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Milinkovic sboccia a Dicembre. E con il Chievo…

Milinkovic entra sempre in forma nell’ultimo mese dell’anno, a dicembre.

Infatti, secondo quanto riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, il centrocampista serbo ha segnato 17 dei 25 gol totali con la Lazio (il 68%) da dicembre in poi, siglandone prima solamente 8.

Inoltre, Milinkovic, la scorsa stagione ha segnato ben 3 gol al Chievo: il 27 agosto regalò la vittoria alla Lazio con un destro da fuori. A gennaio, nella gara di ritorno, partecipò alla goleada con una doppietta (finì 5-1).

Mister Simone Inzaghi, comunque, non rinuncia quasi mai al 21 biancoceleste: in questa stagione Milinkovic ha collezionato 16presenze con la Lazio fra campionato ed Europa League, segnando solo un gol (contro il Genoa).cittaceleste.it

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Inzaghi, sale a nove la linea verde esordiente

Una delle note liete della serata di ieri nella brutta sconfitta di Nicosia è stato l’esordio assoluto di due giocatori della Lazio. Il primo è Alessandro Rossi, che è presente stabilmente in prima squadra, e il secondo è Niccolo Armini, classe 2001, all’esordio assoluto sia con la prima squadra che in una competizione europea. Mister Inzaghi non è nuovo a questo tipo di scelte, negli anni passati infatti ha sempre utilizzato i giovani del vivaio biancoceleste: Lombardi, Murgia, Strakosha, Prce, Rossi, Palombi, Miceli e Spizzichino. Il mister biancoazzurro è in cima alla classifica degli allenatori che hanno fatto esordire i giovani che sono ben 9: dietro di lui Eriksson è fermo a quota 7 e Delio Rossi appaiato con Reja a quota 5.

lazionews24.com

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Primi verdetti in vista di Nyon: pericoli Arsenal e Chelsea, spettro Salisburgo

L'ultima gara del girone di Europa League ha perso qualsiasi significato. La sconfitta della Lazio a Nicosia e il successo dell'Eintracht hanno chiuso la pratica del girone. Giusto quindi proiettarsi verso l'urna di Nyon, per i sorteggi del 17 dicembre. Mancano ancora delle sentenze, intanto però nella serata di ieri si sono assicurate il primo posto nel girone Salisburgo, Zenit S.Pietroburgo, Dinamo Zagabria, Arsenal, Dinamo Kiev e Chelsea. Tutte 'pescabili' dalla Lazio, che non potrà incontrare l'Eintracht o – eventualmente – il Milan. Stesso discorso per la Champions, le terze dei gironi classificate saranno nell'urna, ad eccezione delle italiane. 

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Turnover totale, ma quanti nazionali in campo!

Leggendo la probabile formazione della Lazio che scenderà in campo a Larnaca, salta all’occhio un aspetto particolare. Il tecnico Simone Inzaghi si affida ad un turnover massiccio, dei calciatori che saranno utilizzati contro l’Apollon Limassol sono comunque molti nel giro delle rispettive nazionali. Da Bastos a Berisha, passando per Murgia e Caceres, quella che questa sera disputerà il match di Europa League è tutto meno che una squadra di riserve. Alla lista si aggiungono AcerbiLuiz Felipe(sarà convocato da Roberto Mancini al prossimo stage), DurmisiCorrea e Caicedo. All’appello mancano soltanto Proto (che nel 2014 si è ritirato dal Belgio) e Cataldi (punto fermo dell’Italia U21 negli anni passati). Insomma, non sempre il turnover è da considerare una mossa negativa per l’allenatore e per questo Inzaghi può considerarsi fortunato.lazionews24.com

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Caicedo, l’Europa ti sorride: oggi si gioca la sua chance anche per Verona

Si è ripreso la Lazio Felipe Caicedo. In poche settimane ha tramutato i fischi in applausi con ottime prestazioni, assist e qualche gol. La trasferta cirpiota riporterà il 'panterone' nel suo palcoscenico ideale, visto che in Europa la scorsa stagione l'ecuadoriano ha messo a segno 3 gol in 9 presenze, con una media di una rete ogni 173 minuti. Caicedo ha giocato insieme a Correa dal primo minuto soltanto in un'occasione: la trasferta di Udine vinta per 1-2 grazie ad un gol proprio dell'argentino, suo partner. La chance è ghiotta per due motivi, non solo far bene contro l'Apollon, ma anche prenotare un posto da titolare al fianco di Immobile per la trasferta di Verona contro il Chievo. 

