Categorie
APPROFONDIMENTI

Lazio, la quota Champions si abbassa

La vittoria del derby ha fatto fare il pieno d'entusiasmo e riacceso le speranze Champions della Lazio. Un lungo rush finale per giocarsi il quarto posto con il 'gruppetto' formato da Inter, Milan e Roma, con le outsider Atalanta e Torino come possibili insidie. Nel 2019 la squadra di Simone Inzaghi sembra aver invertito il trend con le 'big', oltre ad aver ribaltato il confronto diretto con i giallorossi, ha battuto l'Inter a San Siro in Coppa Italia e perso con uno scarto minimo contro la Juve. Con il Milan (Coppa Italia a parte) lo scontro diretto si deciderà in campionato, partendo dall'1-1 dell'andata, mentre contro i nerazzurri un ribaltone appare difficile (0-3) nella gara d'andata. Visto il percorso lento di tutte però, la quota Champions potrebbe essersi abbassata a 68-69 punti. Questa la proiezione, di circa 3 punti inferiore alla quota della scorsa stagione. La Lazio spera, in attesa che anche le altre abbiano i loro momenti difficili (come l'Inter, che avrà settimane impegnative dopo il derby).

 

Categorie
APPROFONDIMENTI

Badelj, ritorno a Firenze nel segno di Astori

Le emozioni probabilmente non lo assaliranno più di tanto, visto che domenica sera sarà chiamato a partire dalla panchina e il campo, semmai, riuscirà a vederlo solo a gara in corso. Eppure, per Milan Badelj, quella dello stadio Artemio Franchi rischia di essere una partita dal concentrato emotivo di altissimo livello. Per le tante battaglie vissute in quello stadio (tre semifinali di Coppa nell’arco del triennio Montella e un intero girone d’andata al primo posto con Sousa) e per le centinaia di ricordi che affiorano tutte le volte che si nomina Davide Astori. 

Già, proprio il numero 13. Colui dal quale Badelj ha raccolto l’eredità della fascia di capitano tra marzo e maggio e che ha scelto con tutto se stesso di voler onorare due giorni fa, nell’anniversario della ricorrenza della sua morte. Viaggiando con la propria compagna fino a San Pellegrino pur di posare un fiore sulla sua tomba e di mostrare all'immagine sorridente del capitano sulla lapide di rame la foto del figlio piccolo avuto di recente con la sua compagna.

Non è un caso dunque che l’unico gol realizzato dal croato con la maglia della Lazio nell’arco di sole 14 presenze (due settimane fa a Genova) sia stato dedicato proprio alla memoria di DA13, con le mani rivolte verso il cielo a formare il numero di maglia che da sempre ha accompagnato il gigante buono arrivato dalla Val Brembana. Basterebbe questo per immaginare che Badelj al Franchi domenica sera riceverà solo applausi, quando uscirà dal tunnel sotto la Fiesole per andarsi a sedere in panchina. E questo nonostante una telenovela relativa al suo rinnovo di contratto che è andata a finire nel peggiore dei modi al termine della passata stagione (la Fiorentina aveva offerto un triennale a 1,3 milioni a stagione mentre poco dopo la Lazio lo convinse a fronte di un quadriennale a 1,5), alla quale – contrariamente a casi passati – seguì poi una toccante lettera dove il croato salutò Firenze. Ecco perché la “prima” di Milan da avversario sarà a dir poco speciale. Firenzeviola.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Champions e classifica marcatori, ora è sprint Immobile

Immobile ha dato segnali di ripresa nel derby vinto sabato per 3-0 e per la Lazio sarà decisivo nella corsa al quarto posto. A fine stagione, però, occhio all’assalto del Napoli: Lotito a gennaio ha già respinto un’offerta dalla Cina.

Caicedo è uno degli eroi del derby, è vero. Immobile, però, è un eroe e basta, almeno nel mondo della Lazio: 84 gol con questa maglia (alcuni di straordinario rilievo), un titolo di capocannoniere e anche in questa stagione piuttosto disgraziata, resa impervia da acciacchi e infortuni, un bottino di reti comunque significativo. Ha segnato 12 volte in campionato, Ciro, e in fondo non è così distante dai marcatori più efficaci della A: solo 5 hanno fatto meglio di lui. Per questo, ora che la squadra di Inzaghi è tornata nella scia delle candidate alla Champions, per coltivare quel sogno ha bisogno soprattutto di lui, del vero Immobile.

