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Primavera, ecco Menichini: storico vice di Mazzone diventato il ‘secondo Reja’

“Menichini allenerà nel settore giovanile della Lazio. E' anche una questione logistica, lui abita a Viterbo”. L'investitura del presidente Lotito è stata chiara, l'ex tecnico della Salernitana dovrebbe cominciare presto la sua avventura con la Lazio primavera. Menichini è stato definito da molti come un 'Reja' per Lotito, ovvero un uomo di fiducia cui appoggiarsi nel momento del bsigono. Successe con goriziano a Roma, così come recentemente è successo a Salerno con i granata, salvati all'ultimo respiro dalla retrocessione. Menichini succederà a Bonacina, troverà una squadra neo promossa. Per 12 anni è stato il vice di Carletto Mazzone, ha 65 anni ed è toscano (Pisa). Ha giocato da difensore, vestendo – fra le altre – la maglia della Fiorentina e della Roma.

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Luis Alberto, ombre sul futuro: è atteso a Formello per un chiarimento

Tornerà presto a Formello Luis Alberto, la Lazio lo aspetta. Il calciatore spagnolo terminerà a breve le sue vacanze in terra iberica e raggiungerà la capitale prima del ritiro di Auronzo. Oltre ai test fisici di rito, dovrà confrontarsi con la società per chiarire la situazione che lo riguarda. Da un mese a questa parte, il 'Mago' ha parlato spesso del suo futuro, con dichiarazioni senza filtri che non sono state più di tanto apprezzate nel quartier generale biancoceleste. Inzaghi ha chiesto la sua permanenza, vuole ripartire da lui, ora bisogna capire se la volontà è reciproca. La Lazio – secondo il Corriere dello Sport – potrebbe valutare per lui un'offerta minima di 20-25 milioni di euro, solo per iniziare a parlare di cessione. Il trequartista non ha mai nascosto la volontà di tornare un giorno a giocare in Liga, chissà che quel giorno non sia più vicino del previsto.

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Lazzari, dalla D alla Lazio: storia di una scalata senza fretta

Un pensiero di Walter Bonatti per raccontare Manuel Lazzari: “Chi più in alto sale, più lontano vede. Chi più lontano vede, più a lungo sogna”. Perché la storia di Manuel è una scalata senza fretta, come l'alpinismo insegna e come faceva Walter tra le Alpi, aprendo vie a tracciando percorsi.

Lazzari ha visto più volte lo strapiombo, ha rischiato di cadere ma non ha mai mollato, e il prossimo anno, giocherà l’Europa League con la Lazio di Inzaghi. Lui, il ragazzo di Trissino scartato dagli Allievi del Vicenza a 16 anni: “Pensai di smettere, fu un momento molto difficile”.

Quello con un diploma in meccanica e alcuni 'stage' in fabbrica: “Se non avessi fatto il calciatore avrei lavorato in quel mondo”. Il ‘ragazzo serio’ arrivato a Montecchio per ricominciare dalla D dopo aver visto il burrone, seguendo i consigli dei genitori: “Sono tornato grazie a loro”.

Lazzari vince il titolo con gli Allievi e si ritrova in prima squadra, saltando la Juniores. “Un motorino della fascia, copre le due fasi con una naturalezza incredibile”. Parola di Nicola Masiero, ds del Montecchio, il primo a notare Manuel quand’era ancora al campo base con lo zaino in spalla e le corde fissate, pronto a scalare l’Everest con gli scarpini a 8 tacchetti.

Sette anni fa giocava in D, prima il Montecchio e poi il Delta Porto Tolle, oggi sta per firmare con la Lazio dopo aver raggiunto il suo punto più alto grazie alla Spal.

Estadio da Luz di Lisbona, Portogallo-Italia, 10 settembre 2018, l’esordio in Nazionale è il suo ‘primo ottomila’ dopo una carriera di sprint e sacrifici:“Spero che il sogno continui”. Il panorama è più bello dalla cima.

