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Saldo andata-ritorno: Lazio in frenata, le avversarie no

La Lazio arranca, le dirette concorrenti per la corsa Champions no. E’ questo il dato che emerge mettendo a confronto le prime otto giornate del girone di andata e di ritorno. Stessi avversari, stadi invertiti, ma per Simone Inzaghi il saldo è negativo. 5 vittorie, 3 sconfitte all’andata, 3 successi, 1 pareggio e 3 ko da gennaio in poi. Cinque punti in meno raccolti dalla trasferta di Napoli al posticipo con la Fiorentina di domenica scorsa. Nel conteggio manca la partita con l’Udinese (il recupero è fissato per mercoledì 10 aprile) ma anche vincendo la Lazio chiuderebbe con un bilancio di -2.

UN BILANCIO – Un bilancio, di per sé, non troppo negativo ma che lascia preoccupati se messo a confronto con il rendimento delle dirette rivali per un posto in Champions League. Come riporta l’analisi del Corriere dello Sport, solo l’Inter ha fatto peggio della Lazio con 5 punti di deficit certificati (16 all’andata, 11 al ritorno). Ma le altre volano: l’Atalanta è a +10 (6 punti all’andata nelle prime otto, 16 al ritorno), +5 per Milan e Torino e anche la Roma, nonostante le difficoltà e la rivoluzione in panchina, chiude il saldo a +3. La Lazio, ora, non può più permettersi passi falsi: si è frenato troppo e ora serve solo spingere sull’acceleratore. Prima tappa il Parma, domenica all’Olimpico: una partita da non sbagliare. lazionews.eu

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Inzaghi vuole di più: “Basta sprechi, serve concentrazione e cinismo”

E' una corsa Champions difficile, con tante antagoniste, ma non impossibile. Il primo a crederci è Simone Inzaghi, che non vuole più perdere punti per strada: "Basta punti persi, dobbiamo smetterla di sprecare certe occasioni, non possiamo più permettercelo. Serve cinismo e concentrazione fino al triplice fischio". Questo in buona sostanza il discorso alla squadra del tecnico, conscio del fatto che perdere ora punti sarebbe delittuoso. Dopo una settimana che ha riacceso la stagione (Milan e Roma) i tanti errori sotto porta di Firenze hanno rallentato la corsa Champions biancoceleste. Inzaghi vuole tutti i suoi concentrati e 'cattivi' fino alla fine, per mantenere vivo il sogno. 

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Astori, indagini chiuse: omicidio colposo per due medici

La procura di Firenze ha chiuso le indagini sulla morte del capitano della Fiorentina Davide Astori che vedono indagati per omicidio colposo i medici Francesco Stagno, come direttore sanitario dell'Istituto di medicina dello sport di Cagliari, e Giorgio Galanti, quale direttore sanitario del Centro di riferimento di medicina dello sport dell'Aouc di Firenze Careggi. 

LE INDAGINI – Secondo le indagini della procura di Firenze i due medici, Francesco Stagno e Giorgio Galanti, sarebbero responsabili perchè, per un concorso di cause tra loro indipendenti, avrebbero provocato il decesso di Astori. Ai due medici gli inquirenti attribuirebbero la colpa di aver violato i "protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico". La morte improvvisa del calciatore sarebbe stata originata da una "cardiomiopatia aritmogena diventricolare" tale da determinare il decesso improvviso di Astori. In particolare a Stagno viene contestato di aver rilasciato ad Astori nel luglio 2014 un certificato di idoneità alla pratica sportiva agonistica in cui si attesta la mancanza di controindicazioni nonostante che le indagini abbiano ricostruito che nella prova da sforzo si fossero verificate due extrasistoli ventricolari isolate, non segnalate nel referto. A Galanti la procura contesta il rilascio ad Astori di due diversi certificati di idoneità alla pratica del calcio agonistico nel luglio 2016 e nel luglio 2017. Referti rilasciati nonostante che secondo gli inquirenti fossero emerse nelle rispettive prove da sforzo aritmie cardiache. Stagno e Galanti sono anche accusati di aver omesso di sottoporre Astori ad altri accertamenti diagnostici più approfonditi sull'origine e sulla cause delle extrasistole, al fine di escludere una 'cardiopatia organica' o una 'sindrome aritmogena'. Per la procura se la patologia fosse stata diagnosticata mentre si trovava in una fase iniziale ciò avrebbe consentito di interrompere l'attività agonistica di Astori e tramite la prescrizione di farmaci di rallentare la malattia e prevenire l'insorgenza di 'aritmie ventricolari maligne'. Secondo quanto appreso, Francesco Stagno ha chiesto tramite il suo difensore di essere interrogato dal pm di Firenze.

