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Lazio, già 7 gialli per protesta: è prima in Serie A. Multato anche Inzaghi…

"Non protestiamo mai con l'arbitro". Concetto sentito e risentito nell'etere romano riguardo i giocatori della Lazio, ma (almeno in questa stagione) non veritiero. Da Lazio-Napoli a Lazio-Milan, sono ben 7 i giocatori biancocelesti ammoniti per proteste nei confronti dei direttori di gara. Luis Alberto e Immobile dividono la vetta dei più ammoniti, con 2 gialli a testa. Fra le squadre più ammonite per protesta c'è anche il Milan, al secondo posto con 6 gialli. Nella giornata di ieri inoltre, Lotito avrebbe confessato di aver multato Inzaghi per l'espulsione rimediata contro i rissoneri domenica sera.

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Badelj si prende il centrocampo: ora Inzaghi ha un asso in più

Milan Badelj al volante della Lazio. Il 29enne croato si è proposto da leader nel gioco della squadra di Inzaghi contro il Milan. Una prova esaltata dai numeri. Domenica sera, l’ex viola ha primeggiato per passaggi positivi, ben 71. Ma anche sul fronte dei duelli a favore (18) e dei palloni recuperati (12). Al top pure per cross precisi e dribbling riusciti. Era alla seconda gara stagionale a tempo pieno, al rientro dopo un mese di stop per guai muscolari. Ha preso il posto dell’infortunato Leiva in cabina di regia. Aveva sostituito il brasiliano già in altre tre partite in campionato. Per giocare contro il Milan ha dovuto vincere pure la concorrenza di Danilo Cataldi, che si era messo in evidenza dal play per due gare."Finalmente mi sento pronto per dimostrare le mie qualità", ha dichiarato Badelj al fischio finale contro il Milan.

PROSPETTIVE — In campionato ha totalizzato 8 presenze, mentre in Europa League ha trovato spazio solo nella prima giornata contro l’Apollon Limassol. Proprio contro i ciprioti potrebbe avere una nuova chance nella trasferta di giovedì. Leiva non è ancora pronto: difficile il suo rientro per la gara di domenica a Verona col Chievo. Così Badelj resta principalmente in rampa per il campionato. Con l’obiettivo di sganciarsi definitivamente dalle difficoltà del suo avvio di stagione. Le scorie del Mondiale, che lo ha portato al secondo posto con la Croazia, si sono fatte inevitabilmente sentire sul piano della condizione da riacquisire tra i problemi di qualche sosta in infermeria. Ora però Badelj è pronto a dare la svolta alla sua stagione. Non è arrivato alla Lazio per essere solo un’alternativa a Leiva, ma per ricoprire anche altri ruoli della mediana, come eventualmente quello di interno. In estate, da svincolato, ha lasciato la Fiorentina dopo quattro stagioni. Per puntare alla Champions con la Lazio. Da protagonista, come contro il Milan ha dimostrato di poter giocare anche in biancoceleste.Gazzetta.it

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Correa decide, ma Luis Alberto sta riprendendo quota…

Segnali di ripresa. Luis Alberto, partita dopo partita, cerca si riprendersi la Lazio. Il gol di Correa contro il Milan oscura la prestazione dello spagnolo, che mette in campo qualità e quantità. Don Luis duetta con Immobile, triangola con Milinkovic e cerca spesso l’assist vincente. Una prova di spessore rispetto alle uscite precedenti. Il “Mago” non è ancora ai livelli della passata stagione, al netto di una pubalgia che lo tormenta da settembre, ma la prova è incoraggiante. L’ex Siviglia sente la fiducia del tecnico e spera di ripagarlo al più presto. Giovedì riposerà in Europa League nella trasferta contro l’Apollon Limassol. Riprenderà il suo posto domenica prossima a Verona contro il Chievo. Avrà una settimana intera per prepararsi al meglio, ripartendo da quanto di buono fatto all’Olimpico. Luis vince il duello a distanza con il connazionale Suso, controllato da Radu sulla sinistra. Non ancora quello con Correa, arma letale dalla panchina. Non è escluso che Inzaghi possa continuare in futuro la staffetta trai due. In attesa che Luis Alberto torni ad incantare con le sue magie. Ilmessaggero.it

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La missione di Milinkovic: tornare straordinario e decisivo con le big

