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Armini, ritiro con la Lazio o Europeo U19?

Questa mattina Nicolò Armini si è presentato in Paideia per effettuare le visite mediche. Il giocatore è di fronte ad un bivio: partite per il ritiro di Auronzo e lavorare con la Lazio dei grandi, o prender parte all'Europeo Under 19 che si giocherà in Armenia dal 14 al 27 luglio (stessi giorni della sosta ad Auronzo della Lazio). Il giocatore e la società decideranno a breve il da farsi.

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Chi è Waldschmidt, il bomber della Germania Under 21 nel mirino di Tare

Un morbido tocco sotto col mancino con il quale ha scavalcato il portiere avversario. Ieri Luca Waldschmidt si è messo in mostra nel 3-1 della Germania U21 contro i pari età della Danimarca negli Europei di categoria. Per chi, come Tare, segue la Bundesliga (ci ha giocato indossando la maglia del Kaiserslautern) però non è un nome nuovo: ed è infatti un identikit che al direttore sportivo della Lazio piace parecchio. 
 

 

PROFILO

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Waldschmidt, attaccante di 23 anni del Friburgo con cui è sotto contratto fino al 2022, in questa stagione ha segnato 9 gol in 30 partite. Numeri che ne raccontano la crescita, visto che nelle prime 50 presenze nel massimo campionato tedesco aveva totalizzato appena 2 reti. Di lui si parla bene da anni (convocato da tutte le selezioni giovanili della nazionale tedesca dalla U16 in poi), ma ora oltre a essere maturato, ha acquisito consapevolezza. Alto 181 centimetri, può giocare sia prima che seconda punta: “Non sono esattamente il tipo di attaccante bravo a fare sponde, preferisco giocare la palla a terra e… Calciare in porta”. Al punto che quando vede un pallone non resiste: “Ancora oggi quando capita vado a giocare al campetto sotto casa con mio papà, come quando ero bambino”. Il padre d’altronde è Wolfgang Waldschmidt, arrivato fino alla seconda divisione nazionale con il Darmstadt. Recentemente Luca ha ammesso a Kicker di sognare una nuova avventura, anche se non ha intenzione di forzare per trovarla: “Non mi metto alla finestra in attesa che arrivino offerte, ma se dovesse presentarsi un club, con storia, tradizione, magari di una bella città, con una proposta allettante, beh, allora non escluderei il trasferimento”. Per prenderlo però bisognerà trattare con il Friburgo, dato che nel suo contratto non è presente una clausola di rescissione: il club tedesco lo valuta circa 12-15 milioni (lo ha pagato 5 nel 2018). Tare ci pensa, è uno dei giocatori che valuta, l’identikit è giusto: giovane, forte e con ottime prospettive.

 

GLI ALTRI

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La pista principale però resta, almeno per il momento, quella che porta ad Andrea Petagna, attaccante chiesto già un anno fa da Inzaghi. Anche lui, come Waldschmidt, ha avuto un exploit nell’ultima stagione (16 reti in campionato, suo record personale). La Spal lo riscatterà dall’Atalanta per 15 milioni, ma potrebbe accettare di cederlo per una cifra intorno ai 20. Resta vivo inoltre l’interesse per Jan Hurtado, venezuelano classe 2000 che in Argentina col Gimnasia ha segnato 2 gol in 17 partite. Numeri non eccezionali, dovuti però al fatto che fino a febbraio ha spesso giocato solo qualche spezzone di gara. Nelle ultime tre partite è invece stato schierato due volte da titolare, segnando due reti. Viene valutato circa 10 milioni. Piace infine anche il turco (19 anni a luglio) Yunus Akgun: ha il contratto in scadenza nel 2020, viene valutato fra i 2 e i 3 milioni di euro. Il suo è però un profilo simile a quello di Adekanye, 20enne preso a parametro zero dal Liverpool. Per questo il turco potrebbe esser acquistato e girato in prestito. Si stringono intanto i tempi per Jony, esterno sinistro del Malaga che la Lazio potrebbe prendere per 2 milioni di euro: il 27enne permetterebbe a Inzaghi di cambiare più facilmente il modulo e non affidarsi esclusivamente al 3-5-2 come successo nella stagione appena finita.