Lampi del vero Immobile si sono visti nella parte finale del derby, quando è entrato fresco e ha affondato una Roma sbandata, prima con l’assist d’oro a Correa – fermato da Fazio solo con un fallo in area – e poi con il rigore. È stato coraggioso e bravo Inzaghi a tenerlo fuori, perché lo aveva visto in grande difficoltà fisica; è stato abilissimo Ciro a farsi trovare pronto quando l’allenatore lo ha mandato in campo, dimostrando di avere digerito la delusione per l’esclusione iniziale e di avere a cuore solo le fortune della Lazio.

Immobile, del resto, è diventato anche un grande tifoso biancoceleste: con l’ambiente c’è un legame ormai fortissimo. Tanto che Alessandro Moggi, il suo procuratore, qualche giorno fa ha raccontato di un’offerta arrivata a gennaio dalla Cina che Lotito ha respinto azzardando un paragone scomodo: «Lui per la Lazio è come Totti per la Roma, esiste un rapporto profondo, che va oltre quello che normalmente esiste tra un campione e una squadra». Quasi un proclama, insomma, nelle ore in cui si rincorrono le voci su una sua partenza a fine stagione, destinazione Napoli: Immobile si sente laziale da capo a piedi, anche se nel calcio non si può escludere mai nulla.

Il terzo figlio di Immobile – il primo maschio – a meno di sorprese nascerà dunque romano, e nelle intenzioni del centravanti e della moglie Jessica crescerà nella Capitale. Lui ha voluto festeggiarlo sotto la curva Nord, dopo avere trasformato il rigore che ha indirizzato definitivamente il derby. In questi giorni sta lavorando con grande intensità per tornare nella condizione migliore: domenica la Lazio va a Firenze, una tappa fondamentale per continuare la rincorsa alla quarta posizione, e Ciro vuole riprendersi il suo posto da centravanti. Perché Caicedo è uno degli eroi del derby, ma per la Champions serve Immobile. Corriere.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Lazio, occhio ai diffidati: ben 5 saranno in campo a Firenze

Quando la lista dei diffidati sembra la lista dei convocati, c'è un rischio concreto. E' il caso della Lazio, che giocherà a Firenze con ben 6 giocatori sotto diffida, tutti o quasi titolari. Radu, Lulic, Luis Alberto, Leiva, Immobile e Badelj. Inzaghi è fra i tecnici più meticolosi e attenti ai cartellini gialli e alle squalifiche, sa bene che nelle prossime settimane ci saranno gare ravvicinate e importanti per il discorso Champions. Al Franchi servirà grande attenzione, non eccedere nei contrasti ed evitare polemiche con l'arbitro.

 

Categorie
APPROFONDIMENTI

Flash-Correa, il più veloce nel derby punta l’albiceleste

Un fulmine chiamato Correa. Il trequartista argentino è stato incoronato dai nostri ascoltatori come migliore in campo nel derby vinto 3-0. Assist, rigore procurato e presenza costantemente pericolosa per la retroguardia giallorossa. C'è un dato che balza all'occhio leggendo le statistiche della partita: El Tucu ha fatto lo scatto più veloce del match, toccando la punta di 34 km/h. Non correva così da dicembre, quando la Lazio affrontava il Cagliari di Maran. Nonostante le condizioni fisiche non perfette, l'ex Siviglia ha dato tutto. A sottolineare il momento positivo, c'è anche la possibile chiamata della Nazionale albiceleste. Il CT Lionel Scaloni infatti, sta pensando di richiamare Correa per i prossimi impegni dell'Argentina.

 

Categorie
APPROFONDIMENTI

Procuratori Fifa: otto agenti fanno ricorso al Tar contro l’esame di abilitazione

