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Lukaku, riparte ancora da zero: piano di lavoro per riportarlo in condizione

Dopo averlo praticamente ceduto al Newcastle, la Lazio si ritrova di nuovo JordanLukaku. La cessione del belga agli inglesi allenati da Rafa Benitez, è saltata per problemi legatial peso e al fisico. Dunque la Lazio si ritrova un Lukaku in più nella rosa e a questo punto tenterà di recuperarlo, per renderlo utile alla causa biancoceleste per questa seconda parte di stagione. Rimasto fuori per i primi 5 mesi per problemi fisici, il belga è rientrato a metà ottobre a disposizione di Inzaghi, ma non ha mai brillato dal punto di vista fisico. Le qualità che ha mostrato nel primo anno, sono ormai un ricordo sbiadito, e sembra non avere più lo smalto di quel tempo. Ma la Lazio crede in lui e nelle sue potenzialità, quindi sarebbe pronta a  studiare un piano di lavoro specifico, per lavorare sui suoi problemi al tendine, che lo attanagliano da mesi. Un programma personalizzato per farlo tornare scattante come lo era lo scorso anno. Il recupero di Lukaku sarebb fondamentale per offrire un’alternativa all’instancabile Lulic, che alla soglia dei 33 anni comincia ad accusare la fatica, e un cambio che garantisca freschezza sulla fascia è imprescindibile per mister Inzaghi. Cittaceleste.it

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Lazio, meglio le due punte: ecco la differenza fra le soluzioni offensive di Inzaghi

Le due punte pagano. Difficile inquadrare Joaquin Correa esattamente come un centravanti aggiunto, ma c'è una statistica che sottolinea l'importanza di avere un partner offensivo per Immobile. Che sia l'argentino o Felipe Caicedo, con il tandem offensivo la Lazio ha collezionato 7 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte (compresa l'ultima beffarda con la Juventus). Diversi invece i numeri con la soluzione 'vecchia', ovvero con Luis Alberto solo ad imbeccare Ciro: 2 vittorie, 1 pareggio e 4 sconfitte. Un dato interessante in mano a Simone Inzaghi, che sembra essersi convinto a mettere in campo tutta la qualità offensiva dal 1', anche rinunciando ad una panchina' spaccapartite'.

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Fantasia al potere, questa è la strada da seguire

La fantasia finalmente al potere. La Lazio ha ingiustamente perso, ma la strada imboccata è quella giusta. Luis Alberto-Correa, la loro classe ha fatto la differenza e messo paura ai più forti. E con loro e con questo modo di giocare, la Champions non è poi così lontana come dice la classifica. Grazie alle giocate del duo spagnolo-argentino, la Lazio ha messo in grande difficoltà la Juventus. Togliendo la finale di Supercoppa dell’anno scorso, è la prima volta da quando c’è Inzaghi sulla panchina laziale, che i biancocelesti riescono non solo a giocare meglio, ma addirittura a surclassare i bianconeri. I più forti del campionato. Non era mai accaduto in questa stagione che la formazione di Allegri soffrisse in questo modo, senza avere la possibilità di contrastare la squadra avversaria.
 
FORZA E MAGIA
Dopo diversi tentativi e alcuni tentennamenti, l’allenatore della Lazio si convince e, nel giorno di maggior difficoltà, dovuta alle assenze in difesa, schiera Luis Alberto mezzala accanto a Milinkovic-Savic, Correa trequartista dietro Immobile. Un atteggiamento offensivo, quasi sfrontato contro i primi della classe. I risultati sono stati più che incoraggianti. Tutta la squadra si è sacrificata per sostenere i tre giocatori offensivi e Luis Alberto e Correa soprattutto non si sono tirati indietro, offrendo una prestazione sopra le righe. Non solo in qualità, altissima, ma anche in quantità, andando sempre a partecipare alla fase difensiva. Ha colpito parecchio la tenacia e la voglia di Luis Alberto che spesso e volentieri andava a contrastare colossi Matuidi e Betancur. Basti pensare che nella prima mezzora, lo spagnolo ha sradicato il pallone dai piedi del francese per almeno tre volte consecutive, facendo ripartire l’azione d’attacco, fomentando l’entusiasmo dell’Olimpico. Per il frastuono, sembrava quasi che la Lazio avesse segnato, invece era Luis Alberto che faceva il mediano e, più che colpi di tacco o assist, rubava palloni. Non era da meno Correa che, svariando continuamente da destra e sinistra, con le sue accelerazioni, metteva in grande apprensione la difesa bianconera. Bonucci e Chiellini hanno dovuto faticare non poco per contenerlo. Anche il Tucu, oltre alla qualità, mostrava un temperamento e un carattere fuori dal comune. La Lazio ha fatto il massimo nel momento più difficile ed è riuscita a spaventare i primi della classe. Per quello che si è visto sul campo, il risultato è bugiardo, ma davanti c’era sempre . Il Messaggero

