Categorie
APPROFONDIMENTI

Ciro meraviglia, pronto il rinnovo fino al 2023

Concluso il calciomercato estivo, adesso la Lazio è pronta a blindare i propri giocatori. Primo fra tutti Ciro Immobile. Anche sabato, alla prima di campionato, si è confermato un cecchino quasi infallibile. Un punto di riferimento per Simone Inzaghi che si affida soprattutto ai suoi gol per far tornare la Lazio nell’Europa che conta. Come evidenziato dal Corriere dello Sport, nei prossimi giorni è previsto un vertice tra la società e l’entourage dell’attaccante di Torre Annunziata. Si discuterà del prolungamento di contratto. Lotito e Tare sono pronti ad accontentare le richieste del giocatore: possibile il rinnovo fino al 2023 con ingaggio che dovrebbe salire a 3 milioni più bonus. Un passo importante che conferma la grande voglia della dirigenza capitolina di non privarsi dei pezzi pregiati di questa squadra.

lazionews24.com

Categorie
APPROFONDIMENTI

Milinkovic, il più atteso non pervenuto

Quando l'Olimpico ha riacceso i fari sul campionato, tutti gli sguardi sono stati puntati su Milinkovic Savic, l'oggetto del desiderio di tanti importanti club europei. Mister 120 milioni, quelli che avrebbe preteso il presidente Claudio Lotito per lasciar partire il talento serbo, rimato in bilico fino all'ultimo giorno del mercato. L'hanno cercato United, Real, Juventus, Milan ma alla fine è rimasto per la felicità di Simone Inzaghi e della tifoseria biancoceleste che non volevano privarsi del giovane gioiello. Ma Milinkovic, nel big match della prima giornata, ha clamorosamente steccato deludendo le speranze. Una partita scialba, senza squilli, che la Lazio ha perso contro la formazione di Ancelott, nonostante il vantaggio iniziale. Dopo un primo tempo sotto ritmo ci si attendeva una ripresa in crescendo, qualche lampo che illuminasse la fresca serata d'agosto, che consentisse di raddrizzare il risultato. Ma il serbo ha continuato a giochicchiare palloni con sufficienza, senza entrare mai nel cuore della sfida, dimostrando una mancanza di personalità e una condizione ancora approssimativa. Immobile non ha così avuto il supporto del compagno più importante, di quello che dovrebbe essere o diventare il trascinatore della squadra. Milinkovic ha confermato le difficoltà piscologiche ad affrontare le partite più importanti., come è accaduto anche nel recente Mondiale: un calciatore bello e decisivo contro le piccole, anonimo contro le grandi. Inzaghi dovrà lavorare molto per garantire al serbo il necessario equilibrio affinché possa estrinsecare al meglio l'enorme potenziale tecnico-fisico. La colossale valutazione, forse troppo elevata che va oltre le effettive doti tecniche, pesa sul ragazzo come un macigno e lo porta, ogni tanto, a peccare di presunzione nelle giocate. Lui non dev'essere la cigliegina ma la vera torta biancoceleste. Un bagno d'umiltà appare quindi necessario e va fatto subito.  Il messaggero

Categorie
APPROFONDIMENTI

Immobile, ora l’obiettivo è superare per la prima volta il suo Napoli

Mancano poche ore e la Lazio scenderà in campo nella prima gara stagionale, abbracciata dal suo pubblico in una sfida che sa già di big match. Da una parte la Lazio, dall’altra il Napoli; da una parte Inzaghi e dall’altra Ancelotti, da una parte Immobile e dall’altra Insigne. Ex compagni di squadra nell’anno di Pescara, compagni di Nazionale ma soprattutto amici, questa sera si rincontreranno ma ci sarà poco spazio per i convenevoli. Ciro Immobile riparte dal titolo di capocannoniere dello scorso anno, e dalla firma imminente sul prolungamento del contratto fino al 2023 con ingaggio da oltre 3 milioni, ma soprattutto dalla consapevolezza di non essere mai riuscito a vincere contro la squadra della sua terra: in 8 partite infatti 0 vittorie e 1 solo pareggio. Una tendenza negativa che il bomber di Torre Annunziata vorrebbe ribaltare già da questa sera ripetendosi come nelle due stagioni precedenti quando il primo gol stagionale ha portato proprio la sua firma: due anni fa contro l’Atalanta e quello scorso contro il Chievo Verona. Mancano poche ore, Ciro è pronto, stasera potrebbe essere quella giusta, Inzaghi e i tifosi se lo augurano. Lazionews24

