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Luis Alberto vuole voltare pagina: in palio maglia da titolare e rinnovo contrattuale

Non è certo un buon momento per Luis Alberto. La pubalgia sta procurando diversi grattacapi al trequartista spagnolo, ancora in evidente ritardo di condizione rispetto ai compagni. Per il ‘Mago’ biancoceleste i problemi fisici hanno avuto anche una ripercussione dal punto di vista psicologico – come ha spiegato Tare in una recente intervista – e non sarebbe la prima volta: pochi mesi dopo aver firmato il suo primo contratto con la Lazio, il fatto di vedere il campo con il contagocce lo stava persino portando alla decisione di ritirarsi dal calcio. Secondo quanto riporta ‘Il Messaggero’ per ritrovare il sorriso Luis Alberto sogna un rinnovo con adeguamento, così come avvenuto con Ciro Immobile e Sergej Milinkovic-Savic. Le prestazioni poco positive hanno rallentato le operazioni, servirà una risposta già dalle prossime uscite per convincere il presidente Claudio Lotito a mettere mano al portafoglio.lazionews24

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Olimpico pieno a metà, in un anno media spettatori aumentata da 20 a 30 mila

Sono ormai lontani per fortuna i tempi in cui l’Olimpico era un teatro vuoto. Da quando Simone Inzaghi siede sulla panchina biancoceleste oltre ai punti in classifica ha il merito di aver riportato i tifosi allo stadio. Come riporta il Corriere dello Sportinfatti nell’ultimo anno si è realizzato un incremento del 45% degli spettatoririspetto all’anno precedente. Da agosto 2017, prima giornata di campionato contro la Spal, al 20 maggio 2018, ultima giornata contro l’Inter sono state 554.995 le presenze tra abbonati e paganti contro i 381.406 dell’anno precedente. Ottimi risultati che però sono ancora lontani dai 40mila auspicati dal ds Tare, ciò che più balza all’occhio è quanto il numero degli spettatori sia altalenante: ci sono match che toccano il picco e registrano il tutto esaurito come Lazio-Inter o Lazio-Atalanta della scorsa stagione, e altri in cui l’Olimpico è semivuoto come Lazio-Bologna con soli 19mila presenti. Calo anche nei match di Europa League, complice il turno infrasettimanale e l’orario quasi sempre lavorativo solo 9mila erano i supporter per il match tra Lazio e Apollon.

 

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Punto atletico, Ripert: “La Lazio sta bene, dimostrato con la Fiorentina. Lukaku sarà fondamentale”

Il preparatore atletico biancoceleste Fabio Ripert è intervenuto quest'oggi ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky.

“Mercoledì prossimo rientreranno tutti i calciatori dalle varie Nazionali ed avremo nuovamente l’intero gruppo a disposizione a competo. Chi è rimasto a lavorare al Centro Sportivo di Formello ha svolto un programma mirato e personalizzato. La sosta ci ha permesso di lavorare molto visto che, solitamente, è difficile gestire l’aspetto atletico con i tre impegni settimanali. I lavori personalizzati vengono sviluppati tra palestra e campo per incrementare alcuni aspetti fisici, come ad esempio la mobilizzazione della colonna vertebrale o delle articolazioni. Vengono svolte schede di lavoro precise ed individualizzate. Sul campo si analizzano, invece, i dati registrati in partita ed in allenamento per curare gli obiettivi che non sono stati ancora raggiunti.

Anche i minutaggi sono molto importanti. Il corpo ed i vari calciatori sono come delle macchine: se un’auto percorre 10.000 chilometri questa è molto più usurata rispetto ad un’altra che ne ha macinati 1.000. Di conseguenza, cambiano anche i tempi di recupero dei vari calciatori. Monitoriamo sempre l’impiego dei vari giocatori, ma analizziamo anche i chilometri percorsi da quest’ultimi per stilare dei programmi individuali. Con le varie Nazionali abbiamo dei rapporti lavorativi e ci vengono sempre trasmessi dei report sugli allenamenti svolti dai nostri uomini e analizziamo le loro sedute per capire come trattare il ragazzo al suo rientro. I calciatori impegnati con le selezioni nazionali tornano sempre da una trasferta e, quindi, con questi viene svolto sempre un lavoro di recupero piuttosto che allenamenti integrativi: l’importante è confrontarsi con i vari giocatori per capire dove concentrare il nostro lavoro.

