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L’Europa per ritrovare sorriso e convinzione

La sconfitta in casa dell’Apollon deve aver insegnato che ogni partita, anche quella inutile ai fini della qualificazione o del primato del girone, deve essere affrontata con lo spirito di una finale. Quel ko ha portato con sé una serie di problemi che la Lazio ha somatizzato. Ci son voluti un ritiro e più di qualche urlaccio per riportare alta l’attenzione. E alla fine, a guardar bene, non son nemmeno serviti al 100%, la dimostrazione è il grave errore con la Sampdoria al minuto 99. Ecco allora che questa sera contro il Francoforte i biancocelesti dovranno tirare fuori tutto l’orgoglio possibile per ritrovare la vittoria. Un successo, che come detto, è inutile ai fini della classifica e della qualificazione visto che la squadra di Inzaghi è passata ai sedicesimi con due turni d’anticipo. L’Eintracht ha già vinto il girone e arriva a Roma con l’obiettivo di chiudere in bellezza. Una squadra difficile da affrontare e che ha già battuto largamente la Lazio all’andata. Inzaghi vuole cancellare quella partita e soprattutto evitare una nuova figuraccia: «Senz’altro, è la prima cosa. A volte quando non si hanno le motivazioni si va incontro a brutte figure e non vogliamo farle. Schiererò una squadra competitiva, che possa fare una buona prestazione. Ogni partita porta insegnamenti, dobbiamo capire che non è mai finita fino al triplice fischio» sottolinea il tecnico in conferenza.

CONCENTRAZIONE
 

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L’obiettivo, dunque, è quello di ritrovare il sorriso. Fondamentale per ricompattare lo spogliatoio e riprendere la corsa verso la Champions. La vittoria manca addirittura da cinque partite tra coppa e campionato. La sfida contro la Samp ha restituito però la consapevolezza di aver ritrovato lo smalto dal punto di vista del gioco: «Un tecnico quando vede così è deluso del risultato, ma contento della prestazione». Per ora si accontenta di annotare questo e per il futuro non ha richieste particolari: «Chiederò di non avere infortuni e di avere tutti i giocatori disponibili. Abbiamo avuto qualche problema, cercherò di fare in modo che tutta la rosa sia a disposizione». Evita di mettere altre pressioni sul gruppo. Simone sa benissimo che i suoi ragazzi non reagiscono bene quando sono messi nell’angolo. Meglio concedergli qualche metro d’aria in più. Evitare un altro scivolone ma soprattutto restare concentrati senza pensare troppo alla gara di lunedì in casa dell’Atalanta che inevitabilmente rischia di occupare tutti i pensieri di chi sarà in campo stasera.

MASSIMA ALLERTA
Inzaghi farà turn over. Immobile e Milinkovic («Gli ho parlato, deve rispondere sul campo. Farà cambiare idea sul suo conto al più presto») non ci saranno. Leiva sta meglio ma probabilmente metterà solo qualche minuto nelle gambe. In regia andrà Cataldi con Berisha e Murgia ai fianchi. Caceres e Durmisi dovrebbero agire sugli esterni. Grandi dubbi in avanti con il duo Luis Alberto-Correa in pole position. Clima rovente e allerta massima per i 9 mila tifosi tedeschi giunti a Roma. Si temono altri incidenti dopo gli agguati ai laziali dell’andata. Divieto di vendere alcolici e controlli più rigorosi già da ieri sera. L’apertura dei cancelli è prevista per le ore 17 per i tifosi lazili, alle 15.30, invece, per i sostenitori dell’Eintracht.Ilmessaggero.it

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Cambiare modulo è la svolta? In 3 occasioni sì: ecco quali

Il discorso del modulo potrebbe essere una costante di tutta la stagione, di sicuro lo è stato finora. Alcuni dati raccontano che nelle difficoltà (a partita in corso) il cambio ha prodotto alcuni risultati: contro il Milan, col 4-2-4 (dentro Caicedo, fuori Radu) è arrivato il pareggio di Correa al 94′. Contro il Chievo (4-3-1-2) Correa alle spalle di Caicedo e Immobile per il pareggio firmato da Immobile. Contro la Sampdoria la Lazio c'era quasi riuscita, con Luis Alberto, Correa e Immobile senza Caicedo, levando un centrale (Wallace). 