Categorie
APPROFONDIMENTI

In arrivo il trequartista André Anderson. Poi la Salernitana

Un’operazione in prospettiva per la Lazio. Negli ultimissimi minuti accordo di massima raggiunto con il trequartista-esterno offensivo André Anderson, classe 1999. Un profilo interessante, qualità tecniche verificate e apprezzate. Cresciuto nel Santos, ora la sua imminente esperienza in Italia: la Lazio perfezionerà i dettagli e poi lo girerà alla Salernitana.alfredopedulla.com

Categorie
APPROFONDIMENTI

L’Italia 3.0 di Correa: l’enganche che odia(va) il freddo

“El Tucu” scoprì l’Italia a 18 anni, ma il primo impatto non fu semplice: “Era la prima volta lontano da casa, ho fatto fatica ad ambientarmi”.Comprensibile. Nostalgia di varie cose: in primis di casa sua, paese di 20mila abitanti in mezzo all’Argentina, poi dell’Asado e infine di sua nonna, emigrata da Vicenza quando la bussola “nostrana” era fissa sull’America. Altri tempi. “Tucu” in versione “tristeza” anche a causa della neve, mai vista in vita sua, e del freddo pungente di Appiano Gentile: “La cosa più difficile da superare”. Forse più di Walter Samuel. Perché El Tucu Correa scoprì l’Italia nel 2012 grazie a un provino con l’Inter.

Niente Sampdoria, nessuna rete in Serie A e soprattutto niente Lazio, la sua prossima sfida dopo le due stagioni col Siviglia. Ora l’Italia chiama ancora, 3.0. Sperando che anche stavolta vada bene, come a Genova e nelle due settimane nerazzurre, quando Moratti se ne innamorò. Braida lo definì “il miglior giovane dell’Argentina”, il “pres” rimase colpito e offrì 2 milioni di euro per l’80% del suo cartellino. No dell’Estudiantes però, convinto di aver trovato il nuovo Veron, sostituito proprio da Correa nella gara d’addio. Staffetta, un intreccio tra presente e futuro. Esordio in prima squadra a 17 anni, primo gol a 19. Perla argentina, fantasista naturale sulle orme di Riquelme, suo idolo da sempre: “Ho indossato la 10 in suo onore, l’avrei guardato per ore senza stancarmi”.

Oggi il suo status è un po’ cambiato, gioca più da esterno che da 10, ruolo naturale imparato in Argentina. Dribbling facile e alta qualità, assist e superiorità numerica, 15 reti negli ultimi due anni col Siviglia, squadra dal talento estremo (quarta due anni fa, settima l’anno scorso e ai quarti di Champions). Imprevedibile, veloce di gambe e di pensiero, testa alta e fantasia. Qualità tucumana. Anche falso nueve con Sampaoli – “allenatore preparato e intelligente” – molte gare sulla fascia e altre da “enganche”, posizione che ricoprirà alla Lazio, “mirando” Luis Alberto. La sua del resto, ricoperta alla Samp grazie a Montella, ritrovato a Siviglia: 3-4-1-2, Correa dietro le punte a spezzare la monotonia, a offrire un po’ di brio. Sforna 4 assist, segna 3 gol e ne sbaglia uno clamoroso a porta vuota, contro l’Inter al Ferraris. Può succedere. Ma le qualità ci sono, il talento è evidente, lui “è riuscito a ripartire dopo quell’errore, trovando la sua continuità”.