Noi preparatori atletici siamo una vera squadra: Alessandro Fonte si concentra sull’analisi dei dati forniti dai GPS, mentre Claudio Spicciariello e Adriano Bianchini curano la prevenzione ed i recuperi: questo lavoro ad ampio raggio ci permette di concentrarci analiticamente su tutti i ragazzi. Lo staff è fondamentale per creare gruppo e per ottenere ottimi risultati nel corso della stagione.

Abbiamo confrontato i dati delle prime otto partite stagionali con quelli relativi alle prime otto dello scorso anno ed i parametri sono in linea: nella stagione precedente eravamo partiti con la vittoria della Supercoppa italiana e con una serie di vittorie. Sembrava che la squadra stesse meglio rispetto a quest’anno, ma analizzando i dati non è così. Le sconfitte influenzano il giudizio delle persone che non hanno le giuste conoscenze per valutare determinati aspetti del gruppo. Si parla molto della preparazione, non esiste una partenza lenta a discapito di un avvio sprint. La preparazione atletica è un momento in cui si incrementano determinati parametri fisici, come ad esempio la flessibilità, la resistenza o la forza, che dopo un mese di inattività perdono di tono. Bisogna solo allenarli a determinati livelli affinché i calciatori possano esprimersi al massimo nell’arco di tutta l’annata sportiva.

È fondamentale avere una base aerobica per poi portare il gruppo a raggiungere un livello ottimale di fitness. Ogni calciatore ha delle caratteristiche diverse dal resto del gruppo: alcuni sono più muscolari, altri più resistenti. Nella preparazione si svolge un lavoro generale e gradualmente si va ad individualizzare il percorso andando a migliorare le lacune di ogni singolo. Sono rimasto impressionato nelle passate stagioni dall’intensità di Jordan Lukaku, giocatore che da ieri è tornato in gruppo e che si sta impegnando tantissimo perché ha grande voglia di giocare e di rimettersi in gioco. Sarà un nuovo acquisto importantissimo per noi. Dopo la gara di Francoforte abbiamo preferito restare in Germania per favorire il recupero dei ragazzi. Lo scorso anno questo metodo ci ha ripagati ed abbiamo deciso di riproporlo. Nelle ultime otto gare la squadra ha ottenuto sei vittorie e due sconfitte: sui giudizi ha inciso il derby, una gara importante a cui tenevamo molto. È stata una sconfitta dura da incassare, ma penseremo in futuro al ritorno della stracittadina. La Fiorentina era organizzata e con grande gamba, era l’avversario più difficile da affrontare in quel momento: il gruppo ha reagito con compattezza dando l’anima fino all’ultimo minuto dopo aver affrontato in nove il secondo tempo di Francoforte. Alcuni calciatori hanno giocato anche le due partite a distanza di pochi giorni: è stata una grande dimostrazione da parte della squadra a livello di gruppo e sotto il punto di vista mentale e fisico”. 

sslazio.it

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Acerbi, 900′ di indispensabilità: titolare anche a Genova con la Nazionale

Impareggiabile Acerbi. Il difensore, arrivato alla Lazio nella scorsa estate per sostituire de Vrij, è stato sempre mandato in campo da Simone Inzaghi: le presenze con l’aquila sul petto sono finora 10, per un totale di 900′. Nessun altro biancoceleste può vantare una statistica di questo tipo. Ma non finisce qui. Come riporta, infatti, il Corriere dello Sport, l’ex Sassuolo è a quota 132 partite consecutive giocate. Nel mirino c’è Javier Zanetti, il giocatore che attualmente detiene il maggior numero di presenze consecutive: 162, di cui 137 solo in Serie A. Il ‘nostro’ Acerbi non è lontano e – nonostante la pausa del campionato – stasera collezionerà la 133esima: mister Mancini l’ha infatti convocato per i match contro Ucraina e Polonia. Domenica, probabilmente, arriverà la prima panchina, quando Chiellini lo sostituirà nel match contro i polacchi.Lazionews24

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Amuleto Caicedo, con lui titolare la Lazio vince sempre

 