 

gazzetta.it 

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Inzaghi torna a Roma: vertice con la società per mercato e staff tecnico

Simone Inzaghi è tornato a Roma dalla prima parte delle proprie vacanze. Il tecnico biancoceleste – dopo aver certificato la sua permanenza almeno fino al 2021 – farà tappa nella capitale prima di raggiungere Milano Marittima, in settimana è previsto un incontro con la dirigenza per discutere sul futuro dei membri dello staff. Come riporta il Corriere dello Sport, oltre al futuro di alcuni giocatori (Wallace e Badelj su tutti) a tener banco è il futuro dello staff fisioterapico e medico, che – anche nell'ultima stagione – è stato un tema di discussione importante, fin dal ritiro tedesco di Marienfeld.

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Operazione Oikos, il legale di Immobile: “Del tutto estraneo ai fatti”

Dopo le indiscrezioni dalla Spagna sull'operazione Oikos, arrivano le dichiarazioni dell'avvocato Paolo Rodella, legale di Ciro Immobile, diffuse attraverso una nota stampa diramata ai media: “Con riferimento alle notizie apparse su taluni organi di informazione, secondo le quali il nome del mio assistito sarebbe stato pronunciato nel corso di conversazioni telefoniche intercettate fra soggetti a vario titolo coinvolti in una vicenda di calcio scommesse in Spagna, Ciro Immobile si dichiara nella maniera più assoluta del tutto estraneo a tali fatti ed esclude categoricamente qualsivoglia coinvolgimento. Il calciatore mi ha già dato incarico di agire nei confronti di tutti coloro che in qualsiasi modo ledano il suo nome, la sua immagine e la sua dignità professionale. Pertanto diffidiamo chiunque dal dare credito e diffondere notizie totalmente false e diffamatorie”. Tuttomercatoweb.com

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Alitalia, prorogato al 15 luglio il termine per l’offerta

È stato prorogato di un altro mese, dal 15 giugno al 15 luglio, il termine per la presentazione dell'offerta vincolante per Alitalia da parte di Ferrovie dello Stato. La decisione del ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, ampiamente prevista, ha lo scopo di "permettere il consolidamento del consorzio acquirente con i soggetti che sinora hanno manifestato il proprio interesse".

Fonti del ministero hanno successivamente fatto sapere che l'ulteriore proroga si è resa necessaria in quanto, in questi ultimi giorni, stanno manifestando il loro interesse numerosi partner tra cui compagnie aeree e fondi di investimento internazionali. Di Maio ha in ogni caso convocato i sindacati per mercoledì 3 luglio alle 15.

Salvini: "Fare presto"

Il rinvio non piace di sicuro all'altro vice premier. Qualche ora prima dell'annuncio del Mise, Matteo Salvini aveva detto che la situazione di Alitalia, con i suoi 11mila dipendenti, va "affrontata e risolta nell'immediato". Un messaggio chiaro per Di Maio e il Movimento 5 stelle, che continua a opporsi all'ingresso di Atlantia nel consorzio, in cui il leader leghista ha inserito anche la vicenda Ilva.

La questione Alitalia rischia quindi di innescare un nuovo braccio di ferro tra gli alleati di governo e c'è anche il rischio che il prender tempo faccia spazientire il partner americano Delta.

Pd all'attacco

Il Pd attacca il governo per i continui rinvii: "Il governo è in alto mare – si legge in una nota – non sa cosa fare sul dossier Alitalia e proroga ancora i termini per la presentazione di un'offerta vincolante. Di Maio e Toninelli prendono ancora tempo dopo aver detto nei giorni scorsi che non ci sarebbe stato bisogno di una proroga. Ancora non si vede uno straccio di piano industriale mentre continua a sfumare il prestito ponte, ovvero i soldi dei contribuenti, e aumenta la preoccupazione per i lavoratori. Continuano a brancolare nel buio come su tutti i dossier e su tutte le crisi industriali".

Idea Lotito

L'unica offerta finora formalizzata è quella di Claudio Lotito, mentre il Gruppo Toto avrebbe espresso interesse via lettera, e Atlantia non ha fatto alcun passo ufficiale, ma secondo quanto riferiscono fonti del ministero di Di Maio ci sarebbero anche compagnie aeree e fondi di investimento internazionali.