Contro l’Udinese, nel 2017, il primo gol in Serie A, una settimana dopo il debutto contro la Lazio all'Olimpico di Roma (0-0). Era destino. Manuel Lazzari è andato sempre di corsa, più veloce dei problemi e delle insidie, ha sfornato assist per i compagni (8 l’anno scorso) e lavorato sui cross, anche grazie a Semplici: “Ho capito come va colpito il pallone. Prima ero veramente scarso, saltavo l’uomo e lanciavo la palla in curva. Ora sono migliorato molto”.

Vedere per credere: se andate su Youtube troverete un suo tutorial su come crossare. E i gol? “Segnare, per me, è una cosa più unica che rara”. Tant’è che due anni fa, dopo una rete in amichevole, lo stesso Semplici ci scherzò un po’ su: “Spero non si sia già giocato il jolly! Non succede spesso…”.

Anche se il primo squillo tra i professionisti non si scorda mai. 30 gennaio 2016, Rimini-Spal in Lega Pro, due anni dopo la fusione con la Giacomense (Lazzari è l’unico superstite): “Non sapeva come esultare!” ha raccontato la sua ragazza, che poi “ha visto la partita su Sportube sperando in una dedica”. Mai arrivata, troppa euforia.

Punta a diventare ‘un terzino alla Cancelo’, il suo idolo, intanto sarà l'arma in più del 3-5-2 di Simone Inzaghi, coast to coast per l’Europa. Classe '93, oro di Ferrara e di Mattioli, 26enne dal cuore d’oro e la consapevolezza che per sfondare bisogna crederci: “Lancio un appello ai giovani, non mollate di fronte alle difficoltà”. Come ha fatto lui.

Per qualcuno era “timido”. Anni fa, nei primi anni di Lega Pro, magari si risparmiava, andava al 70%. Tutto risolto: “Ho abbandonato la timidezza, a volte mi portava a nascondermi in campo”. Merito delle varie promozioni con la Spal, dalla C2 alla A: “Mi hanno dato fiducia nelle mie qualità”.

O del suo essere testardo: "Non voglio mai perdere”. Neanche in D, il campo base dei sogni, prima di prendere lo zaino e andare su. Lazzari story, da 0 a 8000, senza alcuna fretta.

gianlucadimarzio.com

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Inzaghi abbraccia Lazzari, il Re dei cross

«Vorrei riuscire a fare più assist». È l’obiettivo personale di Manuel Lazzari, rampante esterno tutta fascia in Serie B. Siamo nella primavera del 2017, praticamente l’altro ieri. Due anni più tardi, il 25enne veneto avrebbe chiuso la sua seconda stagione in A con 8 suggerimenti vincenti. Il colpo grosso che sta portando a termine la Lazio, alle fasi finali della trattativa con la Spal, è insomma abituato a raggiungere i traguardi prefissati. A 16 anni il Vicenza lo scarta: «Ci rimasi malissimo», ha raccontato qualche tempo fa il classe 1993 (compirà 26 anni a fine novembre). La tentazione di smettere è forte: «Per fortuna i miei genitori mi hanno sempre sostenuto». La famiglia come panacea di ogni titubanza: «Ho studiato meccanica, se non avessi fatto il calciatore avrei lavorato in fabbrica». Manuel riparte dalla Serie D, è il 2010: Montecchio e Delta Porto Tolle i trampolini di rilancio, la Giacomense (che sarebbe poi confluita nella Spal) come anticamera per il calcio dei grandi. L’esordio in Serie A, il 20 agosto 2017, è all’Olimpico contro la Lazio: il destino bussa sempre due volte. Il 10 settembre 2018 un altro debutto, con la Nazionale di Roberto Mancini. La scalata è continua, ora manca il passaggio dal biancazzurro estense al biancoceleste romano. Simone Inzaghi l’ha indicato come rinforzo ideale per il suo 3-5-2, Lotito e Tare vogliono accontentarlo: con la Spal va definita la valutazione di Alessandro Murgia, destinato a rimanere a Ferrara a titolo definitivo. Il tecnico laziale aspetta Lazzari in tempo per il raduno del 9 luglio, anteprima del ritiro di Auronzo che partirà il 12. Nei suoi piani, la freccia di Trissino sarà uno dei perni del suo sistema di gioco. A Roma, Lazzari si presenterebbe con un primato conquistato nell’ultimo campionato: 69 cross completati, nessuno meglio di lui in tutta la Serie A. «Da bambino tifavo Milan — ha rivelato Manuel in passato — e 10 anni fa il mio curriculum da calciatore lo avrei inviato a Galliani». Da quando è un calciatore professionista, pensa solo alla squadra di cui indossa la maglia: il suo curriculum, fatto di assist e corsa, è da tempo sulla scrivania della Lazio. Nel frattempo, i biancocelesti stringono anche per l’arrivo di Denis Vavro: anche nel caso del centrale slovacco, l’obiettivo è consegnarlo a Inzaghi in tempo utile per il ritiro. Smentito invece da parte dell’agente ogni contatto per Yunus Akgun, attaccante esterno classe 2000 del Galatasaray che in Turchia considerano tra gli obiettivi caldi della Lazio.

