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Ciro, come te nessuno mai: è il più pagato dell’era Lotito

 

41 gol, di cui 29 in campionato che gli sono valsi il titolo di capocannoniere al pari di Icardi. Non si può certo dire che il ricco rinnovo di contratto di Ciro Immobile non sia meritato. Dopo viaggi (quasi) a vuoto in Europa, l'attaccante di Torre Annunziata ha trovato nella Lazio la sua casa, anzi la sua "famiglia" come lui stesso l'ha definita. Il nuovo contratto prevede una sorta di percorso a tappe, un 'giochino' che potrebbe portarlo a raggiungere i 3,8 milioni di euro nella migliore (per lui) ipotesi. 10, 20 e infine 30 gol: ecco le tre 'tappe' per Ciro, già vicino – con i 5 gol messi a segno –  a superare la prima. 3,2 è l'ingaggio 'fisso', mai nessuno come lui, nemmeno quel Klose che a suo tempo segnò una svolta con i suoi 2,5 milioni l'anno. Lotito ha messo mano al portafoglio, Ciro spera di fare jackpot.

 

Da. Cad. 

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È diventata una sentenza: grande con le piccole, non pervenuta con le big

La Lazio si perde sempre sul più bello. Questa la frase che potrebbe essere utilizzata per descrivere la squadra di Inzaghi vista nelle ultime due stagioni. Una squadra che ha bisogno di continuità, ma che fino a questo momento non la ancora trovata. Contro la Roma è arrivata la terza sconfitta stagione, dopo le prime due con Napoli e Juventus. Non può essere un caso, anche perchè la squadra arrivava da quattro vittorie consecutive in campionato contro Frosinone, Empoli, Genoa Udinese. Un trend negativo che continua dalla scorsa stagione, dove la Lazio è riuscita ad espugnare solo il Juventus Stadium grazie al miracolo di Strakosha. Ormai sembrano non esserci più dubbi: questa squadra non sa vincere contro le big. I migliori vengono sempre meno e il gioco che fa incantare tutti gli addetti ai lavori scompare senza una spiegazione logica. Se questa squadra vuole diventare grande ha bisogno di una svolta sul piano mentale.lazionews24

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Mister 130 (nel derby): Acerbi l’imprescindibile che ha già cancellato de Vrij

Scordatevi il passato, Acerbi rimedia il gol col Genoa. Lo mette a Udine nell'altra porta. S'avventa sulla palla, ci mette il piattone. Scordatevi de Vrij, Acerbi è il nuovo campione. Preciso, puntuale e pure bomber. Avrebbe meritato la rete alla prima giornata col Napoli, la traversa gli aveva negato la gioia. Dopo altre 5 giornate, al Dacia Arena l'ex Sassuolo si fa trovare all'appuntamento con la gloria. Perché il suo centro sulla ribattuta di Scuffet sblocca la partita più difficile in un campo stregato. Inzaghi aveva lasciato in panchina tutti i big, ma non Acerbi. A lui ormai non si può proprio rinunciare.

CENTOTRENTA
In realtà nessuno può prescindere da Acerbi. Sempre in campo, sempre al centro. Francesco non esce da tre anni. Oggi ha festeggiato la presenza numero 130 consecutiva. Esattamente 11610 minuti nel rettangolo verde. Mai una squalifica, mai un infortunio, mai una sostituzione. E pensare che tutto iniziò contro la Lazio il 18 ottobre del 2015, da quel momento Acerbi non ha più saltato una partita. Era insomma nel destino, stasera con la maglia biancoceleste Francesco ha siglato la sua prima rete.

OBIETTIVO
Adesso Acerbi può puntare niente di meno che Javier Zanetti, unico calciatore che nella storia moderna è riuscito a fare meglio: 137 presenze se si considera solo il campionato. Intanto un altro gettone nel derby è senz'altro prenotato. Acerbi è venuto alla Lazio per fare il salto e dimenticare il passato. Una brutta malattia che nel pieno della carriera lo aveva tormentato. Figuriamoci se lo scivolone col Genoa, a prescindere da stasera, non se l'è già scordato. ilmessaggero.it

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Correa si mette alle spalle Felipe: ora non vuole più fermarsi

