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Milan-Lazio, una follia dopo l’altra: un tifoso sputa a Inzaghi

Una serata folle a San Siro. Non solo i veleni del post partita, con la maglia di Acerbi mostrata come fosse un trofeo di battaglia, ma anche un altro episodio farà discutere. Dopo l'ammonizione di Luis Alberto, Inzaghi è stato espulso da Rocchi per una reazione eccessiva al fischio, ma proprio mentre il tecnico biancoceleste raggiungeva gli spogliatoi è stato raggiunto da uno sputo. Scene pietose in uno dei grandi teatri del calcio internazionale, che sarà presa in considerazione per un'eventuale ammenda al club rossonero.

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Maledizione Immobile, contro il Milan ottavo palo stagionale: in Europa solo Messi ha fatto ‘meglio’

14 gol e… 8 pali. Cha Immobile non sia lo stesso delle scorse stagioni è palese, ma c'è anche tanta, tantissima sfortuna. Quello colpito nel secondo tempo di San Siro è stato l'ottavo palo stagionale. Una cifra anomala, che racconta la frustrazione dell'attaccante principe della Lazio. In Europa, solo Messi ha fatto 'meglio', con 9 legni in stagione. Magra consolazione, i gol di Ciro servono maledettamente alla Lazio, anzi sono letteralmente indispensabili. Solo 2 gol nelle ultime 3 giornate (tutti contro il Sassuolo). Correa è rimasto a secco e non segna da un girone intero.

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Kessie-Bakoyoko irridono Acerbi: “Deboli fomentano odio”. Immobile: “Piccoli uomini”

«Due piccoli "uomini" che mostrano la maglia di un campione sia in campo che nella vita… sei un grande Leone non ci pensare». E’ questo il post con cui Ciro Immobile esprime solidarietà a Francesco Acerbi. Il difensore della Lazio è stato oggetto di sfottò da parte di Kessié e Bakayoko. I due giocatori del Milan, al termine del match vinto per 1-0 a San Siro con la Lazio, hanno mostrato verso gli spalti di San Siro la maglia del difensore laziale, appena scambiata con quella rossonera dell’ex Chelsea. Motivo? Il botta e risposta avvenuto in settimana tra Acerbi e Bakayoko su Twitter. 

REAZIONI
«Sono dispiaciuto perché ho scambiato la maglia per mettere fine alla questione, fomentare odio non è sport ma un segno di debolezza» ha scritto Acerbi sui social. Negli spogliatoi, invece, Bakayoko, prima di “scusarsi” ufficialmente, ha postato una foto della maglia maglia del numero 33 laziale aggiungendo: «1-0 my friend». Nel posto successivo ha spiegato: «Il mio è stato un gesto scherzoso. Non volevo mancare di rispetto a nessuno. Chiedo scusa a Francesco Acerbi se si è sentito offeso». Se non fosse stato per l’intervento immediato di Romagnoli, capitano del Milan e tifoso laziale, i due avrebbero continuato a mostrare la maglia del biancoceleste sotto la curva rossonera per altri secondi.

Il messaggero

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Il solito incubo: ennesima rete presa negli ultimi 20’ e altri punti Champions persi

La sconfitta di ieri contro il Milanè solo l’ultima di una scia che indica un dato preoccupante: la Lazio perde sempre nei minuti finali. Come sottolinea il Corriere dello Sport, i biancocelesti hanno incassato 11 reti su 33 totali dal 75esimo al 90′ (più recupero): nello stesso arco di tempo, i gol segnati sono solo 8 su 44 totali. Fiato corto? Forse. Quel che è certo è che la squadra di Inzaghi deve subito rimettersi in carreggiata: mercoledì all’Olimpico c’è l’Udinese, poi il 24 aprile potrebbe avere la rivincita sui rossoneri in semifinale di Coppa Italia.