Arrivato a Roma dopo il grande rifiuto alla Fiorentina, scoppiò in lacrime nel centro sportivo viola, aveva dato la parola alla Lazio, voleva solo la Lazio. Una storia incredibile quella di Milinkovic-Savic, che arrivò a Roma nell’estate del 2015, un ragazzone che da li breve sarebbe diventato un top player. Con la Lazio Milinkovic-Savic ha collezionato 137 presenze, e ha segnato 25 gol in totale, di cui 18 in campionato. La scorsa stagione è stata quella della consacrazione, venendo anche dall’anno precedente in cui aveva ben impressionato. Oggi Milinkovic è un giocatore di livello top ed è corteggiato dalle big europee. Il suo valore di mercato in estate è arrivato a 120-150 milioni, richiesti da Lotito per accaparrarsi il talento serbo. Ma la Lazio ha resistito alle offensive, una in particolare, come quella del Milan che a due giorni dalla chiusura del mercato, ha offerto al patron della Lazio 30 milioni per il prestito e 90 per il riscatto. Cifre impressionanti che Lotito ha rispedito al mittente, rinnovando il contratto di Milinkovic fino al 2023. L’inizio di stagione del serbo quest’anno non è stato dei migliori, vuoi per aver saltato la preparazione perché impegnato ai mondiali, vuoi le voci di mercato che lo hanno visto protagonista, ma Sergej non riesce ancora a trovare la forma migliore. Da un calciatore come lui ci si aspetta sempre qualcosa di straordinario, ma ora sta vivendo un momento di calo, e il Milan che lo ha desiderato e corteggiato, con Leonardo in prima persona, potrebbe essere l’occasione giusta per rispolverare il vecchio Milinkovic-Savic. Insieme a Ciro immobile lo scorso anno formarono la coppia più prolifica della storia della Lazio. Lui che quest’anno è fermo ad un solo gol messo a segno, e che non è mai riuscito ad andare in gol contro una big, se non contro la Roma, ma in coppa Italia. La voglia di Milinkovic è quella di tornare ad essere il giocatore che sposta gli equilibri, come lo è stato nella scorsa stagione, il Milan è l’occasione giusta per farlo. Cittaceleste.it

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Gran Galà del Calcio: Inzaghi, Milinkovic ed Immobile in nomination

Il Gran Galà del Calcio dell’Aic incoronerà i protagonisti della scorsa stagione lunedì 3 dicembre. Sul palco del Megawatt Court di Milano sfileranno il calciatore top e i migliori delle varie categorie: allenatore, arbitro, giovane di Serie B, calciatrice e infine verrà nominata la squadra migliore. Il gol più bello è scelto dai tifosi sul sito del Gran Galà: in base alle prime 30mila preferenze, fra i più votati c'è quello di Brignoli, il portiere che di testa ha dato al Benevento il primo storico punto in Serie A. Una giuria di allenatori, arbitri, giornalisti, ct ed ex ct azzurri, e calciatori di Serie A sceglie i migliori 11 giocatori ruolo per ruolo.

ECCO LE NOMINATION

Portieri: Gianluigi Buffon, Gianluigi Donnarumma, Samir Handanovic, Alisson Becker

Difensori esterni: Joao Cancelo, Aleksandar Kolarov, Alex Sandro

Difensori centrali: Milan Skriniar, Kostas Manolas, Stefan De Vrij, Kalidou Koulibaly, Giorgio Chiellini

Centrocampisti: Jorginho, Allan Marques Loureiro, Marek Hamsik, Sergej Milinkovic-Savic, Radja Nainggolan, Miralem Pjanic

Attaccanti: Paulo Dybala, Edin Dzeko, Mauro Icardi, Ciro Immobile, Douglas Costa, Dries Mertens

Allenatori: Simone Inzaghi, Massimiliano Allegri, Eusebio Di Francesco, Maurizio Sarri

Corrieredellosport.it

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Strakosha, il Milan due anni dopo l’esordio: da promessa a certezza

