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Lazio, Gattuso e Giampaolo le alternative a Inzaghi: intanto il tecnico posticipa la partenza per gli States

Le novità sul futuro di Inzaghi non si faranno attendere a lungo, il tecnico intanto ha posticipato la partenza per gli States per sistemare le cose a Roma. Nel weekend, al massimo martedì (data in cui dovrebbe prendere il volo) dovrebbe arrivare la soluzione all'enigma. La Lazio dal canto suo studia un eventuale piano b per non farsi trovare impreparata in caso di addio a Inzaghi. Nelle ultime ore ha ripreso quota il nome di Gennaro Gattuso, recentemente tornato libero dopo l'avventura al Milan. Lotito lo stima, ha gradito particolarmente il modo in cui ha salutato i rossoneri, rinunciando allo stipendio e lasciandolo esclusivamente al suo staff. Il calabrese sarebbe intenzionato a cercare una panchina in Europa, ma certamente una chiamata del patron biancoceleste lo farebbe vacillare. Piace anche Giampaolo, stimato per il gioco, ma anche lui conteso da diversi club. Sullo sfondo Mihajlovic, che più passano i giorni più sembra solo un nome gradito dalla piazza, ma non dalla Lazio. 

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Istanza scudetto 1915: la FIGC sceglie la nuova Commissione Storica guidata da Matteo Marani

Durante l'odierno Consiglio Federale, il presidente della FIGC; Gabriele Gravina, ha reso noto i nomi che faranno parte della Commissione storica che si occuperà non solo dello scudetto del 1915 per cui c'è una richiesta di ex aequo ad agio della S.S.Lazioo  avanzata dall'avvocato Gianluca Mignogna (lo scudetto venne assegnato d'ufficio al Genoa, senza alcuna nota ufficiale della Federazione, poiché scoppio la Prima Guerra Mondiale, ndr), bensì pernderà in mano anche le richieste di altri club come Torino e Bologna in merito a situazioni simili,.Come si legge nel comunicato di Via Allegri,  "dando seguito a quanto condiviso nella riunione del Consiglio Federale dello scorso 30 gennaio, si è provveduto a completare la composizione della Commissione storica incaricata di studiare la storia dei primi decenni del ‘900, al fine di tracciare il patrimonio storico dell’Italia calcistica e consentire a tutti di farsi la propria opinione senza preconcetti o precostituite posizioni faziose dettate dal tifo. Grazie alla collaborazione di Matteo Marani (vice presidente della Fondazione Museo del Calcio), hanno accettato di farne parte: Francesco Bonini (Rettore della LUMSA, ordinario di Storia delle istituzioni politiche, Presidente della Società italiana di storia dello sport); Pierre Lanfranchi (Research professor of History International Centre for Sport History and culture presso Università Montfort di Leicester, lavora da molti anni come storico della FIFA); Daniele Marchesini (ha insegnato Storia Contemporanea alla facoltà di Lettere dell’Università di Parma); Sergio Giuntini (Vicepresidente e direttore del Comitato scientifico della Società italiana di storia dello sport, ha insegnato storia dello sport presso Università di Milano Statale e Cattolica e Tor Vergata Roma); Enrico Landoni (professore associato di storia contemporanea all’Università eCampus, dove insegna Storia contemporanea, Storia dello sport e del giornalismo sportivo; autore di “Gli atleti del Duce, la politica sportiva del fascismo 1919-1939”); Eleonora Belloni (svolge attività di ricerca al Dipartimento di Scienze politiche e internazionali di Siena; è stata ricercatrice a contratto presso l’Università Bocconi di Milano ed è socia della Società italiana per lo studio dello sport contemporaneo – Sissco); Nicola Sbetti (dottore di ricerca in politica, istituzioni, storia. Insegna storia dell’educazione fisica e dello sport presso l’Università di Bologna. Membro del direttivo della Società italiana di storia dello sport)".

laziofamily.it

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Scudetto 1915, l’Avv. Mignogna: “Parere Tosatti in Figc, auspicati Commissione Storica e percorso costruttivo e condiviso”

l sottoscritto Avv. Gian Luca Mignogna, in proprio, quale parte attrice del procedimento di riesame concernente in campionato 1914/15 ed in qualità di promotore della Petizione “Lazio 1914/15, Campione d’Italia ex aequo!”, comunica che in data odierna ha provveduto a depositare presso la Federazione Italiana Giuoco Calcio un estratto della Enciclopedia “Il Grande Calcio” Diretta da Giorgio Tosatti (Gruppo Fabbri Editori, 1988, pag. 153), nella quale quest’utimo ebbe modo di affermare inequivocabilmente che:

 “La Lazio avrebbe disputato anche la finalissima del 1915, ma a maggio di quell’anno i giovani di tutta Italia vennero chiamati alle armi e il titolo venne assegnato d’ufficio al Genoa”.