Lazionews.eu

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‘9 GENNAIO 1900’ – Gozzini (GdS): “Il Milan fa bene ma se serve l’acuto si ferma. Con la Lazio obbligatorio vincere” (AUDIO)

'9 GENNAIO 1900' – Alessandra Gozzini (La Gazzetta dello Sport): “Con la Lazio prova d'appello per uscire da un momento di difficoltà? Certamente, se non vincesse rischierebbe di farsi male anche perché oltre ai biancocelesti ci sono la Roma e l'Atalanta, quest'ultima in forma straordinaria. Se perdere con la Juventus pè stato accettabile, non vincere in casa con la Lazio non lo sarebbe. Gattuso ha alzato la voce in settimana? Rino ci ha abituato a tutti i toni possibili. Gattuso è talmente sincera e se reputa la gara di domani una finale è perché ci crede veramente, il Milan deve per forza vincerla, sia per rimanere in corsa sia per il clima: non so che atmosfera ci sarebbe al fischio finale senza vittoria dei rossoneri. Il tecnico calabrese è decisamente schietto, a volte anche troppo perché si carica di responsabilità non sue. Che tipo di gara faranno Romagnoli&Co? Non vederemo certamente l'andata di Coppa Italia a Roma, in quell'occasione il Milan pensava a non far giocare bene la Lazio, un po' meglio i capitolini ma senza grandi occasioni. Non so se Inzaghi possa accontentarsi di un punto, il Milan deve vincere ad ogni costo. Da quella gara a Roma il Milan ha continuato sì a vincere altre gare ma senza meritarlo come ammesso da Ringhio, quindi c'è stato un calo generale, anche fisico come mostrato dai dati sulla corsa e sui contrasti. Parliamo di una squadra giovane, che fa tante buone cose ma quando serve la cosa migliore si ferma e riparte. La vicenda del Financial Fair Play può influire in campo? Il deferimento credo sia un atto formale, tra Milan ed Uefa esiste un confronto aspro, senza soluzione sarebbe una spina nel fianco del glub, penso a dirigenti come Gazidis. Si è ipotizzato anche lo sfogo verso la giustizia ordinaria, sarebbe meglio a mio avviso trovare un accordo con la Uefa anche per non andare troppo per le lunghe con un peso del genere sulle spalle. Scontri diretti restano un problema avendo vinto due gare su 12, una per girone. La formazione? La stessa che ha perso con la Juventus, Suso e Chalanoglu esterni con Piatek centravanti”

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E’ ancora Inzaghi vs Gattuso, in pochi giorni l’intera stagione

Uno difende, l’altro offende. Uno vuole far male in contropiede, l’altro chiede pressing, corsa e palla in rete. E’ la trasposizione in panchina di un mediano e un attaccante. Gattuso di nuovo contro Inzaghi per conservare intatto il suo fortino. Sono addirittura 30 gli anni in cui la Lazio non espugna San Siro. Simone invece non è ancora riuscito a mandare al Diavolo Rino: è l’unico allenatore della Serie A ad averlo affrontato 5 volte (fra campionato e Coppe) senza mai batterlo. Eppure il tecnico biancoceleste nelle ultime due sfide c’è andato molto vicino: all’andata di campionato una Lazio all’arrembaggio trovò solo al novantatreesimo il pareggio, in Coppa Italia lo scorso 26 febbraio risultato fermo sullo zero a zero. Adesso, al ritorno, in 10 giorni contro il Milan, Inzaghi si gioca tutto. Gattuso non ha intenzione di fargli un favore nonostante sia il fratellino del miglior amico Pippo. Ma partiamo dalla Champions: mancano 7 giornate e forse non è una finalissima questa sfida di sabato, ma con tre punti di ritardo (e una partita in meno) può risultare fondamentale questo scontro diretto. Simone dovrà fare tesoro di quanto successo in passato, ci ha lavorato. Domani sarà sì importante trovare il vantaggio, ma guai da disperderlo come già successo 6 volte quest’anno. E l’ultima proprio contro il Sassuolo. C’è in gioco la Lazio, ma anche il suo futuro. Inzaghi stavolta vuole battere a tutti i costi Gattuso.
 
POSTA RADDOPPIATA
Vuole strappargli la panchina e poi decidere cosa farne della sua in piena autonomia. Senza la Champions Simone dovrà sedersi a parlare con Lotito, con l’Europa che conta – magari proprio ai danni del Milan – si aprirebbe una doppia scelta per la sua carriera. Leonardo lo ha inserito per il dopo-Ringhio nella sua lista, anche se Maldini continua a dare al presente la priorità: «Gattuso non è discussione, non c’è l’idea di cambiarlo. Sarà l’allenatore del futuro, io e Leo vogliamo tornare a vincere con lui». Ma se al fotofinish svaniranno gli obiettivi, allora tornerà prepotentemente il nome d’Inzaghi. Che, a sua volta, non ha mai smesso di sbandierare il suo amore per i colori biancocelesti e ancora vuole onorarli. Per farlo si aprono due strade europee sulle quali s’incrociano le ambizioni milaniste: quarto posto e – dopo il 24 aprile – finale di Coppa Italia, solo per una delle due società potrebbe esserci la gloria. A meno che non dividano il bottino a metà. 