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Correa, genio ed incompletezza

C’è il Tucu di genio, ma non può bastare come premio. Non puoi essere il migliore, se non riesci mai a segnare. Forse anche per questo non lo ha ancora riconvocato, il ct Scaloni, in Nazionale. Correa incanta, ma non fa male. E’ la solita scheggia impazzita a Firenze, innocua quando c’è da mettere lo zampino sotto rete. Pressa, accelera e inventa, ma poi frana sotto porta. Nella difesa avversaria crea il panico, corre come un matto e fa volare Terracciano. È un cavallo imbizzarrito, ma Inzaghi a fine gara riprende le redini: «Deve migliorare in fase realizzativa, perché un giocatore come lui deve alzare per forza il numero dei gol». Già ancora troppo pochi (appena 3 in campionato, 2 in Europa) rispetto a quello che fa Correa con quei piedi fatati. Non segna addirittura dal 25 novembre in Serie A, dall’1 a 1 al 93’ contro il Milan. In Coppa, il 13 dicembre, centrò il gol della bandiera con l’Eintracht. Era sparito contro l’ex Siviglia, al quale la Lazio verserà definitivamente 20 milioni (costo, chissà, abbassato dall’inserimento di Luis Alberto) per il suo valore. Fortunatamente rimane ottimo lo score (7) degli assist totale, tre nelle ultime due gare.

CORREZIONE
Domenica, come nel derby, un’altra partita da fuoriclasse, senza entrare fra i marcatori. Il problema è che serve a tutti i costi anche la sua vena, visto che non è sufficiente ormai solo Immobile. Quella che porta al gol di di Ciro resta comunque una magia incredibile, così come il passaggio-luce inventato per Leiva e non sfruttato. Classe immensa, Correa, eleganza, tecnica e rapidità. Un Tucu-taka che dovrebbe far volare la Lazio e invece la lascia talvolta a mezz’aria in fase di decollo. Joaquin deve diventare più cattivo, altrimenti rischia di restare sempre un campione incompiuto. Lo si capisce dal fatto che i suoi numeri sono importanti, ma poi non si concretizzano in punti. Correa top player per le occasioni create (4) e per la precisione (94,3%) dei passaggi offensivi completati (18 su 19). Ovviamente primo insieme a Milinkovic per dribbling (3), ma Correa alla fine è solo bellezza effimera senza un maledetto tapin. E’ l’uomo che crea sempre la superiorità numerica, ma poi non riesce a incidere sotto porta. Inzaghi dovrà correggergli questa caratteristica per trasformarlo in arma assoluta. Alla fine il Tucu-tucu dovrà inventarlo lui. Per potergli dire mi piaci, mi piaci di più. Ilmessaggero.it

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Favori arbitrali, comanda la Roma

Torna il tradizionale appuntamento della moviola di Calciomercato.com, che aggiorna una classifica virtuale conteggiando tutti i principali errori degli arbitri nel campionato italiano di Serie A.  

