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Re Ciro, superato anche Chinaglia: “Ma a Roma ho anche ricevuto tanto”

Una stagione stratosferica per Ciro Immobile. L’attaccante biancoceleste è sempre più  capocannoniere della nostra Serie A e non ha nessuna intenzione di fermarsi. Ai microfoni di Sky Sport all’interno della trasmissione ‘Europa League preview’ è tornato a parlare del suo passato, con un occhio anche al presente: «In Germania sono partito bene, perché giocavo e riuscivo a segnare – esordisce Immobile – Poi la squadra ha cominciato ad andare male ed anche io ho avuto un calo. A quel punto sono voluto andare via e c’era il Siviglia come opportunità. Non ho mai avuto molte chance per mettermi in mostra e quando lo facevo anche bene, poi venivo sempre fatto fuori. È normale, nel calcio bisogna fare delle scelte e come le facciamo noi calciatori devono farle anche gli allenatori per decidere la formazione. Proprio per questo non ho mai protestato, ma ho soltanto chiesto alla società di andare via per poter tornare quello di prima. Lazio? Ho sempre dato il massimo dall’inizio e ho sempre ricevuto tanto affetto. Mi piace definirmi una persona umile, simpatica e molto socievole. Metto sempre tutto in campo per portare la squadra al massimo risultato. Non mi piace perdere, credo si veda anche da fuori ed è una cosa che mi porto dentro da quando sono piccolo». Poi sul grande gruppo di quest’anno: «Soprattutto quest’anno abbiamo raggiunto una grande unione di squadra. Passiamo molto tempo insieme tra ritiri di campionato, Coppa Italia ed Europa League. Forse ora sto più con la squadra che a casa (ride, ndr). È importante creare un bel amalgama, non sempre è semplice quando si è in uno spogliatoio di Serie A», ha concluso Immobile.lazionews24

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Cecchino de Vrij, difensore e bomber: ogni tiro è un gol

Tra i migliori difensori in circolazione, oggetto del desiderio delle grandi e a costo zero: Stefan de Vrij mette la firma nella rimonta contro il Benevento con il gol del sorpasso, quello del 3-2, con un bel colpo di testa, confermandosi decisivo. In una squadra capace di sfondare il muro dei 100 gol in tutte le competizioni al 31 marzo c’è da sottolineare come il vizio del gol del centrale di difesa sia oramai una garanzia per i tifosi biancocelesti e i fantallenatori: dal 1 luglio il classe ’92 sarà svincolato e chiunque riuscirà ad accaparrarselo (Inter in vantaggio al momento) metterà a segno un vero e proprio affare.

NUMERI DA BOMBER — Sono 5 i gol in campionato adesso per De Vrij. Una curiosità sottolinea il peso specifico sotto porta del ragazzo: il difensore ha infatti tirato nello specchio della porta in 5 occasioni nell’arco del torneo e in tutte è andato a segno. Un vero avvoltoio d’area di rigore, praticamente infallibile, con una media realizzativa del 100%. Per l’invidia di tanti attaccanti… E anche per questo motivo, sull’asse con Luis Alberto (addetto alla battuta dei corner), mister Inzaghi ha deciso di puntare forte: il gol su cross da calcio d’angolo è sempre più raro oggi, ma questi numeri vanno in controtendenza. Con la rete al Benevento De Vrij si piazza al quarto posto per quanto riguarda i marcatori laziali: davanti a lui solo il leader maximo del campionato, Ciro Immobile, con 26 gol, e i due centrocampisti perno dello scacchiere biancoceleste, Milinkovic-Savic e Luis Alberto, rispettivamente a 9 e 8 reti. Niente male per una pedina del reparto arretrato…laziopress.it

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Uragano Lazio, attacco forza 102 da agosto ad oggi

E’ vero, incassa molti gol. Però ne segna di più. La Lazio seppellisce tutti a suon di reti, con le 6 inflitte al Benevento è salito a 102 stagionali, 73 in campionato (miglior attacco del torneo, ndr). Dalla Supercoppa di agosto a oggi non c’è stata sosta, la banda di Inzaghi ha sempre regalato continuità in zona gol. E’ la seconda volta in stagione che realizza 6 gol, la quinta che ne fa almeno 5 difficile eguagliarla. Goleade sempre nel segno di Immobile: 2 gol ad agosto contro la Juventus, 2 oggi contro il Benevento. Ora Ciro è a 26, nessun attaccante della Lazio ha mai superato questa cifra in campionato. La sfida per la Champions e l’Europa League sarà all’ultimo gol.