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Mercato, iscrizioni, stadi: ecco le linee guida per la riforma del calcio

Fanno sul serio. Molto sul serio. Un’estate come quella appena archiviata, Gabriele Gravina neo presidente federale e Francesco Ghirelli, suo successore al vertice della Lega Pro, non la vogliono più vedere. Non sono gli unici, ovviamente. Il rigetto è stato tale e vasto da rendere indispensabili – cosa che Ghirelli ha fatto anche in concreto – ripetute scuse a società e tifosi di Serie C. Un caos che poi allunga la sua ombra su altri mali: la violenza, dentro e fuori gli stadi, gli arbitri pestati (non in Serie C ma nessuno si chiama fuori dalla responsabilità di fare sistema), i daspo, gli impianti precari.

REGOLE, UNA RIVOLUZIONE. Ghirelli si concede un sorriso: «In appena un mese, Gravina ha avviato una rivoluzione epocale nelle iscrizioni al campionato». Il criterio guida sarà quello di togliere dai bilanci gli artifici o quelle vere e proprie trovate che hanno fatto stragi di imprese ispirate alla finanza creativa; verranno incoraggiare le patrimonialità concrete, come le attività di chi investe sui nuovi impianti sportivi. La vera rivoluzione che la federazione propone sarà quella di far emergere il patrimonio tangibile delle società: non verranno quindi consentiti cumuli con i diritti dai marchi o da library. Insomma chi ha investito sui diritti di immagine rischia di dover camminare con i piedi di piombo. Il patrimonio netto sarà rettificato. Resteranno gli investimenti per i diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori (e i prestiti annuali?) per la costruzione, ristrutturazione e manutenzione straordinaria di impianti. Questi ultimi saranno considerati al netto dei debiti finanziari residui. Verranno così favoriti i club che avranno effettuato investimenti nell’impiantistica sportiva, anche con i mutui. Le applicazioni graduali di questo cambiamento verrà spalmata sui tre anni.

TRAFFICO FIDEJUSSIONI. Colpo di spugna sulla degenerazione delle fideiussioni con le quali le società garantivano i propri debiti, una riforma quasi calvinista, contro quello che era diventato un vero traffico di indulgenze. Si escluderanno così le polizze rilasciate dalle società finanziarie diventate incontrollabili, mentre per le garanzie provenienti da società assicuratrici si prevederà l’obbligo della sede stabile in Italia, Per verificare la fondatezza del provvedimento si avvierà un dialogo immediato con l’Autorità Garante della Concorrenza. Nel documento vergato dal Consiglio Federale di due giorni fa, ma che dovrà essere sottoposto ad approvazione il prossimo 18 dicembre in un nuovo consiglio federale che si annuncia rovente, si conferma l’anticipo dei tempi: 24 giugno 2019 per le domande di iscrizione, 4 luglio l’esito dell’istruttoria, 8 luglio presentazione ricorsi e il 12 luglio il consiglio federale deciderà sulle ammissioni. I documenti andranno presentati tutti in una volta, senza integrazioni,eventualmente solo spiegati.