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Lucci a Formello, Murgia-Spal e Badelj-Zenit sul tavolo: il punto sul mercato

Sei giorni al termine del calciomercato invernale. Le cessioni restano l'argomento più caldo in casa Lazio, con Caceres e Lukaku con le valigie in mano. Murgia invece è sempre più vicino alla Spal, ieri l'agente Lucci (che cura anche gli interessi di Zappacosta e Badelj) è stato avvistato a Formello. Per l'azzurrino è pronto un prestito 'lungo' fino a giugno 2020, per trovare finalmente continuità alla corte di Semplici, rimasto orfano di Viviani. Lucci ha parlato anche di Badelj con la società. Il centrocampista croato può entrare marginalmente nell'operazione Paredes-PSG, vista la casella lasciata libera dal regista argentino allo Zenit san Pietroburgo. Trattativa ancora da sviluppare, ma è opportunità interessante per un giocatore che vuole giocare di più. In ultimo, nell'edizione odierna del Corriere dello Sport riporta l'interesse di Espanyol, Benfica e Sporting Lisbona per il baby biancoceleste Nicolò Cesaroni, in forza alla Primavera di Bonacina. E' un 2002, quindi ancora non può esser messo sotto contratto, ma a fine stagione la Lazio dovrà vedersi dall'assalto di diversi club per lui e assicurarselo per i prossimi anni.

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Caceres, il Vissel Kobe e un addio al veleno: “Poche parole per capire cos’è successo”

Dire che non sia mai scoccata la scintilla è dire poco. Fra Caceres e la Lazio il matrimonio è giunto al capolinea, per il giocatore all'orizzonte c'è il Giappone e il Vissel Kobe (squadra di Iniesta e Podolski). Tramite i social l'uruguaiano ha lanciato una frecciatina, riprendendo l'intervista a Claudio Anellucci de lalaziosiamonoi.it, nello specifico questo passaggio: "La situazione legata a Martin Caceres mi dispiace moltissimo, lo conosco da vario tempo. Il Caceres che conosco io e che si vede giocare in Nazionale è un elemento che sposta gli equilibri. Si tratta di un elemento con la cattiveria e la testa giusta. Probabilmente quando è stato chiamato in causa non è stato quello che si è potuto ammirare in Nazionale. In certi casi però bisogna capire dove è la difficoltà in questo ambiente. Caceres a Verona ha giocato benissimo, in quei sei mesi ha dimostrato di essere un elemento di livello. Ci sono situazioni che mi lasciano perplesso”.  Sottolineando poi con: "La realtà è una sola, bastano poche parole per capire quello che succede". Messaggio per la stampa, ma forse anche ad Inzaghi con cui il rapporto non è mai decollato. 

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Tutti vogliono il ‘Tucu’ titolare

Tutti vogliono Correa titolare. Le prestazioni del giocatore argentino hanno convinto praticamente chiunque che debba trovare spazio dal 1'. Per Inzaghi l'arduo compito di trovare una soluzione per non perdere equilibio senza rinunciare alla qualità. Dopo un novembre nero, nel mese di dicembre scorso la soluzione tattica con Milinkovic, Luis Alberto e proprio Correa alle spalle di Immobile ha portato i suoi frutti, anche per questo ha stupito il passo indietro al San Paolo. Domenica arriva all'Olimpico la Juventus, per Inzaghi l'occasione di redimersi dopo Napoli e di giocarsi la partita a visto aperto, sfruttando il vero punto di forza di questa squadra: la qualità offensiva del centrocampo. Lui non è contento, si è parlato di tensioni con Inzaghi dovute alla grande voglia del trequartista di lasciare il segno. Finora l'argentino ha giocato praticamente 900', 6 volte titolare e ben 13 volte subentrato: ora è pronto e scalpita per diventare parte integrante degli undici iniziali del tecnico biancoceleste. 