Due anni di Strakosha. Domenica la Lazio giocherà contro il Milan e, a difendere i pali, ci sarà ancora Thomas. L’avventura del portierino è iniziata proprio contro i rossoneri: complice l’ infortunio improvviso di Marchetti, il cambio di formazione inaspettato e i fari di San Siro ad illuminare il suo esordio. Era il 20 settembre 2016 e, da quel giorno, i guanti non se li è più tolti: alla fine di quella stagione è stato il giocatore più volte schierato da Inzaghi. Anche quest’anno, insieme ad Acerbi, è l’unico sempre in campo: solo in due occasioni, il mister ha lasciato spazio a Proto. Da promessa a certezza.

lazionews24.com

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Luis Alberto, il pranzo ‘andaluso’ e le coccole di Inzaghi

 

Luis Alberto si è dedicato una giornata di relax nella sua terra, l'Andalusia. Ieri lo spagnolo ha postato su Instagram una foto del pranzo con i suoi agenti, proprio nella sua terra natia. Lo scatto fa discutere, perché proprio il Siviglia in estate ha manifestato l'interesse (e l'offerta) più importante per 'Il Mago'. Deduzioni giornalistiche a parte, a Roma c'è Inzaghi, che sta facendo di tutto per renderlo nuovamente parte integrante della Lazio. Le sue scelte sono state oculate e mirate, lo ha tenuto fuori col contagocce, schierandolo non appena recepiti segnali positivi. Lo coccola, ma sa bene che Correa dietro spinge e le occasioni non le riceve nessuno per volontà divina. Ora aspetta il segnale definitivo, la scintilla che possa riaccendere il fuoco del fantasista iberico. 

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Lazio, Inzaghi e il Lazio-Milan ‘hi-tech’

Lazio-Milan è già cominciata per Simone Inzaghi, ormai da 10 giorni al lavoro per preparare al meglio la sfida di domenica prossima al diavolo. Dove? All'interno dello studio hi-tech di Formello, dove il tecnico – assieme al suo staff – sta analizzando nei minimi dettagli la squadra di Gennaro Gattuso. Le immagini sulla lavagna touch interattiva vengono modificate nei dettagli da Inzaghi, che poi le riversa sui proiettori della sala video per mostrarle ai suoi uomini. Tattiche, schemi, tutto quel che serve per avere più possibilità di battere una 'big'. La sfida di domenica si avvicina e il mister non vuole lasciare niente al caso…

 

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Non solo Milinkovic e Luis Alberto: da Dzeko ad Hamsik, quando le stelle non si ripetono

Da top a (quasi) flop. La marcia indietro è innestata, testimone attendibile la prima parte di campionato. Alcuni degli assi delle ultime edizioni della Serie A non hanno praticamente ingranato, almeno in zona gol, dal primo fischio dell'arbitro. Da Milinkovic Savic (e Luis Alberto, per restare in zona Lazio) a Perisic, poi Simeone, Belotti, Dzeko, se vogliamo anche Hamsik e Callejon, mai sinora all'asciutto in questa fase del torneo. Pochi, pochissimi gol, in calo anche gli assist. In alcuni casi ha influito il mercato estivo, c'è poi il peso delle fatiche dei Mondiali russi ma influisce sulla produzione offensiva anche il cambio di modulo. Con tanti dubbi per gli allenatori, ma la svolta può essere dietro l'angolo.

MILINKOVIC E LUIS, GLI ENIGMI DI INZAGHI – Spesso, un fantasma. O controfigura del peso massimo dal piede al mele che ha praticamente dominato lo scorso anno in campionato. Un'estate ai Mondiali, in sordina, poi il mercato, diviso tra top club, Real Madrid e Manchester United, con la quotazione ipotizzata per lui da Lotito, 150 milioni o non ci siede neppure al tavolo. E invece si è seduto il serbo, sinora un gol e un assist nella prima fetta di torneo (14 e nove, nella passata stagione). E ha fatto perdere le tracce anche Luis Alberto, l'altro segreto mai nascosto della Lazio passata, anche lui gol, assist, un trequartista con il passo della mezzala, merce rara e ambita in Europa. E invece. Le statistiche riportano appena un gol ma soprattutto nessuna assistenza gratuita per i compagni, che poi è (era) la specialità della casa. Inzaghi lo ha atteso, coccolato, ora spesso gli preferisce Correa, in attesa del suo risveglio per la corsa alla Champions League.
 