A fine anno sposa il Siviglia per 13 milioni di euro, ennesima plusvalenza del tandem Osti-Pecini (Correa arrivò per circa 8). Valorizzato, capito, infine ripreso dopo 6 mesi opachi, in cui è dovuto ambientarsi nuovamente. Testa a posto: "Arrivo agli allenamenti un’ora prima, faccio palestra, cerco di prevenire gli infortuni, sono anche aumentato di peso”. Un homo novus. Anche grazie al golf, al padel e al solito mate, utili a rilassarlo nei momenti di stress. Quasi uno scacciapensieri. L’anno scorso ha giocato 39 gare in tutte le competizioni, 7 reti e 7 assist. Ha trascinato il Siviglia in finale di Coppa siglando 5 gol in 8 partite, ha segnato sia al Liverpool in Champions che all’Atletico Madrid. Ha personalità, rispetto a Felipe segna meno ma è quel giocatore lì, bravo a spaccare le partite con skills di qualità. Quello che serviva. Joaquin ha 24 anni, conosce la Serie A, è un vantaggio. Inzaghi voleva un giocatore già pronto e da inserire, la società ha spinto per un profilo giovane, valorizzabile negli anni. Tare ha scelto il Tucu Correa, di nuovo in Italia e per la terza volta. Milano, Genova, ora Roma. Almeno qui fa meno freddo.gianlucadirmazio.com

Categorie
APPROFONDIMENTI

“Berisha alla Lazio? Merito di Tare”

(Fonte: Gazzetta dello Sport, di Elmar Bergonzini) – Sguardo fiero e petto gonfio. I tifosi della Lazio hanno conosciuto Valon Berisha così. Nei quarti di finale di Europa League ha segnato su rigore all’Olimpico nella sfida fra i biancocelesti e il Salisburgo ed è subito stato notato dal direttore sportivo Igli Tare. Da settimana scorsa è un nuovo giocatore della Lazio (affare chiuso per 7,5 milioni), tassello che mancava per sistemare il centrocampo. Christoph Freund, direttore sportivo del club austriaco, è convinto che Berisha anche a Roma potrà far bene. “È un centrocampista completo, è bravo tecnicamente e forte fisicamente – ha spiegato –. Può ricoprire diversi ruoli, è bravo sia in un centrocampo a tre che in un centrocampo a due. Può fare l’interno e il regista e può esser schierato anche più avanti, a sostegno degli attaccanti”. Caratterialmente che giocatore è? “È molto ambizioso e questo, a certi livelli, aiuta sicuramente. Inoltre è molto intelligente, parla perfettamente 4-5 lingue, ha imparato in fretta il tedesco che è una lingua difficile, il che dimostra che è un ragazzo con la testa sulle spalle. Sono convinto che si inserirà in fretta”.

LA SCELTA — Perché ha scelto la Lazio? “C’erano diversi club su di lui, il merito del suo arrivo è di Tare. Gli ha dimostrato subito grande apprezzamento e il fatto che gli abbia parlato in albanese di certo ha aiutato. Appena si è fatta viva la Lazio non ha avuto dubbi. Sia per il prestigio del campionato italiano sia per il valore del club biancoceleste”. Alla Lazio piacciono anche Caleta-Car e Schlager: ci sono altre trattative in corso? “Sinceramente con Tare non abbiamo parlato di altri giocatori. Però mi ha detto che nella nostra rosa secondo lui ci sono profili interessanti. Forse in futuro potremmo aggiornarci. Nelle prossime finestre di mercato qualche operazione sarà possibile”. Il Napoli invece è interessato a Lainer, a che punto è la trattativa? “Il ragazzo è un prodotto del nostro settore giovanile e in questi anni è arrivato a un livello di eccellenza assoluta. Per questo per noi sostituirlo non sarebbe molto facile. Anzi, è quasi impossibile trovare un sostituto adeguato. È questo che rallenta tutto”. Giocando in un campionato come quello austriaco per voi è difficile restare su grandi livelli? “Non potendo ambire a giocatori dei primi cinque campionati europei, sicuramente è più difficile, ma siamo convinti che ormai siamo una realtà riconosciuta in tutta Europa. I giovani che vengono da noi sanno che possono fare esperienze importanti, in un club ambizioso come il nostro. Da noi i ragazzi di 18-19-20 anni sono titolari, anche nelle competizioni internazionali. Qui possono formarsi e arrivare pronti a squadre di campionati più prestigiosi”.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Immobile minacciato in spiaggia con un coltello. Un uomo denunciato a piede libero