 

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Lazio, segni e ti rilassi: già 7 reti subite dopo il vantaggio

La Lazio segna, ma poi si addormenta. I dati di questa stagione raccontano fedelmente la cronicità dei cali di concentrazione della squadra di Simone Inzaghi. Sono ben 7 i gol subiti a pochi giri di lancetta da un gol segnato. Lazio-Apollon, Udinese-Lazio, Roma-Lazio, Eintracht-Lazio, Lazio-Spal, Lazio-Marsiglia, Sassuolo-Lazio e infine, ovviamente Lazio-Sampdoria. Problema – quello della poca concentrazione dopo il vantaggio – riscontrato già nelle tappe fondamentali della scorsa stagione.

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Caceres, ultima chiamata: giovedì si gioca il futuro

Un anno fa stava per cominciare la sua avventura alla Lazio. Mezza stagione al Verona prima di passare alla Lazio dopo aver dimostrato di essere nuovamente all’altezza del campionato italiano. Dodici mesi dopo Martin Caceres sembra all’epilogo della sua storia in biancoceleste. Sono lontani i successi con Juventus e Barcellona per il 31enne difensore uruguaiano, così come le giornate dell’ultimo Mondiale con la nazionale. In A non gioca dal 29 settembre, dal derby con la Roma che lo lasciò sul banco degli imputati in occasione del gol di Lorenzo Pellegrini. Poi, solo panchina e una mancata convocazione (per la trasferta col Sassuolo). In totale, solo quattro presenze, di cui tre da titolare, come in Europa League. In Coppa, due settimane fa, si è trovato coinvolto nel naufragio sul campo dell’Apollon.Gazzetta.it

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Una crisi chiamata Leiva. Senza il brasiliano nessuna vittoria

Media di 2 punti con lui, di 1,16 senza. E sulla data del rientro non c’è ancora certezza. I prossimi giorni decisivi per capire se può farcela per il match di lunedì a Bergamo. Il sostituto Badelj sta deludendo. Meglio Cataldi, che però sbilancia la squadra.

Toglietemi tutto, tranne il mio Leiva. Inzaghi non lo ha mai detto apertamente, ma chi conosce bene l’allenatore sa che lui ritiene il play brasiliano uno dei pochi, se non l’unico giocatore davvero imprescindibile della sua Lazio. I fatti gli stanno dando ampiamente ragione. Una conferma della quale avrebbe volentieri fatto a meno il tecnico. Perché non ne aveva bisogno, ed ancor di più perché questa «conferma» è costata alla Lazio una frenata che, a fine stagione, potrebbe costare cara.

LA CRISI Sì, perché il brusco rallentamento della squadra biancoceleste coincide in toto con l’assenza del centrocampista. A Reggio Emilia contro il Sassuolo, primo dei quattro match senza vittorie dei biancocelesti, l’ex Liverpool ha giocato, ma non era al meglio, tanto da essere sostituito (da Berisha) a un quarto d’ora dal termine. Poi è rimasto in tribuna nelle successive tre partite e per la formazione biancoceleste sono arrivati altri tre deludenti pareggi, contro Milan, Chievo e Sampdoria. Leiva aveva in precedenza saltato quattro partite, la prima con il Napoli perché squalificato, quindi quella con l’Udinese per turnover e infine quelle con Inter e Spal per l’infortunio muscolare che successivamente l’ha nuovamente costretto ai box dopo il Sassuolo. Ebbene, anche in quelle altre quattro partite i risultati erano stati complessivamente deludenti: due sconfitte (con Napoli e Inter) e due vittorie (contro Udinese e Spal). In totale c’è una Lazio che ­nelle otto partite con Leiva in campo ­ viaggia alla media di 2 punti per gara ed un’altra Lazio che nei sette match senza il brasiliano totalizza 1,16 punti a partita.

