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Ranking Uefa, sempre primo il Real. Juve quinta, Lazio meglio di Inter e Milan

Dopo le semifinali di Champions ed Europa League, la Uefa ha comunicato il Ranking Uefa aggiornato. Comanda ancora il Real Madrid, davanti a Barcellona e Bayern Monaco. Quarto posto per l'Atletico Madrid, quinta la Juventus, prima italiana in classificaLa Roma è 14esima, il Napoli 15esimo, seguono Fiorentina (38esima) e Lazio (40esima). Solo 46esima l'Inter, mentre il Milan è addirittura 78esimo.

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Riecco Lulic, Capitan Coppa vuole il bis

Lulic 26 maggio, quasi fosse nome e cognome. Il bosniaco è entrato talmente tanto in profondità che – dopo la vittoria in finale con la Roma – è diventato l'uomo della Coppa. Ora ha la fascia al braccio, di questa Lazio è diventato capitano, e vuole ripetere il successo del 2013. In questa stagione ha già giocato 42 partita, di cui 32 in Serie A, segnando 4 gol. Lulic ha tagliato il traguardo delle 8 stagioni in maglia biancoceleste, e vorrebbe festeggiare con la seconda Coppa Italia, e il terzo trofeo a Roma.

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Mercato allenatori, anche Inzaghi sul taccuino delle big italiane

Il mercato allenatori supera quello dei giocatori, almeno finora. Sarà un'estate movimentata, tante panchine cambieranno proprietario e si scateneranno giochi a incastri, anche – se non soprattutto – in Italia. La Juventus deve decidere se proseguire il lavoro con Massimiliano Allegri, l'Inter con Spalletti e il Milan con Gattuso. Specie nel caso delle ultime due, l'addio al tecnico sembra la cosa più verosimile. I nerazzurri dovrebbero affondare per Conte, mentre Inzaghi è un tecnico che piace sia alla Juventus, che al Milan. Difficile vederlo come successore di Allegri, ma per il Milan il discorso è diverso. I rossoneri hanno sondato Di Francesco, ma la pista Inzaghi potrebbe stuzzicare Leonardo e Maldini, specialmente se il Milan dovesse mancare l'ingresso in Champions League. Sono voci e interessamenti, la quiete prima che l'effetto domino inizi e comincino a cadere le prime tessere. L'Atalanta anche è lì, in attesa. Se Gasperini dovesse cambiare aria, Inzaghi potrebbe entrare nel mirino di Percassi. Lotito intanto, il tecnico lo ha punzecchiato anche ieri, il presidente vuole la Coppa e il 'colpo di coda finale'.

 

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Inzaghi carica i suoi: “Parola d’ordine intensità, così si vince”

Si avvicina la finale di Coppa Italia fra Lazio e Atalanta. Intanto i biancocelesti preparano a Formello la gara di sabato, a Cagliari, dove tenteranno di rimanere aggrappati al treno Europa League tramite il campionato. Inzaghi, in sala video, ha tenuto a rapporto la squadra, stimolandola con i filmati della sconfitta di domenica scorsa contro i bergamaschi. "Così si vince, così si va in Champions". Questa sostanzialmente la morale della 'strigliata' ai suoi, mentre sugli schermi scorrevano le immagini delle offensive arrembanti e compatte dei nerazzurri. Il tecnico vuole che i suoi pareggino l'intensità dei ragazzi del Gasp, vuole che la finale sia tutta un'altra storia rispetto all'ultimo confronto in campionato.

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Caicedo sempre più in rampa di lancio: per media gol-tiri è tra i migliori in A

È sempre più in rampa di lancio per Cagliari Felipe Caicedo: l’ecuadoriano è stato sostituito domenica mentre era il migliore in campo, ha sete di riscatto. E se le reti sono dalla sua parte (negli ultimi due mesi è il laziale che ha segnato di più), la media gol/tiri lo elegge addirittura tra i migliori cinque attaccanti del campionato: la percentuale realizzativa è del 28% (8 centri su 29 conclusioni), alla pari di Zapata e dietro solamente a Kean, Gervinho, Mandzukic e Defrel. La bagarre tra lui, Immobile e Correa per le due maglie da titolare contro Cagliari e soprattutto Atalanta è più che mai aperta. La Repubblica

