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Flop romane, i demeriti acquisiti di Lazio e Roma

Le gare di ieri se non sono una sentenza, poco ci manca. A tre giornate dal termine i due posti rimasti per la Champions si tingono sempre più dei colori nerazzurri di Inter e Atalanta che, a +4 e +3 dalla quinta, potranno gestire un vantaggio confortante. Per quanto visto nel corso della stagione si tratterebbe di un esito coerente. La squadra di Spalletti infatti, seppur tra polemiche interne e un gioco che non è mai decollato, è stata per tutto il torneo stabilmente nella sua zona di competenza. L’Atalanta, da gennaio in poi, ha avuto un ruolino di marcia impressionante che le ha permesso con merito di raggiungere e poi superare di slancio le avversarie. Forte di un gioco collaudato ed efficace il fatto nuovo della squadra di Gasperini è rappresentato dalla crescita di personalità e convinzione. Con l’obiettivo della Coppa Italia, sorretta da un’ottima condizione fisica, nel momento decisivo della stagione, l’Atalanta ha capito di poter sferrare l’attacco verso un traguardo impensabile fino a poche settimane fa,ma ora più che mai possibile anche grazie alle debolezze delle rivali.Roma e Lazio anche ieri sono state autentiche delusioni. I giallorossi visti a Genova non meritano la Champions: non può essere quello l’atteggiamento di una squadra che sa di dover solo vincere per tentare di salvare la stagione. I biancocelesti sono in calo costante, con gambee testa pesanti: durano poco più di metà partita. Non un bel segnale in vista della finale di Coppa Italia che per la Lazio e Inzaghi rischia di diventare la salvezza o la bocciatura della stagione.  Ilmessaggero.it

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Tracollo Europa, ora resta solo la Coppa Italia

La Lazio con la sconfitta di ieri contro l’Atalanta saluta definitivamente i sogni Champions.La brutta prestazione contro la Dea ha segnato un altro punti negativo della stagione biancoceleste. Dopo la bella e sofferta vittoria a San Siro contro l’Inter, la Lazio ha perso punti preziosi perdendo 4 delle 7 partite giocate da allora: SPAL, Milan, Chievo e Atalanta. Zero punti in quattro partite, tutte alla portata della Lazio. Un dato assolutamente negativo per la Lazio, che con Inzaghi in panchina non aveva mai fatto registrare una serie così negativa. Per vedere una serie così negativa della Lazio bisogna risalire al periodo 2015 quando tra ottobre e dicembre i ragazzi di Pioli raccolsero 0 punti da 5 gare su 7. La Lazio deve assolutamente provare a salvare la stagione. L’unico modo per farlo? Vincere la Coppa Italia. Cittaceleste.it

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Wallace, simbolo di una Lazio “distratta”: ora la sua storia alla Lazio è finita

La sua storia alla Lazio, con un folle dribbling su Strootman, nel 2016 era diventata subito in salita. Adesso è davvero finita. Perché i tifosi hanno perdonato Wallace una, due volte per i suoi folli svarioni, da ieri sono solo fischi senza più attenuanti né condizioni. Senza nemmeno aspettare la fine dei novanta minuti. Al secondo sbaglio decisivo, il brasiliano viene sommerso a ogni tocco. Per carità, atteggiamento scorretto e autolesionista sull’1 a 2, ma il pubblico biancoceleste di fronte a così tanta superficialità, ha perso la razionalità. Poco importa che Inzaghi continui a proteggere la sua scelta: «Lo difenderò sempre, come difendo tutti i miei giocatori. Se si allena bene, merita di giocare come gli altri. Wallace ha commesso errori, come sarebbe potuto capitare ad altri. Domenica scorsa aveva fatto molto bene a Genova». Dove il tecnico aveva usato parole dolci per rilanciarlo a sorpresa alla vigilia: «Non dimenticatevi che ha sempre dato tutto e si era infortunato per la Lazio a San Siro. Ora è tornato a buon livello».

DISTRAZIONI FATALI 
Forse ha visto la Dea e si è bendato, il bis di Wallace è un disastro. Distratto, presuntuoso e poi ovviamente nel panico. Rinvia male il tiro di Freuler, poi lascia a Zapata tutto il tempo di girarsi in area e infilare Strakosha. Nel raddoppio orobico regala goffamente a Gomez la palla e finisce strisciando in area. Infine conclude con l’autogol sul corner. Infierisce da solo su stesso, Wallace, c’è poco altro da dire. Magari, durante la gara, i fischi a ogni suo tocco, il pubblico li avrebbe potuti evitare, ma adesso guai a presentarsi col brasiliano in finale. Quest’antipasto di Coppa finisce indigesto, Wallace di sicuro ha perso il posto. E ormai non c’è più dubbio, anche per un discorso ambientale, che a fine stagione sarà ceduto. Dalla scorsa estate il superprocuratore Mendes sta cercando una sistemazione al proprio assistito, ci ha riprovato invano a gennaio, bisognerà svenderlo a giugno. Sono stati quasi ammortizzati gli 8 milioni investiti ormai tre anni fa, alla Lazio è precipitata la carriera. Eppure ognuno è sempre artefice della propria… Fortuna.  Ilmeddaggero.it