La Repubblica

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Luis Alberto parla ancora e tornano i dubbi: per fortuna le vacanze sono finite…

Luis Alberto rincara la dose, ci mette il carico. “Lopetegui? So come lavora, mi piace. Vedremo cosa accadrà con il Siviglia”. Ecco le sue ultime parole rilasciate in Spagna, dove il suo nome viene costantemente accostato al club andaluso in cui è cresciuto. Dichiarazioni che si aggiungono a quelle di una decina di giorni fa, pronunciate per rispondere a Lotito: “Non capisco perché abbia detto così, mi ha dato fastidio. Tutti sanno che vorrei giocare con il Siviglia, posso dire che c’è una trattativa”. Frasi che a Roma, sponda biancoceleste, non sono piaciute. Sia nelle stanze dirigenziali, che tra i tifosi, poco contenti dell’atteggiamento del centrocampista spagnolo. 

Già durante la scorsa stagione, alcuni comportamenti non erano piaciuti. Troppo nervosismo e poca umiltà in campo. A ogni fischio dell’arbitro seguiva una protesta, anche a partita finita, come contro il Chievo: espulso dopo i 90'. Un atteggiamento poco costruttivo forse dovuto anche alle difficoltà fisiche che ha incontrato il 26enne, da inizio anno alle prese con la pubalgia e problemi agli adduttori. Inzaghi ci punta, vorrebbe tenerlo a ogni costo. "È l'unico che mi ha chiamato, il nostro rapporto va oltre il calcio", ha confessato l'ex Liverpool. Ma la situazione ambientale rischia di precipitare. I laziali se la sono presa, vorrebbero più rispetto. "Chi indossa la maglia biancoceleste deve esserne felice e orgoglioso. Oppure: “Non ci deve fare un favore”. Sono due dei commenti più gettonati sui social. 

Tra una decina di giorni, il 9 luglio, la squadra tornerà ad allenarsi. Luis Alberto è atteso nel quartier generale di Formello, salvo novità dal mercato. Se non dovesse andare via, il suo prezzo è di 30 milioni, rimarrà per la gioia del tecnico. Poi starà allo spagnolo riconquistare la piazza e rientrare nel cuore dei tifosi a suon di magie in campo. Per tornare in breve tempo ad indossare di nuovo il soprannome di 'magic' Luis. il mago. Tuttomercatoweb

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Scudetto 1915, Avv. Mignogna: “L’assegnazione al Genoa del 1921 è un falso storico”