Attimi di paura e tensione per Ciro Immobile, minacciato in spiaggia da un uomo armato di coltello. L'ultimo weekend libero prima di cominciare la nuova stagione, l'attaccante della Lazio lo avrebbe voluto certamente trascorrere in maniera diversa. Non certo per il luogo e la compagnia, visto che il centravanti era in uno stabilimento balneare di Francavilla al Mare (vicino Pescara, ma in provincia di Chieti) insieme alla moglie Jessica e le due bambine, Giorgia e Michela. 

IMMOBILE MINACCIATO IN SPIAGGIA CON UN COLTELLO – Con loro anche alcuni amici, che hanno fatto da "cuscinetto" in questa spiacevole vicenda: proprio loro infatti sono stati inizialmente coinvolti in un alterco (nato per un banale sfottò calcistico) con due balordi locali, pregiudicati ben conosciuti alle forze dell'ordine. Si tratta di due persone, entrambi ultras del Pescara (con dei Daspo a loro carico), che per un "movente riconducibile alla rivalità tra squadre" – fanno sapere i Carabinieri di Chieti – hanno tentato di avvicinarsi a Immobile per aggredirlo. Uno di loro lo ha fatto impugnando addirittura un coltello, ma grazie alla prontezza di riflessi delle persone dello stabilimento balneare è stato immediatamente fermato, a distanza considerevole da Immobile. 

PROTAGONISTI DUE ULTRAS DEL PESCARA, DENUNCIATO UNO DI LORO – Poco dopo sono arrivati anche i Carabinieri, che hanno identificato i due uomini e denunciato a piede libero uno di loro per minacce e tentata aggressione a mano armata. Le forze dell'ordine hanno così fatto rapporto senza procedere all'arresto, che nel caso potrà essere disposto successivamente dal pubblico ministero. Dopo questo fastidioso contrattempo e la spiegazione ai Carabinieri dell'accaduto, Immobile è tornato a rilassarsi sulla spiaggia, per godersi queste ultime ore prima dell'inizio della nuova stagione. Repubblica.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Luis Alberto è già al lavoro: vuole farsi trovare pronto per Auronzo

36' minuto di Lazio-Atalanta. Luis Alberto si ferma. Uscendo si tocca l'adduttore. E' il triste epilogo di una stagione impressionante. Il fantasista spagnolo ha messo a segno 12 gol e 21 assist in stagione, ma si è fermato sul più bello. Il match point con l'Inter non lo ha potuto giocare. Ha provato a recuperare fino all'ultimo, ma il suo sogno Champions è svanito con quell'infortunio. La possibilità di partecipare al Mondiale con la Spagna, anche. Luis Alberto, però, non si è arreso. Continua a lavorare. Vuole farsi trovare pronto da mister Inzaghi per il ritiro di Auronzo. Proprio per questo, ieri, il 'Mago' era in Spagna in un centro fisioterapico. A testimoniarlo il tweet dello specialista Julian Sevillano: "Oggi abbiamo avuto l’onore di ricevere la visita di Luis Alberto, calciatore della Lazio e della Nazionale spagnola. Gli auguriamo tutto il meglio perché è una persona magnifica". 

GF

Categorie
APPROFONDIMENTI

Milinkovic Mondiale: la Serbia vince, Sergey illumina

Una Serbia targata Roma e Lazio. La splendida rovesciata di Milinkovic-Savic nel primo tempo e la punizione gioiello di Kolarov nella ripresa sono le immagini che resteranno impresse nella mente della sfida con la Costa Rica, vinta 1-0 al debutto al Mondiale in Russia. Il terzino giallorosso, con la fascia da capitano, è stato decisivo, mentre il gioiello biancoceleste ha messo in evidenza tutte le sue doti, fornendo anche due assist d'oro sprecati in malo modo da Mitrovic. Se continua così, il prezzo del suo cartellino aumenterà ancora.

