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Luiz Felipe verso il forfait: Vavro scalpita, ma occhio a Bastos e Patric

Si avvicina la gara contro la SPAL, la terza di Serie A per la Lazio. Inzaghi ha ritrovato ieri pomeriggio i nazionali, ha praticamente la rosa al completo, eccezion fatta per Adekanye (sospetta cotnrattura) e Luiz Felipe. Il centrale brasiliano potrebbe alzare bandiera bianca per domenica, Bastos, Patric e Vavro scaldano i motori per il ruolo di centrale destro. Lo slovacco non vede l'ora di esordire, fisicamente sta bene e già nel ritiro della sua nazionale ha fatto capire di aspettarsi un impiego più costante d'ora in avanti. Patric sembra essere leggermente indietro rispetto a Bastos, vero concorrente per Vavro per un posto da titolare a Ferrara.

 

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Vale la pena giocare in Europa League? Visibilità e soldi, per la Uefa nessun motivo per non esserci

Amleto aveva il dubbio di «essere o non essere», oggi i club europei si chiedono se «partecipare o non partecipare». Alle coppe naturalmente. E la risposta non ammette alternative. Entrare in Champions significa svoltare, ma anche l’Europa League aumenta il gap con chi resta fuori: sia dal punto di vista economico sia da quello della visibilità «social» che si trasforma, inevitabilmente, in un ritorno per le casse. Su questi temi — follower, visitatori siti web —, e non soltanto su quelli economici, è incentrato un nuovo rapporto Uefa che riguarda gli 80 club nelle coppe. Un identikit più trasversale, in attesa della radiografia dei conti che arriverà a inizio 2020.
Gli 80 club di coppa
Nei progetti di riforma, Super Champions o meno, l’unico punto (forse) su cui tutti sono d’accordo è l’aumento del numero dei club delle coppe. Oggi sono 80 (32+48). Nel triennio 2021-24 si passerà a 96 con la terza coppa, nome in codice «EL 2» (l’Esecutivo Uefa del 24 settembre rivelerà quello definitivo). Ancora di più dal 2024, data cruciale per la riforma in corrispondenza con il nuovo calendario internazionale: secondo il progetto Uefa-Eca si arriverebbe a 128 club (con il terzo torneo a 64), per le Leghe Europee tra 128 e 144. Citando Antonio Albanese, più p… artite per tutti.
Ancora segno «più»
L’anno scorso, per la prima volta, tutto il calcio europeo di prima divisione aveva registrato un attivo di 600 milioni. Situazione eccezionale che sarà confermata nel 2019, anche se su cifre un po’ più basse: il calcio europeo avrà sempre un segno «più» (ma non l’Italia, sembra). Calcio europeo significa 716 club, che poi diventano 237 considerando tutti gli iscritti alle coppe (fin dai preliminari) e infine 80 ai gruppi. Questi 80 valgono complessivamente 24,1 miliardi di euro. Hanno un fatturato di 11,7 miliardi. E un utile di 139 milioni (da un profitto operativo di 817 milioni prima di imposte e interessi).
Sponsor e tv
La voce più importante delle entrate sono sponsor e commerciale (36%, oltre 4 miliardi). Seguono diritti tv (28%); botteghino stadio (17%); premi Uefa e solidarietà (14%); altro (5%). Come al solito, per le spese sono i giocatori (46%) a incidere di più, seguiti da costi operativi (31%) e dagli stipendi degli altri dipendenti (16%).
Mercato: giovani punte
Questi 80 club hanno speso sul mercato quasi 4 miliardi, il 55% del totale. I dominatori delle trattative sono attaccanti (35%) e difensori (35%). Interessano meno i centrocampisti (25%). I portieri sono il 5%. Quasi metà dei trasferiti (47%) ha un’età tra 21 e 24 anni. Gli under 17 sono il 17%. Se giocate e avete più di 28 anni cominciate a preoccuparvi del vostro futuro: questa categoria rappresenta solo l’8% del calciomercato. Il 69% degli affari si fa con l’estero.
Social follower: futuro
Nel rapporto spunta un’altra cifra che apre un mondo nuovo: 8,4 miliardi di interazioni con i social media. La nuova frontiera: «follower» sembra una parola più importante di centravanti. Che il calcio sia lo sport più famoso del mondo si capisce dai suoi 517 milioni di follower (tra Facebook, Instagram, YouTube e Twitter). Il secondo, il basket, è distantissimo a 129 milioni, quindi auto e moto a 68, poi gli altri (vedi grafico). Nel dettaglio: niente nel mondo come la Champions (136 milioni), davanti a Nba (prima non calcistica), Premier League, Liga e Coppa del Mondo. La Serie A è dietro anche Nfl, MotoGp, Olimpiadi, F1, Europa League, Bundesliga, Nhl, Euro 2020, Baseball, Wimbledon, Liga messicana. Andiamo ai club: domina il Real con 222 milioni, la 5a è la Juve con 73 milioni: con CR7 i bianconeri sono un gigante social.
Utenti web: Liverpool!
La Juve è l’unica italiana top anche nella classifica degli utenti unici «domestici» dei siti, con 540mila, dopo Borussia Dortmund, Liverpool, Real e Bayern. Però le cifre che contano sono quelle internazionali e qui il Liverpool campione d’Europa fa 57 milioni, più di Real, Barça, United e Arsenal. Sul web siamo indietro: Gran Bretagna, Germania e Francia hanno un traffico mensile medio di 25 milioni di utenti, noi 14 come il Belgio. A questo sistema «virtuale» si contrappone la realtà degli stadi: domina il Barça, con 1,44 milioni di spettatori in casa (grazie allo stadio più grande d’Europa, 98.679 posti): perché poi, per fortuna, alla fine si gioca in undici contro undici su un prato.