Come anticipato sulle colonne odierne del quotidiano “Tuttosport”, il sottoscritto Avv. Gian Luca Mignogna del Foro di Roma, in qualità di promotore della Petizione “Lazio 1914/15, Campione d’Italia ex aequo!”, quale parte attrice del relativo procedimento di riesame pendente in Federcalcio ed in vista dell’insediamento della Commissione Storica nominata dal Consiglio Federale del 30 Maggio 2019, ritiene quanto mai necessario, doveroso ed opportuno comunicare, significare e documentare quanto segue

La (presunta) assegnazione del titolo di Campione d’Italia 1914/15 a favore del Genoa, invero, finora ha poggiato su alcune tesi tramandate dagli storici genoani, acriticamente riprese dalla maggior parte della storiografia calcistica nazionale, secondo le quali, in prima istanza, il titolo de quo sarebbe stato assegnato ai liguri nel Maggio 1919, ma a seguito dei ricorsi presentati da Torino e Inter, all’epoca in competizione con i liguri per il primato settentrionale, la vicenda si sarebbe protratta nel tempo sino alla (presunta) attribuzione definitiva ex adverso temporalmente collocata a Settembre 1921.

A supporto della tesi attributiva risalente al Maggio 1919 ed in difetto di provvedimenti ufficiali, la storiografia genoana e la maggior parte della storiografia nazionale hanno sempre fatto riferimento ad un unico reperto documentale, ovvero il trafiletto pubblicato sul quotidiano “La Stampa” il 19 Maggio 2019, sotto riportato, che testualmente recita:

‘FOOT-BALL: IL GENOA CRICKET VINCITORE DEL CAMPIONATO 1915’ 

“Con una recente deliberazione della Federazione Italiana Gioco del Calcio, venne classificato primo nelle gare di Campionato 1915 il Genoa Cricket. I campionati erano stati sospesi proprio alle ultime partite per la mobilitazione. Contro questa deliberazione avrebbero reclamato il Torino F.C. e l’Internazionale di Milano, allora in competizione con la Società genovese”

Come già evidenziato dallo scrivente attraverso il “Dossier Integrativo” del 03 Luglio 2017, tuttavia, sin dall’inizio appariva già oltremodo evidente come in tale circostanza la FIGC si fosse limitata, semmai, a classificare “primo nelle gare di Campionato 1915 il Genoa Cricket”avuto riguardo, esclusivamente al campionato settentrionale, in quanto:

  1. il riferimento alla classificazione come “primo”e l’utilizzo del plurale “gare”non potevano che rinviare ad una competizione a più squadre in concorso tra loro e pertanto riferirsi al solo “campionato settentrionale” e non al “campionato nazionale”, che viceversa prevedeva una finalissima tra la squadra Campione del Nord e la squadra Campione del Centro-Sud (altrimenti si sarebbe scritto: “gara” o “finale” e sarebbe stato specificato che il Genoa fu proclamato “Campione d’Italia”);

  2. l’ulteriore locuzione che La Stampa” inserì nel trafiletto “contro questa deliberazione avrebbero reclamato il Torino F.C. e l’Internazionale di Milano, allora in competizione con la società genovese”, inoltre, confermava anch’essa indirettamente la sola valenza per il “campionato settentrionale” del provvedimento in questione, poiché solamente le società impugnate nella conquista del titolo settentrionale ed “in competizione” con il club ligure sarebbero state legittimate ad impugnare tale decisione;

  3. laddove in tale circostanza al Genoa fosse stato attribuito d’ufficio il titolo nazionale, peraltro, non solo nello “scriptum” in esame sarebbe stata posta in gran risalto la circostanza che il club genoano fu proclamato d’ufficio “Campione d’Italia 1914/15”, ma data l’importanza della vicenda, la stessa avrebbe avuto ampia eco puranche in altre fonti, ufficiali e non, che viceversa non è stata possibile riscontrare a nessun livello istituzionale, mediatico ed emerotecario.