STIPENDI. Si propone di anticipare rispetto alla passata stagione sportiva per le società di B e C, il termine per il pagamento degli emolumenti netti della mensilità di giugno 2019 ai primi di agosto (il 2 e non più il 26) e di posticipare invece il termine per i pagamenti delle ritenute Irpef per le mensilità di maggio, giugno e dei contributi Inps per la mensilità di giugno al 16 settembre in luogo del 26 agosto. C’è poi la proposta di sanzionare con il blocco della campagna trasferimenti per le società che risultino inadempienti nel pagamento degli emolumenti dovuti ai tesserati e delle relative ritenute irpef e contributi Inps. Verranno invece cancellate le società che nel corso della stagione non avranno pagato due bimensilità, con azzeramento dei risultati. Insomma non si verificherà un caso Modena che venne escluso dal campionato, ma i cui risultati rimasero validi fino a tutto il girone d’andata.

L’ASSE SICUREZZA. L’occasione è un evento, domani a Riccione, organizzato dalla Lega Pro: «Ci saranno sorprese su questo tema – promette Ghirelli – ma è importante che si sappia che a Riccione vedremo sia gli arbitri di nostro riferimento quindi la Can Pro, sia il capo della Polizia: Franco Gabrielli». Il casus è dato dalla richiesta, accolta dal Prefetto, di premiare l’arbitro più bravo in Serie C. Inevitabilmente si sfrutterà la circostanza anche per mettere sotto la lente ciò che può servire per correggere la china, pericolosa, che recenti vicende hanno tracciato. Le sanzioni cambieranno diventando severissime, avvisa Gravina, e Ghirelli ammicca: «Sul tema sicurezza la Lega Pro è impegnata in modo importante da anni, ma sappiamo che non può mai esserci una soglia massima di impegno sulla materia. Ci saranno anche i presidenti dei club perché l’obiettivo è superare la tessera del tifoso attraverso la centralità dello SLO e l’assunzione dell’istituto del gradimento da parte dei club. Sì, il prefetto Gabrielli premierà il vincitore del premio “Colosimo”, l’arbitro più bravo del passato campionato: è una chiara scelta di campo per la legalità e il rispetto della figura dell’arbitro».Corrieredellosport.it

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Torna Caceres in Europa: ultime uscite con la Lazio?

Arrivato alla Lazio a gennaio scorso, Martin Caceres rischia di andare via nella sessione di calciomercato di gennaio. Molto dipenderà dalla partita di Europa Leaguedi domani: l’ex Juventus giocherà da titolare ed avrà così una delle ultime occasioni, forse l’ultima in assoluto, per evitare di chiudere la sua avventura in biancoceleste dopo appena un anno.

ARRIVO – L’inserimento nella nuova squadra, complice l’infortunio, è stato più problematico del previsto. Anche quando mister Inzaghi gli ha concesso delle chances, non è mai scoccato un feeling totale. Tutto ciò, probabilmente, a causa di un equivocodi fondo: il 3-5-2 non sembra essere il modulo giusto per le sue caratteristiche, visto che – di base – l’uruguaiano è un esterno destro di una difesa a quattro. Domani verrà utilizzato sulla fascia, viste le assenze di Patric e Lukaku e la condizione non al top di Basta.

CALCIOMERCATO – Caceres è ora ad un bivio e, domani, oltre ad aiutare i suoi compagni ad ottenere la vittoria, dovrà conquistarsi la permanenza a Roma. Intanto a Formello – riporta La Gazzeta dello Sport – sono già pervenute delle richieste sul suo conto. In particolare dalla Svizzera, dove sono suoi estimatori sia il Basilea che loYoung Boys. Il campionato elvetico potrebbe essere la sua prossima meta ma, a Nicosia, tutto potrebbe cambiare.Lazionews24.com

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Rossi a caccia della chance, intanto Lotito valuta le offerte per il prestito

 

Alessandro Rossi cerca l'opportunità, vuole esordire in Europa League per giocarsi le sue carte in biancoceleste. La trasferta di Nicosia può essere l'occasione giusta, visto che la gara sarà abbastanza scarna di significati e il turnover abbondante. Caicedo dovrebbe partire dal primo minuto, con Correa al suo fianco, ma l'ex primavera è pronto a subentrare. Intanto Lotito valuta le offerte arrivare per il prestito, ma non vorrebbe concedere il giovane talento a potenziali avversarie della Salernitana, in Serie B.