GENOA SFAVORITO – Errore dell’arbitro Sacchi e dei suoi assistenti in Parma-Genoa. Il calcio d’angolo da cui nasce il gol di Kucka dell’1-0 non c’era: l’ultimo tocco, infatti, è chiaramente di Inglese. Il direttore di gara avrebbe dovuto assegnare una rimessa dal fondo per il Genoa. Un errore per parte nel posticipo tra Roma ed Empoli: il primo è l’espulsione di Florenzi. L’arbitro Maresca sbaglia ad astrarre il secondo giallo al capitano dei giallorossi che fa di tutto per evitare di colpire Bennacer. Decisione errata, come quella che prende nel finale: Oberlin tocca sì il pallone col braccio sul gol del 2-2 dell’Empoli segnato in un secondo momento da Krunic, ma la distanza è molto ravvicinata e l’attaccante non fa nulla per colpire il pallone. È un mani che sarà da punire con le nuove regole, non con quelle attuali.

CLASSIFICA (squadra – sviste a favore – errori contro – saldo):

Roma 8 – 3 (+5)
Udinese 6 – 1 (+5)
Chievo 5 – 1 (+4)
Juventus 5 – 2 (+3)
Cagliari 4 – 1 (+3)
Spal 4 – 2 (+2)
Fiorentina 8 – 6 (+2)
Frosinone 2 – 1 (+1)
Inter 4 – 4 (0)
Milan 4 – 4 (0)
Napoli 2 – 2 (0)
Lazio 2 – 2 (0)
Sassuolo 2 – 3 (-1)
Parma 2 – 3 (-1)
Empoli 1 – 3 (-2)
Atalanta 2 – 4 (-2)
Sampdoria 0 – 4 (-4)
Bologna 1 – 4 (-3)
Genoa 1 – 7 (-6)
Torino 1 – 7 (-6).
 
Calciomercato.com

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Quando il limite è il gol: Inzaghi conta gli sprechi

ROMA – Un anno fa era la Lazio multi-gol, segnava e straripava, batteva record, richiamava amarcord, il gol era la specialità della casa. Oggi è una Lazio invertita, è la Lazio dei golletti, è una Lazio micragnosa. S’era brindato dopo la scorpacciata-derby, i 3 colpi rifilati alla Roma avevano fatto ben sperare in vista di Firenze. Si immaginavano altre vendemmie, altri raccolti. E stando al primo tempo del Franchi (1 gol, 4 occasioni clamorose per il raddoppio tra cui un palo) tutti ci saremmo aspettati tutto tranne che l’1-1. E invece la Lazio è rimasta attaccata all’unico gol segnato da Immobile. 

 

 Per la diciottesima volta su trentasette partite totali (campionato, Europa, Coppa Italia) i biancocelesti hanno chiuso con una sola rete all’attivo. Praticamente è successo per metà delle gare giocate. In campionato, stringendo il concetto, si è registrato un golletto in 15 partite su 26 totali. Un colpo non basta, s’è visto anche a Firenze. Le occasioni fioccano, propiziano gol che non arrivano, sono pericolose e infruttuose. E’ un limite contro cui Inzaghi combatte dalla prima giornata (Lazio-Napoli 1-2). «Bello vederci giocare a Firenze, ma c’è il rimpianto per non aver centrato i tre punti. Analizzeremo i motivi, dobbiamo capire perché non s’è vinta una partita simile. Ci era già capitato, non deve accadere», ha detto Simone a caldo. 

 