Un, due, tre, ecco la stella. Un, due, tre, finalmente Correa. Un, due, tre passi per mettere a sedere Larsen e finalmente trafiggere la porta. Eccola tutta la sua gioia: «Sono contento sia per la vittoria che per il gol, lo cercavo tanto dall'inizio della stagione». Insieme alla sua prima chance da titolare, il Tucu non la voleva sprecare. Adesso guai a dirgli che è fumoso come Felipe, adesso guardate tutti cosa è capace di fare. A Empoli s'era fermato al palo, col Genoa calciato alle stelle un cioccolatino d'Immobile. A Udine è apparso, scomparso e poi chiedete a Scuffet. Stavolta non c'è solo il dribbling a celebrarlo, stavolta il dribbling è il preludio d'un lampo. Pronti via, Correa si trascina tutta la difesa bianconera, poi arretra a cercare sempre palla. I compagni lo scovano nel pantano e lui finalmente viene a galla: «Io cerco di aiutare sempre la squadra con le mie giocate e devo ringraziare tutti per il supporto che mi hanno dato nei giorni in cui ho giocato meno. Anche coloro che partono dalla panchina si allenano alla grande. Non è un caso che abbiamo corso fino alla fine e fatto una partita buona, anche se dovevamo gestirla meglio nel finale».  Già, allo scadere Immobile lo manda quasi a quel paese per un passaggio sbagliato. Correa chiede scusa, era stremato. Non è rimasto un attimo sulla trequarti, Joaquin ha fatto avanti e indietro. Voleva ricambiare sul campo l'aiuto ricevuto da Luis Alberto: «È un grande amico, mi ha fatto sentire a casa fin dal mio arrivo. Abbiamo parlato in campo e io mi sono abbassato quando lui aveva tanti uomini addosso». La scorsa stagione a Siviglia Correa, come lo spagnolo, aveva dovuto lottare con la pubalgia. Ora è pronto a fare tutto per questa nuova maglia. Poco importa che dai tempi della Samp fosse più abituato a partire largo sulla fascia: «Non ho giocato molto in questa posizione, ma l'ho fatto in Nazionale. Mi piace molto, ma devo migliorare. Posso aumentare l'intesa coi compagni e fare ancora di più». Magari lo dimostrerà già nel derby: «Già non si parla d'altro nello spogliatoio. Mi aspetto un grande ambiente e sono ansioso di far parte di questa grande sfida in cui tutti dovremo dare il 110%». Figuriamoci cosa ci si aspetta ora dall'investimento più importante (quasi 20 milioni), dopo Zarate, dell'era Lotito.

Ilmessaggero.it

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Ora è derby: le certezze di Inzaghi contro la voglia di trovare un’identità per Di Francesco

Quattro vittorie consecutive (cinque considerando anche l’Europa League), la consapevolezza di una rosa profonda e una squadra che cresce in maturità.Unsuccesso scaccia incubi, quattro reti fatte senza subirne e una migliore applicazione di tutti i calciatori. Lazio eRomaarrivano così al derby di sabato prossimo. La squadra di Inzaghi si presenta indubbiamente meglio: forte della migliore classifica, sicura della propria identità tattica, convinta di recitare un ruolo importante nel campionato. La Roma, seppur rinfrancata dalla vittoria contro il Frosinone, ha ancora tanti dubbi da sciogliere: comprendere il proprio effettivo valore, scegliere gli uomini e l’assetto tattico migliori. Dopo un calendario difficile, con le conseguenti sconfitte patite da Napoli e Juventus, la Lazio sta ricostruendo le certezze di una stagione fa. Il suo gioco non è ancora brillante,mala squadra sa gestirsi e ha imparato a non sbandare nei momenti difficili, comedimostrato contro l’Udinese. La Roma, dopo le deludenti e imbarazzanti prestazioni di avvio di stagione, è alla ricerca di se stessa. La gara di ieri è stato un passo in avanti per non cadere nella crisi più profonda, di certo non può certificare che il peggio sia già alle spalle. Con posizioni e risvolti differenti, Inzaghi e Di Francesco si giocano molto, qualcosa in più il tecnico della Roma. Contro il Frosinone non ha avuto paura di fare delle scelte precise, prima e durante la gara. Squadra e calciatori hanno risposto positivamente, non un dettaglio da poco. Il derby non sarà mai una partita comele altre e spesso condiziona, nel bene e nel male, una stagione. Quello di sabato è un vero esame per entrambe.ilmessaggero.it

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Decreto Salvini: norma sulla certificazione dei bilanci delle squadre di A e B

Nel 'decreto Salvini' su sicurezza e immigrazione spunta una norma sulla certificazione dei bilanci delle squadre dei campionati di calcio di A e B. Il testo uscito dal Cdm contiene un articolo – che non è stato indicato dal Viminale – in base al quale, a partire dalla prossima stagione, potranno accedere "alla ripartizione della quota dei diritti audiovisivi" solo le società di A e B che avranno sottoposto i propri bilanci ad una società di revisione soggetta alla vigilanza della Consob.