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Inzaghi, hai una panchina scontenta: i numeri impietosi delle seconde linee

Restare seduti in panchina si sa, non è il massimo della vita. Per delucidazioni chiedere pure a chi, in questa stagione, non trova spazio alla corte di Inzaghi. L'edizione odierna del Corriere dello Sport riporta la speciale classifica del minutaggio delle seconde linee, con numeri impietosi, specialmente per gli acquisti estivi. C'è chi, come Proto per esempio, non ha giocato nemmeno un minuto in Serie A, chi come Durmisi ha totalizzato appena un'ora di gioco e chi, come Berisha, appena 74'. Il malcontento è cresciuto anche in Badelj, nonostante sia in questa classifica secondo solo a Correa (899') con 561'. L'argentino ha avuto un confronto con Inzaghi: sta bene e vuole sentirsi più coinvolto, mentre il croato non disdegnerebbe una nuova destinazione. Caceres 306', anche se la sua storia alla Lazio è ormai prossima alla fine, Murgia ancora meno, appena 8' in Serie A. Il quesito dunque è di facile intuizione: perché Inzaghi non li vede? Eccessiva rigidità nelle scelte, o semplice valutazione tecnica?

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In otto per un posto solo, la lotta Champions accende il campionato

Otto squadre in sei punti, per una casella che vale circa 40 milioni di euro. La corsa al quarto posto in classifica, lo slot che consegna chiavi in mano un posto per la prossima edizione di Champions League, è il tema caldo del campionato, il trend topic, fino a quando la Juventus procederà a ritmo record, chiudendo ogni discorso sull'assegnazione del tricolore. Dal Milan, per ora sulla zolla di salvataggio, a quota 34 punti, sino a Fiorentina e Torino, a 27. Ma non si può neppure escludere il Sassuolo che ha pareggiato a San Siro con l'Inter, a 26. E in mezzo ci sono Roma (33) e Lazio (32), poi Atalanta a 31, Sampdoria a 30, Parma a 28.
E dunque c'è quasi l'intero girone di ritorno per piazzarsi alle spalle di Juventus, Napoli (+14 punti sulla quinta) e Inter, che si trovano al sicuro, centrando l'incasso che può cambiare la traccia tecnica delle prossime stagioni. E se va male, c'è l'Europa League, che pure garantisce lignaggio e bonifici bancari dall'Uefa. Per una situazione anomala nei tornei che prestano quattro squadre alla Champions: in Premier League ci sono Tottenham, Chelsea e Arsenal che si contendono due posti, in Liga, con il Real Madrid terzo dietro il Barça e l'Atletico c'è il Siviglia che si gioca la posizione con Alaves, Getafe e Betis. Mentre qualcosa di simile offre la Bundesliga, sei punti tra il Lipsia, quarto, fino a Hoffenheim e Werder Brema, a sei punti.

LA CRISI DELLE BIG – L'ingorgo per un posto in Champions è stato creato soprattutto dall'andamento assai altalenante delle principali candidate, Roma, Lazio e Milan. Stagione fallimentare per chi non centra l'obiettivo. Una condizione che non ha impedito al terzetto di attraversare momenti di crisi, ripresa, ricaduta e ritorno a galla. Ora tocca alla Roma, sino a qualche turno fa staccata dai cugini e dai rossoneri e ora nella zona calda, con tre successi in fila (e quattro nelle ultime cinque gare).

Mentre Simone Inzaghi appare in difficoltà (due successi in cinque turni), la Lazio ancora una volta si è sciolta contro una grande (sconfitta a Napoli), perdendo la posizione e confermando la salita e discesa degli uomini simbolo, Luis Alberto e Milinkovic-Savic. E poi c'è il capitolo sui rossoneri, un poemetto lungo sette mesi, tra cambi dirigenziali, infortuni, i paletti del Fair Play Finanziario, sino all'affare Higuain. E la partenza, ormai definita, dell'argentino potrebbe incidere parecchio sulle ambizioni milaniste.

