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Corsa all’Europa League: Lazio-Atalanta in finale apre nuovi scenari, ecco tutte le combinazioni

Lazio-Atalanta sarà la finale atipica che il 15 maggio prossimo assegnerà la Coppa Italia e che avrà addosso le attenzioni anche di altre squadre italiane. Già, perché a seconda di chi alzerà il trofeo allo stadio Olimpico e del piazzamento in campionato, gli scenari per l'ingresso in Europa League potrebbero cambiare. Da regolamento la Serie A conferisce alle prime quattro classificate l'accesso diretto ai gruppi di Champions League (senza passare per i preliminari), mentre alla quinta e alla vincitrice della Coppa Italia il pass per i due posti in Europa League, con la sesta che parte dal secondo turno preliminare del torneo. E la settima? I rischi che possa essere fatta fuori da questa corsa dopo le vittorie di Lazio e Atalanta e – soprattutto – l'eliminazione della Fiorentina (attualmente undicesima) LE 4 COMBINAZIONI – Partiamo dal caso più semplice: se la vincitrice della Coppa Italia finisce quarta in campionato, entrerebbe in Champions lasciando alla quinta, sesta e settima (quest'ultima nel secondo turno preliminare) l'ingresso per l'Europa League.

– Se una tra Lazio e Atalanta vince la coppa e si piazza 5ª o 6ª, andrebbe nei gruppi con la sesta o con la quinta (a seconda che si verifichi un'ipotesi piuttosto che l'altra) e la settima accederebbe sempre attraverso i preliminari.

– Andrà alla fase a gruppi con la quinta se la vincitrice della Coppa Italia arriva settima, costringendo così la sesta a partire dal secondo turno.

– L'ultima ipotesi è quella che condannerebbe la settima del nostro campionato: se chi vince la Coppa Italia si classifica dall'ottavo posto in giù, questa andrebbe con la quinta ai gruppi di Europa League, la sesta ai preliminari e la settima rimarrebbe fuori. Al momento la Lazio è ottava, se non dovesse recuperare terreno e dovesse vincere il trofeo si verificherebbe quest'ultima condizione. Corrieredellosport.it

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Lazio bella e possibile: dal crollo col Chievo alla vendetta contro il Milan

ROMA E' San Siro il suo fortino. Inzaghi cade e poi risorge tre volte a Milano. Era successo prima il 31 gennaio in Coppa contro l'Inter, poi il 31 marzo sempre contro Spalletti in campionato. Adesso pure il tabù Gattuso è battuto e annientato. Tre successi alla Scala del calcio è il numero perfetto, anzi è la prima volta nella stessa stagione nella storia della Lazio. Dunque Inzaghi può festeggiare un altro primato, senza considerare che anche il suo score di punti è rimpolpato: meglio di lui con una media di 1,95 c'è solo il maestro Eriksson negli ultimi 31 anni, lo insegue a 1,78 l'allievo Inzaghi. Simone può sfoggiare l'ottantesima vittoria sulla panchina biancoceleste su 150 partite e la duecentonovantesima rete. E' Correa a mettere la palla in porta, ma è l'allenatore a spingerla. Segue tutta l'azione muovendosi a bordocampo ancora una volta, nei suoi passi alla fine c'è pure la zampata. Perché un vecchio bomber non poteva starci all'idea che s'era inceppata proprio sui gol la sua squadra. Soprattutto era di nuovo in discussione da settimane, Inzaghi: è l'ennesima resurrezione del tecnico non appena finisce sul patibolo o si sente in bilico. Lui sì che, a differenza della sua squadra, trasforma in oro la pressione e si salva in corner. 
SCELTELa testardaggine è il pregio e il difetto di Simone. Talvolta Inzaghi s'innamora delle sue idee, va avanti quando le cose non vanno bene e finisce per perdersi in un bicchiere. Altre volte però ha ragione e lo dimostra contro lo stesso avversario, non cambiando la strategia ma soltanto il finale del copione. Il Milan viene battuto in Coppa Italia facendo esattamente tutto ciò con cui era arrivato il ko in campionato. Stavolta non viene fatto però nessun errore in difesa (perfetto il trio Luiz Felipe-Acerbi-Bastos e anche gli esterni Romulo e Lulic in ripiego), la Lazio aspetta ma poi, dopo 14 tiri e 10 occasioni, riesce a sbloccarsi sotto porta nella ripresa. Immobile non avrà più la stessa vena, ma confeziona il decimo (suo personale record) assist stagionale per Correa. Poi c'è il gigante Leiva davanti la retroguardia a sigillare con lui in campo la 46esima vittoria. Ecco la finale che Simone aveva promesso a Lotito, che gli contestava di nuovo alcune scelte col Chievo. Stavolta impeccabili invece pure le sostituzioni: forzata quella di Parolo, preziosa quella di Caicedo col vantaggio, utile la solita di Badelj per il possesso (12'52'). Guarda caso, il presidente è tornato felice e contento. 
FUTUROE' andato negli spogliatoi a fine gara, Lotito, ha fatto i complimenti a Inzaghi e tutto il gruppo. Nella strigliata a Formello aveva invocato proprio questo spirito, ma adesso bisogna centrare il vero obiettivo il prossimo 15 maggio. Il tecnico però non ci sta ad essere legato solo a quel risultato, per questo rivendica giò il bottino della sua intera gestione con orgoglio: «Penso ai due quinti posti, al record dei gol dell'anno scorso, ai derby vinti». Dovrà aggiungerci almeno un'altra Coppa Italia vinta quando si siederà a fine maggio a parlare del suo futuro con Lotito. C'è un contratto sino al 2020, Tare ha già escluso ribaltoni, ma non ci sono piani definitivi. Intanto Simone li ha di nuovo sconvolti, ma sul quasi addio alla Champions pesano anche i suoi errori. 

