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Oltre al danno la beffa: Inzaghi in emergenza per la Vecchia Signora

La sconfitta del San Paolo porta con se significative difficoltà di formazione. La molto più che dubbia espulsione di Acerbi, l'infortunio di Luiz Felipe (ancora da valutare l'entità nelle prossime 48-72 ore) decimano il reparto arretrato della Lazio. Anche Radu è uscito malconcio dalla trasferta, ma dovrebbe farcela. Partendo dal presupposto che il modulo non cambierà, Bastos, Wallace e Radu sembra l'opzione più percorribile, ma anche la candidatura del baby Armini potrebbe prendere quota per fronteggiare CR7 e compagni. Problemi anche sugli esterni,  Lukaku – tutt'altro che convincente ieri, così come Lulic a destra – non da garanzie. La soluzione Patric è sempre viva, anche perché Caceres potrebbe raggiungere a breve Bologna per la sua nuova avventura. Davanti Correa scalpita, ma se Inzaghi dovesse affidarsi alla soluzione più razionale e conservativa l'argentino potrebbe partire dalla panchina come ieri, col 'solo' Luis Alberto dietro a Immobile.

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Inter-Napoli, morte Belardinelli: altri due arresti

Arriva la svolta nelle indagini sulla morte di Belardinelli. Per l'uccisione del 39enne ultrà del Varese durante gli scontri di Inter-Napoli il 26 dicembre scorso sono stati effettuati due arresti: si tratta di Nino Ciccarelli, personaggio di spicco del tifo organizzato dell’Inter già condannato a 12 anni di carcere per vari reati e attualmente sottoposto a cinque anni di Daspo, e Alessandro Martinoli, ultras del Varese. Corrieredellosport.it

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Prove di ammissione: ​Napoli, Juve e Inter, comincia il ciclo terribile

Andata all’inferno, ritorno magari in paradiso. Per la Champions la Lazio deve invertire il trend con le big nel suo cammino. Le prossime tre partite diranno se il buongiorno si vede dal mattino. Prima il Napoli, poi la Juve e infine l’Inter, le prime tre della classifica in 10 giorni. Due gare di campionato e i quarti di Coppa Italia, a fine gennaio avremo già una prima risposta. Nel 2018 è stata assolutamente negativa: ko anche con la Roma e appena un pari in extremis in casa col Milan, dirette concorrenti per il quarto posto. Adesso bisogna sfruttare pure un eventuale contraccolpo mentale o fisico post-Gedda del club rossonero. Si ricomincia dal San Paolo, dalla trasferta (oggi l’Osservatorio deciderà se vietarla ai laziali o anticipare il match alle 15) più tosta dopo quella dello Stadium. Lo dicono i numeri e la storia. Il Napoli quest’anno è ancora imbattuto (8 vittorie e 2 pareggi) sotto al Vesuvio e anche gli altri precedenti non sorridono certo alla Lazio: lo scorso anno l’inutile vantaggio di De Vrij nel 4-1 nel 34esimo successo partenopeo contro i biancocelesti. Più in generale, su 73 partite in Campania solo 15 trionfi biancocelesti. Insomma, Napoli è un tabù, ma può pure rilanciare la Lazio verso su. Vede Napoli, infatti, e poi la Champions. Perché l’ultima vittoria al San Paolo risale al 31 maggio 2015, quando i ragazzi di Pioli sbatterono gli azzurri di Benitez (con un rocambolesco 2-4) fuori dall’Europa che conta all’ultima giornata. Fu festa per i tifosi (appena 600 nuovi abbonamenti staccati nella nuova campagna 2019) nella notte di ritorno a Formello perché i biancocelesti centrarono la qualificazione ai preliminari, il miglior risultato dell’ultimo decennio. Lo stesso conquistato pure da Udinese e Samp. La Lazio dal 2008 non ha mai più visto i gironi di Champions, la Fiorentina è arrivata addirittura agli ottavi. Questo per spiegare quanto non contino solo i maggiori ricavi e poteri economici. Ironia del destino, il club biancoceleste non vede quella “maledetta” competizione da quando Tare è diesse. Avete capito perché è diventata un’ossessione anche per l’albanese? Inzaghi spera di sfruttare questa voglia dell’intera società per un aiuto dal mercato e il salto di qualità. Ma pure lui adesso deve fare mea culpa. 