La parabola di Felipe Caicedo: in estate ai margini, in autunno amuleto. Con lui in campo, la Lazio vince sempre. Dalla prima da titolare contro l'Apollon (con Luis Alberto) all'ultima con la Fiorentina, passando per la gara più convincente della stagione contro il Genoa (entrambe con Immobile) e la vittoria esterna di Udine in tandem con Correa. Il suo apporto è sottovalutato, ma i numeri parlano chiaro. Non solo le 4 vittorie, ma la sensazione che con lui la Lazio riesca a tenere meglio il campo, a far sprecare meno energie a Ciro Immobile. Il bottino è di un gol (contro il Genoa) e un assist, bellissimo di tacco contro i ciprioti. Inzaghi lo ha premiato per la sua caparbietà, la voglia di imporsi a discapito di un Luis Alberto cupo e poco incisivo. E' passato dai fischi preventivi, agli scroscianti applausi. Corre, aiuta e non lesina sportellate ai difensori avversari. Il merito paga e nelle difficoltà, Inzaghi ha trovato una valida alternativa.

DC

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Berisha, l’arma in più per Inzaghi insidia Milinkovic

 

 

L'arma in più per il centrocampo della Lazio si chiama Valon Berisha. Il kosovaro – nuovamente convocato per le partite di Nations League – ha superato i problemi fisici estivi, è tornato a disposizione di Simone Inzaghi ed ha esordito sia in Europa League (nella sconfitta di Francoforte) che in Serie A, a pochi minuti dal termine di Lazio-Fiorentina. Carattere, dinamismo e tecnica per potersi imporre, come vice Milinkovic o forse qualcosa in più. Inzaghi lo valuta, sa che le sue caratteristiche sono una variante importante per un centrocampo di qualità ma con poco dinamismo. La sua avventura alla Lazio è iniziata.

 

DC

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Dal contratto ai rimproveri per la mancanza di cattiveria, il ‘Mago’ è sparito in panchina…

Che fine ha fatto Luis Alberto? Qualcuno a fine agosto cercava di nascondere il suo malumore per il mancato trasferimento a Siviglia. Nessuna nostalgia, ma il ritorno in patria gli avrebbe garantito (oltre la visibilità per la Nazionale) cospicui guadagni in termini d’ingaggio, non ancora elevato a livelli “top” da Lotito. In particolare, il no del presidente ai 35 milioni offerti dal club iberico è costato quasi 4 milioni di stipendio a Luis Alberto. Per questo da settembre lui sta battendo i pugni per avere un rinnovo identico a Milinkovic e Immobile. Lo spagnolo ha però ricevuto la promessa che anche il suo contratto verrà adeguato entro Natale e, nonostante il suo terribile momento, la società giura che ci può ancora contare. Il mal di pancia comunque non sembra passare oppure siamo di fronte a un nuovo caso Felipe. Perché sarà pure vero che chi decide d’indossare la numero 10 deve fare i conti con una maledizione, ma qui ci sono i sintomi di una depressione.

Quattordici minuti finali contro l’Eintracht e neanche uno contro la Fiorentina. Luis Alberto “sparisce” in panchina. Paga un derby giocato in modo orribile e un periodo che definire di appannamento è un complimento. Rimproverato per l’atteggiamento contro la Roma paga in Europa e contro la Viola. Rimproveri che avrebbero dovuto essere letti in maniera positiva e non certo come un “destabilizzare l’ambiente”. Frase di cui si abusa stravolgendone il significato. Non sarà un caso ma negare che qualcosa non funzioni più come prima è un reato. Lo hanno notato gli stessi tifosi che ieri gli hanno dedicato uno striscione nel quale viene citato Milinkovic altro assente ingiustificato “Finti talenti solo a caccia di contanti”. Inzaghi lo ha trattenuto a tutti i costi, anche quando il Siviglia avrebbe fatto follie per averlo. Ha preferito mandare via Felipe Anderson pur di concedergli piena fiducia. Lo spagnolo però si è eclissato quasi soffrisse la troppa responsabilità. La concorrenza con Correa dovrebbe stimolarlo. E invece no. Lotito e Inzaghi adesso sono stati chiari: “Gioca solo chi lo merita”.Cittaceleste.it

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Lukaku, il rientro si avvicina: il prossimo mese decisivo per il suo reinserimento

 

Lukaku corre verso il rientro. L'esterno belga lavora già da tempo a Formello, a parte, per recuperare la forma ideale. Escluso dalle liste Uefa e campionato, ora è pronto a tornare all'interno del gruppo e – in attesa delle nuova scrittura della lista europea a gennaio – a rientrare in Serie A. Il piano dello staff di Simone Inzaghi, è quello di reinserirlo in squadra fra le due pause per la Nations League, quindi fra Lazio-Fiorentina di domenica e il nuovo stop del 18 novembre. La Lista di giocatori per il campionato italiano può essere modificata un massimo di due volte, quindi non ci sarebbe nessun vincolo per rivedere Lukaku in campo, presto.