In virtù di tutte le precedenti produzioni documentali e dell’odierno deposito aggiuntivo agli atti del fascicolo federale, pertanto, lo scrivente legale ha reiterato l’istanza di assegnazione ex aequo del titolo di Campione d’Italia 1914/15 a Lazio e Genoa, ha insistito affinchè sia disposta la propria audizione per un oggettivo, costruttivo e definitorio confronto sul thema decidendum e ha chiesto procedersi alla ufficializzazione a breve della Commissione Storica preannunciata a margine del Consiglio Federale del 30 Gennaio 2019, con cui auspica di poter compiere un percorso costruttivo e condiviso.

Roma, lì 29 Maggio 2019

Avv. Gian Luca Mignogna

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Inzaghi-Lotito, dentro o fuori: in programma un altro incontro

Forse ci siamo per davvero, la Lazio e Simone Inzaghi potrebbero sciogliere le riserve nella giornata di oggi e comunicare in maniera definitiva se sarà addio oppure prolungamento.E' previsto per oggi un summit tra l’allenatore piacentino, il presidente Lotito ed il DS Igli Tare. Con l’Atalanta sfumata e con Milan e Juve defilate, alla fine Inzaghi potrebbe anche restare ma non alle condizioni che impartisce Lotito: l’allenatore, al triennale proposto, preferirebbe un annuale fino al 2021. Si tratterà sulle cifre. Cittaceleste.it

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Milan, Maldini verso il “si”: sarà affiancato da Moncada

Ivan Gazidis è pronto a dar forma al nuovo Milan, con idee chiare e precise sui ruoli da affidare in campo dirigenziale: in questo senso, attendendo una risposta di Maldini alla proposta formulata (ruolo di direttore tecnico offerto, con posizione ancor più di campo, strategico e da attore protagonista del club), nelle intenzioni del CEO ex Arsenal ad avere un ruolo notevolmente centrale sarà Geoffrey Moncada, già capo scout rossonero dal primo dicembre 2018.

Voluto da Gazidis, dopo 6 anni spesi al Monaco in cui ha scovato e osservato la crescita di giocatori come Mbappé, Moncada affiancherebbe Maldini nella gestione dell’aria sportiva. Un salto in avanti notevole, per il 31enne capo scout francese (la cui carriera è iniziata già da 12 anni), che avverrà indipendentemente dalla risposta dell’ex Capitano rossonero, nonostante l’intenzione di Gazidis oggi sia quella di creare una coppia presto operativa sul fronte mercato (tra ricerca del nuovo allenatore e rinforzi) e non solo. Con il volto del nuovo Milan in attesa di prendere forma, tra la scalata di Moncada e l’attesa per la definitiva replica di Maldini.gianlucadimarzio.com

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E’ il Real la squadra che vale di più in Europa. Lazio al 28esima

Sorpasso al vertice nella classifica europea delle squadre di calcio col maggiore valore d'impresa. Il Real Madrid, forte di un miglioramento nell'ultimo anno pari al 10%, che lo porta a 3,22 miliardi di euro, prende la testa della graduatoria davanti al Manchester United, in flessione di un punto percentuale a 3,2 miliardi di euro. Si tratta comunque degli unici due club europei sopra quota 3 miliardi, visto che a completare il podio è il Bayern Monaco, il cui enterprise value – calcolato sulla base di redditività, popolarità, potenziale sportivo, diritti televisivi e proprietà dello stadio – si ferma a 2,69 miliardi di euro, seppure con un miglioramento annuo del 6%. È quanto emerge dalla quarta edizione dello studio 'Football Clubs Valuation: The European Elite 2019' realizzato da Kpmg Football Benchmark. "Per il terzo anno consecutivo, l'enterprise value complessivo delle 32 squadre di calcio europee più importanti è aumentato del 9%", osserva a livello complessivo Andrea Sartori, Global Head of Sports della società di consulenza, sottolineando come il progresso nel triennio sia stato in totale del 35%. "Il fatto che i grandi club di calcio si stiano trasformando in aziende di Media & Entertainment, con esposizione globale del marchio, aiuta anche a creare flussi di cassa più stabili e prevedibili e di conseguenza migliori garanzie per investitori e finanziatori", osserva l'esperto.