Laziopress.it

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Leiva, più gioca più rende: tutti i suoi numeri

Un vero e proprio leader, questo è quello che ad oggi rappresenta Lucas Leiva per la Lazio. Il brasiliano ha letteralmente conquistato tutti: compagni, allenatore e tifosi grazie alle sue prestazioni che con il passare del tempo si fanno sempre migliori, più sicure, precise e determinanti. Anche nell’ultima giornata di campionato la rete del pareggio con il Bologna è sua, insieme a quella di Cagliari e di Kiev. Il numero 6 ha disputato 39 gare su 44  come Luis Alberto e con una sola meno di capitan Lulic. Come riporta il Corriere dello Sport i ritmi del giocatore sono altissimi: per minutaggio è terzo (3057), alle spalle di Parolo (3197) e de Vrij (3142). In Inghilterra inoltre , Leiva aveva disputato al massimo a 50 partite stagionali, mentre ad oggi ne ha già totalizzate 39 e ne mancano 9 in Italia con almeno 2 in Europa. E’ anche il giocatore ad aver recuperato più palloni (201), ad aver effettuato più intercetti (55) e più passaggi (1535). lazionews24.com

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Lazio, tre punti in meno rispetto allo scorso anno, ma senza errori arbitrali…

Otto punti nelle ultime otto partite è il preoccupante ruolino di marcia della Lazio degli ultimi due mesi. I biancocelesti hanno ottenuto due successi, altrettanti pareggi e quattro ko. Dopo una partenza lanciata, le aquile hanno un po' rallentato e hanno permesso alle avversarie di recuperare. La corsa Champions resta comunque aperta e i capitolini lotteranno fino alla fine con Milan, Inter e Roma. In termini numerici la squadra di Inzaghi viaggia sui livelli della passata stagione, ma (purtroppo) si è peggiorata. I 54 punti messi insieme finora relegano la Lazio al quinto posto. Un passo e tre punti indietro rispetto a dodici mesi fa quando Lulic e compagni erano quarti a quota 57. Sono tanti i fattori che hanno inciso su questa lieve flessione. Le dieci gare in più disputate in Europa League hanno pesato in termini di energie mentali e fisiche sulla squadra. Non vanno poi dimenticati i tanti errori arbitrali di questa stagione, senza i quali probabilmente parleremmo di ben altri numeri. Adesso restano nove partite a Immobile&co per provare a migliorare i 70 punti e il quinto posto della passata stagione. lalaziosiamonoi.it

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Leiva, leader del centrocampo: recupera palloni e non li perde… mai

Provate a sfilargli palla. Impossibile: lui ce l'ha arpionata ai piedi. I giocatori della Dinamo si staranno ancora chiedendo come disinnescare Lucas Leiva. Semplicemente non si può: ieri sera, il brasiliano non ha mai perso il possesso della sfera. Non solo: l'ex Liverpool, nella gara contro la Dinamo, è stato anche il giocatore che ne ha recuperate più di tutti. Diciassette, per la precisione: nove in più rispetto a qualsiasi altro compagno. Uno specialista del centrocampo. Un "mostro" come lo definisce Felipe Anderson, scherzando con lui in una story su Instagram, poco dopo il triplice fischio. In effetti, come se non bastassero la prestazione, i contrasti a centrocampo, la presenza del leader che spadroneggia, Lucas apre anche la sfida siglando il suo secondo gol in Europa League. Un'incornata per riscattare quella rete contro il Cagliari, rivelatosi poi autogol di Ceppitelli. "Oggi ho segnato, sono contento perché ho aiutato la squadra a vincere": parole da leader, quelle di un faro a centrocampo.

ETERNO – No, Lucas Leiva non è venuto a Roma per "svernare". E chi avesse pianto una Lazio orfana dell'altro Lucas, ha avuto modo e tempo di ricredersi. Ma definirlo per antitesi è riduttivo: Leiva è, Leiva esiste al di là di inutili confronti. Ha una carriera prestigiosa alle spalle, a confermarlo. Dal suo arrivo a Roma – vale la pena ricordare ancora una volta come la Lazio sia riuscito ad accaparrarsi un giocatore del genere per la cifra esigua di sei milioni, per la serie "i soldi non fanno la felicità, sapere come spenderli sì" – ha conquistato i tifosi. Un motore instancabile a centrocampo, un muro in fase difensiva e un'utile risorsa in attacco, con i suoi 4 assist. Ieri sera, degli 82 passaggi portati a termine – nessuno più di lui anche in questo – trentatre erano offensivi. La sua media di precisione è dell'87,5%, con 0,9 passaggi chiave a partita. Ma anche 2,8 contrasti vinti e 1,8 intercettazioni in media a gara. Ieri, ha vinto 3 tackles: più di tutti. Il giorno dopo la sfida con la Dinamo, dopo il suo gol pesantissimo che ha regalato alla Lazio metà pass europeo, dopo una prestazione monumentale, Leiva raccoglie gli applausi del pubblico e della stampa, che lo ripaga con valutazioni da 8 in pagella. Un momento perfetto, ma non il migliore a cui Leiva vuole aspirare: "Era una partita importante, ora dobbiamo continuare. Vogliamo arrivare lontani in Europa League". Ambizioni e desideri: no, Leiva non è venuto qui solo per strappare un ultimo contratto da vecchia gloria. A Roma si è preso il centrocampo: esperienza e carisma. E la Lazio applaude il suo leader.

