Categorie
APPROFONDIMENTI

Scudetto e Champions, alla ricerca della svolta. Prime sei contro, una giornata che può cambiare tutto

 La verità, probabilmente, è quella che dice Massimiliano Allegri nella notte che segue la vittoria sull'Atalanta con conseguente approdo in finale di Coppa Italia contro il Milan. E non senza un leggero disappunto: "Stiamo facendo una grande stagione. Lo scorso anno, a questo punto, avevamo già un discreto vantaggio in campionato, quest'anno stiamo assistendo a una stagione eccezionale del Napoli". E allarga quasi le braccia.

È vero, se la Juve – dopo averla battuta in Coppa Italia con un rigore, tra l'altro abbastanza controverso – sconfiggesse l'Atalanta anche nel recupero di campionato (66 punti un anno fa, 65 oggi ma con una partita in meno) avrebbe più punti addirittura dello scorso, ma questo non le basterebbe comunque per stare sopra il Napoli. Che è l'eccezionalità di questa stagione. La verità a volte è proprio banale: la Juventus tutto sommato è sempre la stessa, è il mondo intorno che è cambiato.

La stagione dunque va avanti così, alla ricerca di qualcosa, qualcuno o un evento che imprima una svolta decisiva. Che scelga cioè, più o meno definitivamente, tra Napoli e Juventus, e decida quali squadre portarsi in Champions League e salvarle dunque dall'inevitabile bufera che le coglierebbe qualora mancassero l'obbiettivo. La Lazio, l'Inter, la Roma, il Milan? Su certe squadre pesa moltissimo l'angoscia del futuro.

La giornata numero 27, la prossima, sembra lì apposta per questo. Se usassimo lo stesso intramontabile criterio di Gianni Brera – che per stabilire l'ordine di importanza delle partite di una domenica di campionato, ne sommava semplicemente i punti – la giornata n. 27 che impila le prime otto che si incontrano in 4 partite, vedrebbe in testa Napoli 69 – Roma 50 (119) e a seguire Lazio 52 – Juventus 65  (117),  Milan 44 – Inter 51 (95),  Atalanta 38 – Samp 44 (82). Ma se la Juve vincesse il match mancante sarebbe addirittura più importante e fondamentale di Napoli-Roma. Sempre secondo il teorema Brera, s'intende.

È chiaro, comunque, che oggi si ricomincia da lì, dal Napoli che ha impressionato il mondo col suo tiki taka in salsa Sarri. Tutti si chiedono – soprattutto gli juventini ovviamente… – se reggerà, se sarà così costante e inattaccabile da poter sostenere l'assalto della Juventus. Beh, veramente la situazione è abbastanza rovesciata: è la Juve ad avere la maggior pressione, a dover recuperare. Senza contare che il Napoli è ormai da tutto il 2017 che viaggia a questi ritmi, per cui ipotizzare crolli è sicuramente possibile, ma non giustificato da quanto sta succedendo da quasi un anno e mezzo. Il Napoli ha richiamato su se stesso le attenzioni del mondo e ha cancellato dal suo percorso – proditoriamente e non senza qualche condanna – le distrazioni dell'Europa League e della Coppa Italia. Invece perfettamente presenti nel cammino della Juventus. Le Coppe costano fatica, ma è anche vero che se vai avanti danno adrenalina e moltiplicano miracolosamente le forze.

La Roma potrà opporre al Napoli più che altro tutte le sue inquietudini. Adesso ci si interroga su Di Francesco – in bilico tra campionato e Champions – e i suoi schemi di gioco. Ma il problema, in realtà, è il crollo psico-fisico quasi contemporaneo dei suoi senatori. Da Florenzi a De Rossi, da Strootman a Nainggolan, da Manolas a Dzeko. Non esiste tattica che tenga insieme giocatori così depressi.repubblica.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