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Murales Ponte di Nona, Lotito: “E’ un motivo di orgoglio”

L’iniziativa promossa dalla Lega Calcio di realizzare alcuni murales per celebrare le due squadre giunte in finale di Coppa Italia sta riscuotendo diverse approvazioni. Come vi abbiamo raccontato in mattinata, a Ponte di Nona è stato raffigurato Ciro Immobile e presto sarà designata una nuova opera a tinte biancocelesti. In contemporanea, a Bergamo, saranno completati altri due murales: il presidente della Lazio, Claudio Lotito, il suo parigrado all’Atalanta, Antonio Percassi e Luigi De Siervo(Amministratore Delegato della Lega Serie A) sono interventi per commentare e presentare ufficialmente l’iniziativa.

LOTITO SUL MURALES – “E’ un motivo d’orgoglio per la S.S. Lazio, la squadra che nel 1900 ha portato il calcio nella Capitale, poter comparire su un murales dedicato alla competizione che celebra il nostro sport al massimo livello Nazionale”.

PERCASSI SUL MURALES – “Una bella iniziativa, un murales che ricordi un evento importante quale è la qualificazione alla Finale di TIM Cup significa non solo rendere omaggio all’Atalanta, ma anche alla città di Bergamo. Grazie alla Lega Serie A e buon lavoro agli artisti impegnati nella realizzazione”.

DE SIERVO SUL MURALES – “Ci piace esaltare le imprese sportive dei nostri club attraverso dei monumenti equestri destinati a restare nel tempo. Atalanta e Lazio hanno raggiunto la Finale eliminando squadre di grande blasone, si meritano questo riconoscimento permanente. Con i murales dedicati a queste due formazioni iniziamo un percorso che ci vedrà nei prossimi mesi impegnati ad esaltare e valorizzare la storia delle squadre di Serie A attraverso dipinti giganti sulle facciate dei palazzi nelle loro città. Voglio ringraziare gli artisti, che lavoreranno a ritmo serrato nei prossimi giorni, la Siae per il contributo destinato alla realizzazione delle opere e altresì mi preme ringraziare le due amministrazioni comunali di Bergamo e Roma”.Lazionews.eu

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Non solo Caicedo, da Berenguer a Pastore: le carte a sorpresa per la corsa Champions

Gli invisibili che ora lasciano il segno. L'ultima fetta del campionato sta regalando istanti di palcoscenico ad alcuni assenti (o poco presenti, tra cui qualche stella), per motivi diversi, nella sceneggiatura della Serie A. E che invece potrebbero risultare determinanti per centrare gli obiettivi stagionali.  Nainggolan, Pastore, Berenguer, Caicedo. Carte a sorpresa estratte dal mazzo, tra nobili decaduti e ora di nuovo in servizio e altri che spesso sono rimasti fuori per la qualità della concorrenza. 

Da qualche settimana è tornato il Ninja, che la dirigenza interista ha pagato parecchio alla Roma, compreso il cartellino di Zaniolo. L'ultima prova, la rete (cinque nel torneo) alla Juventus e almeno 60 minuti a ritmi alti, con il calo che ha poi lasciato spazio ai bianconeri nel match di sabato sera a San Siro. Certo, la stagione resta negativa, qualche picco e tanti bassi, vari mesi tra infermeria e prestazioni non all'altezza. Poi, da febbraio, la promessa: vita meno attiva fuori dal campo, dieta, testa agli allenamenti. Ed ecco ora per il belga il ruolo da leader che Spalletti gli ha confezionato in avvio di campionato.

Il ritorno, inatteso del Flaco, una delle password d'accesso per i giallorossi nella volata Champions. Uno degli acquisti del mercato estivo che ora si sente in debito con i tifosi giallorossi. Dopo i saluti al Psg si era presentato alla Roma con due reti di tacco, una delle specialità della casa. Poi, la lunga striscia di infortuni, anche per la scarsa attitudine a giocare ogni tre giorni, tra campionato e Coppe. E le panchine in serie, con la trequarti per Lorenzo Pellegrini, dietro alla punta centrale e poi per Zaniolo, talento e forza, il futuro della Roma. Pastore ai margini, sparito, sino a due sere fa, con Ranieri che gli ha concesso una casacca da titolare con il Cagliari. Rete, giocate di classe, una continuità da ricostruire, un finale di stagione per guadagnarsi la riconferma nella Roma estiva, verosimilmente assai differente dalla versione attuale.