COSTA RICA, MEGLIO NON FIDARSI – La Costa Rica poteva sembrare un avversario facile per la Serbia. Meglio non fidarsi: ne sa qualcosa l'Italia, sbattuta fuori dai Mondiali in Brasile nel 2014 dal gol di Fabian Ruiz, oggi in campo con il numero 10. Ne sa qualcosa anche l'Inghilterra, che non riusci ad andare oltre lo 0-0. L'Olanda vinse ai quarti, ma solo dopo una serie infinita di rigori. Insomma una formazione giovane, ma che concede pochissimo e da non sottovalutare. La squadra di Ramirez ha confermato queste caratterstiche: anche se ha perso 1-0 al debutto in Russia, ha dato del filo da torcere ai serbi.

QUATTRO ITALIANI – La Serbia schiera quattro "italiani" in campo: il gioiello della Lazio Milinkovic-Savic, il romanista Kolarov, il difensore della Fiorentina Milenkovic e l'esterno del Torino Ljajic. La stella della Costa Rica è il portiere del Real Madrid Keylor Navas. In difesa c'è il difensore del Bologna Giancarlo Gonzalez. Le squadre non fanno troppi calcoli e partono forte. Al 7' ci prova Kolarov da fuori ma non inquadra la porta. L'uomo più pericoloso della Costa Ricaè l'attaccante Urena, mentre nella Serbia, come era facile immaginare Milinkovic-Savic: il centrocampista della Lazio va vicino al gol in un paio di occasioni, anche se in entrambe fermato dal guardalinee che segnala il fuorigioco. Non c'era il secondo al 43', in cui Milinkovic-Savic si è esibito in una rovesciata bellissima ma troppo centrale, bloccata da Keylor Navas.

KOLAROV DECISIVO – In avvio di ripresa subito grande occasione per la Serbia: al 50' Milinkovic-Savic serve un pallone d'oro a Mitrovic che tutto solo in area spara addosso a Keylor Navas. La squadra di Krstajic spinge e al 56' trova il vantaggio grazie a una punizione gioiello di Kolarov che dalla destra infila la palla sotto l'incrocio dei pali: imprendibile per Keylor Navas. La Costa Rica, subito il gol, deve per forza scoprirsi e lascia spazi, che la Serbia non riesce a sfruttare. Campbell, entrato al posto di Urena, al 72' mette paura a Milenkovic che riesce a rifugiarsi in corner. La Serbia ha un'altra chance per chiudere il match al 76' con Kostic che manca l'aggancio di un soffio sottoporta. Dieci minuti dopo Mitrovic si divora un altro gol, ancora su assist prezioso di Milinkovic-Savic. Un errore che non pesa grazie all'anticipo prezioso di testa di Kolarov su Campbell al 92'. Nel finale si accendono gli animi dopo che Matic voleva strappare il pallone con la forza dalle mani del ct Ramirez ma nulla di grave. La Serbia si porta a casa i tre punti. Corrieredellosport.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Durmisi, da bancario mancato a esterno moderno ed ambizioso: la Lazio per cancellare la delusione Mondiale

Corre molto, dribbla spesso e gioca a tutta fascia. Ha portato il Betis Siviglia in Europa League. Un mancino ambizioso: "Diventerò il miglior laterale della Danimarca". Qualcosa in più sul giovane danese vicino ai biancocelesti

Durmisi parla 4 lingue, si adatta in fretta e odia il calciomercato: “È pericoloso, ti distrae, preferisco concentrarmi su me stesso”. Sicuro di sé. E chissà come avrà reagito dopo aver saputo dell’interesse della Lazio. Meglio pensare alla famiglia, o al suo singolare concetto di felicità: “Mi basta essere in salute e avere il pane a tavola, i soldi contano poco. Mi considero molto fortunato”. Privilegiato. Uno da frasi così: “Se a fine giornata non apprezzi ciò che hai non sei niente, non importa se hai un milione o solo un euro”. Durmisi ha 24 anni ma ragiona da 30enne, di sicuro è più maturo della sua età. Preciso, serio, con la testa sulle spalle, uno che sa quello che vuole. Che ama le persone dirette come Setién.

