinkovic, entrambi sopra i 3 milioni a stagione.

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Lazio, la vittoria in Europa manca da 11 mesi

Non solo la necessità di fare punti nel girone, ma anche quella di interrompere un trend negativo. 5 sconfitte consecutive in Europa League, la Lazio non vince una gara in questa competizione dall'otto novembre scorso. In quell'occasione i biancocelesti ebbero la meglio sul Marsiglia, grazie al gol decisivo di Joaquin Correa. Sono passati circa 11 mesi dall'ultima gioia europea.

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Ciro punta al record di gol europei: nel mirino Casiraghi, Inzaghi è ancora lontano

La seconda giornata di Europa League è alle porte, domani la Lazio sfiderà il Rennes per cercare di tornare in carreggiata nel girone. Debutterà Ciro Immobile, assente nella prima giornata contro il Cluj. L'attaccante di Torre Annunziata è a caccia di gol, ha messo nel mirino Casiraghi (10 gol europei con la Lazio) e punta al record di Simone Inzaghi, primo per gol internazionali nella sotria della Lazio (20 totali). Dietro al mister biancoceleste Nedved e Rocchi(12), Chinaglia e Kozak (11).

 

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Subite solo quattro reti: record eguagliato nell’era Lotito. E’ la svolta per la difesa?

Quattro gol subiti nelle prime 6 giornate. La Lazio – sottolinea il Corriere di Roma – ha la seconda miglior difesa del campionato, solo la rocciosa Inter ha fatto meglio incassandone 2: anche grazie ai duelli Handanovic-Correa di 6 giorni fa, tutti risolti a favore del portiere nerazzurro. Nell’era Lotito – si legge – si tratta di un record eguagliato, solo nel 2006-07 la Lazio aveva subìto così poco. Peruzzi incassò 4 reti nelle prime 2 partite (doppio 1-2 con Milan e Palermo), poi lui e Ballotta tennero la porta inviolata: quel campionato portò all’unica Champions giocata con l’attuale presidente.

Primato assoluto – E il primato assoluto è stato sfiorato perché per 5 volte, nei 77 campionati di A precedenti, le prime 6 partite si erano concluse con 3 gol al passivo. L’ultima nel 2001-02, complice il rinvio di un incontro col Chievo poi perso 3-1. Quindi per trovare 3 reti subite nelle prime 6 giornate effettive si deve risalire al 1990-91, in porta c’era Fiori, l’allenatore era Zoff.

tuttomercatoweb.com

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Milinkovic torna ad incantare: presto il nuovo contratto

Un Sergej Milinkovic-Savic così – sottolinea il Corriere di Roma – non si era mai visto. Non alla Lazio, dov’è arrivato nel 2015: è il suo quinto campionato, ha segnato un gol e si è inventato 3 assist, è la sua migliore partenza di sempre. Ma le buone notizie non sono finite qui.

Finalmente il rinnovo – Il centrocampista, infatti, firmerà entro breve il nuovo contratto con la Lazio. Aumento d’ingaggio (2,5 netti a stagione fino al 2024) e bonus anche personali perfino curiosi: 80 mila euro a gol, 60 mila euro ad assist. In questo inizio di campionato Sergej avrebbe già incassato altri 260 mila euro, ma questo non toglie il sonno al parsimonioso Lotito il quale, anzi, è convinto che il serbo sia uno degli uomini fondamentali – forse il principale – per raggiungere la Champions. Un traguardo che ripagherebbe, e molto ampiamente, gli investimenti sui rinnovi decisi dal club. tuttomercatoweb.com

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Lazio vecchia fa buon gioco (e vittoria): i nuovi stentano

