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Immobile, doppietta poi lo stop: all’intervallo il cambio

Un bel primo tempo della Lazio con il gol di Milinkovic e la doppietta di Ciro Immobile. Il bomber biancoceleste però, all’intervallo, è rimasto negli spogliatoi. Dentro Muriqi. A metà primo tempo aveva accusato qualche problema, forse al ginocchio, guaio che lo aveva costretto a fermarsi già qualche settimana fa. Veloci controlli a bordo campo con lo staff medico, poi è andato di nuovo in campo. Ha preferito non rischiare. Ora Sarri spera non sia nulla di grave, con il bomber della Lazio è tutta un’altra squadra. Giovedì c’è l’Europa League e la sfida da non perdere contro il Galatasaray per il primato del girone.

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Rinnovo Sarri: l’accordo c’è, per le firme serve tempo

Maurizio Sarri, spiega Il Messaggero, è pronto a firmare il rinnovo di contratto con la Lazio. Il presidente Claudio Lotito gliel’ha già offerto e ha già trovato da tempo un accordo fino al 2025, ma ancora i tempi e gli spazi per le firme non ci sono state: prima Lotito è stato impegnato nella proclamazione al Senato, nei prossimi giorni ci sarà la questione Salernitana da sistemare. Poi, una volta lasciate alle spalle queste vicende, si potrà trovare anche la data giusta per mettere tutto nero su bianco.

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Senato:nuovo stop a Lotito-senatore, resta in carica Carbone

Nuovo stop per il presidente della Lazio, Claudio Lotito e per la sua ‘rivendicazione’ di un seggio al Senato. Al suo posto resta quindi in carica Vincenzo Carbone, di Iv, eletto nello stesso seggio in Campania.Decisivo un ordine del giorno proposto da Loredana De Petris, capogruppo del gruppo Misto e approvato dall’aula del Senato che di fatto congela la decisione della Giunta delle elezioni e immunità che precedentemente aveva riconosciuto lo scranno a Lotito. 
    Nell’ordine del giorno – che ha avuto 155 sì, 102 no e 4 astenuti – si chiede il rinvio del caso alla Giunta per rettificare i dati elettorali di proclamazione dei seggi. 
    (ANSA). 

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Gli allenatori più pagati: Gasperini sale al quarto posto, Sarri al sesto davanti a Spalletti

“Abbiamo rinnovato il contratto di Gian Piero Gasperini fino al 2024 con opzione per una ulteriore stagione”. A dirlo, nella giornata di ieri, è stato l’amministratore delegato dell’Atalanta Luca Percassi dopo la vittoria contro il Venezia. Il tecnico di Grugliasco, alla guida della Dea dal 2016, è il vero grande protagonista di questi anni dell’Atalanta, colui che ha permesso al club di coniugare risultati e plusvalenze come mai era accaduto prima nella storia della società nerazzurra.

La fiducia in Gasperini da parte della famiglia Percassi non era quindi mai stata messa in discussione e ieri mattina c’è stato anche il tempo di firmare un nuovo accordo con cifre leggermente più alte rispetto alle precedenti: Gasperini ha firmato un contratto da circa 3.5 milioni di euro più bonus, legati alla qualificazione della squadra orobica nelle coppe europee.

Dove si colloca in Serie A? In questo momento è al quarto posto in Serie A nella classifica dei tecnici più pagati, scavalcato Stefano Pioli che solo pochi giorni fa ha sottoscritto un contratto col Milan da 3.2 milioni di euro più bonus. Al comando ci sono Max Allegri e José Mourinho, entrambi con uno stipendio da 7 milioni di euro netti a stagione, poi Simone Inzaghi che in estate ha firmato un contratto da 4 milioni a stagione. Al sesto posto, alle spalle di Pioli, c’è Sarri che con la Lazio ha firmato un contratto da 3 milioni di euro più bonus, poco meno guadagna Spalletti al Napoli: 2.8 milioni di euro netti di parte fissa. Tuttomercatoweb.com

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Dicembre per il cambio di passo: zero scontri diretti e la ‘finale’ con il Galatasaray

Un mese caldo quando a Roma inizia il freddo inverno. In un dicembre senza scontri diretti, la Laziodi Sarri deve cambiare marcia: in palio un’importante fetta della stagione. Premesso che visti i preoccupanti cali di Bologna (3-0)Verona (4-1) e Napoli (4-0)nessuna gara può essere sottovalutata, non è sbagliato sottolineare quanto il calendario da qui al nuovo anno – sulla carta, va detto e ripetuto – sia abbordabile per i biancocelesti, che non dovranno giocare con nessuna squadra tra le prime 10 in classifica.