Salvini ha bocciato Lotito: il patron della Lazio "per il momento, si occupa di far giocare dei ragazzi a pallone con alterne vicende e alterne fortune. Li vedo due mondi abbastanza lontani, onestamente". E pur senza nominarla, ha ribadito il suo sostegno all'ipotesi Atlantia: "Se ci sono partner che si occupano di infrastrutture e di trasporti io da utente sono più tranquillo".

Su Lotito nessun commento ufficiale dell'americana Delta, che però sarebbe scettica anche su Toto. Entrambi, secondo indiscrezioni, avrebbero già avuto dei contatti con Fs, che da novembre sta gestendo la trattativa per definire il consorzio acquirente (a bordo, accanto al 30-35% di Fs ci sono Delta e il Mef ciascuno con il 15%). Delta vedrebbe invece di buon occhio Atlantia, che, da parte sua, resta alla finestra, ribadendo la propria posizione (attenta al futuro della compagnia ma al momento ha troppi fronti aperti) e attendendo una mossa del governo.

La palla è ora nelle mani del M5s, che non ha ancora seppellito l'ascia di guerra alzata contro i Benetton dopo il crollo del ponte Morandi. Una normalizzazione dei rapporti, però, dovrà passare anche attraverso la soluzione di alcune questioni sul tavolo: revoca della concessione, investimenti da sbloccare e tariffe. Repubblica.it

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Icardi, minaccia azione legale per svincolarsi come Pandev nel 2010. Ma l’Inter non trema

"Nella guerra fredda fra Mauro Icardi e l'Inter, entra per la prima volta la minaccia atomica. Il giocatore potrebbe chiedere al collegio arbitrale della Serie A la risoluzione del suo contratto con i nerazzurri, valido fino al 30 giugno 2021". La notizia è di Repubblica, che dunque prefigura una battaglia legale tra l'argentino e il club nerazzurro, sempre più ai ferri corti.

Contatti preliminari tra lo staff del giocatore e legali esperti di diritto del lavoro sarebbero già stati avviati. In poche parole – secondo Repubblica – Icardi cerca la rescissione del contratto e la possibilità di accasarsi a un'altra squadra a parametro zero. Una mossa che ricorda quella che nel 2010 permise a Goran Pandev di trasferirsi a titolo gratuito dalla Lazio all'Inter. Ma la differenza con la situazione del macedone è evidente: in quel caso, infatti, la società biancoceleste aveva messo ai margini il giocatore, lasciandolo ad allenarsi in solitaria senza poter avere contatti con il resto del gruppo. In ballo c'era un rinnovo che Pandev non voleva siglare con il club di Lotito. All'Inter, se c'è qualcuno che si è rifiutato di fare qualcosa, questo è Icardi, che l'anno scorso decise per l'auto-esilio di due mesi per poi tornare in gruppo dopo una trattativa con l'avvocato.

Una diversità sottolineata anche da Repubblica, che infatti spiega come "le possibilità di vittoria ci sono, ma sono risicate. Tecnicamente – si legge -, Icardi potrebbe sostenere che l'Inter senza giustificazione lo abbia trattato in maniera diversa rispetto ai compagni. Con una procedura urgente, il lodo potrebbe arrivare entro fine estate. L'Inter potrà resistere in giudizio con buone probabilità di vittoria".

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Caso Cucchi, i periti del gip: “Morte dovuta a concatenazione di eventi”

Stefano Cucchi è morto per "una concatenazione di eventi". Lo hanno affermato nell'aula bunker di Rebibbia i periti nominati a suo tempo dal gip e ascoltati oggi al processo bis sul pestaggio e sul decesso del geometra 31enne, morto il 22 ottobre del 2009 all'ospedale Pertini sei giorni dopo essere stato arrestato dai carabinieri per droga.

Entrando nel dettaglio e ripercorrendo la perizia redatta nel 2016, gli esperti hanno spiegato che "l'ipotesi della morte improvvisa e inaspettata di un paziente affetto da epilessia resta la principale, ma non abbiamo mai detto che la malattia fosse l'unica causa del decesso di Stefano Cucchi". Infatti, hanno affermato, "anche in assenza della frattura della vertebra S4 la morte di Cucchi non sarebbe capitata o sarebbe sopraggiunta in un momento diverso".