La guerra dei Lucas, quarta parte

Lucas contro Lucas, quarto e ultimo atto. Non è come sembra un titolo di un film, ma l'ennesimo duello a distanza tra Leiva e Biglia, i due registi di Lazio e Milan. E a meno che non ci sia un sequel in Europa League (che tutti ovviamente si augurano, significherebbe avere entrambe le squadre almeno ai quarti) quella di stasera sarà la sfida decisiva. Probabilmente la più importante considerato che in palio c'è la finale di coppa Italia. Il bilancio tra le squadre è in perfetta parità, visto che hanno ottenuto una vittoria a testa in campionato con l'aggiunta del pareggio dell'andata di coppa a San Siro. Ma, forse, tra i due ai punti è in leggero vantaggio il brasiliano perché rispetto all'argentino, in tutte e tre gli incontri ha mostrato qualcosa di più.
QUASI GEMELLI
Tra i due, l'unica differenza, cognome a parte, è la nazionalità, anche se su questo ci sarebbe un po' da discutere, visto che entrambi hanno antenati toscani. A ogni modo uno è nato in Brasile, l'altro in Argentina. E su questo non ci sono dubbi. Per il resto stesso nome, stesso colore dei capelli e stesso ruolo, anche se con interpretazione diversa, ma anche caratteri molto simili. Entrambi pensano solo al lavoro sul campo, introversi e poco inclini a ricercare la luce dei riflettori. Il brasiliano è più attivo sui social, dove non è che comunichi chissà cosa della sua vita privata, ma almeno rispetto a Biglia usa Facebook e Instagram piuttosto spesso per comunicare col mondo esterno con pensieri o foto. Aveva infatti molto sorpreso quella battuta su Instagram subito dopo la vittoria sulla Roma: «Abbiamo solo battuto la seconda squadra della capitale», la frase attribuita al rossonero. Un cinguettio per sbeffeggiare i giallorossi che ha fatto il giro del web prima di smontarsi come era giusto che fosse: il profilo da cui è partito il messaggio è un fake, il Biglia vero non c'entra nulla. E, d'altra parte, nei suoi anni di Lazio il Lucas argentino quasi si vantava davanti ai compagni di non aver alcuna attività social. E così è.
PRINCIPE E GUERRIERO
Stasera ognuno vorrà primeggiare sull'altro ed è naturale che sia così. Di sicuro Leiva non ha fatto rimpiangere Biglia. Lotito ancora sorride per quanto ha pagato il Guerriero brasiliano, meno di cinque milioni, e soprattutto per quanto ha guadagnato cedendo il Principito al Milan per 18 milioni. Il biancoceleste ci ha messo davvero poco per conquistare tutti e ogni partita che passa la sua credibilità, tra compagni di squadra e tifosi, cresce a dismisura. Dal canto suo, Biglia, che in estate aveva scelto il Milan per fare il cosiddetto salto di qualità, mai avrebbe immaginato di trovarsi alle spalle della Lazio a questo punto della stagione. Dopo un girone d'andata da dimenticare, con tanto di fischi ricevuti a San Siro dai suoi tifosi, Lucas solo di recente è riuscito a tornare sui suoi standard di rendimento. Stasera si affronteranno senza esclusione di colpi – calcistici, si intende -: dai loro piedi partiranno le azioni che innescheranno le rispeettive bocche da fuoco. Il brasiliano ce la metterà tutta per conquistare la seconda finale stagionale per i biancocelesti. Stima e rispetta molto il suo avversario, ma finora non l'ha mai sofferto. E stasera, come un pugile, vuole aggiudicarsi ai punti il match a distanza con il suo predecessore.Il Messaggero

Categorie
APPROFONDIMENTI

La Champions League cambia, novità importanti per la Lazio

La Uefa oggi ha pubblicato i cambiamenti riguardanti la prossima Champions League. Si qualificheranno direttamente ai gironi:

-La detentrice della Uefa Champions League 
-La detentrice della Uefa Europa League
-Quattro squadre delle federazioni dal 1' al 4' posto nel ranking: Spagna, Germania, Inghilterra e Italia
-Due squadre delle federazioni al 5' e 6' posto nel ranking: Francia e Russia
-Campioni nazionali dal 7' al 10' posto del ranking: Portogallo, Ucraina, Belgio e Turchia

Inoltre: 
- Se la detentrice della Champions League 2017/18 si qualifica ai gironi di Champions 2018/19 attraverso il piazzamento nel proprio campionato, il posto vacante nei gironi sarà occupato dalla prima classificata in Repubblica Ceca.