Domani sera all’Olimpico arriverà l’Udinese, poi la doppia trasferta contro Sampdoria e SassuoloGenoa in casa e prima di Natale il Venezia al Penzo. Scossa dalla pesante sconfitta di Napoli, la Lazio non deve solo reagire ma deve riuscire a trovare quella continuità che Sarri ha sempre chiesto ma mai avuto. “La squadra aveva fatto dei passi in avanti, come è solito ogni quattro o cinque partite vengono fuori gare di questo tipo”, ha commentato domenica notte.

Se riuscirà in questo mese a inanellare una serie positiva, gli scenari del nuovo anno – con l’aiuto del mercato e il rinnovo di contratto di Sarri – potrebbero essere interessanti. Ma in ballo non c’è solo il piazzamento futuro nella parte alta della classifica. Perché il 9 dicembre, all’Olimpico, la Lazio si giocherà con il Galatasaray le chance di chiudere al primo posto il girone d‘Europa League. La qualificazione è già in tasca, ma vincendo contro i turchi arriverebbe il pass direttamente per gli ottavi finale. Tradotto: più soldi sicuri, due partite in meno da giocare e nessun rischio di uscire in caso di sorteggio complicato. Ecco quanto vale la ‘finale’ con il Galatasaray. Tuttomercatoweb.com

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Inchiesta plusvalenze: gli scambi gonfiati coinvolgono almeno 6 club di Serie A

“Gli scambi gonfiati coinvolgono almeno 6 club”, titola La Repubblica. Il Genoa ha chiuso affari per 123 milioni con i bianconeri e 78 con l’Inter. In 5 anni raddoppiato a 739 milioni il peso del calciomercato, ma con pochi contanti.

“Colpa di tutti: il virtuoso Napoli ha pagato 20 dei 71 milioni per Osimhen dando al Lille giovani oggi ai margini del calcio professionistico e Karnezis, terzo portiere sull’orlo della “pensione” – scrive Matteo Pinci -. Anche nella Juventus l’impatto dei ricavi è cresciuto vertiginosamente in due anni: dal 2018 al 2020, il periodo sotto indagine, gli effetti prodotti dalle cessioni sono cresciuti del 70%. Una delle società con cui la Juve ha messo in atto un flusso piuttosto continuo è il Genoa: tra i due club sono circolati circa 123 milioni di euro in trasferimenti. In realtà soltanto 25 sono andati a ingrassare i conti correnti. Il resto si è compensato in un pari e patta. (…) Prendete l’Inter. Dal 2018, tra i nerazzurri e il Genoa sei operazioni per 78 milioni: tre acquisti per club. Ma, nei fatti, si sono mossi solo 5 milioni. Anche perché i giocatori erano quasi sempre gli stessi: nel 2018 il Genoa acquista il portiere Radu, l’anno successivo lo riprende l’Inter spendendo poco più di quanto incassato. Dodici mesi dopo tocca a Pinamonti: va al Genoa per 19 milioni, un anno e torna per 21 all’Inter dove lui e Radu non giocano mai. Idem Vanheusden, venduto allo Standard per ricomprarlo, senza impiegarlo. Perché un club in crisi dovrebbe spendere per giocatori inutili? La plusvalenza messa a bilancio dopo la prima cessione, ad esempio (…)”.

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Approccio, errori individuali e pressione sbagliata: difesa horror, la quarta peggiore della Serie A

Aggiustare, e in fretta, la difesa della Lazio. Dopo il pesante ko contro il Napoli per 4-0 riemerge il problema dei tanti, troppi gol incassati da parte della squadra. Questione di approccio in campo, questione di pressione, errori individuali. Di fatto i numeri fotografano una situazione difficile. La squadra di Sarri ha la quarta difesa peggiore della Serie A. Sono 25 i gol incassati in 14 partite. Peggio fanno solo Genoa, Sampdoria e Empoli (26), Salernitana e Cagliari (29) e Spezia (32). Nessuna big del campionato ha un passivo così pesante. In trasferta la situazione diventa ancora più grave. Quella della Lazio diventa la seconda peggior difesa della Serie A. Lontano dall’Olimpico rimediate 17 reti, peggio fa lo Spezia con 23. Manca una certa solidità difensiva e un centrocampo che troppo spesso va in affanno. “Pressione sbagliata”, ha ammesso Sarri dopo il ko del Maradona. Nei primi venti minuti contro il Napoli i giocatori di Spalletti entravano dappertutto. Partita infelice e sconfitta pesante: una doppia lezione che la Lazio prova a digerire guardando avanti. Corrieredellosport.it

