L'ultimo mercato estivo va a caccia dei suoi primi consensi. Quelli del campo, gli unici che contano, che prendono il sopravvento su buoni propositi, speranze e proiezioni di parte. In Romania tocca a Vavro e Jony dall'inizio, finalmente verrebbe da dire. Per avere i primi segnali dalle uniche due "intuizioni" di un mercato che, in fatto di certezze, ha consegnato ad Inzaghi il solo Lazzari. E non è una coincidenza o sintomo di poco coraggio da parte di Inzaghi se nelle prime tre gare di campionato l'ex laterale della SPAL sia stato l'unico ad essere scelto per variare il tema rispetto alla scorsa stagione. Questione di profili scelti da Tare: ci sono quelli pronti e quelli che vanno aspettati, non bruciati, addestrati. Che sia per questioni di adattamento, tattiche o di lingua, l'identikit dello slovacco e dello spagnolo certamente non corrispondevano a pieno a quelli utili per spedire subito in panchina i veterani Radu e Lulic. "Sono stati presi per fare i titolari", si mormora da Formello e dintorni. Ma con quale pretesa, pronti e via, si poteva immaginare che questo avvenisse?. Jony ha trascorso una vita calcistica a puntare avversari, cercare il fondo, sfornare assist. Ora è chiamato a completarsi anche nell'altra fase di gioco per essere un credibile "quinto" da 3-5-2. Vavro, con Zilina, Copenaghen e nazionale, raramente si è mosso nella linea a tre. Senza dimenticare i primi difetti di lettura e marcatura già palesati nelle prime uscite estive (e a Ferrrara). Logico e doveroso che Inzaghi possa inserirli gradualmente. Lo stesso tecnico che per molti è reo di non aver capito che i suddetti veterani hanno ormai da tempo problemi di tenuta. Ve ne siete accorti voi, certamente se ne sarà accorto anche lui. Qualche dubbio in più sulla reattività del club a muoversi di conseguenza in estate. Ora però i prescelti hanno la loro prima possibilità per accelerare il percorso di inserimento. Parola al campo, all'Europa League. In palio c'è la possibilità di dare un primo indirizzo alla nuova campagna europea, la necessità di dare una prima risposta dopo la caduta del Mazza, ma anche la prima occasione di dimostrare che Lazzari non sia stato l'unico vero valore aggiunto estivo. Daniele Baldini, Radiosei