FIATO SOSPESO Il problema, per Inzaghi, è che sulla data del rientro del regista non c’è ancora alcuna certezza. Il guaio muscolare all’adduttore continua a procuragli fastidio. Per questo è stato deciso di tenerlo fuori anche dalla sfida con la Samp, che sembrava quella giusta per il rientro. A posteriori la scelta di affrettare i tempi di recupero per schierarlo contro il Sassuolo è stata un azzardo pagato caro. Anche se va detto che il nuovo stop muscolare (nello stesso punto del precedente) è arrivato non nella partita del Mapei Stadium, ma alcuni giorni dopo in allenamento a Formello. Fatto sta che quella che poteva essere un’assenza di una ventina di giorni si è trasformata in uno stop molto più lungo e del quale non si conosce ancora la fine. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se il brasiliano potrà rientrare lunedì a Bergamo contro l’Atalanta. Solo se riuscirà a fare una settimana di lavoro normale, infatti, il giocatore tornerà in campo, in caso contrario il suo rientro sarà nuovamente rinviato.

BADELJ O CATALDI? Inzaghi spera ovviamente in un esito positivo. Anche per evitare di dover scegliere con chi eventualmente sostituirlo. Badelj, l’alternativa naturale, finora ha offerto un rendimento altalenante. È piaciuto di più Cataldi, anche sabato sera. Il romano tuttavia, essendo una mezzala adattata a fare il centrale, rischia di compromettere certi equilibri, specie in una gara delicata come quella con l’Atalanta. No, di Leiva non si può proprio fare a meno. Inzaghi l’aveva capito per tempo.

La Gazzetta dello Sport

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Da mancanza ad abbondanza, ora la Lazio sa solo pareggiare… ma con Mancini fu record

Da squadra che non pareggiava mai a quattro pareggi consecutivi. La Lazio sembra non trovare più la via della vittoria che manca ormai dalla gara di Europa League contro il Marsiglia e in campionato dalla vittoria dell’Olimpico contro la Spal. E’ passato troppo tempo da quando i ragazzi di Inzaghi hanno conquistato i tre punti e se fino ad ora la classifica non piange ancora, i biancocelesti distano un punto dal quarto posto e quattro dal terzo, è solo perchè anche le altre hanno arrancato compreso il Milan che ieri non è andato oltre lo 0-0 con il Torino. Eppure c’è un precedente che risale alla stagione 2002/03, la Lazio era allenata da Roberto Mancini e una delle guide dell’attacco era proprio Simone Inzaghi. In quel campionato i capitolini fecero sei pareggi consecutivi, dalla seconda alla settima giornata di campionato contro: Chievo, Torino, Milan, Atalanta, Perugia e Roma. A fine stagione però la Lazio si qualificò per i preliminari di Champions raggiungendo il quarto posto. Ancora nulla è perduto, ma la squadra di Inzaghi deve necessariamente ritrovarsi.

lazionews24.com

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Numeri a confronto col 2017/18: meglio la difesa, peggio l’attacco e 7 punti in meno

La scorsa stagione i biancocelesti dopo 15 gare avevano collezionato 7 punti in più rispetto ad oggi e segnato 14 reti in più. Unico dato migliorato quello dei gol subiti: nel 2017 erano 19, oggi 18

 

I numeri scavano la differenza nel confronto con lo scorso campionato. La Lazio, che non vince da quattro giornate (coincise con altrettanti pareggi), cerca se stessa ricollegandosi anche al rendimento di dodici mesi fa. Perché la squadra brillante della passata stagione diventa lo specchio dei problemi attuali dei biancocelesti di Inzaghi. Il pareggio con la Sampdoria al 54’ della ripresa ha acuito i disagi laziali a capo di una settimana di ritiro. A quota 25 punti il bilancio attuale scolora dinanzi al bottino dell’autunno 2017 quando dopo 15 gare giocate i biancocelesti contavano ben 32 punti, che comunque non bastavano per salire sul treno Champions, all’epoca occupato da Inter, Napoli, Juventus e Roma, le stesse poi anche al traguardo finale del campionato. Non regge il paragone pure il bottino dei gol realizzati. Ben 14 in più rispetto ai 22 attuali. Con 36 reti un anno fa la Lazio vantava il secondo migliorato fatturato offensivo della A, alle spalle della Juventus (41). Un passo avanti soltanto nel consuntivo dei gol incassati. Dopo 15 partite, un anno fa erano 19, mentre adesso sono 18. Mancano fondamentalmente le vittorie: ben 10 nel 2017, mentre adesso sono 7. Gli ultimi pareggi, quelli contro Chievo e Sampdoria, racchiudono i rimpianti più forti. Dal posticipo di lunedì prossimo a Bergamo ripartirà la caccia dei biancocelesti ai tre punti in campionato. 