Onde corroborare la tesi secondo cui la (presunta) assegnazione al Genoa del titolo di “Campione d’Italia 1914/15” si sarebbe compiutamente definita nel Settembre 1921, altresì, la storiografia genoana e la maggior parte della storiografia nazionale, anche in questo caso, hanno sempre fatto riferimento ad un unico reperto documentale, ovvero la rivista ufficiale della società ligure che proprio nell’edizione del Settembre 1921, secondo quanto ex adverso riportato, ebbe ufficialmente ad annunciare la (presunta) attribuzione d’ufficio del titolo de quo, senza alcun requisito di ufficialità, terzietà e riscontrabilità. Secondo tali storici, infine, a tale (presunta) assegnazione avrebbe fatto seguito la cerimonia di premiazione, organizzata presso il “Restaurant Francia” l’11 Dicembre 1921, coordinata da “La Gazzetta dello Sport” (all’epoca organo ufficiale della FIGC per l’Italia Settentrionale) e culminata con la consegna di alcune medaglie commemorative ai calciatori genoani superstiti della “Grande Guerra”.

Nessuna fonte ufficiale o comunque alternativa, tuttavia, aveva parimenti riportato e/o certificato la (presunta) assegnazione d’ufficio del “Campionato 1914/15” a favore del Genoa del 1921, tant’è che sul punto la Federcalcio aveva già avuto modo sia di confermare nel 2015 per iscritto allo scrivente, sia mediante i Saggi nominati nel 2016 che tanto la previa richiesta quanto il successivo provvedimento di assegnazione non risultavano reperibili né presso gli archivi federali, né presso gli archivi genoani, né presso altri archivi pubblici.

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L’incessante opera di ricerca condotta dall’equipe storica facente capo allo scrivente, tuttavia, ha reso possibile acclarare che tale rivista ufficiale era il mensile “Genoa Club”, acquisirne la relativa pubblicazione del Settembre 1921 quivi acclusa e constatare che in realtà l’anzidetto “annuncio genoano” consisteva in una mera riproduzione fotografica della formazione ligure del 1914/15.

Ferme le tutte altre censure di cui sopra, è ictu oculi evidente che alla (presunta) “notizia” non venne data alcuna rilevanza particolare, che solamente a pagina 11 fu pubblicata la suddetta riproduzione fotografica con la didascalia “La nostra prima squadra che è stata dichiarata vincitrice del Campionato di Foot-Ball per l’anno 1914-1915” e che in ogni caso non vi fu alcun riferimento all’ufficialità, all’ente, alle modalità ed alla data della (presunta) declaratoria attributiva del titolo nazionale de quo a favore del club genoano.

L’estrema genericità, l’evidente fumosità e la palese frammentarietà documentalmente poste a sostegno delle tesi degli storici genoani e della maggior parte della storiografia calcistica nazionale, invero, hanno pertanto spinto lo scrivente legale e tutta l’equipe che lo coadiuva ad approfondire ogni più ulteriore, mirata e possibile ricerca emerotecaria, all’uopo ispirandosi proprio a quell’obiettività storica ed a quel rigorismo scientifico evocati dal Presidente Federale Gabriele Gravina a margine del Consiglio Federale del 30 Gennaio 2019, e ciò sino a poter oggi finalmente documentare e concludere, senza incertezza alcuna, che l’assegnazione d’ufficio del titolo di “Campione d’Italia 1914/15” al Genoa del 1921 costituisce un clamoroso ed indubbio falso storico,ivi comprese tutte le teorie storiche secondo le quali tale (presunta) attribuzione sarebbe stata da ricondurre nell’ambito delle trattative all’epoca intercorse onde ricomporre la scissione federale creatasi tra la Federazione Italiana Giuoco Calcio e la Confederazione Calcistica italiana.