TATTICA
Vuole tutto, Inzaghi. Per questo ha cominciato a fare i conti con la miglior formazione possibile da schierare ieri. Radu è out per una botta alla caviglia, così dovrebbe toccare ancora a Bastos domani a San Siro. In pratica con Acerbi e Luiz Felipe, come contro l’Inter, si ricomporrebbe il trio. E anche sulla fascia destra, con un Marusic non al meglio (andrà comunque in panchina), ironia del destino, dovrebbe toccare a Romulo come lo scorso 31 marzo. Allora Inzaghi fece una lezione a Spalletti di tattica, lo mandò dietro la lavagna. Ma paradossalmente per battere Gattuso servirà una più grande impresa. Perché la Lazio, lo ha dimostrato contro Spal e Sassuolo, fatica di più quando davanti si trova un muro. Il tecnico riproporrà comunque il modulo fantasia, ma Luis Alberto, Milinkovic, Correa e Immobile dovranno essere più cattivi e trovare la porta. Gattuso riproporrà (sinora appena 2 gol subiti con la Lazio) la sua gabbia, Inzaghi cercherà una via di fuga per la libertà. Il Messaggero

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Strakosha e quel feeling con San Siro

Un feeling con San Siro che sembra scritto dal destino. Nello stadio del suo debutto in Serie A Thomas Strakosha ritrova il meglio di se stesso. E così la Lazio avverte nuove garanzie verso la sfida col Milan di sabato sera. A Milano il portiere albanese ha debuttato in A. Successe tutto in un pomeriggio incredibile, quello del 20 settembre 2016. A poche ore dalla sfida col Milan il k.o. di Marchetti, Inzaghi decise di non affidarsi al secondo portiere Vargic per puntare sul quel 21enne che conosceva dai tempi della Primavera anche se era reduce da una stagione grigia alla Salernitana in B. Così Strakosha si ritrovò titolare a San Siro. Senza ansie anzi con una sorprendente sicurezza da veterano. La sconfitta per 2-0 non lo mise sul banco degli imputati. Da quel giorno cominciò la scalata che lo portò a diventare il numero uno della Lazio. Non ha saltato un minuto nel campionato scorso, come in questo. Strakosha ormai è un punto fermo della Lazio di Inzaghi.

SCIA PROPIZIA — La sconfitta contro la Spal e la vittoria mancata contro il Sassuolo hanno rallentato la corsa Champions, lasciando ombre sulle prestazioni della squadra, compreso il portiere. Uno scenario diverso da quello di due settimana fa quando, nella partita di San Siro contro l’Inter, Strakosha risultò tra i gli artefici principali di un successo importantissimo non solo per la classifica. E a San Siro, sempre contro l’Inter, il 31 gennaio scorso, il portiere albanese era stato decisivo ai rigori contro Martinez e Nainggolan per conquistare il passaggio alle semifinali di Coppa contro il Milan (il 24 aprile a San Siro la gara di ritorno). Sabato punterà a dare continuità alle sue ultime prove nello stadio legato al suo esordio in A ma soprattutto alla svolta della sua carriera. Le prospettive Champions della Lazio nella sfida col Milan sono nelle sue mani ma anche nel feeling instaurato con lo stadio milanese. A San Siro Strakosha diventa una sicurezza in più, Inzaghi gli chiede ora una nuova conferma.Gazzetta.it

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Romulo vuole restare: decisive le ultime gare per convincere la Lazio

Poche partite per guadagnarsi la conferma. Romulo ce la sta mettendo tutta per guadagnarsi la Lazio anche la prossima stagione. La sua volontà infatti è quella di rimanere nella Capitale e per farlo, cerca di avere più occasioni possibili per convincere Inzaghi. Il tecnico gli ha spesso preferito Marusic, per caratteristiche o più semplicemente per la paura di perderlo definitivamente. Romulo però ha risposto sempre 'presente' ogni volte che è stato schierato. Il costo dell'eventuale operazione riscatto è abbordabile: 2 milioni di euro. L'italo brasiliano spera e ad oggi punta la gara di San Siro contro il Milan per mettere un altro tassello verso la conferma.