ZAPATA, QUAGLIARELLA, GERVINHO: LE CHIAVI CHAMPIONS – Alle spalle del tris delle grandi in crisi d'identità ecco i bergamaschi, due vittorie in fila e dieci punti in cinque gare, con il ciclone Zapata, che da dicembre marcia al ritmo delle versioni doc di Messi e Cristiano Ronaldo e ora pure capocannoniere con il portoghese a 14 reti. Gasperini si trova in posizione ideale, di solito le sue squadre volano nel girone di ritorno e il quarto posto dista tre punti.

E poi c'è l'orchestra Giampaolo, dieci punti nelle ultime cinque, con Quagliarella al suo meglio in carriera (14 reti) a quasi 36 anni, Ramirez ritrovato, due lunghezze davanti agli emiliani dell'ivoriano rinato dopo l'anticipo di pensione in Cina e di Inglese, con 28 punti, il punteggio massimo di una neopromossa in A dopo 20 giornate da cinque anni, record precedente del Verona, a quota 32 nel 2013/2014.

PIOLI PUNTA SU MURIEL, MAZZARRI VOTA IL GALLO – In zona ci sono anche la Viola e il Toro, entrambe a 27 punti. Per Pioli, otto punti nell'ultima cinquina di gare, la strada potrebbe intravedere qualche tornante in discesa se Muriel dovesse confermarsi dopo l'esordio boom con la Samp, con doppietta alla Ronaldo. Il colombiano assieme a Chiesa, arma devastante negli spazi per i toscani, mentre Mazzarri (solo un punto a gara nelle ultime cinque) dopo aver perso lo scontro diretto con la Roma spera in Belotti e nella rinascita di Zaza. Senza dimenticare poi De Zerbi, a quota 26 punti, variabile impazzita con il talento di Sensi, Locatelli e Duncan, in attesa di Berardi. Repubblica.it

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Infortuni e squalifiche, Inzaghi corre ai ripari: Lazio a 4 con la Juventus?

Una difesa dimezzata da infortuni e squalifiche. Per la Lazio non è certo un momento facile da gestire e a Formello Inzaghi studia le soluzioni anti CR7. Già perché oltre al danno la beffa è incontrare la squadra più forte d'Italia in queste condizioni. Difesa a 4? Significherebbe Patric titolare a destra (difficile vederci Bastos) con Wallace e l'angolano centrale e Radu terzino. Oppure Lulic a sinistra, Radu e Wallace centrali con lo spagnolo a destra. Cambiano le posizioni, ma appare difficile 'inventare' qualcosa con questi elementi. La soluzione più probabile resta il canonico 3-5-2, con Radu, Wallace e Bastos centrali. Appuntamento oggi a Formello, ore 15, per iniziare a risolvere il rebus.

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Sportmediaset, alta tensione tra Correa ed Inzaghi

I tifosi lo vorrebbero in campo sempre dal primo minuto. Ma Simone Inzaghisembra aver messo un muro tra lui ed il Tucu Correa. Una situazione che rischia di deflagare in casa Lazio. L’argentino è entrato a Napoli nel secondo tempo dando un senso alla gara di una squadra, quella biancoceleste, in chiara soggezione al cospetto della formazione di Ancelotti. Ma la vigilia della trasferta napoletana ha vissuto momenti di tensione a Formello nelle ore che hanno preceduto la partenza della comitiva laziale alla volta del capoluogo campano. 

Durante l’allenamento di rifinitura sono andate in scena le ultime prove tattiche dell’undici che sarebbe poi sceso in campo al San Paolo. Correa fuori dai titolari. E l’argentino non l’ha presa certo bene abbandonando il campo d’allenamento. 

Un momento di stizza e di rabbia quando El Tucu si è reso conto che anche a Napoli sarebbe partito dalla panchina. Momenti di imbarazzo prima che Correa, smaltita la rabbia nello spogliatoio è tornato sul terreno di gioco per concludere insieme al resto dei compagni la rifinitura. Una gestione del gruppo, da parte di Inzaghi, che sta creando più di qualche malumore.sportmediaset