– Se la detentrice dell'Europa League 2017/18 si qualifica ai gironi di Champions 2018/19 attraverso il piazzamento nel proprio campionato, il posto vacante nei gironi sarà occupato dalla terza classificata in Francia.

– Ogni campionato può avere massimo cinque squadre qualificate ai gironi di Champions League 2018/19

Categorie
APPROFONDIMENTI

Milinkovic, 12 partite per entrare nella storia della Lazio

Sergej Milinkovic-Savic, 23 anni oggi, è il fenomeno della Lazio. Con la doppietta contro il Sassuolo ha raggiunto quota 9 gol in campionato. E' un giocatore completo, abbina potenza a qualità tecnica. Sa proteggere il pallone, sa dribblare, colpisce di testa come pochi e ha un ottimo tiro. Sono già cinque i gol realizzati da fuori area. In questa stagione può compiere un passo nella storia della Lazio: diventare il centrocampista più prolifico della società biancoceleste. A detenere il record è Candreva, che nel 2013/14 mise a segno 12 gol in campionato. L'esterno romano però giocava nel tridente e tirava anche i rigori. Nella storia recente della Lazio ha avuto un ruolo fondamentale Hernanes, che giocando a fianco di Klose, ha raggiunto per due volte quota 11 gol in campionato. Stessa cifra raggiunta dalla “Furia Ceca” Nedved, nella stagione post-scudetto. Milinkovic avrà a disposizione altre 12 partite per segnare 4 gol e diventare il centrocampista più prolifico della storia del club biancoceleste.

Categorie
APPROFONDIMENTI

E’ l’Immobile migliore di sempre: stagione da record

Tripletta in Europa League, record personale di gol in una stagione e Lazio sempre più Ciro-dipendente. Immobile dopo il 5-1 alla Steaua Bucarest aveva più di un motivo per festeggiare. Ovviamente c'era la soddisfazione per la qualificazione agli ottavi ma il pallone portato a casa questa sera ha un davvero un bel sapore per Ciro. 

INARRESTABILE — L'attaccante biancoceleste con la seconda tripletta stagionale, senza contare il poker alla Spal, si issa al secondo posto tra i migliori marcatori europei, alle spalle dello scatenato Harry Kane. Davanti, per ora, a mostri del gol come Aguero e Lewandowski, fermi a 29, Messi, 28, e Cristiano Ronaldo 26 centri stagionali. Tanto per dire qualche nome. Quando segna lui la Lazio vince praticamente sempre: l'unica eccezione è stato il derby di andata, perso 2-1 con la Roma.

TOP 10 — Già al primo gol poteva ritenersi soddisfatto: aveva già battuto il proprio record stagionale con la rete numero 29 in stagione. Ma con questa sera Ciro sale anche nella top 10 dei migliori marcatori della Lazio arrivando a 57 centri in biancoceleste e sorpassando proprio il suo tecnico Simone Inzaghi, arrivato a quota 55 in carriera con la maglia laziale.

AVANTI — Ma Immobile non ha alcuna intenzione di fermarsi e guarda già al prossimo impegno: "Sono felice ma sono numeri da condividere con tutti i miei compagni e tutti insieme abbiamo superato questa piccola crisi. Giocando da Lazio, come stasera, sapevamo che potevamo vincere e passare il turno. Questa qualificazione ci fa da trampolino per tutto quello che ci aspetta, a iniziare dalla trasferta di domenica contro il Sassuolo". gazzetta.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Il dott. Rodia: “Caceres, trauma contusivo al ginocchio. Crampi per Felipe e Immobile”