lalaziosiamonoi.it

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Var vs Lazio: tutti gli episodi a sfavore della squadra di Inzaghi

"Credo che quello di oggi sia uno dei rigori più netti che io abbia mai visto da quando gioco a calcio”. Immobile lo ha detto fuori dai denti. Il mancato penalty concesso ieri sul campo del Cagliari non è andato giù alla Lazio. Il doppio fallo di Barella e Ceppitelli non è stato giudicato punibile con la massima punizione dall'arbitro Guida e l'addetto al Var Gavillucci non ha ritenuto necessario richiamare l'attenzione della giacchetta nera. Un episodio, l'ennesimo, avverso alle aquile che ha fatto esplodere il club. Un campionato difficile per i biancocelesti, i cui rapporti con arbitri e Var continuano a essere davvero complicati. Tutto ha inizio con la gara contro la Fiorentina del novembre scorso. Il mancato rigore concesso a Parolo e quello assegnato ai viola in pieno recupero per il dubbio contatto tra Caicedo e Pezzella ha agitato l'ambiente. La diversa applicazione della Var (andare a rivedere solo il secondo episodio e non il primo, ndr) resta un mistero. Ma il bello (o meglio il brutto) doveva ancora arrivare.

GIACOMELLI&CO. – Una settimana dopo, così, a Marassi la terna non vede un netto fallo di mano di  Bereszyński in area. La Lazio vincerà lo stesso la sfida contro la Samdporia, al contrario di quanto accaduto contro i toscani. Otto giorni dopo, però, contro il Torino accade di tutto. Iago Falque intercetta un cross di Immobile con un braccio esageratamente largo, ma Giacomelli lascia correre. Sul proseguimento dell'azione contatto tra Immobile e Burdisso, il direttore di gara va a vedere l'azione al Var ed espelle l'attaccante.con l'aquila sul petto. Polemiche a non finire che non si placano perché le sviste e gli errori sono all'ordine del giorno o delle giornate. A San Siro con l'Inter, nell'ultima gara del 2017, Rocchi assegna un rigore per fallo di mano di Skriniar, ma poi lo annulla con l'ausilio della moviola. Stesso stadio, ma avversario diverso, e Cutrone sblocca la sfida segnando con un braccio. Anche in questo caso, la terna al completo lascia correre. In mezzo c'era stata anche la partita contro la Spal diretta in maniera singolare da Tagliavento con un rigore fischiato per contatto tra Wallace e Grassi, senza considerare un nettissimo fallo di mano di Antenucci nella stessa azione. Sabato scorso contro la Juventus non è stato punito (e ancora una volta non rivisto) un nettissimo fallo di Benatia su Lucas Leiva a metà ripresa. Ieri l'ultimo capitolo di questa incredibile vicenda. Inzaghi e Parolo hanno detto che forse per la Lazio la Var è spenra. Insomma a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. lalaziosiamonoi.it

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Black-out difesa, se crolla de Vrij sono guai

In tante occasioni è stato il totem della difesa biancoceleste, l'elemento che ha salvato situazioni delicate, tutti compagni uniti attorno al gigante Stefan de Vrij. Contro la Dinamo, invece, è stato proprio lui, il più solido e forte difensore laziale, a tradire le aspettative. Incerto sulla rete del vantaggio ucraino, svagato e titubante in occasione del due pari. Una prova davvero deludente per il centrale più accreditato. Singolare che la flessione dell'olandese sia coincisa con l'annuncio che, a fine stagione, non sarà più della Lazio. Il suo rapporto, infatti, nonostante gli sforzi della società, è arrivato ai titoli di coda.