"Nessuno può avere certezze. Se non ci fosse stata la lesione S4 il soggetto non sarebbe stato ospedalizzato. Cucchi era immobile nel letto e non riusciva più a muoversi per la frattura. Se non fosse stato in questa condizione, non avrebbe avuto una vescica atonica, ma avrebbe avuto probabilmente lo stimolo alla diuresi. Dunque se non avesse avuto la frattura, Cucchi non sarebbe stato ospedalizzato e probabilmente la morte non sarebbe occorsa o sarebbe sopraggiunta in un altro momento", ha detto uno dei periti.

"Non abbiamo certezze, parliamo sempre e comunque di ipotesi" sulle cause che hanno portato al decesso del ragazzo, hanno aggiunto i periti che hanno definito come "più attendibile" l'ipotesi della morte improvvisa e inaspettata. "C'è un vuoto tra la notte del 21 ottobre e il 22 ottobre 2009 – hanno ribadito -. Il secondo momento è quello in cui al Pertini si sono accorti che Cucchi era morto; ma non sappiamo cosa sia accaduto in quelle ore".

"Ci sono voluti dieci anni, sono invecchiata in queste aule di tribunale e finalmente oggi per la prima volta sento un perito affermare che se Stefano non fosse stato vittima di quel pestaggio che gli ha causato quelle lesioni, non sarebbe mai finito in ospedale e quindi non sarebbe mai morto", ha detto Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, al termine dell'udienza al processo sulla morte del detenuto che si è svolta nell'aula bunker di Rebibbia."Ora nessuno potrà dire che Stefano Cucchi è morto per colpa propria", ha aggiunto Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi. Repubblica.it

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Salvini: “Lotito in Alitalia? Si occupa di Lazio con esiti alterni…”

"Qui si sta parlando di un'azienda che ha 11 mila dipendenti, che ha un potenziale partner americano con decine di miliardi di euro di fatturato e che si occupa di infrastrutture e di aeroplani. Lotito, per il momento, che mi risulta si occupi di far giocare dei ragazzi a pallone con alterne vicende e alterne fortune. Li vedo due mondi abbastanza lontani, onestamente". Così Matteo Salvini ha commentato l'offerta su Alitalia del presidente della Lazio. "Se ci sono partner che si occupano di infrastrutture e di trasporti – ha osservato Salvini – io da utente sono più tranquillo". Corrieredellosport.it

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Lotito in Alitalia? Pieni poteri a Tare

L'eventuale ingresso del presidente Lotito in Alitalia, potrebbe cambiare leggermente le gerarchie a Formello. Il ds Tare, già adesso molto più che un mero direttore sportivo, potrebbe vedere le sue responsabilità aumentate. Con un Lotito impegnato nel risanare i conti della compagnia aerea nazionale infatti, Tare ne farebbe praticamente le veci in sua assenza. Per il presidente l'idea di imbarcarsi in questa nuova avventura è molto più che stuzzicante, anche perché la sua Holding (che contra oltre 4.000 dipendenti) potrebbe ruotare intorno al salvataggio di Alitalia. La poltrona della Lazio però, non può rimanere vacante. Ecco perché – secondo quanto riporta il Corriere dello Sport – Lotito si è circondato di figure di spessore in seno alla società biancoceleste. Oltre a Tare, di sono l'ex questore D'Angelo, Angelo Peruzzi e lo stesso Simone Inzaghi. L'ipotesi che il ds sia rimasto anche perché conscio di un ruolo sempre più di primo piano nella Lazio, è tutt'altro che peregrina. Il pressing del Milan era costante e convinto, ma alla fine il matrimonio è andato avanti.