Lascia il campo al 25esimo di Lazio – Steaua, Martin Caceres. Il difensore della Lazio accusa un fastidio al ginocchio sinistro che gli impedisce di continuare la sfida. Al suo posto entra Bastos, autore del raddoppio laziale di stasera. Intanto, Sky rassicura i tifosi biancocelesti riguardo alle condizioni dell'uruguaiano: si tratterebbe solo di una forte contusione, nessun guaio muscolare. Simone Inzaghi tira un sospiro di sollievo, aspettando comunque gli accertamenti del caso e il referto medico ufficiale.lalaziosiamonoi.it

AGGIORNAMENTO – 

Primi verdetti da parte dell’infermeria biancoceleste sulle condizioni dei due infortunati di questa sera. Secondo quanto fa sapere Lazio Style Channel, per Martin Caceres si tratta un trauma contusivo al ginocchio sinistro, mentre per quanto riguarda Felipe Anderson e Immobile nulla di preoccupante. La conferma nelle parole del medico sociale dott. Fabio Rodia proprio al canale ufficiale: "Caceres è uscito per un trauma contusivo al ginocchio sinistro che gli ha procurato un dolore abbastanza forte: la situazione verrà monitorata domani con un controllo sia clinico sia strumentale ma sono abbastanza tranquillo e fiducioso. Semplici crampi da fatica per Immobile e Felipe Anderson: stanno bene tutti".

 

Categorie
APPROFONDIMENTI

Felipe al bivio, ecco l’occasione per ripendersi la Lazio

‘Occasione’, dal latino ‘ob’ e ‘cadere’, letteralmente ‘cadere davanti’. In termini moderni, una 'chance' che all’improvviso si immette tra chi procede lungo il suo percorso e la strada stessa. La si può cogliere al volo, oppure lasciare andare via. Ed è interessante notare come spesso – in modo particolare quando la sorte si diverte ad attorcigliare i fili del destino – un’occasione si presenti nel momento più opportuno. Per esempio quando a prevalere è la voglia di riscatto. Come nel caso di Felipe Anderson. Che stasera è pronto ad afferrare – e se è necessario e trattenere con le unghie e con i denti – la possibilità che gli è ‘caduta davanti’. Perché contro la Steaua il brasiliano tornerà a scendere in campo dal primo minuto. Non accadeva dal 31 gennaio, giorno del match di Coppa Italia contro il Milan. Dopo gli alti e bassi dell’ultimo periodo, è da lì che Felipe riparte. Dall’attacco biancoceleste. Da quel ruolo che aveva tanto amato e che è stato costretto ad abbandonare a inizio stagione. E lo fa in veste di titolare in una partita, come quella di stasera, dove nulla può essere lasciato al caso. Il destino – e mister Inzaghi – gli hanno lanciato un guanto di sfida. Anderson è pronto a sfruttare la sua ruvidezza per trattenere l’occasione che non vuole lasciarsi sfuggire.lalaziosiamonoi.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Riecco le coppe: il campionato aggiunge un’altra incognita

Quanto il ritorno delle coppe europee potrà incidere sulla lotta per scudetto, zona Champions ed Europa League è l’elemento nuovo da aggiungere all’incertezza del campionato. Tra le prime otto in classifica solo Inter e Sampdoria sono escluse dalle fatiche infrasettimanali. Se la Champions ha un coefficiente più alto di difficoltà per la superiore qualità degli avversari da affrontare, anche l’Europa League nasconde insidie pericolose. Prima fra tutte quella di giocare il giovedì, oltretutto con andata e ritorno in sette giorni. L’impegno a metà settimana da sempre mal si concilia con il lavoro degli allenatori. Anche se Sarri, Inzaghi, Gattuso e Gasperini faranno uso del turn over, nulla potrà evitare alle varie squadre un dispendio oggettivo di fatiche psico-fisiche. La stagione entra nel vivo, se Napoli e Juventus, ognuna alla propria maniera, mantengono un ritmo eccezionale, alle loro spalle la situazione è tutta da decifrare. Nello spazio di soli 90 minuti, la classifica è completamente mutata. Da che la Lazio doveva prendere il volo, forte del 3° posto e di prestazioni convincenti, al momento attuale, dove, dopo tre sconfitte consecutive, si ritrova scavalcata dalle sue avversarie. II ritorno al successo contro il Bologna dell’Inter, e la goleada della Roma al Benevento, seppur importanti, non bastano a mettere la parola fine al loro momento di difficoltà. Ci sarà bisogno di altre verifiche, così come Lazio dovrà capire quali sono i suoi attuali problemi. Di certo, i tanti impegni l’hanno resa stanca e meno lucida, ma i limiti difensivi, coperti dall’ottimo rendimento della squadra, sono evidenti. A Inzaghi il compito di studiare le giuste soluzioni, alla squadra di ritrovare lo spirito di qualche settimana fa.ilmessaggero.it