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Una Coppa da 25 milioni: ecco le conseguenze di un eventuale fallimento

La Coppa che può salvare una stagione. Dopo aver visto sfumare l'obiettivo Champions in campionato, la Lazio di Simone Inzaghi adesso cerca la qualificazione diretta in Europa League tramite la vittoria nella finale contro l'Atalanta. La partecipazione alla prossima Europa league garantirebbe alla Lazio 18-20 milioni di euro solo per la qualificazione alla fase a gironi, mentre alzare il trofeo ne garantirebbe 5,3, (3,3 alla perdente). La vincitrice giocherà la Supercoppa contro la Juventus, che in virtù del contratto in essere con gli emirati garantisce 3,4 milioni per squadra. Insomma, quella del 25 maggio è una finale che vale ben 25 milioni, cifra alla quale la Lazio non può rinunciare per mantenere il livello della rosa. In caso contrario, ci sarebbe un drastico ridimensionamento economico. La Lazio ha fatto registrare un fatturato record nell'ultima stagione (127,28 milioni), se non dovesse vincere la Coppa (e quindi qualificarsi per l'EL) ci sarebbe una riduzione intorno al 20% del fatturato e di conseguenza di tutte le spese per l'organico. In altre parole, senza l'Europa le cessione sarebbero praticamente necessarie e il monte ingaggi di conseguenza sarebbe sforbiciato per mantenere l'equilibrio rispetto agli introiti. Un problema che la Lazio non vuole neanche pensare di porsi. 

 

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Crisi Immobile, ma in Coppa Italia gli riesce tutto…

Il periodo di Ciro Immobile, specialmente in campionato, è sicuramente tra i peggiori da quando è alla Lazio,con soltanto 4 reti segnate nel girone di ritorno. Come riporta il Corriere dello Sport, quest’anno però, l’attaccante campano ha comunque trascinato i biancocelesti in finale di Coppa Italia: gol nei quarti contro l’Inter, ed assist vincente per Correa in semifinale con il Milan. Ora il numero 17 deve ritrovare i suoi colpi, per trascinare i capitolini in questo finale di stagione. lazionews.eu

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Una coppa per non tornare al punto di partenza

La Coppa Italia per salvare la faccia e soprattutto parte della stagione. Non può essere certo una competizione di 4 gare a farlo. Doveva essere la ciliegina sulla torta è finita per diventare l’ultimo boccone per evitare l’amaro. Ecco perché quella del 15 maggio è la gara che deciderà il futuro della Lazio e di Inzaghi. Salvataggio o naufragio passano dalla partita contro l’Atalanta. Già, la stessa squadra che domenica ha risvegliato bruscamente i tifosi biancocelesti dal sogno Champions. Una stagione iniziata sotto il segno della riscossa dopo il quarto posto fallito all’ultima giornata lo scorso anno. Quelli erano i giorni di grandi sogni dove erano vere anche le utopie. Obiettivo dichiarato in estate e ribadito a gran voce dal presidente Lotito durante la conferenza stampa convocata di tutta fretta agli inizi di dicembre per cercare di riportare serenità in un ambiente che stava mostrando diverse criticità. Quella della famosa frase: «La Lazio è una Ferrari ingolfata».