Prima ala, ora trequartista. Anzi incursore, modello Marek Hamsik ai tempi del Napoli, con inserimenti, assist per i compagni. L'invenzione di Walter Mazzarri per lanciare il Toro in zona Europa, sospeso tra Champions ed Europa League. Nella vecchia posizione lo spagnolo, conteso anche dal Napoli, lo scorso campionato non ha mai sfondato. E lo stesso è avvenuto per buona parte del torneo in corso. Fino all'intuizione del tecnico toscano, alla ricerca della figura tattica ideale per il 3-4-2-1, provata con continuità da febbraio in poi. E i dividendi sono arrivati con il Milan, migliore in campo e rete del successo granata sul Milan. Ora lo score dice due reti e quattro assist. Ma il tassametro corre, per la gioia di Cairo.

La passata stagione vissuta in penombra, costretto alla panchina da Immobile in versione extralusso, oltre quota 40 reti. Quindi, l'idea estiva di lasciare la Lazio, sino allo stop imposto da Simone Inzaghi. E dopo la prima parte tra panca e qualche presenza in Europa League, la punta ecuadoregna sta producendo dividendi nel 2019 per la squadra biancoceleste. Decisivo (sei reti in A) e non più bomber di scorta, anche se il minutaggio anche in questa stagione è stato inferiore alle attese. Ma la doppietta alla Samp, a Marassi, potrebbe consegnare un posto in Champions League ai laziali, che si giocano da primattori la corsa all'Europa che conta. Repubblica.it

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Milinkovic lavora in piscina: vuole la finale di Coppa Italia

Una corsa contro il tempo. Per Milinkovic il recupero per la finale di Coppa Italia resta molto complicato, ma non impossibile. Durante Milan-Lazio ha accusato una doppia distorsione, del ginocchio e della caviglia. Se in prima battuta si pensava che fosse il ginocchio ad aver subito il danno peggiore, col passare delle ore la caviglia del serbo si è gonfiata. In questa settimana il giocatore sta lavorando in piscina per cercare di accelerare i tempi. 

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Volata quarto posto: Atalanta artefice del proprio destino, il calendario dice Roma, alla Lazio serve un’impresa

Il Napoli è la seconda squadra italiana qualificata alla prossima edizione della Champions League. La sconfitta del Milan lo ha certificato stasera e lo stesso club azzurro ha celebrato con un tweet il traguardo raggiunto, ricordando anche di detenere un record particolare: è l'unico club della Serie A a centrare l'Europa da dieci anni consecutivi.

VOLATA — Ma tornando alla Champions, chi seguirà Juventus e Napoli nella fase a gironi della prossima stagione? La classifica dice che sei squadre sono ancora in corsa. Leggiamola, dal terzo all'ottavo posto: Inter 62, Roma 58, Torino, Milan e Atalanta 56, Lazio 55. L'Atalanta, però, deve ancora giocare nella 34esima giornata, stasera contro l'Udinese in casa.

CALENDARIO — L'Inter, momentaneamente terza, è ovviamente la favorita per essere una delle due qualificate, oltre a Juve e Napoli. Il calendario vedrà i nerazzurri in trasferta a Udine nel prossimo turno, ma è soprattutto nelle due gare a San Siro, contro il Chievo retrocesso e l'Empoli all'ultima giornata, che possono arrivare i punti necessari per centrare l'obiettivo, anche dovesse andare male il big match a Napoli nel penultimo turno di campionato. La Roma ha due trasferte di media difficoltà, prima contro il Genoa, che non è ancora salvo aritmeticamente, poi con il Sassuolo, tranquillo, ma sempre insidioso. In casa i giallorossi affronteranno la Juve, poi all'ultima il Parma. Calendario non proibitivo, se i bianconeri, già campioni d'Italia, concedessero qualcosa. In teoria, però, è l'Atalanta ad avere ora il destino nelle proprie mani: se dovesse vincere tutte le partite, la squadra di Gasperini sarebbe in Champions. Il calendario però è abbastanza tosto: dopo l'Udinese, ecco la trasferta in casa della Lazio, poi il Genoa in casa, la Juve allo Stadium e il Sassuolo per chiudere. Il Toro ha gli scontri diretti a favore sia con i bergamaschi che contro il Milan, ma le speranze Champions di Mazzarri passano giocoforza dal derby del 3 maggio contro la Juventus. Scoglio durissimo, poi calendario più abbordabile con Sassuolo in casa ed Empoli in trasferta, prima di concludere la stagione al Grande Torino contro la Lazio in quello che potrebbe essere un vero spareggio almeno per l'Europa League. E il Milan? Sino a oggi, i rossoneri avevano il pallino, ma dopo la sconfitta di Torino sono costretti a inseguire. Bologna a San Siro e Fiorentina a Firenze gli impegni più complicati, ma sino a un certo punto. Il finale con Frosinone in casa e una Spal probabilmente già salva lascia ancora speranza agli uomini di Gattuso. Almeno per quanto può valere il calendario. La Lazio si è rilanciata con la vittoria in casa della Samp, ma Simone Inzaghi ha davanti il poker di gare più arduo, sulla carta. Scontri diretti con Atalanta e Torino, in mezzo trasferta a Cagliari e sfida al Bologna all'Olimpico. Con tante squadre davanti, seppure vicine, la sensazione è che per finire nelle prime quattro la Lazio debba vincerle tutte da qui al 26 maggio. gazzetta.it