Il Messaggero

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La Lega Serie A contro il razzismo: “Basta, lo sport è rispetto”

Dopo i fatti di Milano, la lega calcio ha diramato un comunicato nella giornata di giovedì: “La Lega Serie A condanna con fermezza gli episodi di razzismo accaduti in questi ultimi giorni. Lo sport deve esaltare il rispetto, l’inclusione e lo stare insieme in armonia, valori che sono alla base delle iniziative sociali promosse da sempre dalla Lega Serie A”

“Non è accettabile dover sentire nei nostri stadi aggressioni verbali di intolleranza e come fatto in passato, ad esempio con le modifiche apportate al codice di Giustizia Sportiva grazie al lavoro di Lega Serie A e Figc, faremo quanto in nostro potere per contrastare simili accadimenti. Auspichiamo altresì la massima collaborazione da parte delle Forze dell’Ordine per individuare e punire i responsabili che con le loro azioni offuscano l’immagine del nostro mondo”.

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Milan-Lazio, maglie, risse e veleni: oltre la posta in palio, c’è una gara nella gara

Infiniti veleni. Una partita nella partita. Tiratissima già per la posta in palio, la finale di coppa Italia diventa speciale, ad alto rischio per quanto è accaduto due settimane fa alla fine del match di campionato. Dal parapiglia tra i giocatori alla maglia-scalpo mostrata da Bakayoko e Kessie, immagine diventata poster per non dimenticare all’interno delle mura di Formello. Il clima, insomma, non sembra essere dei migliori. Perché l’elettricità tra le due squadre, nonostante siano passati alcuni giorni, potrebbe ancora creare un corto-circuito, soprattutto tra calciatori, con alcuni che non hanno messo da parte nè la rissa e ne l’episodio Bakayoko-Kessie, che hanno irriso la maglia di Acerbi e della Lazio portandola fin sotto la curva, per mostrarla come un trofeo ai tifosi rossoneri durante i festeggiamenti per la vittoria. Un gesto grave e insulso, condannato da tutti ma che, nonostante le scuse dei due (e la multa di 86 mila euro), il patteggiamento con la Procura Federale, la reprimenda di Gattuso e il “volemose bene” di Acerbi, sembra aver alzato la tensione di un match che non ne aveva bisogno. In tutto questo, c’è da aggiungere la tensione sui social tra milanisti e laziali. 

ATMOSFERA CALDA 
Anche per i tifosi la vicenda pare non si sia affatto chiusa. Il chiacchiericcio virtuale su tutti i social ne è la dimostrazione più lampante. Tutto quello che è successo in campo e fuori ha sicuramente contribuito ad accendere l’attesa di una partita, con il rischio che si parli di più di quello che possa avvenire fuori dallo stadio San Siro e sugli spalti, dove sono previsti circa 60.000 spettatori, con oltre quattromila tifosi biancocelesti provenienti dalla capitale. Ilmessaggero.it

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Milinkovic, Luis Alberto e Immobile, Milano la meta per il riscatto

Dopo l'incredibile ko interno contro il Chievo (già retrocesso) sono in tanti a dover invertire la rotta. Milinkovic e Luis Alberto in prima fila, visto che oltre a non aver offerto prestazioni esaltanti nell'ultimo periodo, sono stati i protagonisti di sciagurate espulsioni. Non ci saranno contro la Sampdoria domenica prossima e fortunatamente non hanno subito una squalifica più lunga, ma devono rispondere presenti stasera. Lo stesso Immobile è a caccia di gol, per ritrovare fiducia e morale. La sfida con Piatek è sempre stimolante, il gol su azione manca a Ciro dalla trasferta di Firenze a pochi giorni dal derby. 