BIVIO FONDAMENTALE
Pilota e meccanici, per insistere sulla metafora presidenziale, non hanno portato quel valore aggiunto che serviva. Ed ecco che ad oggi i biancocelesti si trovano fuori anche dall’Europa League. Ottavo posto con quindici punti in meno rispetto alla passata stagione. Basti pensare che alla 35ima giornata la Lazio era terza in classifica a parimerito con la Roma a quota 70 punti. Ad oggi avrebbe significato Champions matematica. Un mondo stravolto. Ancora una volta. E allora è facile pensare che la classica crisi del secondo anno affrontata con Petkovic e Pioli sia arrivata con un anno di ritardo con Inzaghi. Questo però non significa crescere. Anzi. Resta la zona Cesarini della Coppa Italia. Vincerla darebbe un senso (porterebbe in Europa senza preliminari), perderla, senza nemmeno la qualificazione diretta, significherebbe disastro. Vorrebbe dire che bisognerebbe ricominciare da capo. Nuovamente. Un film visto e rivisto. Interpreti diversi ma il finale sembra sempre lo stesso. La realtà racconta che la Lazio l’ultima volta che ha sentito la musichetta della Champions è stata nella stagione 2007-08. Tare era il centravanti. Oggi fa il ds dei biancocelesti. Nel 2015-16 si è fermata al preliminare. Tradotto niente soldi. Insomma non è un caso che negli ultimi 11 anni non si sia mai qualificata. Il cortocircuito nasce nel momento in cui si dichiarano obiettivi che di fatto si sa non potranno essere centrati. Sarebbe più giusto dire che la Lazio è una squadra progettata per andare in Europa League. In questo caso arrivare ottavi vorrebbe dire aver buttato la stagione.

I SOLITI GUAI
Un cortocircuito che finisce per mandare in tilt anche il tecnico. Per carità nessuno vuole salvare Inzaghi a priori ma non può essere lui la vittima sacrificale. Simone in questa stagione ha sbagliato alcune formazioni, spesso i cambi. In altre si è intestardito con scelte incomprensibili. Altre ancora non poteva proprio scegliere visto il mercato rivelatosi sbagliato fatto dalla società. Sbagliato, dunque, cercare un capro espiatorio a tutti i costi. E poco importa che sia il tecnico o un giocatore in particolare. A Roma sponda Lazio si fa molto presto a trovare il colpevole: «Milinkovic se ne vuole andare, Luis Alberto ha la testa altrove, Wallace non è capace, Durmisi e Berisha esistono? Immobile non segna più». E cosa conta “chi perdeva” le regole sono così, è la vita ed è ora di crescere.

ilmessaggero.it

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Le due facce della Lazio: i numeri dell’involuzione rispetto alla scorsa stagione

– 15 e -34. Non sono le temperature rigide siberiane, ma la differenza di punti e gol segnati della Lazio 2017/18 e 2018/19. A tre giornate dalla fine, la Lazio aveva 70 punti, oggi ne ha 55. E soprattutto (con 34 gol in più) aveva l'attacco più prolifico della Serie A. Numeri che raccontano la flessione globale dei biancocelesti, che hanno subito ben 15 delle ultime 16 reti dopo l'intervallo. Nessuno in Serie A ha avuto un calo così evidente rispetto alla scorsa stagione. Altro dato (forse il più sconfortante) sulle rimonte: per ben 18 volte la Lazio è andata sotto nel risultato, solo in 6 casi è riuscita a portare a casa il pareggio, mai una vittoria. La scorsa stagione invece, la Lazio ha raccolto ben 23 punti da situazioni di svantaggio. Altra macroscopica differenza.

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Ora è solo corsa all’Europa League (in attesa della finale): momenti e calendari a confronto

Con la Juve già campione d'Italia da settimane, e il Napoli ora matematicamente secondo, entra nel vivo il campionato degli altri. Tre giornate per centrare il terzo e quarto posto, che garantiscono l'accesso in Champions League. Arrivare al quinto, che proietta ai gironi di Europa League, o accontentarsi del sesto, che consente di giocarsi i preliminari per potere gareggiare per l'ex Coppa Uefa. Sei contendenti per quattro piazzamenti utili. La corsa si chiuderà domenica 26 maggio. Un quadro più chiaro delle forze in gioco lo si avrà questa sera, dopo che il Milan (che ha giocato una partita in meno rispetto alle rivali) avrà affrontato il Bologna. Ma è già possibile fare i conti in tasca, in termini di punti e opportunità, a tutte le contendenti. 