Categorie
APPROFONDIMENTI

Scarpa d’oro: un mese senza gol, Immobile slitta al quinto posto

La corsa alla Scarpa d'Oro 2017/18 si fa sempre piu' emozionante: Harry Kane rimane in vetta solitaria, ma dietro di lui si muove la classifica con Mohamed Salah subito dietro e Sergio Aguero che risale. Kane ha deciso il Derby del Nord di Londra a favore del Tottenham con il gol che ha steso l'Arsenal, Salah ha timbrato il cartellino contro il Southampton. Sono sempre loro due a guidare la classifica dei migliori marcatori in Europa. Dietro e' rimasto bloccato Edinson Cavani, superato da Aguero, capace di rifilarne quattro al Leicester City e portarsi cosi' a 42 punti, grazie ai 21 gol messi a segno finora in Premier League. Stabile al quinto posto Ciro Immobile, il primo della Serie A, con 20 gol e 40 punti, a braccetto con Lionel Messi, anche lui in bianco nel week-end. Chiude la top 10 Mauro Icardi, assente nella gara dell'Inter contro il Bologna.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Anderson, rientra in gruppo dopo Napoli: la Lazio lavora per evitare un Keita-bis

Anche nell'ultimo allenamento, Felipe Anderson non ha partecipato alla seduta insieme al resto dei compagni. Stavolta non si tratta di insubordinazione o polemica, semplicemente di una decisione della società. Tra le "punizioni" stabilite nei confronti del brasiliano, infatti, quella a far più rumore è certamente la non convocazione in vista del big match con il Napoli, ma ci sono state anche quelle per così dire "secondarie", che lo hanno tenuto fuori dalla seduta di mercoledì e da quella appunto di giovedì. 

FELIPE ANDERSON SI ALLENA ANCORA A PARTE – Felipe si è così dovuto allenare a parte, più che altro lavorando in palestra, e subito dopo la partita con il Napoli tornerà ad aggregarsi al resto del gruppo. Così il club ha voluto mandare un messaggio forte al brasiliano e al resto dello spogliatoio: atteggiamenti come quelli di Anderson (che probabilmente vorrebbe un posto da titolare garantito) non saranno tollerati, per evitare di rivivere un Keita-bis. Se la Lazio di Simone Inzaghi è riuscita a piazzarsi al terzo posto in classifica ed è ancora in corsa in entrambe le coppe, il merito è proprio dell'unione d'intenti avuta da tutta la squadra fino a questo momento, titolari e riserve. Chi metterà i suoi interessi davanti a quelli del gruppo, insomma, sarà punito. 

CON IL NAPOLI TORNANO LULIC E MILINKOVIC -Intanto il tecnico biancoceleste prepara la partita con il Napoli al San Paolo, dove probabilmente sarà riproposta la formazione tipo di questo avvio di stagione: davanti a Strakosha sono stati provati i tre centrali Wallace (favorito su Caceres e Bastos), de Vrij e Radu; a centrocampo testata la linea classica con Marusic (in vantaggio su Basta), Parolo, Lucas Leiva e i due al rientro dalla squalifica, Milinkovic e Lulic; in attacco Luis Alberto alle spalle di Immobile.repubblica.it