MERCATO BOCCIATO 
Ci sono quasi tutti gli acquisti estivi col piede di guerra. Non decollati un po’ per gli acciacchi, un po’ perché Inzaghi ha dimostrato di vedere solo i suoi fedeli. Mica solo quest’anno. Era già successo con Luis Alberto, lasciato per 9 mesi al gelo. Meno male che almeno Acerbi era una sua richiesta, a ottobre aveva pensato d’andar via persino Correa. Adesso Berisha e Badelj (niente Roma, ma occhio al Milan più del Galatasaray) hanno chiesto la cessione, Durmisi potrebbe finire già al Celta Vigo a titolo definitivo. Il danese è subentrato persino col Novara, toccherà a Lukaku a Napoli nonostante Lulic sarà traslocato a destra. Ieri l’ennesima conferma alla ripresa. Il Messaggero

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Ecco Pedro Neto: riscatto a fine stagione, poi via in prestito?

L'esordio fra gli applausi di incoraggiamento dell'Olimpico ha lanciato Pedro Neto. Il baby portoghese – arrivato a Roma ad Agosto 2017 – sarà riscattato a fine stagione. La permanenza in Serie A dei biancocelesti obbligherà Lotito a versare l'ultima rata (per lui e Bruno Jordao) di 11,5 milioni al Braga. Intanto a Dubai, Tare e Mendes hanno parlato del suo futuro: ipotesi prestito per metterlo finalmente alla prova.

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Immobile è insaziabile e sfida Cristiano Ronaldo

La fame di Ciro. Quella che l’ha portato, da ragazzino, a piangere senza farsi sentire da nessuno quando era da solo a Torino, a mille chilometri da casa, sperando di trasformarsi in un campione. La stessa che ha ancora oggi, benché un grande giocatore lo sia effettivamente diventato: lo dicono i gol (158 in carriera, oltre la metà di questi con la Lazio), i successi personali (tre volte capocannoniere tra B e A), i soldi (un nuovo contratto da tre milioni netti a stagione). Eppure Immobile non è sazio. Anzi. Ha divorato senza pietà perfino il Novara, Ciro. Giocano in serie C? A lui non interessa. Un assist, un gol dopo avere fallito il rigore, poi un’altra rete ancora e la ricerca ossessiva della tripletta: più che fame, bulimia. Così Immobile è arrivato a tredici gol nella stagione, perché questa doppietta in Coppa Italia si è aggiunta ai dieci gol già segnati in campionato e a quello realizzato in Europa League. E pensare che – a osservarlo con attenzione – si ha perfino il sospetto che non sia al massimo della condizione. Immobile ha cominciato l’anno alla grande, ma il bello viene adesso. Subito. Prima c’è il Napoli, la sua squadra del cuore: all’andata gli ha segnato un gol di rara bellezza, benché inutile alla causa biancoceleste, e domenica ci riproverà. Quindi gli toccherà la Juventus, dov’è cresciuto e s’è affermato ma che non ha mai creduto in lui fino in fondo, tanto che lo ha mandato via senza nemmeno provare a misurarlo in bianconero. Nuove sfide nelle quali adoperarsi per soddisfare la fame. Stimolante soprattutto il confronto con Cristiano Ronaldo che in stagione ha segnato quindici gol (quattordici in campionato, con quattro rigori, e uno in Champions): Ciro lo osserva con ammirazione e pensa che comunque non è così lontano, almeno per il numero di reti che ha realizzato, appena due in più rispetto a lui. Ciro lavora per saziare la fame, altri per gestire la rabbia. In particolare Badelj, che ormai non trova spazio nemmeno nelle partite che contano poco o nulla. Era arrivato alla Lazio per essere protagonista, invece il vicecampione del mondo non è nemmeno il primo cambio di Leiva. Non gioca dal 17 dicembre, ha trascorso le ultime 4 partite in panchina, è diventato un caso. Il croato è deluso e vorrebbe andarsene. Lotito, che lo ha preso svincolato, punta però a monetizzare la sua eventuale cessione (chiede 12 milioni); Inzaghi spera che rimanga perché è convinto che nel corso della stagione possa tornare utile. Lucci, procuratore di Badelj, lo è anche di Zappaccosta, esterno destro del Chelsea nel mirino della Lazio. Le due situazioni potrebbero in qualche modo intrecciarsi.

Corriere della Sera

 

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Vergogna alla Balduina, volantini razzisti e antisemiti dei tifosi dell’AS Roma

Il fatto che il volantino in questione sia “firmato” dai tifosi romanisti della Balduina nulla aggiunge e nulla toglie a questa evidente manifestazione di limitatezza mentale.