La Gazzetta dello Sport

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Lazzari e Murgia, una domenica da ex

La terza giornata di Serie A non sarà una partita come tutte le altre per Manuel Lazzari ed Alessandro Murgia. L'esterno destro della Lazio incontrerà il suo passato, l'emozione è garantita. 182 partite, dalla Serie C fino all'Olimpo della massima serie. L'evoluzione tattica (da ala ad esterno in un centrocampo a 5). 4 gol, una lunga serie di assist e infine il grande traguardo chiamato Lazio. Lazzari deve la sua carriera alla squadra di Ferrara e la Spal, dal canto suo, deve molto a lui. Chi ha fatto il percorso – quasi – inverso è Alessandro Murgia. Una lunga trafila nel settore giovanile della Lazio, compresa la primavera (ultima a vincere) con Simone Inzaghi: 96 presenze in primavera, 48 in prima squadra con 4 gol, fra cui quello più importante contro la Juventus in Supercoppa Italiana. La Lazio non voleva cederlo, ma pur di avere Lazzari si è dovuta ricredere e concedere alla Spal il cartellino del nazionale under 21, anche se con un accordo per un'eventuale riacquisto da parte della Lazio. Murgia è a caccia di spazio nel centrocampo di Semplici, gode della stima del tecnico e dell'ambiente ferrarese. Anche per lui, le emozioni sono scontate.

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Inzaghi a caccia di panchine e vittorie per abbattere i miti del passato