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Indagine Last Bet, breve la pronuncia della Cassazione sulla competenza territoriale

Ci siamo, sarebbe meglio dire potremmo esserci. Ieri la Cassazione ha deciso la competenza dell'indagine 'Last Bet', l'inchiesta sul calcioscommesse nata a Cremona per la partita Cremonese-Paganese, la gara in cui il portiere dei grigiorossi Paoloni avrebbe avvelenato l'acqua dei compagni di squadra per alterare le loro prestazioni. Piazza Cavour entro la settimana renderà noto se il processo resterà a Bologna o se paradossalmente, dovrà tornare a Cremona.  Come noto, la gup felsinea Francesca Zavaglia ha rinviato a giudizio 31 dei 32 imputati tra cui Beppe Signori, Cristiano Doni e Stefano Mauri, tutti per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva (i procedimenti per le singole frodi si stanno tenendo nelle città dove si sono giocate le gare oggetto dell'indagine, ndr). La prima udienza si sarebbe dovuta tenere il 19 giugno ma un difetto di notifica ha indotto la gup a rinviare al 16 ottobre 2018, in quella sede si discuterà dell'ammissione delle prove nonché delle questioni preliminari.  Il procedimento, come detto, al momento si tiene a Bologna dove è stato trasferito nell'aprile 2017 per motivi di competenza territoriale, ma proprio il 5 aprile scorso, in udienza il pm Roberto Ceroni ha sollevato un conflitto negativo di competenza, indicando nuovamente Cremona come sede per celebrare il processo, e il gup Zavaglia ha deciso di inviare tutti gli atti alla Corte di Cassazione. Come noto, l'ex capitano della Lazio è accusato di aver partecipato all'alterazione dei due match Lazio-Genoa e Lecce-Lazio, rispettivamente del 14 maggio e 22 maggio 2011. Mauri, oltre al procedimento nel capoluogo felsineo, deve rispondere dell'accusa di frode sportiva in due processi separati a Roma e Lecce, ma entrambi i procedimenti non fanno un passo, tradotto si va dritti dritti verso la prescrizione del reato.
Gianluca La Penna

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Inzaghi, tutti sotto esame dopo la sfuriata

Inzaghi non ha ancora ritrovato in pieno la voce persa sabato durante il derby con la Roma. Ieri mattina, alla ripresa degli allenamenti a Formello, ha chiuso la porta dello spogliatoio e ha tenuto a rapporto la Lazio. Una sfuriata in piena regola. Simone era deluso e una parte dei contenuti li aveva anticipati in conferenza stampa: voleva più fame e cattiveria, non ha visto l’atteggiamento giusto. Si può perdere un derby, ma non in quel modo, senza lottare su ogni pallone e prendendo tre gol da calcio piazzato. Leggerezze e distrazioni imperdonabili di cui si era lamentato anche nell’intervallo della partita, appena preso il gol di Lorenzo Pellegrini. Per battere e mettere sotto la Roma ci voleva altro. In primis una personalità differente e invece la Lazio è fragile dal punto di vista caratteriale, sparisce nelle difficoltà, non tiene palla e non congela la manovra. «Cos’ha Luis Alberto?» chiedeva Inzaghi al suo vice Farris durante il primo tempo. Non si capacitava di come lo spagnolo non riuscisse a incidere, timido e impaurito, la brutta copia dell’asso apprezzato nella passata stagione. Anonimo anche Milinkovic, ma almeno stava correndo senza trovare la posizione giusta o il colpo decisivo.

"TUTTI SOTTO ESAME – Luis Alberto è diventato un caso. Sinora Inzaghi lo ha aspettato e difeso, gli ha dato diverse occasioni e altre gliene concederà, perché è un patrimonio della Lazio e un suo pupillo, ma già prima del derby qualche riflessione si era concesso pensando alle prestazioni di Caicedo e Correa. Ha scelto lo spagnolo e i suoi fedelissimi, la solita Lazio, si aspettava un altro tipo di risposta e di prestazione. Ora Simone non può entrare in difficoltà con il gruppo o creare nuovi casi come era successo con Felipe Anderson pochi mesi fa. O Luis Alberto si sveglia o finisce in panchina.