Un gruppo di procuratori sportivi ha notificato un ricorso al Tar del Lazio contro la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Coni, con cui si chiede l’annullamento, previa sospensiva, del bando Coni relativo alla prova generale per l’iscrizione al registro nazionale degli agentisportivi (in programma giovedi’ a Roma), nonché del Regolamento Coni degli agentiSportivi approvato a luglio e per la dichiarazione di incostituzionalità della legge nella parte in cui “fa salva al validità dei pregressi titoli abilitativi rilasciati prima del 31 marzo 2015”. Gli otto ricorrenti, rappresentati dall’avvocato Cesare Di Cintio (nella foto), non contestano “il ripristino dell’esame in sè, quanto che le norme introdotte contemplano una evidente disparità di trattamento tra chi ha operato prima della liberalizzazione e chi, facendo affidamento sulla nuova normativa, ha iniziato ad esercitare l’attività, stabilendo l’obbligo di ottenere un preventivo titolo abilitativo solo per i secondi”, spiega il legale, come riportato dall’Ansa. In pratica, i procuratori che hanno presentato ricorso contro la normativa emanata dal legislatore “lamentano di non poter più operare perchè sono state introdotte norme con effetto retroattivo che impongono oggi di acquisire un titolo per poter svolgere un’attività prima liberamente consentita. Gli attuali ricorrenti – ricorda ancora il legale – sono tutti agenti Figc che operano dal 2015, quando la professione è stata liberalizzata e che risultato lesi dalle nuove disposizioni che, in maniera selettiva, fanno salvi i diritti acquisiti dagli agenti fino al 2015 e obbligano invece quelli operanti sul mercato successivamente al 2015 a superare un nuovo doppio esame”. "Noi non vogliamo assolutamente bloccare l'esame, ma solo evidenziare l'evidente disparità di trattamento e i possibili profili di illegittimità costituzionale". In sostanza, conclude Di Cintio, "l'esame non dovrebbe quindi essere previsto per chi si è registrato dopo il 2015, così come gli agenti dotati di titolo abilitativo prima del 2015 sono stati esonerati dall'esame", senza dimenticare che "l'attuale prova d'esame del Coni richiede inoltre conoscenze ben più ampie di quelle prima richieste di tipo soprattutto giuridico, articolate e complesse". Tra l'altro, conclude il legale, "nel 2018 non si è tenuta nessuna prova d'esame ed è del tutto evidente che il sistema congegnato col doppio esame di abilitazione lede il diritto dei ricorrenti che hanno esercitato l'attività di agente sino ad ora e si trovano privati di tale diritto all'improvviso, senza aver avuto nemmeno l'occasione di poter regolarizzare la propria posizione".

calcioefinanza.com

Categorie
APPROFONDIMENTI

Si scalda Proto, portiere goleador: se Strakosha non recupera il belga in campo a Firenze

Thomas Strakosha è in dubbio per la trasferta con la Fiorentina di domenica, così Silvio Proto va in rampa per difendere la porta della Lazio al Franchi. L’albanese è alle prese con una forte contusione alla spalla riportata nel finale del derby. Il suo recupero sarà sottoposto a verifiche sino all’ultimo. Alla ripresa degli allenamenti di questo pomeriggio a Formello (giovedì probabile seduta aperta al pubblico, effetto del successo nel derby) non era in campo: il giovane Marocco è stato aggiunto a Proto e Guerrieri nel lavoro col preparatore Grigioni. Strakosha è stato utilizzato a tempo pieno nelle 25 partite disputate dalla Lazio in campionato (da recuperare quella con l’Udinese), così come non aveva saltato un minuto nella scorsa annata di A. Titolare anche nelle tre gare stagionali di Coppa Italia e in quelle più importanti di Europa League. E quindi Proto ha avuto spazio solo in quattro partite del girone eliminatorio. Probabilmente sperava di avere qualche possibilità in più il 35enne belga arrivato la scorsa estate dopo una stagione in Grecia con l’Olympiacos. Il ruolo di vice Strakosha era chiaro sin dall’inizio, ma alla resa dei conti ritrovarsi in campo appena quattro volte in sette mesi può risultate più complicato del previsto. Ad ogni modo, adesso dovrà farsi trovare pronto se Strakosha non dovesse recuperare per Firenze.

A SEGNO DI TESTA — All’anagrafe Proto ha per primo nome Silvestro, come il nonno che era siciliano e andò a fare il minatore a La Louvière, nel Belgio Vallone, ma rimase tifoso del Milan, una passione che trasmise al nipote. Così quando nel 2012 Proto ha affrontato il Milan in Champions, mantenendo la porta dell’Anderlecht inviolata a San Siro, quel cerchio affettivo non gli ha lesinato emozioni. Con l’Anderlecht ha vinto sei campionati, sette Supercoppe e una coppa del Belgio. Ha disputato anche 78 gare nelle competizioni europee per club prima di arrivare alla Lazio. Di esperienza pertanto ne ha tantissima. E il 28 settembre 2008 nella gara del campionato belga, Jupiler Pro League, andò anche a segno. Al 90’ con un colpo di testa Proto siglò il 2-2 del Beershot contro il Gent. Se giocherà a Firenze, Inzaghi potrebbe disporre di un goleador in più per far punti al Franchi.

gazzetta.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Ifab, le nuove regole per falli di mano, rigori, sostituzioni, cartellini e palle inattive

Una minirivoluzione all'orizzonte per il mondo del calcio. L'International Football Association Board, nella riunione di Aberdeen in Scozia, ha infatti varato alcuni cambi di regolamento che saranno introdotti a partire dal prossimo anno.