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Scarica, senza fame e disattenta: la delusione di Lotito ed i tifosi: “Fuori gli attributi”

CataldiLuis Alberto e il ds Tare alla vigilia avevano sottolineato quanto fosse importante la gara di Napoliper la stagione della Lazio. Ma dopo il 4-0 di ieri verrebbe da chiedersi cosa possa succedere quanto i biancocelesti affrontano una partita di poco conto. Perché – in una notte così delicata – la squadra di Sarri è entrata in campo senza fame, scarica fisicamente e con poca attenzione tattica: non proprio il modo migliore per affrontare uno scontro diretto. E il risultato è una diretta conseguenza: 2-0 dopo 10′, 3-0 al 29′ e 4-0 al triplice fischio. E rimane intatto il tabù Napoli: lì la Lazio non vince dal 31 maggio 2015.

La pesante sconfitta contro la squadra capolista del campionato ha fatto infuriare la società, in primis il presidente Lotito, deluso e arrabbiato per la prova fornita dai giocatori. Che in passato si erano esaltati durante i big match, mentre ieri si sono sfaldati sotto la pioggia di Napoli, dove pochi mesi fa con Inzaghi avevano subito 5 gol. 

Infuriati anche i tifosi. Alla fine della partita, la squadra con in testa Immobile e Acerbi è andata sotto al settore ospiti del Maradona per chiedere scusa ai circa mille laziali presenti. “Tirate fuori gli attributi“, la loro risposta. Tuttomercatoweb.com

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Dalla statua ad Infantino, a Napoli è la notte del “Diez”

Prima della gara sarà svelata la seconda statua dedicata a Maradona. Come riportato dal Corriere dello Sport, attesi il presidente della FIFA, Infantino; il presidente della Figc, Gravina; il presidente e l’ad della Serie A, Dal Pino e De Siervo; il governatore De Luca e il sindaco Manfredi. Prima della partita contro la Lazio, i tifosi vedranno il giro di campo della statua. Alla fine ci saranno anche gli azzurri del primo scudetto. Laziopress.it

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“Mai una gara come le altre”: Sarri a Napoli da avversario. Il precedente con la Juve: “Un Comandante non cade in disonore”

Per Maurizio Sarri tornare a Napoli sarà come varcare, dopo un lungo viaggio, la porta di casa. Domenica è atteso allo stadio, che nel frattempo lo hanno intitolato a Maradona. Quando c’era lui si chiamava ancora San Paolo. Cambiano i santi, non l’amore e la passione che si respirano lì dentro. Maurizio lo sa bene: tre anni intensi, uno scudetto sfiorato, la magia del bel calcio. Poi l’addio. A Napoli è tornato, ma vestito di Juve. Sacrilegio. Era il 26 gennaio 2020. A distanza di quasi due anni, questa volta da allenatore della Lazio, è pronto di nuovo a presentarsi contro il Napoli da avversario. “Contro il Napoli non sarà una sfida come le altre, questo è evidente”. Sarri, ancora in Russia dopo la vittoria sulla Lokomotiv, già pensa a domenica. Ma come è andata quella prima volta da avversario contro gli azzurri? Vigilia calda, perché i tifosi napoletani mai gli hanno perdonato il tradimento con la Juve. Striscioni in città contro di lui: “Sarri gobbo bastardo. Sulla Juve ne hai dette tante ma poi ti sei calato le mutande”. Parole forti che ricordano il suo passaggio in bianconero avvenuto l’estate prima. “Un Comandante di valore non cade in disonore… Ti sei venduto la dignità a chi ha il “Palazzo” di proprietà”. L’allenatore, a San Gregorio Armeno, diventa una statuetta di Giuda vestito con la tuta della Juve. Non mancano nemmeno la sacchetta con i 30 denari. Fischi e applausi, un mix di emozioni durante quel Napoli-Juve. Sarri perde 2-1 con i gol di Zielinski e Insigne. Di Cristiano Ronaldo la rete inutile a tempo quasi scaduto. “Uno cerca di estraniarsi da tutto e da tutti, ma poi è chiaro che per me Napoli rappresenta una tappa particolare. Quindi è sempre piacevole ed emozionante tornarci. La sconfitta? Che sia capitata contro il Napoli non mi dà particolare fastidio. Sono contento per quei ragazzi a cui sono e rimarrò legato per sempre. Se proprio bisogna perdere, meglio che sia contro di loro”. Le parole a fine partita. Corrieredellosport.it