 

 VERSO L’EINTRACHT — Intanto, già giovedì la Lazio proverà a non saltare l’appuntamento con la vittoria nella sfida dell’Olimpico contro l’Eintracht nell’ultima giornata del girone eliminatorio (già qualificate entrambe le formazioni) di Europa League. La sconfitta di dieci giorni fa contro l’Apollon ha alimentato non poche perplessità, compresa quella sull’affidabilità di diversi rincalzi. Domani pomeriggio la ripresa degli allenamenti a Formello con l’obiettivo di riallacciare già contro i tedeschi il feeling con i tre punti. 

Gazzetta dello Sport

 

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Difesa all’esame Quagliarella: per interrompere la striscia di 8 gare consecutive con gol subiti

25 reti incassate in 19 incontri tra campionato e coppa. Troppi gol subiti, problema che la Lazio si porta dietro dalla scorsa stagione.

Inoltre, i biancocelesti prendono gol da otto gare consecutive esattamente come nel 2017, quando il trend si interruppe con il Crotone.

Questa sera la Lazio scenderà in campo contro la Sampdoria, ed è l’occasione giusta per mantenere la porta inviolata: compito di Stakosha e della difesa.

La percentuale di clean sheet si è abbassata dal 31% della stagione 2017/2018 al 21% di quella attuale, con la Lazio che solo in quattro occasioni è uscita illesa dal campo. Cittaceleste.it

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Inzaghi-Lotito, frizioni nate in estate: il “no” al Napoli e la telenovela Acerbi

Spuntano due retroscena riguardanti la Lazio ed alcuni affari di calciomercato. Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, infatti, lo scorso 25 marzo il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis – ai ferri corti con Sarri – incontrò mister Inzaghi per consegnargli un Napoli in corsa sia in Champions che in Campionato. Il numero uno partenopeo avrebbe messo sul piatto un ingaggio di ben 3 milioni, prontamente rifiutati dal tecnico, legato dal ’99 al club capitolino. A dimostrazione di quanto, anche di fronte all’interesse da parte di una big della Serie A, ‘Simoncino’ non abbia mai messo in discussione la voglia di rimanere nella prima squadra della Capitale.

ACERBI – Ma non finisce qui. Simone Inzaghi fu infatti decisivo anche per portare a Roma Francesco Acerbi. Interessato al difensore del Sassuolo per sostituire de Vrij, l’ex attaccante – in vacanza con famiglia e amici a Milano Marittima – chiamò Lotito e lo esortò ad alzare l’offerta a dieci milioni senza bonus. Solamente il suo intervento diede una svolta alla trattativa, prima di allora ferma a causa della non volontà dei due presidenti di accontentarsi a vicenda.lazionews24

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Uefa: ecco come sarà la UEL2, la nuova Coppa dal 2021

Dopo l'addio alla Coppa delle Coppe, le competizioni europee saranno nuovamente tre dal 2021: il nuovo torneo, che provvisoriamente si chiamerà UEL2, si giocherà il giovedì pomeriggio e avrà 32 squadre. Previste in totale 141 partite suddivise in 15 settimane. Per l'Italia ad oggi parteciperà la settima squadra classificata in Serie A