Da serio professionista, come ha sottolineato l'allenatore Inzaghi, continuerà a giocare fino agiugno senza problemi e lo stesso pubblico laziale non l'ha fischiato come qualcuno temeva che accadesse. Ma in pochi avrebbero previsto un calo di rendimento così evidente nell'importante partita di Europa League quella che la squadra, senza le amnesie difensive di de Vrij e di Wallace, avrebbe agevolmente vinto. Le prossime sfide diranno se la flessione di de Vrij sia stata una situazione legata soltanto alla serata di Coppa o se, l'annuncio di fine rapporto, abbia pesato e peserà ancora sulla sua concentrazione e sul suo rendimento. Certo è che, se crolla lui, tutto il reparto va in difficoltà. Inzaghi e tifosi aspettano la risposta immediata a questa domanda.ilmessaggero.it

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Astori, effettuata l’autopsia: “Morte avvenuta per cause naturali”

«In base alle evidenze dell’esame autoptico effettuato in data 6 marzo 2018 sul cadavere di Astori Davide Giacomo, in riferimento alla causa di morte, la si può indicare come causa di morte cardiaca, senza evidenze macroscopiche, verosimilmente su base bradiaritmica, con spiccata congestione poliviscerale ed edema polmonare. Per la diagnosi definitiva, sono necessari approfonditi esami istologici». È il primo responso dell'autopsia eseguita dal direttore Centro di patologia vascolare dell'Università di Padova, Gaetano Thiene, e dall' anatomopatologo, professore di medicina legale all'Università di Udine, Carlo Moreschi. La Procura ha firmato il nulla osta per la restituzione della salma ai familiari.

L'autopsia sul corpo del capitano della Fiorentina è durata poco più di tre ore. All'esito dell'esame, incominciato intorno alle 11 del mattino, i medici legali hanno inviato alla Procura di Udine il primo referto. Molto probabilmente il cuore del calciatore ha rallentato il battito fino a fermarsi, per cause naturali. L'anatomopatologo Carlo Moreschi e il professor Gaetano Thiene hanno però aggiunto che «per la diagnosi definitiva sono necessari approfonditi esami istologici seriati». Gli accertamenti saranno eseguiti entro 60 giorni. I medici hanno concluso la comunicazione alla Procura spiegando che «dal punto di vista medico legale nulla osta al seppellimento della salma». La Procura ha quindi firmato il nulla osta e il corpo del calciatore è stato messo a disposizione dei familiari intorno alle 15.30.

A Udine sono rimasti il fratello di Davide, Marco, e uno zio del calciatore: devono sbrigare le pratiche per il trasferimento della salma, che verrà trasferita a Coverciano, dove sarà allestita la camera ardente. I funerali domani alle 10 nella Basilica di Santa Croce a Firenze.ilmessaggero.it

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«In Italia controlli top, ma si rischia»

 Si può essere sportivi, non sportivi o anche sportivi professionisti. Non c’è differenza. E sì, si può morire così, a 31 anni, senza che fino a quel momento ci siano mai stati problemi. Nel caso di Astori, evidentemente, c’erano, ma non per questo si potevano individuare, neanche con controlli molto approfonditi. Il discorso vale per tutti, sia per chi deve andare a mille per professione sia per chi invece conduce una vita sedentaria.

MEDICINA E SPORT – Certo, quando si fa sport a livelli di professionismo i rischi diminuiscono, se non altro per i controlli continui a cui gli atleti vengono sottoposti. «E in Italia siamo avanti grazie alla Legge 91 che regola le norme dei rapporti tra sportivi e società professionistiche, introducendo già dagli anni 80 la scheda sanitaria per ogni atleta». Il commento è di Carlo Tranquilli, specialista in medicina dello sport, a lungo medico dell’Italia Under 21, tre Olimpiadi nel curriculum e professore di riferimento per diverse federazioni sportive di casa nostra. In sintesi: i controlli sugli atleti professionisti possono abbassare di gran lunga i rischi di morte improvvisa, ma non è possibile evitare del tutto le possibilità di decessi per patologie cardiache. Alcune delle quali non sono rintracciabili anche con esami avanzati.

LUTTO – Il tema, ovviamente, è tornato di attualità ieri, con la morte di Astori e il nuovo capitolo delle scomparse premature legate al mondo del calcio. «Purtroppo non c’è niente di nuovo – commenta il dottor Tranquilli – con i controlli si abbassa di molto il rischio di morte improvvisa ma non la si può evitare al cento per cento. Nel nostro Paese, grazie all’obbligo di legge, i controlli sono molto più estesi rispetto agli altri paesi. Almeno ogni sei mesi la scheda sanitari dell’atleta deve essere aggiornata e la responsabilità è della socità, quindi del medico sociale.corrieredellosport.it