 

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Lotito e l’offerta per Alitalia, Martini: “Sono certo che farebbe bene”. Piscitelli: “Non mi interessa Lotito: la compagnia dovrebbe fallire”

Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, scende in campo per Alitalia. Dopo aver confermato nei giorni scorsi il suo interesse, il patron del club biancoceleste ha, infatti, formalizzato l'offerta per l'acquisizione della compagnia. "Non posso esprimere alcun giudizio, nessun commento sull'offerta, ma era riservata…". dice all'Adnkronos Claudio Lotito, presidente della Lazio Calcio. "No comment" dunque dal patron biancoceleste che ribadisce la necessità, per tutti, di "rispettare le regole" in queste delicate partite finanziarie. Non è una passione di oggi quella di Claudio Lotito, patron del club biancoceleste, per Alitalia. "Ho salvato la Lazio posso farcela con Alitalia" diceva nell'aprile del 2008 quando l'ex compagnia di bandiera era nell'occhio del ciclone con Air France, che aveva deciso la ritirata, e con Silvio Berlusconi che annunciava la cordata dei patrioti. Allora, dopo aver salvato la Lazio, la sfida dei cieli non faceva certo paura a Lotito, come raccontò in occasione di una lezione alla facoltà di Economica dell'Università della Tuscia a Viterbo. "Risanare la Lazio era un'impresa quasi disperata. Ci sono riuscito lavorando giorno e notte, facendo spesso l'alba nel mio ufficio. Come? Incrementando i ricavi e soprattutto riducendo i costi. Ai dirigenti ho tagliato lo stipendio del 50%, mi hanno fatto causa ma non c'era altra strada da percorrere. E, in quanto ai giocatori, ho ridotto dell'80% il monte ingaggi ma la squadra è rimasta competitiva. Mi dovrebbero dare il premio Nobel per il rapporto costi-benefici… Chi me l'ha fatto fare? E' che mi piacciono le sfide al limite". E Alitalia, allora come ora, è un'altra sfida al limite, ma, tuttavia "forse pure meno complicata della Lazio", diceva Lotito. "E' certamente una sfida che mi piacerebbe affrontare. Anche perché avrei già 2-3 idee in proposito". 

SALVINI – A proposito dell'interesse della holding Atlantia sulla vicenda Alitalia, ha detto il vicepremier Matteo Salvini, "a me basta che si tutelino 11mila posti di lavoro e che l'Italia abbia una compagnia di bandiera efficiente e che guardi al futuro, che cresca e compri aerei". "Non ho pregiudizi nei confronti di nessun investitore, ma non me ne occupo io, visto che mi occupo di sicurezza", conclude Salvini.

DIABOLIK– "Non mi interesso di ciò che fa il presidente Lotito". Così commenta all'Adnkronos Fabrizio Piscitelli, più conosciuto come 'Diabolik' storico capo ultras della Curva Nord della Lazio, circa la formalizzazione dell'offerta del patron dei biancocelesti per Alitalia. "L'Alitalia per me dovrebbe fallire per quello che rappresenta per l'Italia e per l'Europa la compagnia aerea. Questi finti risanamenti lasciano il tempo che trovano".

PETRUCCI – "Mi stupisce la capacità di Lotito, in senso favorevole, di allargare il suo raggio di azione anche ad un importante e straordinario settore, che è la compagnia di bandiera, un colosso che porta il tricolore nel mondo" commenta all'Adnkronos il presidente della Federbasket ed ex numero uno del Coni, Gianni Petrucci. "Questo dimostra l'intraprendenza della persona e la capacità nel gestire le situazioni".

GALEAZZI – "La scelta di Lotito di presentare un'offerta riservata di acquisto per Alitalia? E' nel personaggio, speriamo che riesca per il bene della Lazio a tenere separato questo doppio ruolo pubblico e non" commenta all'Adnkronos il giornalista sportivo e da sempre tifoso della Lazio, Giampiero Galeazzi. "Un in bocca al lupo al presidente, alla Lazio, ai suoi tifosi e alla compagnia di bandiera".

Luigi Martini,  campione d'Italia con la Lazio nel 1974, ex pilota in Alitalia nonché già presidente del cda di Enav: "Si dice che ci sono due modi per perdere soldi: con una squadra di calcio e con le compagnie aeree. Lotito è riuscito a far bene con la Lazio e sono certo che farà lo stesso anche con Alitalia. Come manager non gli si può dire nulla, ha preso una Lazio che era di fatto fallita, portandola a essere una squadra che tutti gli anni gioca le coppe europee, uno dei pochi club con un bilancio sempre in attivo. Se farà così anche con Alitalia forse sarà la volta buona per la svolta".

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