Quella dei cretini, infatti, è una tipologia democratica, interclassista e trasversale a ogni categoria. E a ogni credo. Politico, religioso e calcistico. La regola aurea in questi casi è ignorare il cretino, lasciandolo solo con la sua inadeguatezza cerebrale. Oppure condannarlo pubblicamente – sebbene questa gente cerchi appunto il clamore mediatico – facendolo vergognare a morte, sperando (illusi!) che non lo faccia più.

Qualunque strada si scelga, sarebbe auspicabile un atteggiamento coerente e univoco. Ma si sa che la coerenza di non è di questo mondo. Soprattutto del mondo del calcio, dei media faziosi e delle strumentalizzazioni a vario livello per biechi interessi di club.

Altrimenti non si spiega come mai questi volantini siano stati bellamente snobbati da istituzioni e stampa, mentre quelli con l’immagine di “Anna Frank romanista” ad opera – era il 2017 – di alcuni tifosi laziali, sia stata condannata urbi et orbi, con tanto di apertura di un fascicolo per istigazione all’odio razziale da parte della Procura, multa al club biancoceleste, la lettura di un brano del diario prima di una partita, lo sputtanamento a ogni latitudine della S.S. Lazio, definita “squadra razzista e antisemita nell’anima”. Mancava giusto la fustigazione in pubblica piazza dei giocatori (riserve comprese) e poi, forse, l’ira di Dio si sarebbe placata.

Per carità. Quella fu un’iniziativa patetica e vergognosa. Ma non è che questa di alcuni tifosi romanisti brilli per simpatia e acume. Quindi ci chiediamo dove sono i difensori del bene supremo? Gli integerrimi guardiani della morale? I probiviri che si ergono a paladini della giustizia? Evidentemente, stanno tutti andando alla Balduina…

sassate.it

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Napoli, no alla linea Salvini: si fermerà per i cori razzisti

Il Napoli conferma la linea della fermezza e l'intenzione di prendere iniziative anche clamorose in campo se si ripetessero cori razzisti durante le partite. Lo si apprende da fonti del club dopo le dichiarazioni di Matteo Salvini sull'intenzione di non fermare le partite in caso di cori razzisti. Dalle stesse fonti del club si apprende che le parole del ministro dell'Interno hanno suscitato grande perplessità tra i vertici della società sportiva, che conferma la linea illustrata dal tecnico Ancelotti, per uno stop da parte dei giocatori.

LA LINEA DEL CLUB – In assenza di uno stop da parte dell'arbitro per cori razzisti, era stata la linea indicata dal tecnico del Napoli, Carlo Ancelotti, la squadra potrebbe prendere l'iniziativa di fermarsi durante la partita. Il dibattito – secondo quanto si apprende – è seguito anche dal presidente azzurro, Aurelio De Laurentiis, che viene informato in questo periodo in cui è a Los Angeles per impegni cinematografici.Corrieredellosport.it

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Salvini annuncia linea dura: “Sradicare teppisti con ogni mezzo. No a sospensione partite, si a stadi di proprietà con camere di sicurezza”

«Vogliamo sradicare la delinquenza da dentro e fuori gli stadi. Useremo ogni mezzo necessario». Così ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al termine del vertice sulla violenza negli stadi alla Scuola Superiore di Polizia di Roma. Una super tavola rotonda, durata più di due ora, a cui hanno partecipato i sottosegretari Giancarlo Giorgetti (che ha la delega dello sport) e Nicola Molteni (Interno), il sottosegretario alla presidenza del Capo di Gabinetto Matteo Piantedosi, il Capo della Polizia Franco Gabrielli, i massimi rappresentanti di Coni, Figc, Lega Serie A, Serie B e Lega Pro, Lega Dilettanti, nonché i Presidenti delle associazioni di calciatori, arbitri e allenatori, e i presidenti della Federazione Editori Fieg e dell'Ordine dei giornalisti. «Sono soddisfatto del contenuto della riunione – ha detto Salvini -, poche parole e tante idee e progetti, perché negli ultimi decenni se ne sono dette tante. Ringrazio tutti i protagonisti del mondo del calcio e coloro che sono intervenuti». Il ministro dell’Interno, ricordando che «non si può morire di calcio nel 2018», ha spiegato che «il teppismo e i coltelli c’entrano poco col calcio». Non solo, riportando alcune statistiche, Salvini ha spiegato: «Rispetto all’anno precedente il calcio è uno sport sempre più sano e si è ridotto del 60% il numero dei feriti. Anche i Daspo sono in diminuzione. Parliamo di 12 milioni di persone che si muovono e di 6mila teppisti. Non confondiamo i tifosi con con i delinquenti». Il ministro dell’Interno ha poi svelato che si sta «lavorando per una legge sugli stadi proprietà con camere di sicurezza». Sulla sospensione delle partite in caso di cori razzisti ha aggiunto: «Si rischia di mettere nelle mani di pochi il destino di tanti».Ilmessaggero.it