La rappresentanza dei primi cinque campionati (Inghilterra, Francia, Germania, Italia e Spagna) è rimasta la stessa dell'anno scorso, con 27 società tra le prime 32. E la Premier League inglese – da cui provengono tra l'altro tutte e quattro le finaliste di Champions ed Europa League – conferma la sua posizione dominante con ben nove club in classifica, che rappresentano il 43% dell'Enterprise Value totale aggregato.

Per quanto riguarda l'Italia, la Juventus si conferma l'unica società di Serie A nella top ten, con un valore che sale a 1,5 miliardi di euro, pur cedendo una posizione e scivolando al decimo posto dietro al Tottenham Hotspur. Sei le squadre italiane (così come le spagnole) tra le prime 32: oltre ai bianconeri si ritagliano spazio anche NapoliMilanRomaLazio Inter. Proprio i nerazzurri mettono a segno la performance più positiva registrata dall'intero studio: un +41% su base annua – figlio soprattutto dell'aumento dei ricavi commerciali da sponsorship – che li porta a 692 milioni di euro e vale un salto di cinque posizioni in classifica, dal ventesimo al quindicesimo posto. Se si allarga lo sguardo all'ultimo triennio, però, a far registrare l'incremento di valore più significativo (+150%) sono i francesi del Lione. Per contro, il Barcellona è l'unico club nella classifica attuale che ha subito una diminuzione del suo enterprise value (-3%) negli ultimi tre anni. Lapresse.it

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Inzaghi, il rinnovo dopo il mercato?

Il rinnovo di Inzaghi è legato al mercato. Secondo quanto riporta l'edizione odierna del Corriere dello Sport, in questo momento sta prevalendo la linea del tecnico, che ha presentato a Lotito il progetto della nuova Lazio. Il presidente ieri ha ribadito che il suo allenatore ha ancora un anno di contratto, come a sottolineare che le eventuali pretendenti dovranno regolarsi di conseguenza. Dall'altra parte Inzaghi, che – senza fretta – osserva il mercato allenatori scatenarsi, dopo aver chiesto alla sua società 7-8 acquisti al netto di alcune cessioni. Inzaghi preferirebbe mantenere almeno uno fra Milinkovic e Luis Alberto, ma ha già proposto una lista di nomi per una rosa rinnovata. Al momento niente è scontato, intanto Tare è già al lavoro per intavolare trattative di mercato per la Lazio che verrà, mentre l'ipotesi che il rinnovo di Inzaghi possa arrivare addirittura a mercato finito resta remota, ma non impossibile.

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Cinquanta volte Acerbi, la prima in biancoceleste è stata un successo: “Che gioia la coppa, ma resta anche l’amaro in bocca…”

AGGIORNAMENTO – "Finita questa stagione mi rimane la gioia della Coppa Italia e un po' di amaro in bocca perche' sicuramente avremmo potuto fare meglio in campionato". Cosi' il difensore della Lazio, Francesco Acerbi, commentando su Facebook la stagione dei biancocelesti. "Ora qualche giorno di riposo e poi sotto con gli allenamenti", ha concluso l'ex Sassuolo e Milan.

La prima stagione di Francesco Acerbi alla Lazio è stata un successo. Basterebbe anche solo il record di 50 gare giocate tra campionato e coppe (nessuno come lui tra i giocatori del campionato italiano) per affermarlo. A supporto di questa tesi, si aggiungono anche i dati Opta.La prestigiosa società di elaborazione di dati sportivi ha infatti eletto la formazione migliore della Serie A appena conclusa. E nel Best XI del 2018/19, c’è spazio proprio per il forte centrale biancoceleste: nel 4-3-3 schierato da Opta, Acerbi fa coppia con Koulibaly.Questa la formazione completa, basata sui dati statistici: (4-3-3): Handanovic; Cancelo, Koulibaly, Acerbi, Kolarov; Gomez, Pjanic, Fabian Ruiz; Ilicic, Zapata, Mertens.