ll Comitato Esecutivo della Uefa ha approvato il format e la lista di accesso della terza competizione europea per club, che dal 2021 affiancherà la Champions League e l’Europa League. La nuova competizione garantirà la presenza di almeno 34 Paesi nelle fasi a gironi delle competizioni Uefa per club (oggi il minimo garantito è 26), con 32 squadre partecipanti a una fase a gironi. Tutte le federazioni avranno accesso a tutte e tre le competizioni e manterranno la stessa quota di accesso complessiva attuale. Con la terza Coppa europea, il numero delle squadre del continente coinvolte in tornei Uefa salirà a 96, con 32 squadre per ogni torneo, come ha sottolineato l'Associazione europea dei club (Eca), promotrice del progetto. Dunque, dovrà essere ridotto dalle attuali 48 a 32 il numero delle squadre dell'Europa League. Questa terza competizione non ha ancora un nome ufficiale: per adesso, in via provvisoria, sarà chiamata UEL2. Lo slogan è molto semplice: più partite, per più club, per più federazioni. E questo è appunto il senso della terza Coppa: dare più spazio alle nazioni più piccole, che difficilmente oggi arrivano a giocare in Europa. Nella nuova competizione si giocheranno 141 partite, per 15 settimane di gioco, esattamente come l'Europa League. E come l'Europa League si giocherà di giovedì con un nuovo orario (oltre a quello delle 19 e delle 21), ovvero il pomeriggio alle 16.30. Per l'Italia ad oggi parteciperà la settima squadra classificata in Serie A, e le eventuali uscite dalla competizione superiore, se classificate terze nei loro gironi. Tutti gli altri dettagli della competizione, come la ridistribuzione dei ricavi e il nome/brand della competizione, saranno pubblicati nel corso del 2019. Ecco tutte le caratteristiche della "UEL2"

 

Come sarà la terza competizione europea?

• La nuova competizione (denominata provvisoriamente UEL2) avrà lo stesso format della Champions League e dell'Europa League, con 32 squadre partecipanti a una fase a gironi.

• Le squadre verranno suddivise in otto gironi da quattro, ai quali faranno seguito ottavi di finale, quarti di finale, semifinali e finale.

• Un ulteriore turno a eliminazione diretta si disputerà prima degli ottavi di finale tra le squadre seconde classificate nei gironi e le squadre terze classificate nei rispettivi raggruppamenti dell'Europa League.

• La nuova competizione prevede 141 partite suddivise in 15 settimane di gare, esattamente come l'Europa League.

• La vincitrice della nuova competizione avrà accesso all'Europa League per la stagione successiva.

• Le partite della nuova competizione si giocheranno il giovedì. La Champions League continuerà a disputarsi il martedì e il mercoledì, mentre l'Europa League e la nuova competizione si disputeranno il giovedì, con la creazione di una nuova fascia di orario per un numero limitato di partite fissata in linea di principio alla 16.30, ma da definire ulteriormente.

• Le finali di tutte le competizioni per club si disputeranno la stessa settimana: mercoledì (nuova competizione), giovedì (Europa League) e sabato (Champions League).

Ceferin: "Ci saranno più partite per più squadre"

Il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, ha commentato così l'annuncio della nuova Coppa: "La nuova competizione Uefa per club renderà le Coppe più inclusive che mai. Ci saranno più partite per più squadre, con più federazioni rappresentate nelle fasi a gironi. Questa competizione è frutto del continuo dialogo intrapreso con i club attraverso la European Club. C'è stata la richiesta, da parte di tutti i club, di accrescere le possibilità di partecipare con maggiore regolarità alle competizioni europee. Questo risultato è stato raggiunto con un approccio strategico e in accordo con l'obiettivo della Uefa di garantire maggiore qualità e maggiore inclusività alle nostre competizioni per club"

Agnelli: "Le competizioni Uefa si svilupperanno in modo equo"

Andrea Agnelli, presidente della European Club Association (ECA), ha accolto con soddisfazione l’arrivo della terza competizione: "Sono felice che il Comitato Esecutivo della Uefa abbia accettato i cambiamenti richiesti dai club membri dell’ECA. Riteniamo che questo risultato sia la garanzia che le competizioni Uefa per club possano continuare a svilupparsi in modo equo ed equilibrato, soddisfacendo le richieste e i requisiti necessari a garantire che il calcio rimanga lo sport numero uno al mondo. Vorrei aggiungere che questo intero processo testimonia il grande sforzo collaborativo tra ECA e UEFA a tutti i livelli".

SkySport