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Immobile, pali a quota nove: «Forse le porte sono più piccole»

Prova a riderci su, Ciro Immobile. L’attaccante della Lazio, ex bomber del campionato, vanta un record particolare in questa stagione: è il calciatore ad aver colpito più legni di tutti in Serie A. «Secondo me le porte sono più piccole, perché se no non si spiega» scherza su Instagram il numero 17 biancoceleste, rispondendo ad un post, a lui dedicato, dell’account “Chiamarsi bomber”. In nove occasioni pali e traverse gli hanno negato la gioia del gol. L’ultima ieri nel secondo tempo della partita con la Sampdoria: la punizione di seconda dal limite dell’area si è stampa sul montante alto della porta difesa da Audero. La classifica marcatori è ferma al 4 aprile scorso, quando contro il Sassuolo su rigore segnò la rete numero 14. Il gol su azione, invece, manca dal 10 marzo, giorno del pareggio in trasferta con la Fiorentina. Insomma, la fortuna non sembra girare dalla parte di Ciro, che non si abbatte e può contare sul sostengo di tutto l’ambiente Lazio, dai tifosi all’allenatore. «Il digiuno di Immobile non mi preoccupa. L’importante è avere sempre delle occasioni, il gol arriverà. Per noi Ciro è importantissimo non solo sotto porta» ripete spesso Simone Inzaghi, che è stato tra i primi tre anni fa a volere nella Capitale l’ex Borussia Dortmund. Ilmessaggero.it

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Caicedo-Correa, coppia d’oro da 6 su 6

Udinese, Bologna, Empoli, Roma, Parma, Sampdoria. Cosa hanno in comune queste squadre? La risposta è semplice: con Correa e Caicedo dal 1' la Lazio le ha battute tutte. 6 gare su 6 con loro i campo, 18 punti. Immobile resta il bomber principe, vero, ma Inzaghi (numeri alla mano) ora sa di poter contare su una coppia 'b' di tutto rispetto e con numeri impressionanti. 

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Immobile, una nuova vita: da bomber spietato ad assistman

I gol della Lazio non riescono a non passare da Ciro Immobile. Il rendimento realizzativo del bomber di Inzaghi è in flessione (solo due gol su azione in campionato nel 2019, in aggiunta ad altri due su rigore), ma sta crescendo la sua vena da assist-man: mercoledì ha lanciato Correa verso il gol al Milan che ha dato timbrato il salto della Lazio nella finale di Coppa Italia. È stato il suo undicesimo assist stagionale, superato il bottino della scorsa annata quando era arrivato a quota 10 (tre nella stagione precedente, la prima in biancoceleste). In campionato ha ispirato cinque gol dei compagni: il suo primato in A risale all’anno scorso con nove assist. Immobile comunque incisivo sul fronte offensivo, anche se risulta pesante il conto pagato alla sorte sul fronte dei legni colpiti: ben sei in questa edizione della Serie A.

OBIETTIVO — Ma c’è un altro conto che però Immobile vorrebbe tenere ancora aperto. Riguarda quello delle reti rifilate alla Sampdoria, prossimo avversario della Lazio. Ai doriani ha segnato ben otto volte: un suo primato. Cinque gol con la maglia della Lazio, tutti all’Olimpico, che hanno portato due vittorie e un pareggio. E l’ultimo ricorda però una grande amarezza. Nella sfida d’andata la sua realizzazione su rigore al 51’ della ripresa portò al 2-1 per la squadra di Inzaghi, ma tre minuti dopo Saponara centrò il 2-2. A Marassi domenica Immobile cercherà di rendersi prima di tutto utile al gioco della squadra, magari ancora alimentando la sua ispirazione da assist-man, però inseguirà anche il primo gol da tre punti in trasferta del 2019. In questo campionato non lascia il suo segno vincente lontano dall’Olimpico dal 21 ottobre a Parma (2-0). Un digiuno troppo lungo per Ciro Immobile.

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