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Inzaghi scuote la Lazio: col Milan torna Milinkovic dal 1′

I bonus sono volati via, Milan-Lazio è una finale Champions. Dopo la vittoria contro l'Inter, la sconfitta contro la Spal e il pareggio interno col Sassuolo hanno caricato ulteriormente la sfida ai rossoneri. Inzaghi e i suoi non possono più sbagliare. Secondo quanto riportato da il Corriere dello Sport, il tecnico biancoceleste si sarebbe pentito della scelta fatta contro i noeroverdi, ovvero lasciare fuori Milinkovic dal 1'. La sua fisicità e il suo spessore tecnico sono mancati durante la gara, quindi a San Siro la Lazio ripartirà dal 69', di Lazio-Sassuolo, dai suo ingresso in campo. Sarà inevitabilmente la migliore Lazio possibile, torneranno Correa e Leiva dal 1'. Inzaghi è arrabbiato, teme la beffa e non ha certo preso bene gli ultimi due risultati. Il tecnico ha tenuto a rapporto i suoi prima della ripresa degli allenamenti: vuole più cattiveria e concentrazione e rimprovera ai suoi di aver visto un Sassuolo più agguerrito nonostante la palese differenza di poste in palio. 

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Viaggio a ostacoli per la Grande Europa tra scontri diretti e avversari pericolanti

Sette gare alla fine del campionato, sei squadre in lizza per due posti Champions. Si va dall’Inter, terza a quota 57 punti, alla coppia formata da Lazio e Torino a 49. In mezzo Milan e Atalanta (52) e Roma (51). Con un asterisco: i biancocelesti devono giocare una gara in più delle rivali, visto che il 17 recupereranno contro l’Udinese all’Olimpico. Ventuno punti a disposizione, numerosi gli scontri-diretti ma particolare attenzione deve essere rivolta anche alle sfide con chi è invischiato nella lotta salvezza, visto l’alto numero di squadre coinvolte: forse, proprio quei verdetti potrebbero indirizzare il traguardo finale delle aspiranti Champions.
VIA AL RUSH FINALE
L’Inter, ad esempio, comincerà il settebello finale in casa del Frosinone, rinfrancato dal successo a Firenze. Poi, a seguire, due impegni casalinghi da bollino rosso: prima la Roma e poi la Juventus. Va detto, però, che la squadra di Max Allegri probabilmente a partire da sabato sarà campione d’Italia e, quindi, potrebbe giocare l’ultima parte del campionato solo in funzione finale Champions, Ajax permettendo. Tre “pericolanti” nelle quattro partite prima dello stop del 26 maggio: massima attenzione, dunque.
Il Milan sabato ospiterà la Lazio a San Siro poi dovrà giocare due volte di fila in trasferta, la seconda in casa del Torino. Anche per i rossoneri, che oggi non stanno vivendo un momento esaltante di forma, tre sfide contro squadre invischiate nella lotta per non andare in serie B negli ultimi quattro turni. Come nel caso dell’Inter, massima attenzione ai colpi di scena. Senza dimenticare che, alla pari di Lazio e Atalanta, il Milan è ancora impegnato in Coppa Italia. Stress psico-fisico supplementare, per le tre.
L’Atalanta ha un calendario quasi spaccato in due per via del nome e della qualità degli avversari: tre squadre di bassa classifica e altrettante di alta, oltre al Sassuolo. Significativi, perciò, gli appuntamenti in casa di Napoli e Lazio, un po’ meno elettrizzante quello allo Stadium contro la Juventus alla penultima. Di certo, la Dea, guidata magnificamente da Gian Piero Gasperini, sta vivendo un sogno e non vuole svegliarsi: resta da verificare se avrà la forza, non solo fisica, per arrivare fino in fondo con il passo mostrato finora. 
RISCHIO CAPITOLINO
Il Torino di Walter Mazzarri rappresenta, forse, la reale sorpresa del campionato, anche se viaggia a sette punti dal terzo posto e a 35 dalla Juventus capolista. Milan, la stessa Juve e Lazio prima della fine: lo scontro all’Olimpico di Roma contro i biancocelesti proprio all’ultima giornata potrebbe rivelarsi decisivo. Per entrambe. Ma qualcosa, in ottica granata, potrebbe cominciare a capirsi in maniera netta dopo l’uno-due Milan-Juventus, quindi alla chiusura della giornata numero 35.
Quattro partite in casa e tre fuori per la Roma di Claudio Ranieri; quattro a Roma e quattro in trasferta per la Lazio Simone Inzaghi: facile ipotizzare che le due romane saranno costrette a fare la corsa sul quarto posto. Il rischio di una in Champions e l’altra fuori è pari a quello di entrambe fuori dalla Grande Europa. Il Messaggero