Il Signore dei record. Non è sazio Inzaghi, vuole stupire ancora e conquistarsi un posto in prima fila nella storia della Lazio e guardare tutti dall’alto verso il basso. Dopo aver sfatato diversi tabù, come quello del secondo anno in biancoceleste con vittime importanti come Pioli e Petkovic, o aver cancellato il primato del ct della Svizzera con i 40 punti conquistati nel girone d’andata nella stagione 2017-2018, adesso Simone mette nel mirino mostri sacri come Zoff, Eriksson e Maestrelli. Il primo obiettivo è quello delle presenze totali sulla panchina biancoceleste. Attualmente, Inzaghi è sesto con 158 presenze, davanti a lui ci sono Maestrelli, Rossi, Eriksson, Lorenzo e Zoff. Quest’ultimo è primo con ben 202 panchine, quarantaquattro in meno rispetto a Simone. Se il tecnico non verrà esonerato, già con le gare in programma (36 di campionato, almeno una in Coppa Italia, la finale di Supercoppa e le 6 del girone di Europe League), supererà tutti ed eguaglierà il Mito. Per essere primatista in assoluto, oltre a restare in sella fino al termine della stagione, ad Inzaghi basterà qualificarsi al turno successivo d’Europa League o passare in coppa Italia. Non solo. Simone è in corsa pure per essere il più bravo nelle vittorie stagionali. Qui il primo è Sven con 106, seguito da Zoff e Inzaghi a 83. Anche qui gli basterà ottenere 24 successi per balzare in testa pure in questa classifica. Ma non è tutto. L’ultima è sulle gare vinte in serie A. Grazie ai tre punti di Marassi, Simone ha superato Eriksson, 64 a 63, e con altre 10 vittorie farà meglio di Zoff, ancora primo con 73. 
Il Messaggero

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Lazio, i numeri delle campagne abbonamenti dal 2004 ad oggi

L'edizione odierna de Il Corriere dello Sport, riporta i dati delle campagne abbonamenti dell'era Lotito, dal 2004 ad oggi. Dal punto più alto (la prima, vicina ai 29.000) al punto più basso, nell'estate del mancato arrivo di Bielsa (2016, 6.000 tessere).

 

2004/05: 28.731

2005/06: 18.958

2006/07: 14.809

2007/08: 14.493

2008/09: 25.060

2009/10: 27.334

2010/11: 12.877

2011/12: 20.150

2012/13: 20.484

2013/14: 23.173

2014/15: 17.400

2015/16: 14.221

2016/17: 6.000

2017/18: 10.800

2018/19: 20.000

2019/20: 19.800 (in attesa del dato definitivo)

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Scintilla azzurra per Immobile, ora i gol per la Champions

Reduce dalla rete in NazionaleImmobile torna a Formellopiù carico che mai. E, stando a quanto riporta la Gazzetta dello Sport, analizzando i numeri, i precedenti per il bomber biancocelesti sono senz'altro positivi. La rete con gli Azzurri, soprattutto se arriva agli inizi di settembre, è una sorta di talismano per il numero 17.  Contro Israele ha segnato non solo due anni fa, ma anche al via di settembre (ancora giorno 5) nel 2016, nella sua prima presenza in Nazionale dopo il passaggio alla Lazio. Quei gol esaltarono l'intera stagione di Immobile,  in quelle che finora sono state le due migliori stagioni di A sotto la guida di Inzaghi: 23 reti nel campionato 2016-17, 29 in quello successivo che gli ha portato il titolo di capocannoniere. Ragion per cui, la rete contro la Finlandia potrebbe far sì che la stagione di Ciro diventi indimenticabile. Laziopress.it

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Monte ingaggi Serie A: Lazio sesta, Napoli e Atalanta oltre i loro costi di gestione

L'edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, propone la classifica dei monte ingaggi di Serie A. In cima c'è, ovviamente, la Juventus con 294 milioni di euro. Segue l'Inter con 139, al terzo posto la Roma con 125. Scesi dal podio, ecco il Milan con 115 milioni, il Napoli con 103 ed infine la Lazio, al sesto posto, con 72 milioni di monte ingaggi. Parliamo di cifre nette. Balzo da oltre 30 milioni rispetto ai partenopei, e da 18 rispetto al Torino (settimo). Da questa classifica si evince come il Napoli sia, per risultati sportivi, ben oltre le il valore economico della somma dei suoi ingaggi, e che la stessa Lazio – ottavo posto a parte – sia grosso modo in linea con i suoi negli ultimi anni. Milinkovic-Savic è il più pagato, con 2,5 milioni netti più bonus. La vera sorpresa però, arriva al tredicesimo posto: l'Atalanta di Gasperini, con appena 36 milioni di monte ingaggi, è la squadra che produce più risultati sportivi (vedi il terzo posto della scorsa stagione) rispetto ai gosti di gestione della sua rosa.