 

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Inzaghi-Lotito, il tavolo è aperto: risposta entro martedì, ipotesi rinnovo fino al 2021

Che il tavolo sia aperto resta un buon segno, anche se la trattativa resta complicata e l'esito più che mai incerto. Questo il senso dell'incipit di apertura del pezzo di Fabrizio Patania sul Corriere dello Sport in merito alla situazione contrattuale dell'allenatore della Lazio e ai ripetuti confronti con la società avvenuti in questi giorni. Se Lotito ha proposto un triennale (scadenza 2022) e un ingaggio che si aggirerebbe intorno ai 2 milioni, con scatto di 500 mila euro rispetto all'attuale, Inzaghi sente sia arrivato il momento di un trattamento più vicino ai big: guadagna meno di chi non ha vinto, essendo l'unico allenatore ad aver tolto in tre anni due trofei alla Juventus qui in Italia. Ma il discorso economico per l'ex attaccante biancoceleste non è priorità assoluta: ecco che, allora, si sta pensando ad un adeguamento di contratto ma a scadenza più prossima (2021), così da mantenere continuità nel progetto della squadra senza troppo costringere Inzaghi a sentirsene quasi "prigioniero". Restano poi le valutazioni tecniche da fare. In primis, chiede una squadra più competitiva e per questo si sta confrontando con Tare su ruoli ed obiettivi che possano andare a rinforzare la squadra (si parla di circa 8 innesti); non tralasciando l'aspetto legato allo staff medico e fisioterapico, con i problemi da evitare come le incomprensioni generate dall'arrivo del suo massaggiatore di fiducia due anni fa. Lasciare Roma non è facile per Inzaghi, ma è tempo di decidere: serviranno cuore e cervello.laziopress.it

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Inzaghi-Lotito ad oltranza, fiducia a rischio: contratto, mercato e non solo

Non lo molla, raddoppia, triplica. Va a fondo, va avanti a oltranza. Dopo tre ore di confronto la sera prima, Lotito è ripiombato di nuovo a Formello ieri mattina e poi nel tardo pomeriggio, dopo una visita dal Papa. Inzaghi deve dargli una risposta per forza, al massimo dopo Torino e dopo questi faccia a faccia. In cui sono volate parole pesanti da una parte e dall’altra, più volte si è sfiorata la rottura. Non è solo un discorso economico (la società gioca ora al ribasso sui 2 milioni) o di mercato, sta venendo meno la fiducia. La storia d’amore è in crisi, va ricostruita e in fretta. Altrimenti bisognerà voltare pagina. Anche Inzaghi ha fatto la voce grossa, non ci sta che il presidente voglia fare nello spogliatoio e non solo (vedi il fisioterapista di fiducia Gasparini) piazza pulita. Ma il numero uno biancoceleste gli ha risposto con ancora più acidità: «Hai fatto una pessima stagione, ti sei salvato solo per la Coppa Italia». Per carità, rancori urlati all’interno dell’ufficio tecnico, ma rimbomba l’eco da due giorni ormai a Formello.
SILENZIO
Inzaghi resta in silenzio: oggi parlerà ai canali ufficiali, per la terza volta diserterà la conferenza, come prima e dopo il Bologna. Lotito ha invece riacceso i telefonini per sondare ogni alternativa: Mihajlovic era già stato sentito, Liverani avanza, Giampaolo piace, De Zerbi è stato la prima idea. Ieri è stato avvistato pure l’ex pupillo Ventura a Roma. Il presidente però non sta pensando soltanto alla panchina, dopo D’Angelo e il nuovo Slo inserirà un’altra figura in società (l’ex capitano Mauri affiancherà Tare). Anche perché, in caso di addio di Inzaghi che lo aveva voluto, pure sul dt Peruzzi va decifrato il futuro. È vigile su ogni tradimento, Lotito. È infastidito pure con Tare, chissà se per le voci sul Milan o soltanto per la sua vicinanza al tecnico.
TRIO A CONFRONTO
Ecco il trio al confronto. Era mancato nei primi faccia a faccia con Simone, ieri alle 18 il ds Tare era invece presente a Formello nell’ultimo vertice. Dimenticatevi il presidente sorridente dopo aver alzato il quinto trofeo della sua gestione, in poche ore gli è tornata in mente la rivoluzione. Aveva sbandierato la sua convinzione d’aver costruito una Ferrari, questo è quello che più gli ha rinfacciato Inzaghi. Che potrebbe acconsentire alla cessione dei big solo in presenza di degni sostituti. Inutile restare altrimenti perché non potrebbe fare più di quanto conquistato negli ultimi tre anni. Simone vuole far credere di avere Juventus e Milan ai suoi fianchi, ma potrebbe riconsiderare anche la corte dell’Atalanta in Champions altrimenti. Non solo: non vorrebbe essere lui a consegnare le dimissioni con un contratto ancora in vigore (e quindi 1,3 milioni) sino al 2020. «Vedremo che farà», dice meno sicuro Lotito, che rimane in pressing. Inzaghi fra poco se lo vedrà sbucare pure dentro casa dalle pareti. Ilmessaggero.it