Grazie alle acquisizioni documentali del “Centro Studi 9 Gennaio 1900”, infatti, gli Avv.ti Gian Luca Mignogna e Pasquale Trane hanno potuto reperire, esaminare e verificare ogni edizione quotidiana de “La Gazzetta dello Sport” del Settembre 1921, del Dicembre 1921 e del Gennaio 1922, traendone le seguenti evidenze:

 

  1. nelle pubblicazioni de “La Gazzetta dello Sport” del Settembre 1921 non vi è alcun comunicato e/o articolo e/o riferimento sulla (presunta) assegnazione d’ufficio al Genoa del titolo di “Campione d’Italia 1914/15”;

  1. nelle pubblicazioni de “La Gazzetta dello Sport” del Dicembre 1921 e del Gennaio 1922 non vi è alcun comunicato e/o articolo e/o riferimento né sulla (presunta) assegnazione d’ufficio al Genoa del titolo di “Campione d’Italia 1914/15”, né sulla (presunta) cerimonia che, secondo quanto ex adverso riportato, sarebbe stata organizzata presso il “Restaurant Francia” l’11 Dicembre 1921, coordinata da tale quotidiano sportivo e culminata con la consegna di alcune medaglie commemorative ai calciatori genoani superstiti della “Grande Guerra”.

Più recentemente, infine, il “Centro Studi 9 Gennaio 1900” è riuscito finanche ad acquisire due volumi ufficiali di rarissima reperibilità e di straordinaria valenza storica.

Trattasi de “L’Annuario Italiano del Giuoco del Calcio 1926-1927 – Volume I” (Edit. Prem. Società Tipografica Modenese, Modena, 1928)e de “L’Annuario Italiano del Giuoco del Calcio 1929 – Volume II” (Edit. Prem. Società Tipografica Modenese, Modena, 1930): furono le pubblicazioni ufficiali della F.I.G.C. edite dopo la “Carta di Viareggio”(cui fece seguito un’ultima edizione del 1932, ininfluente rispetto al caso di specie), comprensive di resoconti storici, delibere federali, statuti, regolamenti, affiliazioni, competizioni, albo d’oro, etc. etc.),le quali consentono ora di poter affermare, documentare e provare “ufficialmente” comel’assegnazione d’ufficio del titolo di “Campione d’Italia 1914/15” al Genoa del 1921 costituisca un clamoroso ed indubbio falso storico.

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L’attacco riparte da Immobile: il Re delle doppiette

Archiviata la stagione con la splendida vittoria in Coppa Italia contro l’Atalanta è tempo di bilanci in casa biancoceleste.

Dal 2004 ad oggi ci sono stati vari bomber che hanno fatto la differenza con la maglia con l’Aquila sul petto, soprattutto in campionato dove hanno messo a segno numerose volte delle doppiette nelle singole partite disputate.

Al primo posto dei miglior marcatori per doppiette realizzate troviamo Immobile a quota 14 in tre anni con la casacca biancoceleste. La medaglia d’argento è assegnata ad un mostro sacro della Lazio e del calcio in generale come Miroslav Klose fermo a quota otto mentre chiude il podio Tommaso Rocchi con 6.

Quarto posto per Zarate con 4, inoltre troviamo fermi a quota 3 numerosi calciatori come Candreva, Anderson, Luis Alberto, Milinkovic, Mauri e Pandev. In questa speciale classifica nell’ultima stagione è entrato di diritto Caicedo, che ha messo a segno la sua prima personale doppietta contro la Sampdoria a Marassi.