Particolari che aiutano a capire l’uomo. Oggi è pronto a lasciare Siviglia per 6,5 milioni di euro dopo appena 2 stagioni (arrivò l’anno scorso per 2 milioni, contratto fino al 2021). “Destino” Roma, in valigia 8 assist e 3 gol.

È cresciuto a Ishoj – vicino Copenaghen – suo nonno emigrò dalla Macedonia per trasferirsi in Danimarca. E’ musulmano, ma pratica poco. Quando c'è allenamento niente Ramadan. Infanzia non facile poi. Da ragazzo viveva nella stessa casa insieme ai suoi zii, compresi i 3 cugini: “Solo mio padre aveva un lavoro, potevamo permetterci giusto uno stanza”. Una poltrona per 9 alquanto scomoda. Ora suo padre è in pensione, ma è il suo primo fan, tant’è che ancora oggi si rivede ogni sua partita per analizzare con lui cosa non è andato. Premuroso. Sua madre aiuta gli anziani in una clinica, mentre suo fratello minore gioca nelle giovanili del Brondy: “Spero di diventare il suo esempio”. Brotherhood.

Durmisi corre, dribbla, ogni tanto segna, è un esterno a tutta fascia dal passo alla Lukaku. Meno fisico rispetto al belga, ma fisicamente più affidabile. Punta l'uomo, lo salta e fila via. Velocissimo: “E’ la mia migliore qualità”. Piedi buoni, mancino, tant’è che ogni tanto batte i calci piazzati e lo fa bene. Vedere per credere. Retaggi di un’infanzia da numero dieci: Segnavo, sono molto tecnico, ma sapevo che per sfondare avrei dovuto giocare sulla fascia”. Realista e pragmatico: “Se non avessi giocato a calcio avrei lavorato in banca, ma ero consapevole che sarei diventato un calciatore”. Fin dal primo contratto col Brondy, in Danimarca, club con cui ha giocato 4 anni: “Mi sono detto “ok, hai talento. Ora lavora!”. Ambizioso: "Diventerò il miglior laterale di Danimarca".

Esterno da centrocampo a 5 o da difesa a 4, anche se lui preferisce la prima opzione “perché gli esterni hanno più potere offensivo”. Insomma, ama attaccare e si è capito. Per intenderci: è un acquisto alla Marusic, arrivato l’anno scorso, un investimento mirato spuntato dal nulla. Il suo primo allenatore lo definì il nuovo Jordi Alba, ma lui ha sempre amato Marcelo. Spinge bene, si inserisce e si propone, nel gol segnato al Siviglia c’è un po’ del suo stile. Come quello del Betis dei miracoli, protagonista di un ottimo calcio, fatto di fraseggi e geometrie senza mai buttare la palla. Il Paradiso del pallone per Durmisi: “Con Setién abbiamo un marchio di assoluta qualità, sono migliorato anche come difensore”. Più disciplinato. Si definisce “sveglio”, anche “attento”, ma deve migliorare tatticamente.

Conosce i suoi limiti e i suoi punti di forza. Ultimo appunto: ha scelto la Danimarca nonostante i suoi genitori siano albanesi, ha disputato l’Europeo U21 e conta 23 partita in Nazionale maggiore. Un punto fermo. Hareide l’aveva inserito tra i 35 pre-convocati per il Mondiale, ma ha virato su altri giocatori. Drumisi non l'ha presa bene: "È la delusione più grande della mia vita". Questione di scelte. La Lazio ha fatto la sua. gianlucadimarzio.com