Cinica e accorta, la Lazio si riscopre improvvisamente diversa. Segna a raffica e mantiene la porta inviolata. Anche colpa del Genoa, per carità, ma merito sopratutto di una ritrovata solidità. La grigliata (offerta già dal pentito Immobile) di venerdì ha restituito al gruppo serenità. I singoli tornano a esaltarsi nell’unità. Bellissimi i triangoli, le azioni e le trame per trovare il vantaggio. Il tanto criticato Strakosha (terzo clean sheet, dietro il solo Handanovic) sale in cattedra nel momento del bisogno: su Romero, con una parata da standing ovation, evita il pareggio. Poi si supera ancora con un doppio salvataggio. Il risultato è nemmeno un gol subito e un poker firmato sul tabellino da un biancoceleste diverso. Adesso, non solo per la difesa (appena 4 gol subiti), ma anche per la differenza reti (+7), la Lazio si ritrova dopo l’Inter (+11) al secondo posto. Ricomincia dal settimo in classifica (e 10 punti) però la scalata verso la Champions, con un Rennes di mezzo. In Europa Inzaghi è pronto a un altro turnover, deve gestire per forza le energie, ma occhio a nuove trasformazioni traumatiche. 
TENORI 
L’equilibro nasce dal buon senso. Non è un caso che, come contro il Parma, stavolta la Lazio regga anche nel secondo tempo. Il pressing è ragionato, Leiva cresce piano piano con un lavoro straordinario: 10 chilometri percorsi avanti e indietro, imposta (95 tocchi), sradica palloni (4 tackle e 4 anticipi) a ogni avversario. Decisivo anche l’ingresso di Caicedo per tenere alto il baricentro e il possesso in attacco, come era successo d’altronde a San Siro. Dove Immobile era entrato al suo posto nervoso, domenica invece rieccolo – prima del gol da capocannoniere liberatorio – sin troppo generoso. Suo l’assist per l’1 a 0 di Milinkovic e anche per il raddoppio annullato a Luis Alberto. Bentornati i due campioni spariti a Milano, la Lazio non può prescindere dal loro genio. Lo spagnolo inventa e pennella, è il regista (30 passaggi offensivi completati) assoluto. Il serbo mostra tutto il suo repertorio: interdizione, fisico (9 duelli vinti), qualità (4 chance create) e gioco aereo. Per Sergej finalmente sopratutto il primo gol in questo campionato. 
PASSATO 
Mancavano le reti della difesa e del centrocampo. La sesta giornata restituisce un’altra Lazio. Nessuno spreco. Anzi, dopo le occasioni buttate sotto porta al vento, sembra un miraggio l’ultimo record: 26% di gol (4) per tiri (13), meglio addirittura del derby (23%, finito 3 a 0) del 2018. Inzaghi è più che soddisfatto, ma adesso non ammette nessun passo indietro. Il suo 3-5-2 fa un salto: con squadre con lo stesso modulo (Cluj e Inter) sinora non era arrivato mai un punto, ma non è casuale il volo col ritorno al passato. Il calcio d’Inzaghi va recepito, ecco perché lui venerdì aveva chiesto ai senatori una mano. La pace con Immobile si vede nel pubblico abbraccio, il patto Champions nelle prestazioni dei “vecchietti” Radu e Lulic in campo. Il rumeno piazza addirittura la palla all’incrocio, il bosniaco sforna un cross dietro l’altro. Sull’altra fascia persino Marusic (conclusioni a parte) sembra rinato. Un’ulteriore conferma del mercato estivo bocciato perché persino il prontissimo Lazzari è già spodestato. Come contro il Parma, Inzaghi s’affida all’undici vincente in Coppa Italia per riacciuffare la vittoria e un posto meno all’ombra in classifica. Ora la luce in fondo al tunnel è più nitida. 

Il Messaggero

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Parolo, primi contatti per il rinnovo

Non solo Caicedo, la Lazio ha cominciato a parlare di rinnovo anche con Marco Parolo. Il centrocampista ha 34 anni e il suo vincolo scadrà a giugno prossimo, nel 2020. Attualmente il giocatore percepisce 1,4 milioni a stagione, difficile se non impossibile pensare ad un ritocco. La Lazio però sa che Parolo è un punto fermo e un uomo spogliatoio importante. Per questo sta cercando di trovare un principio di accordo per arrivare al 2021, come il suo compagno di squadra Radu. Il terzo veterano è Lulic, anche se ancora non ci sono stati movimenti per intavolare trattative di rinnovo.

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UFFICIALE – Caicedo ha firmato: rinnovo fino al 2022

Piovono conferme sul rinnovo di Caicedo. La telenovela estiva è terminata, l'ecuadoriano ha messo la firma sul nuovo accordo con la Lazio fino al 2022. Guadagnerà 2 milioni di euro più bonus, aumentando di almeno 200.000 euro il suo ingaggio stagionale.

Ecco il comunicato ufficiale: La S.S. Lazio comunica di aver rinnovato e prolungato il contratto di prestazioni sportive del calciatore Felipe Caicedo sino al 30/06/2022.

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Lotta Champions, come corre l’Atalanta: nel 2019 ha fatto più punti di tutti

Dopo il pesantissimo 4-0 subìto nell'esordio in Champions dalla Dinamo Zagabria, l'Atalanta domansi sera torna ad assaggiare l'Europa affrontando a San Siro – lavori in corso per il nuovo stadio di Bergamo – lo Shakhtar Donetsk.  Detto che Gasperini rischia di perdere Muriel – ieri iprima seduta post tonsillite –   il tecnico degli orobici può consolarsi con gli ottimi risultati conseguiti nel 2019. Partiamo da Zapata: come racconta la Rosea, l’ultimo giocatore dell’Atalanta a segnare almeno cinque gol nelle prime sei giornate era stato Pippo Inzaghi nel 1996-97, vincendo poi la classifica cannonieri. Oltre ad un attacco prolifico, Gasperini picchia duro sulla continuità dei risultati, legata indissolubilmente allo stato ffisico: terza in classifica dietro Inter e Juventus – come finì lo scorso 26 maggio dietro Juve e Napoli – l’Atalanta  invece le precede nella classifica dell’anno solare: 54 punti in 25 partite, contro i 53 della Juve e i 48 dell’Inter (e del Toro, in caso di vittoria stasera). Nel 2019, dopo il doppio ko con Milan e Torino a febbraio 2019 e alla debacle, ancora contro i granata, un mese fa, arriva il filotto da sogno: 18 risultati utili su 19 partite di Serie A; due sconfitte extracampionato: la finale di Coppa Italia contro la Lazio e il  suddetto debutto in Champions. Ingsomma, per la corsa alla Coppa dalle grandi orecchie l'Atalanta reciterà ancora un ruolo di primo piano e le concorrenti, Lazio e Roma su tutte, sono avvisate. 

laziofamily.it