Una Lazio che in questi anni è stata sempre votata all’attacco con numerosi bomber d’eccezione che hanno contribuito ai molti successi della Prima Squadra della Capitale.

sslazio.it

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Lukaku, operazione recupero: ad Auronzo di Cadore i primi test

La rassegna odierna de Il Corriere dello Sport dedica anche un articolo alla situazione legata a Jordan Lukaku. Arrivato in biancoceleste nel 2018, ha un contratto in scadenza nel 2022. Solo 8 le presenze tra campionato e Coppa in stagione, fermo ai box dallo scorso gennaio per il riacutizzarsi dell’infortunio al tendine rotuleo del ginocchio. Si era parlato anche di un’intervento, sulla quale non si è mai fatta totale chiarezza. Quella che risulta più chiara è, invece, l’intenzione della Lazio e cioè recuperarlo al meglio delle condizioni possibili. Ecco che quindi il piano di recupero per il belga prevede la partenza in ritiro ad Auronzo di Cadore con il resto della squadra e capire lì se riuscirà ad uscire dall’incubo per riprendere ad allenarsi. Laziopress

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Last Bet, il 16 luglio arriva la prescrizione per Stefano Mauri

Come avevamo anticipato nell'articolo pubblicato stamattina (leggi:http:// http://www.laziofamily.it/editoriale/sport-e-news-dal-mondo/58830/scommesse-a-bologna-ultima-udienza-processo-last-bet-il-nodo-cassazione-e-la-prescrizione), l'udienza tenutasi oggi a Bologna, almeno per gli imputati di sola partecipazione all'associazione a delinquere, poteva scrivere la parola fine al processo 'Last Bet', il procedimento sul calcioscommesse incardinato a Cremona nel 2011. Nel dibattimento odierno il legale di Stefano Mauri, Matteo Melandri ha presentato istanza al Collegio presieduto dal giudice Mazza, giudici a latere Cosentino e Buttelli, per fissare un'ulteriore udienza, questo col fine di evitare di dover attendere la pronuncia della Cassazione del 10 settembre sulla competenza del processo. Se quest'ultimo infatti tornasse a Cremona i pm potrebbero ricambiare l'imputazione, aggiungendo per i soli partecipi l'aggravante della transnazionalità,  fattispecie che ritarderebbe  la scadenza della prescrizione che diversamente scatterebbe il 30 giugno, ripetiamo per i soli partecipi e non per i promotori. Il Collegio ha accolto l'istanza dell'avvocato Melandri fissando la prossima udienza il 16 luglio, udienza nella quale verrà sancita l'avvenuta prescrizione. Gli imputati, tra cui  Mauri, non avranno più un carico pendente,  unica controindicazione è che con una pronuncia di prescrizione Mauri, così come tutti coloro che eccepiranno la prescrizione, non potranno richiedere il risarcimento per ingiusta detenzione. 

Gianluca La Penna – Laziofamily.it

 

 

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Malore per Gigi Simoni, è grave

Gigi Simoni è ricoverato in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Cisanello di Pisa. Il 'tecnico gentiluomo', 80 anni compiuti il 22 gennaio scorso, ha accusato un malore nella sua abitazione di San Piero a Grado (Pisa) ed è stato immediatamente trasferito in ospedale in condizioni molto critiche. La situazione clinica è costantemente monitorata dai sanitari. Al capezzale del tecnico ci sono i familiari e i parenti più stretti.

L'ex tecnico di Genoa e Inter è stato sulle panchine di decine di club sin Italia e anche all'estero dopo una discreta carriera di calciatore. Gli ultimi incarichi sono stati da dirigente con il Gubbio e da tempo pur continuando a seguire il calcio si era di fatto ritirato a vita privata. Da giocatore ha vinto una coppa Italia con il Napoli nella stagione 1961-62 e il campionato italiano di serie B con il Genoa nella stagione 1967-68. Più ricco il palmares in panchina dove ha vinto con la Cremonese la coppa Anglo italiana nel 1993, una coppa Uefa con l'Inter nella stagione 1997/98, anno nel quale gli fu assegnata anche la Panchina d'oro come migliore allenatore italiano, e cinque campionati di serie B (tre con il Genoa e due con il Pisa). Ansa.it