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Relax Europa, con l’Apollon una Lazio intera a riposo

Tanti big, compresi Immobile (stanco e meno ispirato in area), Lulic (alla 293esima presenza nella top ten biancoceleste) e Acerbi (ieri a riposo) dopodomani in Coppa con l’Apollon Limassol avranno l’occasione di rifiatare. Pronti Luiz Felipe in difesa, Durmisi sulla fascia, Berisha e Cataldi a centrocampo, Correa e Caicedo davanti. L’argentino ora ha la media-gol (1 ogni 136’) più alta di qualunque giocatore biancoceleste, ieri continuava ad essere celebrato dai compagni come salvatore: «Anche per me il gol è stata una liberazione». Seconda prodezza da subentrato in questo campionato, ma lui ha dimostrato a Udine e col Marsiglia di poter segnare anche giocando dall’inizio e per questo reclama più spazi. Eppure rimane sempre più spaccapartite o salvarisultati, almeno così il Tucu Tucu l’ha inventato Inzaghi.Ilmessaggero.it

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Ormai è una certezza, la Lazio segna meno: -15 gol rispetto alla scorsa stagione

Poteva andare peggio, ma doveva andare meglio. Perché Inzaghi aveva capito la tattica di Gattuso e sulle ripartenze si è fatto fregare. Perché c’è un doppio cambio difficile da giustificare. Simone spiega d’aver rinunciato alla fisicità di Milinkovic per paura dell’espulsione, ma poi è Lotito a gettare nuove ombre sul campione: «Ha un contratto di 5 anni e noi non vogliamo cederlo – giura il presidente a ‘Un giorno da pecora’ – ma nella vita mai dire mai. Ieri comunque il Milan non me l’ha chiesto». L’ha fatto in estate con 120 milioni in 4 rate, ci riproverà a giugno, ma vorrà averlo a cifre ribassate. Contro i rossoneri Sergej non ha brillato (gol annullato a parte) in area, ma dalla sua uscita (insieme a Luis Alberto) i passaggi sono crollati da 15 a 1, le occasioni da 11 a 4 nella metà campo avversaria. Per carità, c’è sempre un mezzo rigore su Parolo non concesso da Banti su cui recriminare, ma prima del 65’ la Lazio aveva creato gioco (57% di possesso e 60% di dominio territoriale), tirato 21 volte in porta, centrata invece solo da una prodezza last minute di Correa. L’argentino salva Simone dal quinto ko su altrettanti big match, ma un pari contro un Milan così incerottato (7 titolari assenti) non può che lasciare l’amaro sul palato. Conviene guardare il bicchiere mezzo pieno solo perché questo punto consente di conservare il quarto in classifica. Ma ancora una volta in un momento decisivo, per allungare a +4 dai rossoneri e +6 dalla Roma, non c’è il salto Champions che conta. E stavolta è in gran parte del tecnico la colpa. 

SEGNA MENO
Ha ringhiato a Banti in maniera plateale, espulso Inzaghi non voleva uscire e il giorno dopo sui social è sempre più eroe laziale. Eppure Simone, che è l’ultimo a mollare, non riesce a trasmettere la stessa cattiveria letale. Senza riuscire a far male, diventa un boomerang decidere di rischiare. Perché in difesa la Lazio continua a traballare (vedi già la parata miracolosa di Strakosha nel primo tempo su Calhanoglu, prima del vantaggio rossonero), ma a differenza del passato non fa più un gol in più dell’avversario. Anzi, alla tredicesima giornata ci sono addirittura 15 reti in meno della scorsa stagione. Donnarumma mura Immobile ed è miracoloso per terra su una capocciata di Wallace, ma sono troppe le scelte sbagliate (5 filtranti di Luis Alberto non sfruttati) negli ultimi metri in generale. Non solo, la palla gira lentamente, nonostante la prova di Badelj (al posto di Leiva) in interdizione e – sopratutto nella ripresa – in regia sia convincente. Parolo percorre più di 12 mila chilometri e stavolta non è lucido quando s’inserisce per calciare. 

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