I CONFRONTI – La Lazio attacca, è quarta per tiri totali in campionato: calcolando anche quelli respinti ne ha fatti registrare 431. L’Atalanta è terza (445), la Juve seconda (471), il Napoli primo (496). La squadra di Inzaghi, non si dimentichi la postilla, ha una partita in meno (la recupererà il 10 aprile, Lazio- Udinese). I biancocelesti scendono al sesto posto nella classifica dei tiri nello specchio: 133. Sono preceduti dal Milan (146), dall’Atalanta (147), dalla Roma (161 prima del match di ieri sera), dal Napoli (162) e dalla Juve (164), ossia da quasi tutte le big (solo l’Inter è indietro, 126 tiri nello specchio). Facendo la somma ecco cosa si scopre: la Lazio è quattordicesima per percentuale realizzativa (8,6%), calcolandola in base ai tiri totali (431) e ai gol fatti (37). Solo Cagliari (7,7%), Frosinone (7,0%), Spal (7,0%), Udinese (6,9%), Chievo (6,6%) e Bologna (6,4%) hanno fatto peggio. Il confronto con l’anno scorso rende chiaro il concetto, smaschera i limiti di questa stagione. La Lazio, nello stesso periodo del campionato 2017-18, vantava una percentuale realizzativa record, da primo posto: 17,1%. La Juve era seconda (15,7%).  

corrieredellosport.it

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L’importanza di chiamarsi Lucas

Lucas Leiva è tornato. Dopo mesi di rendimento altalenante, il mediano brasiliano ha ritrovato la forma migliore ed è tornato a fare la differenza. La sua importanza è decisiva, specialmente da quando Inzaghi ha trovato nell'assetto 'fantasia' la soluzione per creare più occasioni. Con Milinkovic, Correa, Luis Alberto e Immobile insieme contemporaneamente c'è bisogno di una diga, ovvero di Lucas Leiva. Anche a Firenze, l'ex Liverpool ha sfoderato una grande prestazione in puro stile british, duro ma corretto. Servirà ancora, fino alla fine, per centrare il quarto posto.

 

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Infermeria, per Berisha e Wallace rientro previsto dopo la sosta

Reduce dal deludente pareggio di Firenze, la Lazio tornerà a lavorare a Formello domani. L'infermeria è destinata a svuotarsi gradualmente, a partire da Berisha. Il kosovaro è incappato in una stagione – finora – maledetta, dopo il doppio stiramento estivo è subentrato il problema al ginocchio (parte posteriore, cavo popliteo). Non sarà fra i convocati per Lazio-Parma, ma la sosta sarà l'occasione buona per il suo reintegro. Wallace invece domani inizierà un lavoro differenziato, ha un edema alla coscia infortunata, potrebbe tornare a regime fra una decina di giorni. Per Lukaku invece stagione finita, il belga si è operato in Belgio (ancora da capire il genere d'operazione alle ginocchia a cui si è sottoposto) e tornerà in estate.

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Proto sogna l’esordio in Serie A

Silvio Proto è vicino ad esaudire un desiderio. Il portiere belga di origini siciliane, potrebbe scendere in campo domenica al Franchi per la prima volta in Serie A. Con la Lazio l'ultima presenza risale alla sconfitta interna – ininfluente – contro il Francoforte, finora ha sempre e solo giocato l'Europa League. Nonno Silvestro (nato a Leonforte, Enna) emigrò a Louviere per andare a lavorare in miniera. Silvio non ha mai trascurato le sue origini, per lui esordire nella massima serie avrebbe un sapore tutto particolare.

 

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Viva la qualità: con Luis Alberto mezzala Inzaghi sorride

Che la formula 'fantasia', ovvero più qualità possibile in campo contemporaneamente funzioni, non è più un mistero. I numeri raccontano la svolta, la Lazio di Simone Inzaghi (al netto di troppi infortuni) quando ha schierato i migliori insieme dal 1' ha quasi sempre raccolto bottino pieno. Formula resa possibile dal sacrificio di tutti gli interpreti, dalle punte ai trequartisti a disposizione del tecnico biancoceleste, ma soprattutto di Luis Alberto. Dopo un inizio difficile, lo spagnolo sta vestendo con eleganza i panni della mezzala (con grande libertà d'azione) nella linea a 5 della Lazio. I numeri dicono che nelle 6 volte in cui Inzaghi ha potuto schierarlo al fianco di Leiva, i biancocelesti hanno raccolto 4 vittorie. La retta via fino al termine della stagione, sembra esser stata tracciata.