 

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Ricavi Champions, Lazio stai perdendo 27 milioni solo per la qualificazione

La bagarre Champions si infiamma. Cinque squadre in quattro punti per un solo posto disponibile, sei in nove punti per due posti allargando il discorso anche alla terza piazza occupata oggi dall’Inter: a cinque giornate dalla fine, tutto è ancora apertissimo. E in ballo non c’è solo l’onore di giocare nell’Europa che conta, ma anche una corposa fetta di ricavi.

Tra 20 e quasi 40 milioni, è questa la cifra minima che le squadre oggi in lotta potrebbero portare a casa qualificandosi alla prossima Champions League. L’introduzione nella stagione in corso del ranking decennale/storico come criterio di ripartizione fa pendere l’ago verso le big: considerando il bonus da partecipazione, i ricavi minimi dal market pool (considerando l’ipotesi peggiore per ciascuna squadre, cioè che le altre tre italiane arrivassero in fondo al torneo) e quelli appunto del ranking decennale il Milan infatti partirebbe da circa 39 milioni, la conferma dell’Inter porterebbe a nuove entrate minime per circa 35 milioni e anche la Roma potrebbe superare quota 30 milioni, mentre la Lazio partirebbe da circa 27 milioni. Milanofinanza

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Leiva torna a San Siro, obiettivo voltare pagina e conquistare la finale

La Lazio riparte con Lucas Leiva. Domani sera, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia di San Siro contro il Milan, al volante dei biancocelesti ci sarà il 32enne brasiliano che torna in formazione dopo il turno di squalifica in campionato. Ancora una volta si è avvertita la sua assenza, rimarcata non solo dalla sconfitta contro il Chievo, che ha praticamente dissolto le speranze di Champions. Il passaggio alla finale di Coppa può diventare una forma di riscatto immediato. E il rientro di Leiva in questo senso costituisce una garanzia per Inzaghi: per personalità e valore tattico l’ex Liverpool è sempre più il leader della Lazio, considerando anche l’appannamento mostrato ultimamente dagli altri protagonisti biancocelesti.

 

QUEL FINALE AD ALTA TENSIONE — "Mi preme chiarire che le accuse rivolte recentemente alla mia persona su eventuali fatti nel post partita di Milano sono totalmente false e infondate", così una settimana fa Leiva ha replicato via social alle accuse di aver insultato un addetto stampa del Milan in sedia a rotelle nel finale della gara di campionato del 13 aprile, reso incandescente da un rigore non concesso su Milinkovic. Che creò una coda di veleni e polemiche non solo sul campo. Leiva, come Patric e Luiz Felipe, è stato poi raggiunto da un’ammenda di 10 mila euro da parte del giudice sportivo per quella rissa finale. Undici giorni dopo il brasiliano tornerà a San Siro, confidando di superare definitivamente i brutti ricordi di quella serata. Domani, la Lazio vuole voltare pagina. E magari riallacciarsi ad altri freschi precedenti a San Siro. Come il successo di campionato contro l’Inter del 31 marzo scorso. O sempre in tema di Coppa Italia, l’exploit contro i nerazzurri del 31 gennaio che diede il passaggio alle semifinali. Quella sera, fu proprio Lucas Leiva a realizzare il rigore decisivo che fissò il 5-4 finale. Ora il brasiliano è pronto a condurre la Lazio ancora una volta oltre l’ostacolo.

 

Gazzetta.it

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Rimonta questa sconosciuta, la Lazio non vince mai quando va in svantaggio

Reagire ad una sconfitta è una specialità della Lazio di Inzaghi. Dal suo insediamento, spesso è capitato che dopo una sconfitta (anche pesante) sia arrivata una vittoria. In questa stagione però, finora la Lazio sembra aver perso la qualità di ribaltare le partite. I biancocelesti infatti, non hanno mai vinto una gara in rimonta. Per ben 16 volte la Lazio è passata in svantaggio (12 in Serie A e 4 in EL) e mai è riuscita a vincere. In sole 4 occasioni è uscito il segno X. 

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Milinkovic, 50.000 euro di multa. Oggi la decisione del Giudice Sportivo

La colossale ingenuità contro il Chievo costerà cara a Milinkovic. Il centrocampista serbo dovrà pagare 50.000 euro di multa alla Lazio, in attesa della decisione del giudice sportivo, che potrebbe squalificarlo per due turni. Dopo la partita Sergej si è scusato su Instagram con i tifosi. Luis Alberto non ha fatto meglio: è stato espulso al termine della gara e anche lui è in attesa della decisione del giudice sportivo.

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Classifiche a confronto: ad oggi, 12 punti in meno rispetto alla scorsa stagione

La sconfitta con il Chievo Verona (già retrocesso) ha trasformato l'obiettivo quarto posto in un miraggio. La scorsa stagione la Lazio – a 5 giornate dalla fine – aveva ben 12 punti in più rispetto a quella in corso. Spal, Sassuolo e Chievo hanno cambiato drasticamente la classifica dei biancocelesti, facendola scivolare sotto la soglia dell'Europa League.