Tante le novità, con la riforma sui falli di mano in primis: sparirà il concetto di volontarietà come condizione per concedere una punizione o un calcio di rigore. Saranno solamente le posizioni delle braccia a decidere se un rigore potrà essere o meno assegnato: sarà vietato tenere le mani sopra la linea delle spalle. Negli altri casi, sarà decisiva la compatibilità del movimento con la dinamica dell'azione. Le regole cambiano anche per gli interventi in scivolata: se il giocatore tocca la palla con il braccio in appoggio ed è attaccato al corpo, non sarà rilevata l'infrazione, se invece l'arto in appoggio sarà lontano dal corpo l'arbitro dovrà fischiare. Modifiche in vista per le fasi d'attacco: non sarà più permesso segnare – o portarsi in condizione di farlo – con un qualsiasi tocco di mano, anche se involontario. Rimane il cartellino giallo per il gesto intenzionale.

LE PALLE INATTIVE – L'altro blocco di riforme riguarda punizioni e rigori. In occasione di un penalty, il portiere potrà mantenere anche un solo piede sulla linea di porta al momento del tiro, non più entrambi. Un modo per venire incontro ai numeri uno, da sempre abituati a questa tecnica di slancio. Sulle punizioni battute all'interno dell'area di rigore e sui calci di rinvio, gli attaccanti avversari potranno scattare in area di rigore al momento del tocco, senza dover attendere che il pallone lasci i sedici metri. 

LE ALTRE MODIFICHE – Non mancano alcuni novità minori: tolta la palla a due – la sfera dovrà essere restituita obbligatoriamente a chi ne aveva il possesso -, i cartellini saranno utilizzati anche nei confronti di allenatori e membri dello staff tecnico. Via libera alle sostituzioni rapide: i calciatori dovranno lasciare il campo dal punto più vicino delle linee, senza esibirsi nelle lunghe passeggiate da una fascia all'altra per perdere tempo. Infine, stop alle azioni viziate da tocchi involontari dell'arbitro: il gioco sarà interrotto in caso di cambio di possesso o sviluppo di un'azione importante. Corrieredellosport.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

La rivincita di Caicedo: i numeri della redenzione

"Spero che i tifosi della Lazio mi ricorderanno per questo gol, non per l'errore di Crotone". C'è tutta la sofferenza di questi mesi nelle dichiarazioni post derby di Felipe Caicedo. Si è preso una rivincita niente male, segnando il gol che ha aperto le danze ed esultando sotto la Tevere. Vuole lasciare il segno, vuole far parte della 'famiglia' laziale. Mai una polemica, da Formello lo raccontano come un professionista esemplare, capace di accettare le scelte di Inzaghi e farsi trovare pronto nel momento del bisogno. La sua media gol (1 ogni 189') è vicina a quella di Lautaro Martinez, finora ha fatto meglio anche di Cutrone e Simeone. Caicedo conduce una vita tranquilla e riservata, abita in centro con la sua Maria Garcia e si gode la bellezza di Roma, ne è rimasto folgorato, tanto da rispedire al mittente anche l'ultima offerta arrivata dalla Cina. Il derby può cambiare una stagione, ma soprattutto un'intera carriera di un calciatore, è ciò che si augura Felipe Caicedo, che intanto sfoggia dei numeri piuttosto eloquenti: con lui in campo dal 1' in Serie A 8 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta in 10 partite, complessivamente 11 vittorie su 16 gare stagionali con lui in campo.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Sorpresa Bastos, Milan e Roma per blindare la difesa e rilanciarsi

Ora Bastos è tornato di moda nella difesa della Lazio. Il 27enne angolano si è rilanciato nel derby dopo aver convinto nella sfida di Coppa Italia contro il Milan. Causa gli infortuni di Wallace e Luiz Felipe, ha ritrovato da gennaio il posto da titolare sulla fascia destra dopo tanta panchina e alcuni guai fisici, come quelli (problemi agli adduttori) che lo hanno bloccato per le trasferte contro Genoa e Siviglia. Una settimana fa, alla vigilia della gara col Milan, un recupero considerato prodigioso, con tanti elogi da parte di Inzaghi per la sua generosità. In campo, contro i rossoneri, si è disimpegnato sulla sinistra per sopperire alla squalifica di Radu che aveva ulteriormente gravato l'emergenza difensiva. Un muro invalicabile. Confermato anche con la Roma per tornare sulla parte destra. Grinta e rapidità: un pilastro ritrovato per il reparto arretrato di Inzaghi afflitto da tante ansie nei precedenti scontri con le grandi. Così Bastos è risalito velocemente nelle quotazioni, come quando arrivò in biancoceleste nell'agosto del 2016 dal Rostov e all'esordio contro la Juventus imbavagliò Higuain. Gazzetta.it