SOLDI DEI DIRITTI TV SOLO A CHI E' IN REGOLA – L'articolo in cui è contenuta la norma è il 41, l'ultimo prima del 'Capo IV' in cui sono indicate le coperture finanziarie e l'entrata in vigore del provvedimento: del testo non c'era traccia nelle bozze circolate nei giorni scorsi. "A partire dalla stagione sportiva 2019-2020 – si legge nel testo – possono accedere alla ripartizione della quota dei diritti audiovisivi da assegnare ai partecipanti ai campionati di calcio di serie A e B solo le società, quotate e non quotate, che abbiano sottoposto i propri bilanci alla revisione legale svolta da una società di revisione iscritta nel registro dei revisori contabili, la quale, limitatamente a tali incarichi, è soggetta alla vigilanza della Commissione nazionale per le società e la borsa", vale a dire la Consob.

LA CONSOB VIGILERA' SUI PROSSIMI 3 ESERCIZI – Incarichi che, si legge ancora nel testo "hanno la durata di tre esercizi e non possono essere rinnovati o nuovamente conferiti se non siano decorsi almeno tre anni dalla data di cessazione dei precedenti". L'articolo 41 contiene altri due commi: il 2 stabilisce che dall'attuazione delle disposizioni previste "non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica" mentre il terzo comma introduce una serie di "disposizioni urgenti" in materia di giustizia amministrativa in ambito sportivo. Repubblica.it

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Sergente lezioso, ora torna in te!

Non è il vero Milinkovic. Non è il Sergente di ferro, non è il dominatore del centrocampo, non è il caterpillar coi piedi di velluto che sfondava l’area avversaria, che si è fatto amare dalla Lazio e desiderare dal resto del mondo. Questo Milinkovic, non se la prenderà, non vale 120 milioni (ultima valutazione estiva). E’ a secco di gol e assist, non ha inciso, gioca con supponenza, è lezioso ai limiti del concepibile. La Lazio gli chiede una scossa. Milinkovic, torna in te! E’ un richiamo alle armi, alla straordinarietà che lo differenziava dagli altri. Inzaghi l’ha fatto giocare sempre e continuerà a farlo giocare per riaverlo al top. Niente riposo per lui, ci sarà anche contro il Genoa. E’ una scelta voluta, anche un pò forzata perché Berisha è out, non può dargli fiato. Simone insiste, è certo che ritroverà il miglior Milinkovic. Ha parlato con lui quando è rientrato dalla nazionale, aveva subito critiche in Serbia per via dei gol mancati giocando da trequartista. Sergej s’era difeso: «Nella Lazio segno perché arrivo al tiro con più facilità». E’ una realtà legata all’anno scorso.

IL GIOCO – Milinkovic ha iniziato ad allenarsi ad agosto, dopo il Mondiale. Sono passate sette settimane, più o meno è il periodo che serve per entrare in forma, per arrivare agli standard tradizionali. Nel caso di Milinkovic non è solo una questione fisica. La brillantezza gli manca, non c’è dubbio. Ma deve recuperare l’umiltà, spetta averla anche ai grandi. Meno personalismi, meno giocate spettacolari, più incisività. Gliel’ha chiesta Inzaghi giovedì sera, durante il match con l’Apollon ha ripreso spesso Sergej. Simone voleva vederlo di più nell’area dei ciprioti, era troppo arretrato. Milinkovic deve tornare ad attaccare come faceva un anno fa. Era travolgente, immarcabile per forza fisica e tecnica. La Lazio aspetta con ansia i suoi colpi.corriere dello sport.it

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Immobile ha fame di gol, ma in Europa torna part time

E’ stato il capocannoniere della scorsa edizione di Europa League con 8 reti ed è stato fondamentale nel percorso della Lazio arrivato e poi infranto solo ai quarti di finale contro il Salisburgo. Come lo scorso anno però Simone Inzaghi non impiegherà Ciro Immobile dall’inizio: sarà infatti Caicedo ad avere una maglia da titolare nel match di domani sera contro l’Apollon Limassol. Come riporta il Corriere dello Sportl’idea del mister biancoceleste è quella di far riposare chi in questo inizio di campionato è stato impiegato maggiormente come il bomber numero 17 che quindi domani si accomoderà in panchina, lo scorso anno allo stesso modo Immobile non partì mai titolare: subentrò nelle prime tre gare e non fu neanche convocato nei match di ritorno, fu invece maggiormente impiegato nelle partite ad eliminazione diretta

lazionews24.com

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Milinkovic si dà il ruolo: “Mio compito non è quello di segnare”

Dopo aver ritrovato Luis Alberto nella partita con il Frosinone (decisa proprio da un gol dello spagnolo), ora Simone Inzaghi conta di rivedere pure il vero Milinkovic, quello che la scorsa stagione ha fatto lievitare il prezzo del suo cartellino, portandolo a superare abbondantemente quota 100 milioni. Fino a questo momento, dei tre moschettieri davanti che hanno fatto le fortune della squadra biancoceleste un anno fa, manca solo lui all'appello con il gol. 
 