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Bologna, Mihajlovic torna in ospedale: riprendono le cure

 L'allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic è da oggi nuovamente ricoverato nell'Unità operativa di Ematologia del Policlinico di Sant'Orsola, per proseguire il programma di terapia. È lo stesso ospedale a darne notizia. "Le condizioni cliniche del paziente sono molto buone. Gli accertamenti eseguiti prima della dimissione successiva al precedente ricovero hanno dimostrato un esito soddisfacente del primo ciclo di chemioterapia", viene spiegato. Il tecnico serbo è in cura da metà luglio, quando gli è stata diagnosticata una leucemia. Dopo il primo ciclo di cure era stato dimesso il 28 agosto.

corrieredellosport.it

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Vavro: altri 90′ con la Slovacchia, poi a Formello per convincere Inzaghi

Denis Vavro insegue la sua prima da titolare in Serie A. Dopo un precampionato sempre schierato nell’assetto base, il difensore ex Copenaghen si è ritrovato in panchina nelle prime due giornate: utilizzato nel finale contro la Sampdoria, gli è stato preferito Bastos per subentrare a Luiz Felipe nel derby. “Mi sento benissimo e in forma, non ho mai sperimentato la preparazione in Italia e posso dire che l’ho superata al meglio. Quando ho capito di non giocare dall’inizio alla prima in Serie A con la Sampdoria, pensavo di essere pronto e concentrato per la partita con la Roma”, ha dichiarato con schiettezza il 23enne slovacco nei giorni scorsi ai microfoni di Profutbal.sk, appena si è aggregato alla sua nazionale.

Con la Slovacchia Vavro ha disputato tutti i novanta minuti contro la Crozia, componendo la coppia centrale della retroguardia con l’interista Skriniar, suo riferimento per l’esperienza già acquisita nel campionato italiano. Conta di bissare la presenza da titolare nella gara contro l’Ungheria di questa sera, sempre nell’ambito delle qualificazioni all’Europeo. Per ripresentarsi da Inzaghi con maggiori credenziali. Problemi di lingua, ma pure di adattamento tattico hanno sinora frenato il suo innesto in squadra. Lo slovacco, costato circa 12 milioni per diventare un perno della difesa di Inzaghi, punta però a rilanciarsi subito. E forse già domenica a Ferrara contro la Spal oppure nella trasferta di Europa League di Cluj nella prossima settimana, Vavro potrebbe avere dal tecnico il via libera dal primo minuto per ricoprire la fascia destra della retroguardia. Non solo nell’ambito del turnover che si profila per i prossimi impegni ravvicinati, ma anche e soprattutto per giocarsi a pieno titolo quella chance che ha avuto dalla Lazio per il salto di qualità nella propria carriera. Gazzetta.it

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FORMELLO – Inzaghi prepara il primo tour de force: mercoledì avrà la rosa al completo

Inzaghi ha concesso ai suoi 48 ore di riposo, la squadra tornerà a lavorare a Formello martedì, in attesa del gruppo al completo. Solo mercoledì infatti, il tecnico piacentino avrà a disposizione l'intera rosa per iniziare l'avvicinamento a Spal-Lazio di domenica. Intanto però, le buone nitizie arrivano dall'infermeria. Lukaku proseguirà la sua personale preparazione, mentre Leiva e Caicedo hanno sfruttato la settimana di sosta per smaltire completamente gli acciacchi e sono pronti a iniziare un ciclo di fuoco che terminerà solo il 6 ottobre. La Lazio infatti, non riposerà mai una settimana intera fra una gara all'altra a partire da domenica prossima (15 settembre). Tutti saranno importanti per le rotazioni del tecnico. Ecco il calendario: 15/9 Spal-Lazio, 19/9 Cluj-Lazio, 22/9 Lazio-Parma, 25/9 Inter-Lazio, 29/9 Lazio-Genoa, 3/10 Lazio-Rennes e infine il 6/10 Bologna-Lazio.