 "Il tema della sospensione delle partite è scivoloso perché è un funzionario del ministro dell'Interno che si prende l'onere di dire sì o no. Poi si rischia di mettere in mano a pochi il destino di tanti, e chi decide il criterio di discriminazione? Ricordo che in Milan-Juve i buu dei tifosi rossoneri erano per Bonucci: chi decide se quella è discriminazione? Servono criteri oggettivi che in questo caso sono difficilmente individuabili, quindi sono contrario alla sospensione delle partite. Preferisco prevenire e responsabilizzare. Sono per tornare ad autorizzare le trasferte collettive che sono maggiormente controllabili rispetto a centinaia di auto e min van", ha aggiunto Salvini.

GIORGIETTI – "Ai calciatori e ai presidenti delle squadre di calcio chiedo di evitare di gettare sempre benzina sul fuoco. Gli arbitri sbagliano, ma se vogliamo cambiare la cultura dobbiamo dare esempi positivi a quei 12 milioni di appassionati che ogni seguono il calcio", commenta Giorgetti. "I tesserati in primo luogo – spiega – nelle loro dichiarazioni pubbliche dovrebbero essere chiamati a non alimentare, a non contribuire alla retorica degli ultrà perchè non aiuta a sterilizzare il fenomeno di proselitismo".Ilmessaggero.it

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Svolta morte Belardinelli? Indagato ultrà del Napoli: “Omicidio volontario”

A nove giorni dall'accaduto, le forze dell’ordine hanno identificato la persona che investì Daniele Belardinelli in zona San Siro a Milano prima di Inter-Napoli. Secondo l'ipotesi dell'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Letizia Mannella e dai pm Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri, si tratta di un ultrà 25enne del Napoli, residente in via Salvator Rosa nel capoluogo campano e incensurato, che sarebbe stato alla guida di una Volvo V40 di colore nero (non B40, come riportato in precedenza) sequestrata ieri. Il giovane è stato iscritto stamattina nel registro degli indagati "per omicidio volontario, come atto dovuto per poter effettuare tutti gli accertamenti tecnici alla presenza di legali e consulenti difensivi".

LA DINAMICA — In macchina con il giovane c'erano altri tre ultrà napoletani. Decisive per arrivare all'individuazione dell'auto e quindi del presunto investitore sono state le analisi delle immagini che hanno ripreso gli scontri e le testimonianze che avrebbero smentito anche il tentativo del giovane di affermare che non era presente la sera del 26 dicembre a Milano. Tra l'altro, gli investigatori della Digos stanno anche verificando l'ipotesi che il giovane abbia cercato di cancellare le tracce dell'investimento. Determinanti saranno anche i rilievi della polizia scientifica sul veicolo, intestato in leasing al padre del 25enne, che ha 60 anni.gazzetta.it

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Scontri Inter-Napoli, sequestrata un’auto. Controlli su altre due

Un'auto, pare un'Audi station wagon, che era presente il 26 dicembre in via Novara, a Milano, dove sono avvenuti gli scontri tra ultrà interisti e napoletani che hanno causato la morte di Daniele Belardinelli, da quanto risulta all'ANSA, è stata sequestrata a Napoli nell'inchiesta milanese. Altre due sono state individuate ed è atteso il sequestro. La prima auto risulta intestata in leasing al padre di un tifoso napoletano. Dagli accertamenti si dovrà capire se le vetture siano coinvolte nell'investimento di Belardinelli. 

ANALISI DELLE IMMAGINI – Da quanto si è saputo, l'auto sequestrata dalla Digos di Napoli che collabora con i colleghi milanesi (gli atti saranno trasmessi a Milano) è stata individuata attraverso l'analisi delle immagini degli scontri, anche se non sarebbe stata ripresa dalle stesse immagini la targa della vettura e, dunque, gli investigatori sarebbero arrivati al sequestro attraverso alcune testimonianze. L'auto ora è bloccata sotto sequestro in un deposito a Napoli. Altre due auto, poi, sono state individuate analizzando le immagini degli scontri, ma gli investigatori le starebbero cercando per arrivare al sequestro e per verificare se siano coinvolte nell'investimento. Corrieredellosport.it