L'ASSENZA DI IVAN – A Milano sono abituati alla classe ondivaga del croato, alla luna alterna, tra pause e magie. Ma, complice il Mondiale russo che ha lasciato scorie nel motore, specie a quelli arrivati fino in fondo alla competizione, Perisic sinora è stato proprio l'asso che più è mancato a Spalletti, anche più di Nainggolan. Due reti, altrettanti assist (nello scorso torneo invece doppia doppia da 11 e 11), ma in questo caso i numeri non riportano la sua assenza fisica, emotiva dalle gare. Anche per l'ala croata l'estate aveva portato idee nuove, tipo il passaggio al Manchester United, il mercato potrebbe tornare di moda tra qualche mese. Nel frattempo l'Inter ha bisogno di lui, Icardi non è infinito.

SIMEONE, DZEKO, BELOTTI, LA CRISI DEL "9" – Era un tris d'assi su cui puntare, anche al fantacalcio. Specie sull'argentino della Fiorentina, il figlio del Cholo che lo vorrebbe portare all'Atletico Madrid, 14 timbri e cinque assist (e 12 reti nell'esperienza precedente al Genoa) come biglietto da visita per questa stagione. Simeone, Chiesa, Pjaca, le armi della Viola, la squadra più giovane del torneo. Per ora Simeone non sfonda, due reti e un assist in 12 gare, senza lo smalto, la forza di pressare sempre e comunque sui difensori avversari. E lo stesso bottino ha finora portato a casa Dzeko per Di Francesco, ma il bosniaco è un caso particolare, subisce il fascino della Coppa, delle gare in notturna: cinque reti in Champions League e un dominio tecnico ed emotivo sulle gare che trascende le cifre, mentre in campionato la mira è sfiorita, forse anche le motivazioni e la fatica, con Schick che non ingrana per sgravargli un po' di minutaggio dal contachilometri. E anche Belotti era fermo a due reti sino al penultimo turno, con la doppietta alla Sampdoria, forse il segnale della ripartenza, dopo una decina di giornate in avaria, poco presente in zona rete, assai lontano dalla quotazione che gli ha riservato il patron Cairo due anni fa, Mister 100 milioni.

MAREK E CALLEJON, LE VITTIME DI CARLO – Il primo era mezzala con presenza fissa oltre i dieci gol in quasi tutte le stagioni (11) in maglia azzurra, pochi in Europa come lui, anche se con reti e assist in calo nell'ultima stagione con Sarri. Lo spagnolo (anche 15 reti cinque anni fa, in era Benitez), per Sarri era un totem, tra gol, assist, sudore e sacrificio. Con la fine della rivoluzione sarrista e l'arrivo di Ancelotti, il posto nello scacchiere è variato per entrambi: lo slovacco si è spostato in mediana, prima regista basso nel 4-3-3, ora assieme ad Allan nel 4-4-2, tanto possesso palla, classe e verticalizzazioni, le difficoltà del nuovo ruolo e l'assenza in zona gol, anche meno tiri in porta. Il ruolo di incursore ora è diviso tra Fabian Ruiz e Zielinski, l'erede designato. Per Callejon invece stessa fascia ma qualche metro indietro, tornante, anche terzino destro, con il francese Malcuit in campo. E anche lui zero reti ma con assist decisivi. Ma Ancelotti e le statische li attendono. Repubblica.it

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Da trasformista a conservatore, la parabola tattica di Simone Inzaghi

Da trasformista a conservatore, la strana parabola di Simone Inzaghi. In tre anni di Lazio, il tecnico piacentino ha plasmato la sua squadra.  Nel 2016-17 furono attuati addirittura 11 moduli diversi, con dettagli e sfumature cangianti di partita in partita. Dal 4-3-3 al 3-5-2, passando per il 3-4-1-2 al 4-4-1-1. 25 volte difesa a 4, per 18 quella a 3. In 34 partite stagionali ben 30 volte sono stati cambiati i moduli, tanto che il 4-3-3 (modulo più utilizzato) ha avuto una continuità massima di 4 partite consecutive. C'è da ricordare che in quella stagione non c'era l'Europa League, quindi il tecnico aveva una settimana piena per preparare le partite. Dalla stagione scorsa il cambiamento radicale: il 3-5-2 come dogma, come modulo fisso per ogni partita. Non è un modo di dire, la Lazio è sempre scesa in campo con i 3 dietro, variando solamente – a volte – il numeri di centrocampisti e attaccanti.