Inter, 3° in classifica 63 punti

Alla squadra di Spalletti bastano 6 punti in tre partite per avere la certezza di arrivare almeno quarta, e giocarsi la prossima Champions League. Significa vincerne almeno due. E non è così scontato, per una formazione che da troppo tempo sembra abbonata al pareggio. Vincendo lunedì prossimo in casa contro il Chievo, già retrocesso, potrebbe affrontare con più serenità le ultime due. Possibile insidia: l'Empoli all'ultima giornata, ma solo se i toscani dovessero giocarsi proprio a San Siro la permanenza in A.
Prossime partite: Chievo (casa), Napoli (trasferta), Empoli (casa)
 

Atalanta 4° in classifica 62 punti

Se all'Inter ne bastano 6, l'Atalanta per garantirsi l'accesso all'Europa che conta deve fare 7 punti. Non una missione impossibile, visto il ritmo di marcia dei nerazzurri di Bergamo in questo finale di campionato. I ragazzi terribili di Gasperini ospiteranno il Genoa in cerca di salvezza, poi andranno allo Stadium a giocarsi molto contro una Juve sì appagata ma sempre pericolosa, soprattutto se i giovani messi in campo da Allegri vorranno cercare la prestazione importante contro la squadra più in forma del campionato. Per poi giocare l'ultima contro un Sassuolo ormai senza stimoli.
Prossime partite: Genoa (casa), Juventus (trasferta), Sassuolo (casa)

Roma 5° in classifica 59 punti
Dalla Roma in giù, tutte le squadre per entrare in Champions League dovranno sperare in qualche passo falso di chi sta più in alto di loro. Claudio Ranieri, dopo il pareggio contro il Genoa, è stato chiaro: "Facciamo 9 punti e vediamo'". Sempre ripensando alla partita di Genova, l'allenatore si è votato anche a presunti disegni divini: "Il rigore parato da Mirante a Lerager è un segno del destino". Ma sa bene che di quel destino la sua Roma non è più del tutto padrona. Molto deciderà la Juve, domenica all'Olimpico.
Prossime partite: Juventus (casa), Sassuolo (trasferta), Parma (casa)
 

Torino 6° in classifica, 57 punti

La buona notizia per il Torino è il rinnovo di Belotti fino al 2022, annunciato dal presidente Urbano Cairo. Quella cattiva gliel'ha data Cristiano Ronaldo, con il colpo di testa che he negato la vittoria ai granata nel derby. Anche se Mazzarri e i suoi non lo dice, perché sognare non costa niente, l'obiettivo in queste ultime giornate è più l'Europa League che la Champions. Sulla difficoltà del cammino del Toro, molto dipenderà da come la Lazio arriverà all'ultima giornata: se ancora in corsa per l'ex Coppa Uefa o se fuori da ogni gioco.
Prossime partite: Sassuolo (casa), Empoli (trasferta), Lazio (casa)
 

Milan 7° in classifica, 56 punti *

Se questa sera vincerà in casa con il Bologna dell'ex rossonero Mihajlovic, il Milan salirà a 59 punti, al pari con la Roma, con vista Champions. Se invece dovesse perdere o pareggiare, sprofonderebbe in una situazione inimmaginabile solo due mesi fa, quando i rossoneri superavano i cugini interisti in classifica e Rino Gattuso era l'idolo di San Siro. Comunque vada questa oggi, sulla carta le tre partite che aspettano poi il Milan sono tutt'altro che proibitive. Ma, a questo punto della stagione, vuol dire poco.
Prossime partite: Fiorentina (trasferta), Frosinone (casa), Spal (trasferta)
 

Lazio 8° in classifica, 55 punti

Insieme al Milan, la Lazio è la più in difficoltà fra le squadre del gruppo che sogna l'Europa. E la posizione in classifica è lì a dimostrarlo. Strapazzata in casa dai ragazzi terribili di Gasperini, la squadra di Simone Inzaghi deve affrontare un calendario da qui a fine stagione non sembra essere dei peggiori, ma l'ultima a Torino contro il Toro potrebbe essere particolarmente dura. E il morale non è certo quello di fine marzo, quando i laziali espugnavano la San Siro interista.
Prossime partite: Cagliari (trasferta), Bologna (casa), Torino (trasferta)
 
*Una partita in meno: oggi lunedì 6 maggio, ore 20.30, in casa contro il Bologna

Repubblica.it