MILINKOVIC: "IL MIO COMPITO NON È QUELLO DI FARE GOL" – La Lazio aspetta il suo contributo, quello che nell'ultimo campionato lo ha fatto diventare, insieme a Immobile, la coppia più prolifica di sempre della storia del club con 41 reti complessive (29 Ciro, 12 Sergej). In ogni caso il giovane serbo, dal ritiro della nazionale, ha spiegato che il ritorno al gol non sia certo un suo chiodo fisso: "Il mio ruolo in campo viene frainteso. È vero che con la Lazio arrivo spesso al gol, ma farlo non rientra esattamente nelle mie responsabilità. Naturalmente quando posso cerco di sfruttare ogni occasione, ma lo scopo principale di chi riveste il mio ruolo non è andare a segno". 
 

NELL'ULTIMA GARA 4 CONCLUSIONI, UNA SOLA NELLO SPECCHIO – Certo, nel 3-5-1-1 costruito da Inzaghi, quello di Milinkovic resta un ruolo di mezzala, con funzione di raccordo tra il centrocampo e l'attacco. Ma le qualità realizzative mostrate dal serbo non possono che portare in alto le aspettative nei suoi confronti. Anche nell'ultima partita contro il Frosinone ha avuto due chiare occasioni da rete, ma non è riuscito a sfruttarle. È stato anche il giocatore a concludere più volte (4) con Immobile, dietro solamente a Luis Alberto (6), ma solo uno di questi tiri ha centrato lo specchio della porta. Non ha l'ossessione del gol, vero. Ma contro l'Empoli, se ne avrà l'opportunità, dovrà cercare di essere più cinico. Repubblica.it

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Empoli per dare continuità anche alla difesa: ballottaggio Wallace-Caceres

Acerbi offre garanzie, ma Inzaghi chiede di più agli uomini del reparto. Wallace-Caceres, ballottaggio sulla destra. Una difesa da blindare. Ieri mattina, sessione specifica di lavoro dedicata al reparto arretrato. Movimenti e sincronismi da perfezionare. Nell’assetto a tre, Acerbi e Radu sono diventati inamovibili. Per la trasferta di Empoli si profila il ballottaggio sulla corsia destra della retroguardia. Nelle prime prove settimanali sono stati alternati Wallace e Caceres. Mentre Bastos, reduce dalla chiamata dell’Angola, è entrato in campo nel pomeriggio con possibilità per domenica tutte da verificare. Dopo lo stop col Napoli di Luiz Felipe (probabile rientro nel derby del 29 settembre) Wallace è tornato titolare contro Juventus e Frosinone, sfoderando una buona condizione. Caceres è reduce dall’impegno con l’Uruguay contro il Messico: gara disputata per intero da terzino destro nello schieramento a quattro. In panchina nelle ultime due giornate, l’uruguaiano ha giocato da titolare contro il Napoli, ma da esterno sulla sinistra del centrocampo (Lulic squalificato).

QUALITÀ

Wallace appare in vantaggio per essere proposto dal 1′ anche al Castellani. Con Acerbi forma la seconda coppia di difensori di A nella graduatoria dei palloni recuperati: 33 complessivi (Albiol-Koulibaly del Napoli sono a 39). Una pecularità che dà più garanzie al reparto. Sin dal ritiro precampionato Inzaghi e il suo staff hanno sottoposto la difesa agli straordinari: pesanti nel bilancio finale del passato campionato i 49 gol incassati. L’arrivo di Acerbi non ha fatto rimpiangere De Vrij. Anzi, l’ex Sassuolo ha portato subito personalità e affidabilità. Inoltre, è il difensore biancoceleste che puntualmente primeggia alla voce duelli aerei vinti. Con l’esperienza e la continuità di Radu il pacchetto arretrato sta trovando la propria completezza davanti al portiere Strakosha. Per domenica l’obiettivo è quello di mantenere inviolata la porta per dare continuità alla gara col Frosinone dopo avere preso 4 gol tra Napoli e Juventus. Ora, non subire reti per due gare di fila può essere una base, che poi coinciderebbe col massimo della tenuta difensiva nel campionato scorso (per 180 minuti senza subire gol: per due volte, 18a-19a e 25a-26a giornata). Chiudere la porta a Empoli diventa per Inzaghi il presupposto per il primo colpaccio in questa stagione di A. Gazzettadellosport